SEGA 3D Classics Collection - Recensione

SEGA 3D Classics Collection – Recensione

SEGA 3D Classics Collection è una raccolta di 9 classici riproposti su Nintendo 3DS, con nuove opzioni e supporto al 3D stereoscopico della console

SEGA 3D Classics Collection - RecensioneSono passati oltre venti anni da quando SEGA combatteva sul mercato di console e giochi contro la rivale storica, Nintendo, e pochi altri concorrenti dell’epoca. Gli arcade erano una realtà ben consolidata e molte produzioni potevano solo venir apprezzate nelle sale giochi o nei bar, mentre le conversioni casalinghe potevano essere più o meno godibili, anche se quasi sempre non all’altezza della controparte originale. La casa del porcospino blu ha fatto la storia e, personalmente sono sempre stato più suo fan che di Nintendo, sia perché sono cresciuto dentro un bar e quasi tutti i miei giochi preferiti (tra i quali spicca Golden Axe) sono targati SEGA, sia perché tra i ragazzini del mio paese la quantità di console di quest’ultima azienda era maggiore rispetto a quelle della casa di Kyoto.

Ai tempi non vi era certo la varietà di videogiochi che c’è ora nel 2016 e, soprattutto, se ricevevi un gioco brutto come regalo dovevi fartelo piacere per forza, fino alla prossima festività. Motivo per cui i giochi si prestavano tra amici, permettendo loro di godere della bruttezza dei tuoi giochi o di gustarci la bellezza dei loro (e viceversa). Insomma, altri tempi, altri giochi, altre storie!

SEGA 3D Classics Collection è una cosa che non avrei mai pensato di vedere venti anni fa, ovvero una compilation di titoli SEGA per una console Nintendo, esattamente su Nintendo 3DS. Siccome amo il retrogaming più dell’attuale generazione di videogiochi, vuoi per mancanza di tempo, vuoi perché davvero preferisco sbizzarrirmi con giochi semplici e immediati, nonostante siano profondi, al posto di mattoni con 1249 minuti di filmati in CG. Tuttavia, da buon retrogamer, preferisco anche collezionare le originali cartucce d’epoca: vediamo se questa proposta merita davvero l’acquisto.

  • Titolo: SEGA 3D Classics Collection
  • Piattaforma: Nintendo 3DS
  • Genere: Raccolta di classici giochi SEGA
  • Giocatori: 1-2
  • Software house: SEGA
  • Sviluppatore: SEGA, M2
  • Lingua: Inglese (testi)
  • Data di uscita: 4 novembre 2016
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: nessuno
  • Note: Copertina è disegnata da Ken Sugimori, conosciuto per il lavoro svolto per Pokémon

Insert Coin

Come primo fattore positivo, possiamo notare che tutti i giochi all’interno della compilation supportano la funzione 3D del Nintendo 3DS. Non amo particolarmente questa peculiare funzione della console, poiché credo che videogiocare sia sinonimo di relax, ma cercherò comunque di analizzare in dettaglio quando questa risulti particolarmente apprezzabile.

Partiamo subito con una nota dolente: sono solo nove i giochi presenti all’interno della collection, sette come ufficiali: Power Drift, Puyo Puyo 2, Fantasy Zone II WSonic The HedgehogThunder Blade, Galaxy Force II e Altered Beast; due vengono invece considerati come bonus, rispettivamente Fantasy Zone II e Maze Walker. In questi nove giochi sono disponibili numerose opzioni, alcune utili ad aumentarne la scarsa durata (sono quasi tutti titoli o conversioni provenienti da arcade, dove la longevità non era di certo il punto forte), modificare i parametri video oppure ascoltare le bellissime colonne sonore. Ma andiamo a vedere nel dettaglio cosa offrono questi giochi e le loro esclusive feature esclusive della collection.

Magical Sound Shower

Power Drift è un caotico racing game ideato dal geniale Yu Suzuki, autore del primo videogioco che il sottoscritto ha terminato in giovanissima età, nonché uno dei miei titoli preferiti di sempre: Out Run. Dovete sapere che non amo molto questo gioco: troppo caotico rispetto al fratello maggiore citato poc’anzi, il quale può godere di un’immersione all’interno del titolo completamente diversa rispetto a Power Drift, nel quale siamo chiamati a cercare di arrivare tra le prime quattro posizioni per poter avanzare al circuito successivo. In questo titolo ho notato l’inutilità di avere le funzionalità 3D, a meno che non vogliate avere mal di testa dopo alcune sessioni, perché, come ripetuto, il titolo è fin troppo frenetico per poter apprezzare il buon lavoro svolto per implementarlo. Rimane a ogni modo la miglior conversione del titolo e un gradevole passatempo, condito di alcune chicche provenienti da Hang On e Afterburner.

Puyo Puyo 2, invece, è la conversione dell’arcade che arriva per la prima volta sulle nostre console dalle porte del Giappone. Nel puzzle game dovremo cercare di abbinare quattro Puyo dello stesso colore per farli sparire dal nostro schermo e catapultarli in quello dell’avversario. Anche qui la funzione 3D è bella da vedere ma pressoché inutile, mostrando che il titolo, a distanza di anni, rimane ancora una killer app capace di farci passare ore e ore senza stancarci, con la sempre verde scusa “faccio l’ultima, poi stacco“.

Green Hill Zone

Fantasy Zone II W è presente sia in versione arcade che in quella Master System, anche se l’utilità di quest’ultima, data la presenza della prima, è pari quasi quanto quella di un cubetto di ghiaccio in Antartide. Lo giocherete quasi sicuramente se in passato avete posseduto la cartuccia del titolo e avrete quindi voglia di una botta di feels. Questa versione del colorato shooter SEGA può vantare di un’intrigante modalità endless, nella quale potremo andare avanti a distruggere nemici, guadagnare monete e acquistare potenziamenti all’infinito. Considerando che questo titolo, insieme a Puyo Pop risulta particolarmente assuefacente, non saprei se ringraziare o maledire i developer per averli inclusi nella raccolta.

Sonic The Hedgehog invece lo conoscono anche i sassi: è improbabile che non abbiate mai provato il primo gioco della serie della mascotte SEGA, anche perché quasi tutte le vecchie raccolte lo contenevano. Se non lo avete ancora mai provato, potrete gustarvi la nuova versione 3D, la possibilità di scegliere lo stage a piacimento, nonché l’aggiunta dello Spin Dash, mossa introdotta nel secondo capitolo della serie e magicamente rifilata in questo capitolo, come particolare aggiuntivo. L’effetto 3D in questo colorato titolo risulta gradevole e per nulla disturbante: vi ritroverete a utilizzarlo più spesso di quanto crediate.

Danger Zone

Thunder Blade ci vedrà alla guida di un elicottero che porta lo stesso nome del gioco, il quale attraverserà ondate di nemici e boss. La particolarità di questo gioco risiede nella presenza appositi controlli dell’arcade, emulati perfettamente grazie alla conversione. La difficoltà sta tutta nella sua natura arcade, nata appunto per cercare di spillare più monete possibili dalle tasche dei giocatori; è quindi una buona aggiunta la possibilità di salvare e caricare la partita a nostro piacimento durante le nostre sessioni di gioco. Presente anche una modalità Special, disponibile quando termineremo la Arcade, che offrirà nuovi nemici, nuovi stage e boss inediti al titolo.

Galaxy Force II è invece una sorta di “Afterburner” nello spazio: a bordo della nostra navicella dovremo cercare di farci largo tra i nemici, evitando, oltre ai loro attacchi, anche tutti i pericoli che le galassie inesplorate tengono in serbo per noi, tra basi nemiche, fiumi di lava e tante altre cose. Devo dire che il 3D cambia completamente la visione di questo titolo, infatti una volta attivato potremo godere di un’immersione all’interno del gioco veramente spettacolare, anche grazie alla stupenda colonna sonora; tuttavia, alla lunga potrebbe anche causarvi un certo senso di nausea.

Rise from your grave

Altered Beast è uno dei miei giochi preferiti. Risvegliati dalla morte da Zeus, dovremo cercare di salvare sua figlia Atena dalle grinfie del malvagio e pelatissimo Dio Neff. Oltre a picchiare tantissime creature dell’oltretomba, potremo collezionare dei power up che aumenteranno la nostra massa muscolare e, all’ottenimento del terzo, avremo la possibilità di trasformarci in un ibrido uomo-bestia, ottenendo nuovi devastanti attacchi con i quali, infine, combattere il boss del livello. Sono rimasto leggermente deluso perché la versione presente nella collection è quella del SEGA Mega Drive, non quella arcade che risulta decisamente superiore. Il 3D è carino e la possibilità di trasformarsi in una bestia casuale rispetto a quelle standard vi farà sicuramente tentare un’altra partita, anche se lo avete già terminato in tutte le salse.

Completiamo dunque la lista dei giochi disponibili con Maze Walker, particolare titolo per SEGA Master System venduto ai tempi con degli occhiali 3D, ma che rimane purtroppo un gioco abbastanza noioso, anche nella sua conversione per Nintendo 3DS. Potrete certamente dargli una possibilità, seppur credo che, dopo qualche tempo, la noia comincerà a farsi sentire.

Continue?

Purtroppo questo SEGA 3D Classics Collection è caratterizzata sì da titolo validi, ma anche da altrettanta “spazzatura” o comunque da giochi di cui avremmo fatto volentieri a meno rispetto ad altri che avrebbero potuto aumentare l’interesse dei giocatori. Aggiungiamo poi il fatto che i titoli, seppur supportino tutti il 3D stereoscopico e vantino di diverse opzioni aggiuntive, sono veramente pochi rispetto per esempio alla vecchia Mega Drive Collection, che conteneva quasi trenta giochi; quindi ecco che l’offerta risulta essere un tantino risicata rispetto a ciò che avrebbe potuto offrire.

A chi consigliamo SEGA 3D Classics Collection?

Consiglio SEGA 3D Classics Collection a tutti gli appassionati che non hanno avuto modo di giocare ai titoli inclusi e vorrebbero collezionare alcune vecchie glorie nella propria console portatile. Anche gli ammiratori della funzione stereoscopica del Nintendo 3DS dovrebbero dare un’occhiata a questa compilation perché, seppur caratterizzata da titoli d’epoca, è in grado di farli apprezzare con un altro gradito sapore rispetto alle loro versioni classiche.

  • Ottima implementazione del 3D stereoscopico
  • Tante opzioni e funzioni aggiuntive
  • Prezzo vantaggioso

  • I giochi sono pochi e potrebbero non piacere a tutti
  • Alcune conversioni potevano essere migliori