DRAGON QUEST BUILDERS per Nintendo Switch - Recensione

DRAGON QUEST BUILDERS per Nintendo Switch – Recensione

Nintendo Switch ospita uno dei titoli più coinvolgenti della saga di DRAGON QUEST finora giunti in Europa: mettiamo alla prova la versione ibrida di DRAGON QUEST BUILDERS!

DRAGON QUEST BUILDERS per Nintendo Switch - RecensioneMolti anni fa un leggendario eroe si ritrovò sul punto di sconfiggere il malvagio Dragonlord, colpevole di aver sottratto al regno di Alefgard la Sfera della Luce e di aver portato l’oscurità assoluta sul mondo intero. Poco prima della battaglia decisiva, tuttavia, il perfido signore del male offrì all’eroe la possibilità di governare assieme a lui sulle terre ormai invase dai mostri, piuttosto che lottare nella speranza di sconfiggerlo. Fu in quel momento che la risolutezza del paladino vacillò. Il Dragonlord gli tese un tranello e prese la sua vita, condannando quella delle popolazioni del mondo intero, che sprofondò per sempre nell’oscurità più totale. Questo, almeno, fino al giorno in cui Rubiss, lo Spirito della Terra, destò dal suo lungo sonno un giovane dall’aria un po’ stralunata, ma con un ardente speranza negli occhi: il leggendario Costruttore, che riporterà in vita Alefgard sventando una volta per tutte la minaccia dell’oscuro signore. Riuscirà egli nell’impresa di ridare speranza alle genti del mondo, ormai prive di ogni capacità creativa, pur non essendo propriamente un eroe?

È innegabile che la saga di DRAGON QUEST sortisca sempre un certo fascino sul sottoscritto. BUILDERS in particolare, è stato uno dei giochi che più ho apprezzato su PlayStation 4 nel 2016, grazie a un mix fra gameplay semplice e coinvolgente e tutto ciò che di buono porta con sé la saga di Yuji Horii: ambientazioni da fiaba, una splendida colonna sonora e l’intramontabile character design del caro vecchio Toriyama. Con l’annuncio della versione per Nintendo Switch del titolo in esame ho sperato con tutto me stesso che il porting fosse all’altezza, ma allo stesso tempo che SQUARE ENIX introducesse novità di tutto rispetto che spingessero all’acquisto anche chi lo avesse già vissuto in precedenza. Sarò stato accontentato?

  • Titolo: DRAGON QUEST BUILDERS
  • Piattaforma: Nintendo Switch
  • Genere: Action RPG, Sandbox
  • Giocatori: 1
  • Software house: Nintendo, SQUARE ENIX
  • Sviluppatore: SQUARE ENIX
  • Lingua: Italiano (testi)
  • Data di uscita: 9 febbraio 2018
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: non annunciati
  • Note: Lume Re Slime, Occhi e bocca di Slime e Lume Slime offerti come bonus prenotazione

Se avete già avuto modo di godere di DRAGON QUEST BUILDERS su PlayStation 4 o sulla meno fortunata edizione PS Vita, ricorderete il preambolo narrativo, una deviazione dal canonico finale del primissimo DRAGON QUEST nel quale Dragonlord, l’antagonista dell’eroe, propone a quest’ultimo di evitare lo scontro finale e dominare insieme il mondo intero. Divenendo vittima dell’inganno del signore del male, l’eroe scomparirà per sempre, condannando il regno di Alefgard all’oscuritò perpetua. Molti anni dopo le genti che abitano il mondo, sprofondato ormai nella miseria e costellato di mostri al servizio di Dragonlord, hanno gettato via ogni speranza e attendono solo l’inesorabile fine delle loro vite. La dea Rubiss, tuttavia, possiede ancora un asso nella sua manica: risvegliare noi giocatori, nei panni del leggendario Costruttore, allo scopo di riportare la luce sul mondo intero.

Le cronache del prescelto

Usciremo quindi, spaesati e privi di una qualsivoglia ragione per non tornare a dormire (un po’ come me, ogni mattina) dal nostro letargo centenario. La voce della divinità ci guiderà fuori dalla prigione e ci insegnerà, via via, le meccaniche alla base di DRAGON QUEST BUILDERS. Tramite gli appositi banchi da lavoro potremo sfruttare materiali grezzi per costruire oggetti utili alla nostra causa e, utilizzando appositi strumenti, potremo distruggere qualunque cosa ci circondi per ricavare i materiali adatti al nostro scopo. Partiremo dalla semplice pomata curativa ottenuta dai petali bianchi e dal bastone di cipresso ottenuto dai rametti secchi, costruiremo coi blocchi di terriccio raccolti nei dintorni una via di fuga e ci ritroveremo nel mondo esterno.

Faremo sfoggio dei nostri poteri, per la prima volta in assoluto, nella cittadina di Cantlin, ormai ridotta a un rudere e completamente deserto. Lo Stendardo della Speranza affidatoci da Rubiss servirà come faro per i primi abitanti che verranno a soggiornare nella nostra nuova dimora, prima fra tutti Britta, che ci chiederà di costruire la nostra prima camera da letto con strumenti di fortuna raccolti nei dintorni. L’indicatore Base crescerà con l’ammontare di strutture ed elementi inseriti nel piccolo podere e salendo di livello dovremo soddisfare le richieste e i bisogni di ciascuno dei neo-abitanti, come nelle quest del più classico degli RPG. Distruggere, costruire e migliorare sempre più la nostra città diventerà ben presto una droga per chiunque si approcci al gioco, per questo motivo DRAGON QUEST BUILDERS possiede una longevità notevole: anche volendo correre portando a termine solo le quest principali ci richiederà una buona manciata di ore e un notevole impegno; i completisti potranno invece esplorare ogni angolo della mappa e scovare obiettivi segreti, come sconfiggere mostri incredibilmente forti o risolvere enigmi che garantiranno l’accesso a oggetti esclusivi.

“Proprio non potevi fare a meno di svegliare il drago, eh? Dito a banana.”

 

Blocchetti di un mondo dimenticato

Il soggiorno nelle varie cittadine, fino al fatidico arrivo a Tantegel nel quarto capitolo, sarà scandito dal passare del tempo: dall’alba al crepuscolo, con gli immancabili attacchi dei mostri nelle ore notturne a cui dovremo prestare molta attenzione… oppure evitare del tutto dormendo in uno dei giacigli della nostra base operativa. Tuttavia, quando necessiteremo determinati ingredienti per le ricette richieste dagli NPC e avremo finito le nostre Ali di Chimera per tornare a casa, ci ritroveremo a sopravvivere all’attacco dei nemici grazie alle caratteristiche armi ed equipaggiamenti della serie, ad abilità come l’attacco rotante e al cibo che dovremo costantemente mangiare per non finire a stomaco vuoto. Tra le porzioni di gioco meglio riuscite troviamo anche una sorta di modalità tower defense, vista ad esempio anche in titoli come Ys VIII: Lacrimosa of DANA e attivata, quando la storia lo richiede, tramite il dialogo con uno degli NPC della città. Esso ci avvertirà dell’arrivo dei mostri e noi dovremo correre subito fuori dalle mura assieme ai nostri concittadini per fare piazza pulita prima che gli stessi penetrino negli edifici e distruggano ogni cosa capiti sotto i loro fendenti, o approfittare, in fasi avanzate, di sistemi di difesa che ci aiuteranno a respingere le minacce.

I quattro capitoli che compongono il gioco saranno ben distinti e accessibili in ogni momento dalla schermata iniziale. Una volta completato quello di Cantlin, per esempio, attraverseremo un portale che ci porterà nella seconda cittadina, Rimuldar. Purtroppo, come il gioco stesso ci avviserà, verremo spogliati di quanto accumulato nel corso dell’avventura appena terminata: dalle risorse alle armi, dai potenziamenti acquisiti tramite semi della vita agli equipaggiamenti. Faremo, tuttavia, tesoro delle abilità ottenute e delle ricette apprese. Rubiss ci affiderà un nuovo stendardo e dovremo imbracciare nuovamente gli strumenti di crafting per ricostruire e aiutare una nuova schiera di futuri abitanti. Come già accaduto nella mia prima partita su PlayStation 4, ho provato un certo senso di frustrazione a dover ricominciare da capo ogni volta, perdendo praticamente ogni progresso, come se si trattasse di un gioco appena iniziato, o quasi. Fortunatamente potremo decidere di tornare nei capitoli già affrontati per perfezionare tutto ciò che abbiamo costruito.

Nel regno dei sogni

Una volta portata a termine la prima sezione del gioco, ci verrà data l’opportunità di cimentarci nell’unica modalità secondaria offerta da DRAGON QUEST BUILDERS: Terra Incognita, una vera e propria modalità libera dove potremo costruire a piacimento le strutture che più ci aggradano senza doverci preoccupare dell’invasione di mostri e di minacce come quella del Dragonlord, oppure affrontare schiere di nemici in successione nella Terra Gladiatoria. Oltre che accogliere mondo nuovi abitanti, potremo connetterci alla rete e scaricare, negli appositi spazi, le creazioni dei giocatori di tutto il mondo; allo stesso modo, potremo condividere le nostre e metterle a disposizione della comunità globale, e in questo modo sarà possibile scambiarsi risorse e accrescere ognuno il proprio orticello. Qui troviamo quelli che, purtroppo, sono gli unici elementi esclusivi della versione per Nintendo Switch del titolo: Baby Grandizanne, un cucciolo di Koguar (da non confondere con le Cougar) che ci servirà a spostarci più velocemente all’interno della mappa e ottenere una serie di oggetti inediti direttamente dall’epoca Famicom che ci serviranno unicamente per abbellire le nostre creazioni. Personalmente, è una modalità che esercita poco fascino rispetto a quella principale: preferisco esaudire le richieste che mi porteranno a salvare il mondo piuttosto che perdermi, senza alcuno scopo ben preciso, nella raccolta di risorse e nella costruzione di strutture fini a sé stesse.

E così entro nella leggenda…

Se la versione PlayStation 4 poteva contare su una grafica a 1080p e 60FPS costanti, la compagnia del Chocobo ha dovuto fare i conti con i limiti tecnici di Nintendo Switch, uscendone in qualche modo vincitrice. Questa versione del gioco gira a 720p sia in versione portatile che con la console incastonata nella dock, e l’unica differenza risiete nei fotogrammi al secondo: trenta quando saremo in giro e ben sessanta quando saremo seduti davanti al televisore. Ne fanno le spese un livello di dettaglio leggermente inferiore per quanto concerle le ombreggiature, ma in più abbiamo una nuova funzione di cambio dell’inqudratura che ci permetterà di scegliere fra tre differenti distanze con la semplice pressione della leva analogica sinistra. La telecamera viene migliorata anche nei frangenti in cui ci troviamo all’interno di grotte e cunicoli, trasformandosi in una sorta di visuale in soggettiva per consentirci di capire cosa sta succedendo. Inutile parlare dell’ottimo comparto sonoro che vanta dell’intramontabile colonna sonora originale di Kōichi Sugiyama, capace di catturarci sin dalla schermata iniziale e in grado di accompagnare, senza mai risultare fastidiosa, tutta la nostra avventura.

A chi consigliamo DRAGON QUEST BUILDERS?

Come nel caso del titolo originale rilasciato nel 2016, DRAGON QUEST BUILDERS è un gioco che richiede voglia di esplorare, distruggere, costruire e ricominciare. È un titolo indicato agli appassionati della saga, ma consigliato anche ai neofiti, in grado di coinvolgere grazie a meccaniche semplici ma profonde e a un livello di sfida ben bilanciato. Personalmente, rigiocarlo nuovamente sulla nuova console Nintendo mi ha coinvolto allo stesso modo di quando l’ho giocato la prima volta e quindi il mio giudizio in merito rimane insindacabile: DRAGON QUEST BUILDERS è in grado di tenere incollati allo schermo per molte ore di fila, specie coloro che amano girare in lungo e in largo e scoprire, portare a termine quest e perfezionare la propria base. I testi tradotti completamente in italiano, inoltre, rendono il titolo adatto a un pubblico ancora più ampio di giocatori, anche ai giovanissimi.

  • Ancora più coinvolgente grazie alla natura ibrida della console
  • Nuove opzioni per modificare l’inquadratura
  • Testi tradotti completamente in italiano

  • Fa ancora male ricominciare da capo in ogni città
  • Nessuna novità di rilievo, purtroppo