Dopo anni dalla sua ultima opera, Tsutomu Nihei, autore dell’acclamato Blame!, inizia una nuova serie, stavolta gettandosi nel genere fantasy. Tower Dungeon, pubblicato nel 2023, ci porta in un mondo fantasy medievale, dove un gruppo di personaggi dovrà esplorare una misteriosa torre apparsa nel cielo, per salvare la principessa del regno.
- Titolo originale: タワーダンジョン (Tower Dungeon)
- Titolo italiano: Tower Dungeon
- Uscita giapponese: 2023
- Uscita italiana: 10 luglio 2025
- Numero di volumi: 5 (in corso)
- Casa editrice: Panini Comics
- Genere: Fantasy, Avventura
- Disegni: Tsutomu Nihei
- Storia: Tsutomu Nihei
- Formato: 13 x 1.6 x 18 cm
- Numero di pagine: 160 pagine
Abbiamo recensito Tower Dungeon tramite volume stampa fornitoci gratuitamente da Panini Comics.
“L’antica torre nel cielo”
Protagonista della storia è Yuva, un giovane dotato di grande forza fisica che decide di unirsi a una squadra di guerrieri per salvare la principessa del regno, tenuta imprigionata in una torre fluttuante in cielo; assieme a lui, altri personaggi proveranno a sfidare i vari livelli della torre, ma anche altri gruppi di armate diverse sembrano avere lo stessi interesse. Yuva si dimostra incredibilmente fortunato e capace, e a lui si uniranno un arciere, Eriquo, e una maga, Lilisen.
Il ritmo della narrazione di questo primo volume è estremamente rapido, anche troppo: il rapimento della principessa e la comparsa della torre, che mettono in moto la storia, vengono raccontati in sole 3 pagine senza alcun contesto. L’esplorazione della torre avviene con una velocità eccessiva, che non da’ neanche il tempo di conoscere il carattere e le motivazioni dei personaggi, i quali hanno appena una manciata di interazioni solo sulle pagine finali.
Dal punto di vista della trama e dei personaggi, il manga non sembra presentare qualcosa di particolarmente originale: la posta in gioco è un letterale “salvare la principessa rapita”, e i personaggi non hanno espresso dei particolari sentimenti o desideri in merito all’obiettivo da raggiungere, se non che sembrino mossi da un semplice senso del dovere comune.
I personaggi principali, per ora, presentano un carattere scarno e che sa di già visto, i cui tratti distintivi sono legati solo alle proprie competenze: il protagonista, Yuva, sembra mosso da un generico senso del dovere e viene sottolineata solo la sua forza fisica; l’arciere Eriquo non ha un carattere ben definito, ma si sa solo che è un eccellete tiratore con l’arco; la maga Lilisen, invece, ha un carattere che richiama lo stereotipo della tsundere. Alla fine della lettura del primo volume, l’opinione che potremmo farci su loro tre è quella di avere il più classico gruppo di combattenti fantasy, già visti in tantissime opere o videogiochi dello stesso genere. Lo stesso vale anche per i personaggi secondari, fin troppo piatti e usati solo per muovere la trama.
C’è da dire che questi giudizi restano legati a questo primo volume e, sebbene la premessa non sia delle più coinvolgenti, non escludiamo che la narrativa possa evolversi in qualcosa di ben più interessante nelle prossime uscite.
“La principessa è in un altro livello”
Sarà strano a dirlo, trattandosi di Tsutomu Nihei, ma uno dei punto più deboli del fumetto è proprio il comparto artistico. Per quanto questo stile molto sintetico possa più o meno piacere, ciò che peggiora la qualità dei disegni è la totale assenza di una logica nello spessore delle linee: ogni elemento presente nelle tavole si fonde tra di loro, tra personaggi, baloon e sfondi, con un’assenza di focus che appiattisce qualunque oggetto; di conseguenza, le tavole risultano poco leggibili in certi casi, dal momento che la tridimensionalità e la profondità di campo non vengono sempre rappresentate adeguatamente.
Anche a livello di impostazione delle tavole e di inquadrature non vi è nulla di particolarmente ispirato o degno di nota, se non quelle più larghe che presentano l’ambientazione. La scelta di adottare uno stile semplice e volutamente “abbozzato” può funzionare se applicato bene, ma ciò non scusa il poco dinamismo dei combattimenti e la scarsa leggibilità di diverse pagine. In questo caso, i tratti sintetici dell’autore sembrano più dettati dalla fretta, anziché da una costruzione logica.
Nonostante ciò, l’opera ha comunque degli spunti interessanti e qualche aspetto intrigante, ovvero l’ambientazione e il design dei vari mostri: come lasciatoci intendere dal nome stesso dell’opera, i livelli della torre conterranno sfide e creature differenti, ognuna con una sua particolarità. In questo primo volume ci viene dato solo un assaggio di ciò che si nasconde in questo “dungeon” vero e proprio, ma possiamo dedurre che l’autore vorrà incentrarsi proprio su questo aspetto più avventuroso e misterioso nel corso della serie.
L’estetica dei mostri è decisamente interessante, e riescono ad avere una loro identità nonostante lo stile di disegno ne semplifichi molto le forme. La stessa cosa vale per l’architettura della struttura che, soprattutto dall’esterno, dà immediatamente un senso di meraviglia e inquietudine.
Parlando dell’edizione di Panini Comics, la qualità della carta è ottima, robusta e senza trasparenze, soprattutto considerando che il un manga presenta tavole piene di nero. Il prezzo di 7,00 euro è forse leggermente più alto della media, ma comprensibile visto la qualità della stampa.
Maestro nel creare luoghi ricchi di atmosfera e architetture impossibili, ora Tsutomu Nihei si lancia nel fantasy. In una torre multilivello piena di insidie, il giovane Yuva deve salvare una principessa rapita da un mostro.
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A chi consigliamo Tower Dungeon?
Come già accennato, la trama e i personaggi al momento non sembrano particolarmente originali, ma se siete in cerca di una semplice storia fantasy medievale, potreste trovare interessanti i design delle creature ed essere incuriositi dall’ambientazione, al punto da proseguire la lettura nei prossimi volumi. Di contro, se vorreste leggere un high-fantasy, molto più descrittivo e focalizzato su personaggi e worldbuilding, questa lettura potrebbe al momento non fare al caso vostro. Per quanto riguarda i fan del mangaka, Tower Dungeon potrebbe lasciarvi un po’ insoddisfatti, dal momento che questa estrema semplicità va quasi a “cancellare” molti tratti autoriali che hanno da sempre definito le sue opere passate. Tuttavia, se siete particolarmente affezionati all’autore, potreste essere comunque incuriositi dal suo primo approccio con un fantasy molto classico.
- Design dei mostri e della torre interessante
- Trama e personaggi fin troppo generici
- Disegni frettolosi e poco curati anche nella loro semplicità
Tower Dungeon
“Semplice... fin troppo.”
Tsutomu Nihei è un artista che ha sempre avuto uno stile inconfondibile, ma che col tempo si è andato sempre più a semplificare. Ciò ha portato alla creazione di Tower Dungeon, che non parte nel migliore dei modi. Una premessa fin troppo banale unita a dei personaggi poco carismatici, non sono gli ingredienti migliori per far iniziare una nuova serie, invogliando ben poco il proseguimento della lettura; è particolarmente grave questa superficialità generale se consideriamo che si tratta di un’opera fantasy, un genere infinitamente vario e pieno di possibilità. Di fantasia però ce n’è ben poca, dal momento che il primo volume presenta concetti e situazioni viste e riviste. Se dal punto di vista narrativo abbiamo almeno la speranza che ci siano sviluppi più originali in futuro, dal punto di vista artistico ho trovato un Nihei molto poco ispirato, con tavole che sembrano davvero abbozzate e incomplete, lasciandomi con l’amaro in bocca. Tower Dungeon, al momento, si presenta come un fantasy qualunque, il cui unico interesse nel suo futuro sviluppo è dovuto dall’avere dietro un autore così importante.
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