Ossa: Stand By Me, My Dear – Omnibus – Recensione

La recensione di Ossa: Stand By Me, My Dear, manga di Yae Utsumi in edizione Omnibus pubblicata da Panini Comics

Ossa: Stand By Me, My Dear – Omnibus – Recensione

Sono tanti i manga che trattano il tema dell’amicizia e dei drammi adolescenziali, con i tipici conflitti amorosi e segreti tenuti nascosti agli occhi dei genitori. Le cose sono ben diverse però se, da nascondere, non sono le tipiche scappatelle romantiche, bensì un grave crimine commesso con la complicità degli amici più stretti. Ossa: Stand By Me, My Dear è la prima opera di Yae Utsumi, pubblicata in 7 volumi tra il 2016 e il 2018. La serie ricevette grande attenzione dal pubblico sin da subito, e oggi, Panini Comics ci porta in Italia l’intero fumetto raccolto in un grande Omnibus da oltre mille pagine.

Ossa: Stand By Me, My Dear – Omnibus – Recensione

  • Titolo originale: 骨が腐るまで (Hone ga Kusaru Made)
  • Titolo italiano: Ossa: Stand By Me, My Dear – Omnibus
  • Uscita giapponese: 2016-2018
  • Uscita italiana: 1 maggio 2025
  • Numero di volumi: 1
  • Casa editrice: Panini Comics
  • Genere: Horror, Sentimentale, Drammatico
  • Disegni: Yae Utsumi
  • Storia: Yae Utsumi
  • Formato: 15.7X23.8
  • Numero di pagine: 1328

Abbiamo recensito Ossa: Stand By Me, My Dear – Omnibus tramite volume stampa fornitoci gratuitamente da Panini Comics.

“Quel giorno di quattro anni fa…”

La storia vede protagonisti Shintaro, Tsubaki, Akira, Haruka e Ryu, cinque amici legati sin da piccoli e che custodiscono da anni un segreto: ad appena undici anni uccisero un uomo, e ogni estate tornano sul luogo della sua sepoltura come rituale, per non dimenticare il crimine commesso e onorare la promessa di non parlarne mai con qualcun altro. Tuttavia, nell’estate dei loro sedici anni, le ossa del cadavere spariscono e un uomo li contatta, venuto alla scoperta del loro segreto e minacciandoli di rivelarlo alle autorità. Da quel momento, i ragazzi verranno messi alla prova, fisicamente e mentalmente, e la loro spensierata vita da liceali viene distrutta. I cinque amici dovranno sottostare agli ordini dello sconosciuto, ma la situazione tesa in cui si trovano farà tirare fuori il peggio di loro stessi, al punto da farli sospettare perfino l’uno dell’altro.

La storia si sviluppa su due fronti: da una parte abbiamo il puro thriller con i protagonisti intenti a scoprire chi li stia ricattando e perché, mentre dall’altra c’è lo sviluppo delle loro relazioni, che va a toccare il lato più intimo e personale della vicenda con i diversi punti di vista. I protagonisti sono ben caratterizzati, ognuno con i propri dubbi e motivazioni, e l’evoluzione del loro rapporto è sicuramente l’aspetto più interessante del manga. La loro amicizia, improvvisamente, non è più un legame così saldo come credevano e la fiducia che hanno l’un l’altro verrà spezzata e ricucita più volte, portandoli\avere un equilibrio sempre più fragile.

L’autore non si scorda mai che sono dei ragazzini e, come tali, hanno paure, pensieri e motivazioni che sono comprensibili per la loro età. Al contempo però, sono resi adeguatamente svegli e percettivi, facendo sì che le loro decisioni e i loro ragionamenti in merito all’investigazione siano naturali il più possibile. L’aver reso i personaggi moralmente grigi, aggiunge un livello di complessità in più che arricchisce la narrazione: proviamo empatia per i protagonisti in quanto giovani vittime di un ricatto, tuttavia, non ci verrà mai fatto dimenticare l’omicidio che hanno commesso e la freddezza con cui l’hanno pianificato. L’innocenza che all’inizio della storia possono trasmetterci, viene gradualmente sostituita dalla consapevolezza di trovarsi di fronte a dei colpevoli che, dopo anni, sono arrivati a dover fare i conti con le proprie azioni. Non sono dei protagonisti coraggiosi che devono combattere contro un male superiore, ma sono dei ragazzi spaventati che cercano di nascondere costantemente gli errori commessi, al rischio di perdere la testa in mezzo a una paranoia costante.

Man mano che la storia prosegue, ognuno dei personaggi dovrà interrogarsi sulla propria moralità e su come porre fine alla vicenda, per provare a riottenere una vita normale. I vari pezzi del puzzle che compongono questo mistero si vanno ad aggiungere con i giusti tempi, dando modo al lettore di apprendere ed elaborare nuove informazioni gradualmente; seppur si tratti di una storia ricca di elementi, non sarà troppo complicato seguire le varie sottotrame dei personaggi. L’unico momento in cui viene effettivamente accelerato il ritmo, è sul finale, che difatti chiude alcune parentesi un maniera un po’ frettolosa.

“Giuriamo di preservare la nostra amicizia”

Nonostante trama e personaggi siano pregevoli, “Ossa” non è comunque un’opera esente da difetti, e il più evidente l’ho riscontrato nel ritmo della narrazione: le scene più cupe, per quanto coinvolgenti, vengono talvolta inutilmente interrotte da battute dei personaggi o scene di fanservice che quasi si accostano all’ ecchi, e che stonano tremendamente con la serietà della storia. Ciò che l’autore finisce per creare in certi casi è il cosiddetto “Tonal Whiplash”, ovvero un cambiamento di tono improvviso e incoerente con la narrazione: nel fumetto, capitano diversi momenti in cui i personaggi discutono in maniera seria e intensa per poi scherzare, appena una vignetta dopo, con battute o frasi frivole estremamente fuori luogo e che non seguono un filo logico, quasi andando a cambiare argomento.

Trattandosi di un manga indirizzato a un pubblico giovane, è possibile che l’autore abbia voluto inserire questo tipo di elementi per “alleggerire” un po’ la tensione di certe scene (come già accade spesso in altri thriller per ragazzi), ma questi bruschi cambiamenti di tono finiscono per appiattire la profondità generale della storia. Un altro problema (seppur minore) sempre legato al ritmo della storia è l’eccessiva esposizione negli ultimi capitoli, dove i vari misteri vengono man mano risolti: il problema di per se non è il contenuto, bensì il modo macchinoso in cui viene spiegata e risolta l’intera vicenda.

Il risultato finale è quello di un intreccio effettivamente interessante, ma che viene purtroppo spiegato in maniera un po’ troppo didascalica sul finale. Passando al lato estetico, lo stile di disegno del mangaka è molto buono, seppur non abbia segni particolarmente riconoscibili; i personaggi sono disegnati con dei tratti morbidi che fanno un bel contrasto col tono serio e cupo della storia, e non mancano di mostrare una forte espressività nelle scene più emozionanti.

Questa edizione della Panini raccoglie tutto il manga in un grande omnibus da oltre mille pagine: nonostante la grandezza del volume, la rilegatura appare perfettamente solida, permettendovi di aprire ampiamente il fumetto senza problemi.
Per non aumentare troppo il peso dell’omnibus (di per sé già abbastanza pesante), si è scelta una carta molto sottile che, comprensibilmente, presenta una maggiore trasparenza rispetto ai volumetti normali, ma resta comunque ben leggibile e non invadente.

Cinque anni fa, Shintaro, Tsubaki, Akira, Haruka e Ryu hanno fatto un giuramento: rimanere amici e non rivelare a nessuno il segreto che li unisce. Una telefonata misteriosa, però, rompe il silenzio… comincia il vero inferno.

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A chi consigliamo Ossa: Stand By Me, My Dear – Omnibus?

Possiamo sicuramente consigliare “Ossa” a dei ragazzi che sono in cerca di thriller: il manga regala decisamente una buona dose d’angoscia, curiosità ed emozioni forti che rendono la lettura coinvolgente, soprattutto grazie al rapporto tra i personaggi e gli scontri che avranno per via dei diversi caratteri. Alcuni lettori più maturi potrebbero non apprezzare i momenti di fanservice erotico fuori luogo e la leggerezza di certe scene che, come già accennato, rischiano di rovinare l’immersione generale della storia. Mi sento comunque di consigliare la lettura di questo manga per il suo intreccio tanto interessante poiché, a fronte di qualche difetto, resta una storia ben strutturata e con colpi di scena davvero inaspettati in certi frangenti. Insomma, anche chi è un avido lettore di gialli, potrebbe trovare in quest’opera qualche aspetto interessante.

  • Narrazione intrigante e coinvolgente
  • Sviluppo psicologico dei personaggi naturale e ben raccontato

  • Scenette fuori luogo che talvolta rovinano l’immersione
  • Alcune tematiche secondarie non approfondite pienamente
Ossa: Stand By Me, My Dear – Omnibus
4

"Una ragione per vivere"

La caratterizzazione dei protagonisti e la loro evoluzione psicologica resta uno dei punti più forti di “Ossa”, che ci mostra senza problemi l’impatto che, il crimine commesso, ha avuto su di loro. Il senso di colpa e la paranoia che provano ormai da tempo, li porterà a compiere altre scelte sbagliate e, in certi casi, perfino a dubitare degli altri. Nonostante il forte aspetto psicologico e la serietà generale dell’opera, il manga soffre di scenette “comiche” che risultano spesso inappropriate, andando così a minare una maggiore profondità che il manga avrebbe potuto avere. C’è da dire che “Ossa – Stand By Me, My Dear” rimane un’ottima opera prima per Yae Utsumi che, nonostante qualche imperfezione, è riuscito comunque a portare a termine un intreccio decisamente interessante e complesso, con colpi di scena veramente imprevedibili e un’atmosfera ansiogena al punto giusto, riuscendo infine a farci affezionare ai personaggi e sentirci parte del gruppo.

Creatura notturna appassionata di animazione, fumetti e videogiochi, tende a evitare le persone ma otterrete la sua totale attenzione se vi sente parlare di Ero Guro. Acculturata di film grotteschi e documentari storici, è veramente esperta in cinema trash. Abilità speciale: saper raccontare la storia di Walt Disney a comando.

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