Legend of Mana – Recensione

A 22 anni di distanza, SQUARE ENIX porta per la prima volta in Europa un grande classico rispolverato giusto per l’occasione

Legend of Mana recensione

L’anno è il 1999 e la console è la prima PlayStation. Legend of Mana viene pubblicato in Giappone e un anno dopo in Nord America, senza mai vedere una versione europea ufficiale. Questo HD Remaster non è quindi solo l’ovvia operazione nostalgia con cui molte case di sviluppo cercano un facile guadagno, ma è anche e soprattutto un modo per dargli lo spazio che merita all’interno del mercato e permettere di farlo giocare ad una platea ancora più ampia. Tuffiamoci nella recensione e scopriamo com’è andata questa operazione!

Legend of Mana

  • Titolo: Legend of Mana
  • Piattaforma: PlayStation 4, Nintendo Switch, PC
  • Versione analizzata: PlayStation 4 (EU)
  • Genere: JRPG
  • Giocatori: 1-2
  • Publisher: SQUARE ENIX
  • Sviluppatore: SQUARE ENIX
  • Lingua: Inglese (testi)
  • Data di uscita: 24 giugno 2021
  • Disponibilità: digital delivery
  • DLC: nessuno
  • Note: si tratta della versione rimasterizzata dell’omonimo titolo del 1999 mai arrivato in Europa

Abbiamo recensito Legend of Mana con un codice PlayStation 4 fornitoci gratuitamente da SQUARE ENIX tramite Koch Media.

Un vibrante mondo di mana

Il mondo di Fa’Diel è in pericolo. Con il declino dell’albero di Mana e il suo frammentarsi in artefatti, la linfa vitale stessa del mondo sta andando scemando sempre più. Il compito del giocatore sarà quello di raccogliere quanto più Mana possibile per riportare il mondo alla splendente bellezza di un tempo.

L’incipit del gioco è tanto semplice quanto apparentemente banale, ma non lo è nella sua risoluzione. Il mondo di Legend of Mana è infatti deciso dal giocatore stesso. Scelto il punto della mappa da cui iniziare l’avventura, potremo subito sperimentare il sistema “Land Mark”, tramite il quale si entra in possesso di artefatti, si accede alla mappa e si piazzano i luoghi che vogliamo visitare, decidendo noi la geografia del mondo e l’ordine in cui vogliamo procedere.

Legend of Mana - Recensione

La non linearità di questo particolare sistema si riflette inoltre anche nelle quest: Legend of Mana non ha una vera e propria trama principale, ma ha una serie di missioni (di cui almeno tre considerabili le più corpose e importanti) che è possibile seguire fino ad uno dei finali in cui si riesce con successo a salvare il mondo dal suo inevitabile declino. Le quest secondarie permettono allo stesso modo di acquisire potenziamenti, soldi e anche artefatti per esplorare zone inedite.

L’esplorazione che propone il titolo non sarà il massimo dell’originalità per gli standard del 2021, ma è bene ricordare l’anno di uscita di questo gioco e anche il fatto che questo sistema si difende ancora oggi molto bene. Le uniche criticità riscontrate risultano essere, a conti fatti, una leggera dispersività nelle fasi avanzate di gioco, in cui la nostra mappa potrebbe essere cresciuta a tal punto da rendere la navigazione e le decisioni da prendere piuttosto complesse, non sempre in maniera intuitiva o positiva.

Legend of Mana - Recensione

Le quest sono tante, varie e permetteranno di reclutare, al fianco del protagonista, un numero impressionante di comprimari le cui storie continueranno ad intrecciarsi con la nostra anche dopo la loro uscita dal gruppo e dopo il successo della missione ad essi collegata, dando vita poi anche ad altre fasi delle loro quest. Di sicuro questo è uno degli aspetti più interessanti, sperimentali e atipici dell’opera, soprattutto se lo si guarda nell’ottica d’insieme dei remake finora proposti della serie Mana. Da non sottovalutare anche la possibilità che ogni giocatore viva quindi la sua avventura personale nel mondo di Legend of Mana e che veda e faccia cose di cui altri non hanno idea, e viceversa.

22 anni dopo

È inutile negarlo: Legend of Mana è davvero un titolo squisito da vedere. I fondali e gli sprite di ogni singola cosa su schermo sono di una cura maniacale. Già solo la prima città, Domina, è una hub esplorabile nella sua interezza e ricca di dettagli e di luoghi, tesori e personaggi da scoprire. Dal punto di vista meramente artistico, il gioco risulterà tutt’ora ispirato, colorato e vibrante, grazie anche all’ottimo lavoro di riarrangiamento della colonna sonora (di cui, comunque, è ancora disponibile la versione originale, per chi la volesse).

Legend of Mana - Recensione
A tutto ciò si somma una grande varietà di luoghi, in modo da non rendere mai monotono il nostro viaggio alla ricerca di artefatti e di persone in cerca di aiuto. Caverne, altipiani, foreste, città, luoghi abbandonati e chi più ne ha più ne metta: Legend of Mana saprà accontentare anche i giocatori più esigenti quando si tratta di art design e varietà.

Se quindi da un lato il lavoro di svecchiamento grafico è un successo, le critiche più palesi che potrebbero sollevarsi verso il gioco stanno nel suo sistema di combattimento e nei comandi in generale. Il primo si presenta invariato rispetto all’originale, niente combattimenti casuali ma nemici che si trovano in determinate aree, che ci attaccano e da cui ci dobbiamo difendere combattendo come avviene, ad esempio, in un gioco della serie Tales of.

Legend of Mana - Recensione

I combattimenti non sono molto interessanti, né richiedono chissà quali tattiche o abilità per essere portati a termine. L’IA, sia dei personaggi che dei vari pet che è possibile reclutare, si comporta in maniera piuttosto standard, senza picchi di genialità (ma senza neanche lasciarsi distruggere dai nemici, per fortuna). Insomma: si corre verso un nemico, si attacca con una combo, ogni tanto ci si allontana correndo o saltando, si parano i colpi e talvolta si utilizzano gli attacchi speciali per ridurre i nemici ai minimi termini. Non aiuta neanche il fatto che sono frequenti i problemi con le hit box, in cui sarà necessario riposizionarsi per riuscire a colpire qualche avversario.

Legend of Mana - Recensione

È anche da evidenziare contestualmente una certa imprecisione dei comandi nelle fasi esplorative, il cui neo più grande emerge in special modo nei luoghi di dimensioni più contenute o nelle città, dove anche solo inclinare leggermente un analogico fa “scivolare” in maniera molto veloce il nostro personaggio. C’è comunque da specificare che nessuno di questi difetti sia un qualcosa di brutto o fatto male, ma che risultano nel caso dei combattimenti poco interessanti e, nel caso dei comandi, degli scivoloni che potevano essere evitati.

Un mondo incantato

La non linearità dell’esplorazione di cui si parlava in apertura si ripercuote su quello che potrebbe essere considerato forse l’aspetto più riuscito del gioco: la sua atmosfera fiabesca. Legend of Mana è un titolo che fa molta leva sulla sua ambientazione fatata e colorata. Il modo in cui questo si lega con il sistema di “Land Mark” è, com’è facile intuire, una continua scoperta e sorpresa. Un esempio di come uno sviluppatore (specialmente se ricordiamo che parliamo del 1999) dà pieno controllo di approccio alla sua opera, il che fa di Legend of Mana un gioco di ruolo ancor più che di altri suoi coetanei e anche di titoli più recenti.

Immaginiamo il gioco come una casa e il suo abitante come lo sviluppatore. Egli esce, chiude a chiave e poi consegna quelle stesse chiavi a noi: siamo liberi di entrare da dove vogliamo e di scoprire cosa c’è all’interno dell’abitazione, possiamo immaginare, sognare o fare ipotesi, ma quello che troveremo e l’ordine in cui lo troveremo sarà diverso.

Legend of Mana

Questo è Legend of Mana, che a patto di voler sperimentare e di calarsi in questo inusuale metodo di esplorazione, dà grandi soddisfazioni e sa riportarci con la mente a momenti più felici della nostra vita, quando era più facile immergersi in un’atmosfera fiabesca e onirica, immaginare creature fantastiche e vivere avventure eroiche. Il tutto coadiuvato dalle musiche di Yoko Shimomura, che spaziano dall’epico al calmo con grande disinvoltura. Non sarà il miglior titolo della serie, né un capolavoro, ma è di certo quello più unico e sperimentale.

A chi consigliamo Legend of Mana?

Legend of Mana risulta un acquisto obbligatorio per chi conosce la serie ma magari non ha mai giocato questo capitolo. Tutto ciò grazie all’ottimo lavoro di remaster che è stato fatto, soprattutto dal punto di vista grafico. D’altro canto il gioco non aggiunge quasi nulla a quanto già visto nel 1999 e quindi potrebbe non essere un acquisto così cogente per chi lo conosce bene o lo ha giocato non troppo tempo fa. Quel che è certo è che se da un lato il gameplay sente un po’ il peso degli anni, la storia e l’atmosfera sono ancora irresistibili, che si sia fan di vecchia data o meno.

Legend of Mana

  • Artisticamente ispirato
  • Esplorazione non lineare
  • Atmosfera fiabesca ma mai infantile
  • Tantissime quest, personaggi e cose da fare

  • Alcune imprecisioni di troppo nei movimenti
  • Il gameplay non è invecchiato benissimo
  • A volte può risultare un po’ dispersivo
Legend of Mana
4

Tornare bambini e sorprendersi davanti a tutto

Questo remaster di Legend of Mana è un’operazione riuscita. Sebbene il sistema di “Land Mark” non sia più una novità come lo fu all’epoca, risulta ancora adesso interessante e in grado di riservare sorprese al giocatore. A fronte di un gameplay talvolta semplicistico, il titolo ha senza ombra di dubbio un’atmosfera fiabesca che non può lasciare indifferenti e che è capace di regalare sincere emozioni quando si seguono le svariate questline disponibili, in particolare quelle principali. La longevità e la sperimentazione offerta dal sistema di “world building” conferisce inoltre una grande rigiocabilità, fattore da non sottovalutare per chi desidera esplorare ogni sfaccettatura del titolo.

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Classe 1993, cresciuto a pane e videogiochi. Ha studiato musica durante la sua adolescenza per poi appassionarsi alla cultura giapponese, studiare la lingua e andare a vivere in Giappone per studio e lavoro. Nella vita di tutti i giorni è un traduttore freelance, Dungeon Master e videogiocatore incallito. Tra le altre sue passioni, il cinema, la tecnologia e le lingue in generale.

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