Caro benzina, i prezzi salgono anche in Mario Kart. Eliminata la modalità 200cc

Caro benzina, i prezzi salgono anche in Mario Kart

Non c’è davvero pace per gli automobilisti italiani, anche per quelli che da più di trent’anni vivono all’estero. È il caso di Mario, artigiano di origini siciliane che da una vita ormai ha trasferito la sua attività nel Regno dei Funghi (in provincia di Kyoto) assieme a suo fratello minore, che ai microfoni del TGN ha dichiarato: “I prezzi della benzina sono aumentati in maniera vergognosa, prendere il kart per andare a lavoro è diventato insostenibile, per non parlare del nostro svago finesettimanale ai circuiti, è diventato un lusso.”

O almeno è ciò che abbiamo potuto intuire dal suo pronunciato accento meridionale fra un “Mamma mia!” e l’altro. Per limitare eccessivi consumi di benzina ai partecipanti del torneo “Mario Kart” è stata eliminata la categoria 200cc.

Nonostante il nuovo decreto che prevede un taglio alle accise sui carburanti, il re dei Koopa altresì noto come Bowser — che detiene gran parte delle risorse petrolifere della regione — ha minacciato ulteriori rialzi nel caso un certo menagramo vestito di rosso continui a interferire coi suoi piani di stringere un accordo di pace che culminerebbe con la legittima unione con la figura che detiene il maggior potere politico nel regno, la principessa Peach.

Proprio quest’ultima, inoltre, è stata accusata di rifiutare costantemente i dialoghi con il regno vicino, e di portare avanti una relazione abusiva con un abitante del regno che, secondo diversi articoli pubblicati sul quotidiano The Goomba Times, è a tutti gli effetti un immigrato clandestino, privo delle condizioni tali da poter prendere posto sul trono accanto alla principessa. Abbiamo tentato in tutti i modi di raggiungere Peach affinché potesse formulare una dichiarazione ufficiale riguardo la delicata questione, ma pur appostati davanti al suo castello tutto ciò che è stato possibile ottenere è il commento di uno dei suoi servitori più stretti, che ha ribadito diverse volte quanto segue: “Mi dispiace, ma la principessa è in un altro castello.”

Parole apparentemente prive di senso, ma che gettano ulteriore fango sulla situazione più che mai precaria di un Paese ormai sull’orlo di una crisi economica e diplomatica, dove il caro benzina è solamente la punta dell’iceberg.

Fonte: TGN, The Goomba Times, Regno dei Funghi

EDIT: ovviamente era un pesce d’aprile. Mica c’avevate creduto?

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