Kowloon Generic Romance – Recensione del primo volume

Kowloon è il nuovo manga di Jun Mayuzuki: scopriamo il primo volume di questa intrigante storia.

Kowloon Generic Romance - Recensione del primo volume

Una città e un segreto che lega due persone apparentemente differenti, ma il cui rapporto sembra essere radicato tra le mura invalicabili di questo nostalgico luogo. Kowloon – Generic Romance è il nuovo manga di Jun Mayuzuki, autrice del famoso Come dopo la pioggia. Edito da J-POP, Kowloon è un manga apparentemente slice of life con un accenno di tematiche sci-fi e mystery. Tutto sembra convergere verso una definizione graduale delle reali intenzioni della storia.

  • Titolo originale: Kowloon Generic Romance
  • Titolo italiano: Kowloon Generic Romance
  • Uscita giapponese: 2019
  • Uscita italiana: 15 settembre 2021
  • Numero di volumi: 5 (in corso)
  • Casa editrice: J-POP Manga
  • Genere: slice of life, sci-fi, mystery
  • Disegni: Jun Mayuzuki
  • Storia: Jun Mayuzuki
  • Formato: 12.5 x 18
  • Numero di pagine: 186

Abbiamo recensito Kowloon Generic Romance tramite volume stampa fornitoci da J-POP Manga.

La città di Kowloon è un crocevia di sentimenti che si confondono: nostalgia per il passato, affanno per il presente e speranza per il futuro. Tutto in questo luogo sembra essere costruito per rimanere intatto nel tempo, mentre il resto del mondo progredisce inesorabilmente. Tra le mura di Kowloon vivono Kujirai e Kudo, due semplici impiegati di un’agenzia immobiliare che si muovono come fantasmi in questa città ormai spenta, quasi immobile, caratterizzata solo dalla nostalgia e dal romanticismo.

Una tranquillità misteriosa

Kowloon è all’apparenza una lineare storia di vita quotidiana costruita sfruttando delle inquadrature particolari e variegate, che rendono immediatamente il senso di stracciamento e di omologazione rispetto al resto della società. Palazzi altissimi che svettano sulle strade: la casa della protagonista Kujirai si confonde graficamente con gli altri appartamenti, a designare un apparente senso di straniamento e immobilismo.

La storia di Kowloon in questo primo volume non sembra suggerire moltissimo sulla trama, che si dispiega in modo molto lento nel corso delle tavole dei primi capitoli fornendo al lettore solamente dei piccolissimi indizi grafici e qualche elemento narrativo sporadico. Tutto è costruito per non far trasparire nulla sulla vera natura di Kowloon, su quello che è successo al resto del mondo e su quello che succederà sulla base artificiale Generic Terra.

La narrazione è quindi per la maggior parte lineare, per sconvolgere in modo lento ed inesorabile il lettore. Una scelta interessante e non particolarmente scontata, soprattutto dettata dalla pazienza con cui l’autrice tende a soffermarsi sulle piccole cose, per non far sospettare nulla a chi legge. Questa metodicità con cui vengono attraversate le inquadrature e le vignette, quasi a volerle esplorare più che mostrarle, è data anche dalla frammentazione in piccole porzioni grafiche, che rendono la sequenzialità ancora migliore rispetto a delle semplici vignette d’insieme, ma statiche.

Kowloon sembra essere una pacata città d’altri tempi, caratterizzata da grandi palazzi ormai molto vecchi, quartieri commerciali affollati da mercatini e bancarelle, cittadini tranquilli e ordinari. Anche Kudo e Kujirai sembrano avere una vita senza sconvolgimenti: lavorano entrambi in un’agenzia immobiliare, il loro rapporto sembra essere a tratti conflittuale, ma nasconde più di quello che dà a vedere…

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Quasi nulla sembra trasparire da questo primo volume, che propone innanzitutto l’ambientazione in cui si svolgerà l’intera azione narrativa e che dà il nome al manga, Kowloon appunto, descrivendo la città in modo chiaro ma al contempo leggermente patinato, per far entrare il lettore nell’atmosfera, ma senza farlo immergere del tutto. Le intenzioni che la storia si propone non vengono esplicitate completamente: apparentemente Kowloon può sembrare un manga slice of life, ma fin da subito (e soprattutto nell’ultima parte del volume) ci accorgiamo di come tutto quello che abbiamo appreso nel corso della lettura probabilmente non è come sembra. Ciò permette di sospendere l’azione in modo che il lettore sia attratto dalla storia, voglia conoscere ancora di più cosa si cela tra le grigie case di Kowloon e, dunque, continui la lettura. Un ottimo espediente quello di mostrare piccole pillole diegetiche, ma che se dovesse continuare inesorabilmente, alla lunga porterebbe l’intera narrazione ad essere statica e troppo lenta.

Il senso di nostalgia che traspare dalle parole dei protagonisti si ripercuote automaticamente sull’ambientazione che li circonda, ricreando un’ambientazione che molto ha del passato, ma che nelle intenzioni è proiettata verso il futuro. La nostalgia è il motore principale che sembra muovere i protagonisti, che li ancora a Kowloon e gli permette di sviluppare un legame. Kowloon, quindi, è sia il contenitore della storia che dei sentimenti, una piccola bolla che tiene legata a sé chi ha paura di spiccare il volo.

La grande stazione iper tecnologica che svetta nel cielo fin dalle prime tavole è la rappresentazione del sogno dell’uomo di sconfinare la propria condizione di immobilismo, ma al contempo è sintomo di una voglia incontrollata di staccare le proprie radici dal passato. Il protagonista maschile, Kudo, è convinto che la costruzione di Generic Terra non sia altro che un’illusione, proprio perché copia del pianeta originale. Insegue la sua idea di romanticismo, un sentimento che a sua detta è legato all’esistenza stessa e alla persistenza della città di Kowloon.

Sovraffollamenti grafici

L’estetica di Kowloon – Generic Romance è molto raffinata, improntata ad una delicatezza del tratto e al contempo ad un’attenzione maniacale per quanto riguarda la ricostruzione delle ambientazioni. Non a caso, infatti, tutta la vicenda si svolge attivamente nella città di Kowloon, che deve essere non solo lo sfondo della relazione tra i due personaggi principali, ma anche metaforicamente una protagonista essa stessa. Le vedute ariose della città sono dense di significato simbolico, immergono il lettore nel groviglio antiquato di una città nostalgica, rappresentando quindi quel sentimento che aleggia in tutto il manga anche simbolicamente, ma soprattutto esteticamente.

La ricchezza grafica della maggior parte delle vignette si accosta a splash page più ariose, che denotano un ritmo contenuto e che permettono di calibrare i momenti di frenesia a quelli di riflessione. Questi ultimi sono decisamente i più pregnanti, quelli che assumono più significato all’interno della storia, dunque la scelta dell’autrice di limitare al minimo gli elementi scenici è un messaggio implicito per il lettore che deve soffermarsi a contemplare la pacatezza della scena e a concentrarsi sulle parole che vengono dette dai protagonisti.

Non a caso, sono queste le scene in cui vengono forniti più elementi per comprendere la storia generale, sono quei piccoli accenni grafici che a una seconda lettura permettono di collegare i fili che apparentemente erano sfuggiti ad una prima occhiata.L’edizione di Kowloon presenta la solita attenzione editoriale che JPop riserva ai suoi manga: sovraccoperta lucida, pagine spesse e prime tavole a colori. Un’edizione standard, ma che al contempo si riconferma ancora una volta molto curata e soprattutto corposa. Kowloon – Generic Romance di Jun Mayuzuki è una storia intrigante, costruita attraverso la confusione grafica di una città nostalgica, che sembra nascondere più di quello che effettivamente rivela.

A chi consigliamo Kowloon Generic Romance?

Questo manga sembra nascondere delle premesse davvero intriganti, che probabilmente verranno esplicitate più in là nel corso dei volumi. Chi ama le storie in cui gli elementi vengono dispiegati molto lentamente nella narrazione potrà apprezzare particolarmente questo manga, ma anche chi cerca una storia pacata, che si sa prendere i suoi tempi ma al contempo riesce ad essere incisiva, non rimarrà deluso da Kowloon Generic Romance.

Un enigmatico incipit

Kowloon Generic Romance si presenta come un manga che promette molte sorprese, nonostante l’inizio molto pacato e apparentemente semplicistico. Uno slice of life nostalgico, reso anche grazie a delle vignette molto curate che ricreano l’ambientazione di Kowloon in modo quasi maniacale e che fanno trasparire la ruvidezza della città, ma che sicuramente (grazie anche alle premesse di fine volume) si evolverà in una storia a tratti misteriosa. La componente enigmatica si esplicita non solo attraverso i brevi cenni al progetto Generic Terra che si sta completando nel cielo, per ricreare una copia artificiale del pianeta, ma anche dalle parole e dai gesti dei protagonisti, che sembrano naturali ma che a un’occhiata più attenta nascondono sicuramente qualcosa. Kowloon Generic Romance vuole essere una storia semplice, senza troppi sconvolgimenti, ma che promette di sconvolgere e coinvolgere.

Quando la nostalgia e il mistero si uniscono

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Una mahō shōjo che vive sommersa tra libri e fumetti, Pokémon e dadi di D&D. Divoratrice compulsiva di film e serie TV, nel tempo libero complotta con il suo gatto per conquistare il mondo. Sogna un giorno remoto di disegnare una storia a fumetti incentrata su una campagna di Dungeons & Dragons.

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