ADOU – Recensione del primo volume

ADOU - Recensione del primo volume

I bambini sono davvero esseri puri, fragili e innocenti come crediamo? O al contrario nascondono dentro di loro forze e poteri incredibilmente immensi? Queste sono solo alcune tra le tante domande che sorgono spontanee durante la lettura di Adou, manga scritto e illustrato da Amano Jaku, il cui primo volume è giunto lo scorso ottobre qui in Italia grazie a Star Comics. Si tratta di una storia alquanto particolare, piena di azione, mistero e suspense, che ha come protagonisti dei bambini dotati di strani poteri. Ma vediamo ora più da vicino la trama.

È una giornata come tante per Riko, che sta sfrecciando con il suo scooter in mezzo al traffico cittadino per recarsi al lavoro. All’improvviso, la ragazza si imbatte in un bambino che, noncurante del pericolo, se ne sta proprio in mezzo alla strada, e per poco non lo investe. Il ragazzino in questione, che si scoprirà in seguito chiamarsi Eight, non parla quasi per nulla e sembra molto turbato, in più continua a scappare da temibili uomini armati che lo tenevano prigioniero e che desiderano ricatturarlo a tutti i costi. Nei momenti di estremo pericolo, Eight pare trasformarsi e acquisire dei poteri sovrannaturali che lo rendono fortissimo: il piccolo infatti, nel cercare di salvare sé e le persone a cui tiene, è in grado di far crescere dalle proprie braccia enormi e robuste radici e liane dotate di foglie verdi, con le quali può distruggere qualsiasi cosa e fermare i nemici. Purtroppo però, le persone che gli danno la caccia hanno un alleato, e sembrano essere riuscite a scovarlo, ce la farà dunque Eight a fuggire un’altra volta e mettersi in salvo?

ADOU - Recensione del primo volume

  • Titolo originale: ADOU
  • Titolo italiano: ADOU
  • Uscita giapponese: 2019
  • Uscita italiana: 20/10/2021
  • Numero di volumi: 4 (in corso)
  • Casa editrice: Star Comics
  • Genere: azione, drammatico, fantascienza, soprannaturale
  • Disegni: Amano Jaku
  • Storia: Amano Jaku
  • Formato: 14.5 x 21, b/n, sovraccoperta
  • Numero di pagine: 256

Abbiamo recensito ADOU tramite volume stampa fornitoci da Star Comics.

Tra inseguimenti e trasformazioni

Tra i personaggi principali sono due quelli che incontriamo sin da subito: il protagonista, ossia Eight, un bambino all’apparenza indifeso, piuttosto scosso e dal volto triste, e Riko, una diciannovenne bella e irruente che si fa intenerire immediatamente dai lineamenti dolci del ragazzino appena incontrato, rivelandosi all’istante molto protettiva nei suoi confronti, pronta ad aiutarlo offrendogli del cibo e un posto dove stare, mentre cerca di scoprire chi sia esattamente il piccolo. Ancora non si immagina che Eight è un Adou, cioè un’arma da guerra vittima di un complotto governativo segreto; quando egli prova sentimenti ed emozioni molto forti quali per esempio paura, sconforto o rabbia, libera al contempo una potentissima energia dal suo corpo, subendo inoltre delle trasformazioni fisiche che lo rendono estremamente potente: sul suo volto e sul suo collo compaiono infatti dei curiosi disegni e le sue braccia diventano lunghe e contorte come i rami di una pianta. Come lui, anche altri bambini e ragazzi hanno sviluppato simili poteri, anche se all’interno del primo volume ora preso in esame non viene ancora approfondita la loro storia. Entrano però già in gioco due personaggi secondari, ma fondamentali: Renji, un ragazzo frivolo e saccente, del quale spesso è difficile capire le vere intenzioni, e Noa, una bambina dal carattere forte e determinato, grande amica di Eight, che però sembra ormai fare parte del suo passato.

ADOU

Una dura realtà

Uno dei punti di forza di questo racconto risiede sicuramente nel suo ritmo, che si rivela sostenuto e incalzante, e proprio la dinamicità degli eventi rende il lettore attento e curioso di proseguire la sua lettura pagina dopo pagina, per comprendere meglio ogni elemento, stimolandolo allo stesso tempo alla riflessione. L’autore infatti ha creato un’opera di fantasia all’interno della quale, però, ogni riferimento è impregnato di un significato ben preciso, andando in questo modo a trattare o anche solo sfiorare molteplici tematiche, tra le quali troviamo, per citarne alcune: la guerra, la violenza, il significato di perdita, il fenomeno delle immigrazioni irregolari, la prostituzione, l’uso delle nuove reti mobili e cellulari 5G, l’inquinamento ambientale dovuto al traffico cittadino e così via. Adou racchiude dunque in sé una storia anche realistica, dipingendo una quotidianità per certi versi aspra e cruda, i cui protagonisti sono giovani ragazzi che non sono liberi di vivere con spensieratezza la propria infanzia e adolescenza, ma al contrario vengono strumentalizzati, ridotti a meri oggetti, vittime di esperimenti e sfruttamento.

Anche l’occhio vuole la sua parte

Analizzando questo manga dal punto di vista tecnico, possiamo apprezzare disegni semplici, ma ben curati, così come gli sfondi, che risultano piuttosto dettagliati. Le linee diventano a tratti poco pulite, in particolare nelle raffigurazioni di scene di maggiore tensione e azione, dando così vita, in alcuni casi, a tavole dall’aspetto un po’ confusionario, risultato sicuramente voluto e giustificato dall’importanza di determinati avvenimenti, che in tal modo vengono evidenziati e restano ben impressi nella mente del pubblico. Sempre a livello di impatto visivo notiamo anche la presenza di flashback, che per la loro rilevanza vengono infatti distinti dalla restante parte del racconto, caratterizzati da pagine con sfondo nero anziché bianco. I dialoghi ricoprono uno spazio proporzionato rispetto ai disegni e risultano assenti solo in pochissime pagine; tale caratteristica, unita allo stile delle linee e delle forme in generale, avvicina molto questo seinen ai fumetti occidentali.

In un Giappone futuristico e globalizzato, durante i disordini causati da una rivolta, la giovane e sfrontata Riko salva un bambino che stava per essere travolto da un camion. Il piccolo, però, caparbiamente piantato in mezzo alla strada, è chiuso in un ostinato mutismo. Ritrovandolo in giro all’uscita dal lavoro, la ragazza decide di accompagnarlo alla stazione di polizia, dove scoprirà che la sua identità è avvolta nel mistero… Da quel momento ha inizio un’escalation di eventi tanto inspiegabili quanto drammatici, che porteranno Riko e il suo protetto a fuggire, minacciati da un vero e proprio esercito. Qual è il segreto che fa del piccolo Eight una preda tanto importante? Da cosa deriva il suo spaventoso potere?

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ADOU

Guardando alla componente estetica, notiamo che il primo volume di Adou appare immediatamente criptico e affascinante: sulla sovraccoperta lucida con sfondo bianco risaltano immediatamente il titolo, il nome dell’autore e il logo della casa editrice scritti in nero. Al centro della prima di copertina spicca la figura di Eight, ritratto in abbigliamento sportivo, che con i suoi magnetici occhi verdi ci rivolge uno sguardo un po’ malinconico e ci incuriosisce mostrandoci un braccio ramificato e dotato di fogliame, anche questo verde, ma in varie sfumature, proprio come le ciocche dei suoi capelli. Il volume in sé si presenta decisamente spesso e corposo, arrivando a contare un totale di ben 256 pagine e le sue dimensioni lo rendono tutt’altro che tascabile. Consigliato a chi cerca una storia piena d’azione e di mistero e a chi ama gli inseguimenti in stile poliziesco.

Una storia influenzata da passato, presente e futuro

Adou racchiude in sé una storia molto peculiare, destinata ad intrattenere il lettore innescando una certa dose di curiosità in lui, ma anche esortandolo alla riflessione su tematiche sociali attuali. Per alcuni aspetti ed elementi caratterizzanti la trama e i temi sviluppati, esso può ricordare Akira, manga cult a cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta scritto da Katsuhiro Otomo dal quale è stato tratto l’omonimo film del 1988. Ispirarsi ai classici riadattando e rielaborando i loro vari elementi per ottenere un prodotto originale è sicuramente difficile, ma resta pur sempre una sfida che può dimostrare a tutti la stoffa di un vero artista. Così possiamo dire in questo caso, ammirando il prodotto artistico e dell’ingegno di un mangaka come Amano Jaku, che con la sua opera ci propone un manga che sembra davvero promettente già dal suo primissimo volume.

Un manga che ricalca la scia di un classico intramontabile

Collezionista sfegatata, ama disegnare fan art a tema Sailor Moon e Toradora. Quando non legge ascolta musica a tutto volume perdendosi tra i fiori del proprio giardino. Puoi facilmente corromperla con del cioccolato, delle patatine fritte, oppure entrambi.

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