Hanyo no Yashahime: il ritorno di Inuyasha e le nostre speranze

Inuyasha ritornerà presto sugli schermi, con un sequel carico di aspettative, speranze e davvero tanta, tanta nostalgia

Hanyo no Yashahime: il ritorno di Inuyasha e le nostre speranze

Nell’ultimo mese è circolata una notizia che ha riempito i cuori di molti appassionati: il ritorno di INUYASHA! Infatti, per celebrare i 20 anni della serie animata (che nostalgia), l’autrice Rumiko Takahashi ci ha offerto un regalo inaspettato, condiviso attraverso la copertina del Weekly Shōnen Sunday. La nuova serie spin-off sequel, prevista per l’autunno dell’anno corrente, si intitolerà Hanyo no Yashahime: Sengoku Otogi Soushi, oggi semplicemente tradotto con “Yashahime: la principessa mezzo-demone”.

Noi tutti ricordiamo con affetto gli episodi di Inuyasha, che avevamo collezionato pazientemente come i frammenti della sfera dei Quattro Spiriti, nelle lunghe nottate dell’MTV Anime Night. Quando la cultura giapponese era ancora di nicchia questa rete televisiva aveva portato agli adolescenti italiani la magia del Sol Levante (molte volte in prima visione), rendendo il martedì off-limits per ogni altra attività: c’erano Full Metal Panic!, Ranma 1/2, Beck, Fullmetal Alchemist, Wolf’s Rain, Trigun, Aquarion (che preferivo a Neon Genesis Evangelion… fucilatemi pure in piazza!) e proprio Inuyasha, tutti titoli di rilievo che contribuirono all’esplosione della cultura degli anime e, nel caso di quest’ultimo, a diffondere il fascino del Giappone feudale.

Inuyasha

Inuyasha

In una serie di 67 volumi edita da Star Comics, che sono diventati “solamente” 167 episodi (escludendo le digressioni varie), l’anime seguiva piuttosto fedelmente le avventure del manga, dove Kagome, una studentessa dell’epoca moderna, veniva catapultata per errore nell’era Sengoku, dove incontrava Inuyasha, un mezzo demone sigillato in un albero.

La storia appassionante ormai la conosciamo tutti: viaggi tra i villaggi, comicità, dubbi esistenziali, tradizioni e tante lotte con demoni di ogni genere. Un mix di combattimenti e amore velato che si conclude con con l’epica lotta contro Naraku, uno dei villain meglio riusciti nella storia (a partire dalle motivazioni, mutevoli a volte, ma sempre originate da un odio estremamente realistico, sino al background e alle azioni… una vera perla), alla quale segue il romantico finale: “Io e Inuyasha siamo destinati a rimanere insieme per sempre”. Una conclusione giusta, coerente e soddisfacente, come poche se ne sono viste negli anime di lunga durata, ma che aveva comunque lasciato ai fan una considerevole sete di sapere: «Come sono proseguite le vite dei nostri amati protagonisti?» e poi ancora, «Il male è stato davvero sconfitto?».

Hanyo no Yashahime

Ebbene, con l’annuncio dell’autrice e l’apertura del sito ufficiale dedicato all’anime di Hanyo no Yashahime (nel quale sono riportati i bozzetti e le sinossi che riguardano i protagonisti del sequel) possiamo già farci una idea sulla trama: Le due figlie di Sesshomaru, le gemelle Towa e Setsuna (che in giapponese hanno un suono simile a “eternità” e “istante”) vengono separate da un incendio a quattro anni. Vagando nella foresta, Towa trova un portale temporale (presumibilmente lo stesso usato da Kagome) e finisce nel Giappone moderno, dove viene adottata da Koga, il fratello di Kagome. A quattordici anni la ragazza ritrova il varco e ritorna nella sua epoca (dove continua a vestirsi come un liceale di sesso maschile, essendo abiti “più comodi per combattere”) con lo scopo di ritrovare sua sorella, che nel frattempo è diventata una cacciatrice di demoni in compagnia di Kohaku. Una volta incontratesi, Setsuna (che viene rappresentata proprio come una versione femminile di Sesshomaru) non sembra però credere alla sorella. A queste due ragazze si aggiunge infine Moroa (in questo caso la versione femminile di Inuyasha, rappresentata con orecchie da cane e stessi lineamenti) anche lei cacciatrice di demoni, che elimina con la sua spada Kurikaramaru.

Hanyo no Yashahime: il ritorno di Inuyasha e le nostre speranze

Aspettative alle stelle

Con queste premesse ci aspettiamo una valanga di emozioni e nostalgia, e la risposta a molte domande: Ci saranno anche i figli di Miroku e Sango? Che compito avranno i vecchi personaggi? Kagome e Inuyasha saranno solo comparse oppure parte integrante della storia? O forse sono scomparsi, come sembra indicare Moroa dicendo di non ricordarsi di loro? Le due gemelle sono figlie di Sesshomaru e di Rin?

Da fan della serie spero solo che non si tratti dell’ennesima riproposizione di un brand famoso per attirare del pubblico facile, nello stile dell’anime di Dragon Ball Super per intenderci, con pessimi disegni, episodi noiosi (soprattutto inizialmente) e tanto fan service, ma piuttosto qualcosa di più simile a BORUTO: NARUTO NEXT GENERATIONS. Banalmente (ma credo che in molti la possano pensare così) mi piacerebbe ritrovare una buona trama, tanto folklore, un nuovo super villain slegato da Naraku (ma con la stessa intensità) e soprattutto un’animazione degna dei tempi moderni, che possa fare dell’anime un capolavoro come recentemente accaduto per DEMON SLAYER, accentuando gli scenari e le emozioni di questa misteriosa epoca.

Di per me sono già felice che non si tratti del solito reboot: per quanto molti di questi anime abbiano avuto un discreto successo e alcuni meritino davvero di essere visti (Dororo, DEVILMAN Crybaby, Fullmetal Alchemist… ma non BERSERK (2016), l’inquisizione punisca gli ideatori di quello scempio!) c’è sempre bisogno di nuovo materiale, soprattutto in un anno incasinato come questo. Non ci resta che attendere e sperare!

Hanyo no Yashahime: il ritorno di Inuyasha e le nostre speranze

Ogni tassello è al suo posto

Ciò che mi aspetto da questo Hanyo no Yashahime è che Rumiko Takahashi possa farci rivivere le emozioni di Inuyasha in una storia differente e che lo studio Sunrise (che già aveva animato la serie originale) contribuisca a rendere le animazioni più fluide e moderne. Le potenzialità ci sono tutte, così come dovrebbe costituire una certezza l’aver affidato nuovamente la sceneggiatura a Katsuyuki Sumisawa.

Non ci resta che sperare che tutti questi tasselli del passato finiscano per ricomporsi in una nuova e dinamica storia, e non semplicemente in una copia dell’originale che tanto abbiamo amato.

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Dario Pezzotti
Scrittore per passione, famoso per aver scoperto la pozione che preserva i capelli e l’anima, la usa su di sé per terminare il dottorato in ingegneria ambientale. Utilizzando la magia infusa nelle parole tenta da anni di convertire gli eretici alla cultura giapponese. Adora il metal, i videogiochi, i fumetti e tutto ciò che si può fare mangiando cioccolata all’ombra di una montagna.

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