The Cruel King and the Great Hero – Recensione

La nostra recensione di The Cruel King and the Great Hero, titolo JRPG di stampo decisamente classico sviluppato da Nippon Ichi Software

The Cruel King and the Great Hero - Recensione

È con un catartico “Thank You”, tanto diegetico quanto rivolto al giocatore, che si conclude la bellissima fiaba di Nippon Ichi Software, un racconto illustrato dai toni caldi e slavati, che parla d’amore, di perdita, e di crescita. Si tratta di un ringraziamento che va ben oltre il “Grazie per aver giocato” a cui la tradizione videoludica ci ha abituati. È la gratitudine per aver sfogliato le pagine di una delicatissima fiaba illustrata e, soprattutto, per aver dato ascolto al suo messaggio di perdono e armonia, temi che, oggi come mai, meritano ancora di essere interiorizzati. The Cruel King and the Great Hero, nuova fatica di Nippon Ichi Software e titolo sviluppato con uno stile narrativo e grafico molto simile a The Liar Princess and the Blind Prince (qui trovate la nostra recensione) è un JRPG dai toni fiabeschi e dal sapore decisamente classico approdato su PlayStation 4 e Nintendo Switch il 4 marzo 2022.

The Cruel King and the Great Hero - Recensione

  • Titolo: The Cruel King and the Great Hero
  • Piattaforma: PlayStation 4, Nintendo Switch
  • Versione analizzata: Nintendo Switch (EU)
  • Genere: JRPG
  • Giocatori: 1
  • Publisher: NIS America
  • Sviluppatore: Nippon Ichi Software
  • Lingua: Inglese (testi), Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 4 marzo 2022
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: nessuno
  • Note: appartiene allo stesso filone narrativo e grafico di The Liar Princess and the Blind Prince del 2019

Abbiamo recensito The Cruel King and the Great Hero con un codice Nintendo Switch fornitoci gratuitamente da NIS America tramite Koch Media.

The Cruel King and the Great Hero - Recensione

C’era una volta…

La piccola Yuu è rimasta orfana dopo che il suo vero padre, l’eroe della leggenda, si è sacrificato per sconfiggere il pericoloso Demon King. Cresciuta in mezzo ai mostri, creature tanto grottesche quanto umanizzate, ancora malviste presso gli uomini, la bambina è stata adottata dal Dragon King, un dragone nero che, dietro al suo aspetto spaventoso, cela in realtà un grande cuore. Il mondo di The Cruel King and the Great Hero non è dilaniato dalla guerra e dal trauma, ma ne è comunque segnato: la pace, ancora imperfetta, è minacciata dallo spettro del ritorno del pericoloso Demon King, un’ipotesi che, procedendo nell’avventura, diventerà sempre più probabile. È per questo che la piccola Yuu, cullata dall’affetto paterno del Dragon King, si allena duramente, nella speranza un giorno di fare le veci del suo papà e liberare il mondo da quell’oscura minaccia.

La storia, scandita in giornate, non aspira a raccontare battaglie stellari o tragedie di portata epica, ma segue rispettosamente il format della favola, concentrandosi su appena una manciata di personaggi ed un messaggio morale univoco da trasmettere. La semplicità del racconto è quindi perfettamente adeguata all’esperienza che gli sviluppatori hanno voluto farci vivere, rendendo l’ ambizione contenuta di The Cruel King and the Great Hero una qualità e non un limite… per lo più.

Activating combat mode!

Il combat system (a turni ed estremamente classico) avrebbe potuto essere rifinito meglio: le possibilità a disposizione del giocatore sono molte, dall’utilizzo di oggetti per potenziare le statistiche, accessori da indossare con simili effetti, ed un buon numero di abilità speciali, tuttavia i combattimenti risultano davvero troppo semplici. La piccola Yuu ha un’abilità che le permette, senza consumare energia (il “mana” del gioco, che si ricarica di un’unità per turno e viene speso per utilizzare le abilità) di studiare le debolezze dei nemici, per poi poterle sfruttare a proprio vantaggio. Una meccanica interessante sulla carta, anche se non particolarmente originale, ma che risulta facoltativa per tutta la durata dell’avventura.

The Cruel King and the Great Hero - Recensione

È inspiegabile tra l’altro che i boss, gli unici nemici in grado di mettere un minimo alla prova le conoscenze del giocatore, non presentino dei punti deboli, trasformando le battaglie con questi ultimi in un ripetitivo loop “attacca-difendi-oggetto curativo”. Gli incontri casuali poi sono veramente difficili da digerire nel 2022, soprattutto considerando la lentezza nei movimenti della protagonista. Ad esacerbare questo difetto ci pensa anche il backtracking, forse una delle meccaniche più importanti del gioco. Che sia per interagire con un oggetto grazie alle abilità dei propri compagni (la cui permanenza all’interno del party sarà regolata dal progredire della trama), o per completare una side quest (presenti all’interno del gioco in numero abbastanza generoso), a Yuu sarà continuamente richiesto di tornare nei luoghi già visitati, per scoprire nuove aree, spesso e volentieri popolate da nemici più potenti.

In questo senso, la progressione risulta piacevole, con un mondo che si espande in tutte le direzioni e che giustifica anche il ritorno nelle aree già esplorate, ma quando ti ritrovi continuamente ad abbandonare un’area e tornare all’hub centrale (grazie ad un utile oggetto) solo per sfruttare il viaggio rapido (una volta sbloccato) per raggiungere più velocemente l’obiettivo, forse non tutto è stato calcolato alla perfezione.

Una fiaba in movimento

È davvero una fortuna allora che il mondo di The Cruel King and The Great Hero, diviso in diverse macro-aree, sia così ben realizzato, con una direzione artistica di grandissimo pregio ed uno splendido accompagnamento musicale, che riesce a dare ritmo e vivacizzare anche gli spostamenti più tediosi. Se c’è un elemento della produzione che spicca è proprio la presentazione estetica. Lo stile disegnato a mano, già sperimentato col titolo precedente “The Liar Princess and the Blind Prince”, torna a farsi apprezzare, dando carattere tanto al prodotto quanto al suo sviluppatore.

The Cruel King and the Great Hero - Recensione

A stupire è soprattutto il design dei personaggi e dei nemici, spesso e volentieri varianti di un stesso archetipo, ma differenziati quanto basta, sia nell’aspetto che nel carattere (per gli NPC) e nelle abilità (per i nemici) da riuscire a mantenere sempre viva la curiosità del giocatore. Anche il volume di contenuti non delude per il prezzo esiguo chiesto: completare la storia e la maggior parte delle missioni secondarie ci ha richiesto circa 16 ore, e prevediamo che queste possano arrivare tranquillamente a 17-18 qualora si decida di completare il gioco al 100%. Le attività secondarie, fetch quest piuttosto tradizionali e totalmente facoltative, non solo offrono però la possibilità di ottenere nuovi equipaggiamenti e risorse, ma arricchiscono sensibilmente il tessuto narrativo del gioco, approfondendo il carattere dei personaggi (pur sempre in maniera ‘fanciullescamente’ delicata), e i rapporti che intercorrono tra le varie razze e specie.

C’era una volta un eroe coraggioso che ha combattuto un terrificante drago noto come il Cruel King e alla fine ne è uscito vittorioso. Tuttavia, invece di dare il colpo di grazia, l’eroe decise di tagliare una delle corna del drago, proclamando: “Devi espiare i tuoi peccati!”. Nei giorni che seguirono, l’eroe trascorse del tempo con il drago mentre guariva, e prima che se ne rendessero conto, l’eroe e il drago divennero molto amici. Un giorno, anni dopo, l’eroe subì una ferita mortale, lasciando la sua unica figlia, Yuu. Come ultimo desiderio dell’eroe, la bestia si occupo di allevare Yuu per trasformarla in un grande eroe. Da quel momento in poi, ha vegliato su Yuu, fungendo da suo protettore e guida nelle sue numerose avventure in modo che un giorno possa diventare un grande eroe. Tuttavia, questi momenti idilliaci non dureranno per sempre, poiché l’inevitabile riemergere della verità sul passato del Cruel King si avvicina, annunciando nuove prove sia per il re che per Yuu…

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A chi consigliamo The Cruel King and the Great Hero?

Con una trama semplice ma commovente, uno stile distintivo, e un livello di pulizia grafica più che discreto (salvo alcune fluttuazioni del frame rate, rallentamenti, e qualche bug testuale), The Cruel King and the Great Hero merita sicuramente di essere giocato dagli appassionati del genere JRPG, in particolare quelli della prima ora, che non temano i frequenti incontri casuali e una scrittura spesso e volentieri piuttosto prolissa. Il bilanciamento della difficoltà tarato un po’ troppo verso il basso e i toni leggeri del racconto rendono il prodotto più che adatto anche ai giocatori più piccoli, che potrebbero, con il titolo di Nippon Ichi, compiere il loro primo passo nel meraviglioso mondo del gioco di ruolo alla giapponese (bisogna però tenere a mente che il gioco presenta testi esclusivamente in lingua inglese, elemento che potrebbe ostacolare questo tipo di fruizione).

  • Una trama piacevole e commovente
  • Uno stile delizioso
  • Ottimo accompagnamento sonoro

  • Qualche sbavatura nel bilanciamento
  • Un level design ripetitivo
  • Meccaniche viste e riviste
The Cruel King and the Great Hero
3.7

Un JRPG contenuto ma efficace

Pur proseguendo nel solco stilistico tracciato da The Liar Princess and the Blind Prince, The Cruel King and the Great Hero si prende il rischio di cambiare genere, mantenendo l’impostazione a scorrimento orizzontale del precedessore, ma abbandonando il gameplay da puzzle-platformer in favore delle meccaniche tipiche del JRPG. Si tratta di una scelta dai risultati meno coraggiosi di quanto si sarebbe potuto sperare, eppure tale scelta permette al gioco di elevarsi al di sopra dei suoi difetti, rendendo il level design ripetitivo espressione dell’iteratività che il genere porta con sé. Con qualche trovata intelligente, come l’avvicendarsi di diversi compagni, dotati di abilità che permettono di raggiungere tesori precedentemente inaccessibili, gli sviluppatori sono riusciti a dare al gameplay un guizzo in più, ibridando le meccaniche del JRPG con altre che guardano nella direzione del metroidvania. Lo stile sognante, l’accompagnamento sonoro di pregio (anche nel doppiaggio giapponese delle scene d’intermezzo da parte della vocalist Akiko Shikata), e un prezzo più che vantaggioso, data la mole di contenuti, rendono The Cruel King and the Great Hero un prodotto meritevole, espressione di una saga ancora incapace di dire la propria ludicamente parlando, ma dalle apprezzabili qualità artistiche e narrative.

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Dopo anni di relazione con la sua prima fiamma, il cinema, ha finalmente abbracciato il suo amore adulterino per il videogioco, abbandonandosi a un mondo di indie, soulslike e JRPG. Gioca per passione, scrive per necessità.

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