NANA: Reloaded Edition – Recensione

L’opera più nota e amata di Ai Yazawa torna nelle fumetterie italiane. NANA – Reloaded Edition non può che alimentare le flebili speranze di un lieto fine. La nostra recensione!

NANA: Reloaded Edition - Recensione

Un vistoso accendino firmato Vivienne Westwood, un pacchetto di sigarette Seven Stars e un inconfondibile paio di bicchieri con le fragole. Sono queste le prime tre cose che mi vengono in mente se penso a NANA, da sempre uno dei miei fumetti preferiti e quella che viene considerata l’opera migliore della sensei Ai Yazawa, autrice di Ultimi Raggi di Luna, del celebre Cortili del Cuore e di Paradise Kiss, di cui vi ho parlato nella mia precedente recensione. A ciascuno di questi tre oggetti sono collegate scene scolpite in maniera indelebile nella mia memoria, personaggi che mi sembra di conoscere al pari di vecchi amici e ricordi colmi di nostalgia, risate e profonda tristezza.

Esordito nell’ormai lontano 2000 sulla rivista mensile Cookie di Shūeisha, NANA è la storia di due ragazze con lo stesso nome legate indissolubilmente dal proverbiale filo rosso del destino in un’amicizia destinata a durare per sempre. O quasi…

NANA - Reloaded Edition (Ai Yazawa)

Al pari di tutti i personaggi in scena, l’iconico appartamento 707 sarà spettatore della quotidianità delle vite di Nana Komatsu, trasferitasi a Tōkyō per inseguire il suo primo vero amore, e di Nana Ōsaki, graffiante vocalist di una rockband locale giunta in città per inseguire il suo sogno — e probabilmente l’unica persona che abbia mai amato. Le due finiranno per condividere la casa, oltre che il nome, stringendo una forte amicizia che finirà irrimediabilmente per intrecciare le loro vite: i concerti sempre più affollati dei Black Stones, la carriera in ascesa dei ben più noti Trapnest e i legami relazionali che legano i membri dei due gruppi alle due protagoniste.

Il primo volume, un vero e proprio prologo a quella che sarà l’opera vera e propria, è diviso in due parti ben distinte: la prima servirà a introdurci al mondo della prima Nana, una ragazzina innamorata dell’amore, accompagnata dall’inseparabile amica e figura materna Junko; la seconda ci trasporta nel microcosmo dei BLAST, rendendoci spettatori del loro esordio e del successo nel loro paese natale, nonché dell’inizio della storia d’amore fra la seconda Nana e Ren, un asse particolarmente importante attorno al quale orbiteranno un po’ tutti gli eventi a cui assisteremo di qui in avanti. Due storie apparentemente inconciliabili, che finiranno per diventare una sola con il secondo volume, a bordo di quel treno diretto a Tōkyō in una fredda notte invernale che diverrà teatro di un incontro voluto dal destino.

NANA - Reloaded Edition (Ai Yazawa)

Chi ha già letto altre opere della medesima autrice sa già a cosa va incontro: un cast molto ben caratterizzato, uno scenario delineato il giusto e una trama verosimile e ricca di colpi di scena, infarcita dalle immancabili pagine extra che rompono la quarta parete e coinvolgono persino la Yazawa stessa in una serie di siparietti di auto-fustigazione. Tuttavia, NANA si distingue dalle altre opere dell’autrice per l’inaspettata piega degli eventi, nonché per un certo flash-forward che da un certo punto in avanti nella serie arriverà a sconvolgere le nostre aspettative, costringendoci a divorare avidamente pagina dopo pagina, volume dopo volume, nella speranza di venirne finalmente a capo.

Quando NANA fu pubblicato per la prima volta in Italia, ben diciassette anni fa, non esistevano ancora la trasposizione animata (andata in onda anche su MTV qui da noi) né tantomeno i due lungometraggi live action, in cui componente predominante è la colonna sonora affidata ad artisti del panorama pop giapponese quali Mika Nakashima, Yuna Ito, Anna Tsuchiya e Olivia Lufkin. Per questo motivo, tra amici e sui forum dell’epoca ci si scambiava idee e consigli sulla colonna sonora ideale da accompagnare alla lettura, basandosi sullo stile delle due band coinvolte nelle vicende e sui pochi indizi lasciati dalla Yazawa riguardanti gruppi realmente esistenti. Elementi come questo contribuivano a creare una certa atmosfera attorno alle vicende di un manga che rappresenta la maturità e probabilmente il declino di una delle più grandi artiste del panorama josei, e ancora oggi, ascoltando certe canzoni, mi vengono in mente eventi e scene ricche di pathos, volti rigati di lacrime e risate che solo Ai Yazawa potrebbe rappresentare.

NANA - Reloaded Edition (Ai Yazawa)

Purtroppo, come ben saprete se siete appassionati di questo media, Ai Yazawa è ferma da quasi dieci anni e per questo motivo potremmo considerare NANA un’opera incompiuta, almeno fino a che l’artista — o chi per lei, deciderà di porre la parola fine alle vicende delle due sfortunate ragazze che condividono il medesimo nome.

A broken rose

NANA: Reloaded Edition - Copertina volume 1Una speranza, magari un buon auspicio, è l’arrivo di questa Reloaded Edition a opera di Planet Manga, la terza edizione di uno degli esponenti più amati di questo genere. Un’edizione con un numero di pagine identico a quello giapponese, dotata di sovracopertina con logo in rilievo e alette con informazioni sull’autrice, che si distingue dalle prime due dal nuovo lettering realizzato finalmente in digitale anziché a mano. Uno dei più grandi difetti delle prime due edizioni del fumetto era la parziale illeggibilità dei testi, a volte troppo piccoli e sacrificati nelle tavole. NANA: Reloaded Edition, pur mantenendo la medesima traduzione, rende finalmente giustizia alla fruibilità dell’opera, risultando a tutti gli effetti il modo migliore per leggere questo manga, con la speranza che non si tratti solo di un modo per poterne mantenere i diritti, ma che alle orecchie della casa editrice sia giunta una flebile voce secondo la quale la sensei Yazawa sia finalmente pronta a portare a compimento il suo lavoro più importante. NANA merita di proseguire e tutti noi fan, vecchi e nuovi, meritiamo di sapere come andrà a finire.

Per chi non perde mai la speranza

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Alessandro Semeraro
Trent’anni passati a inseguire il sogno giapponese, fra un episodio di Gundam e un match a Street Fighter II. Adora giocare su console e nelle sale giochi di Ikebukuro che ormai, per quanto lontana, considera una seconda casa.

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