GLEIPNIR – Recensione della serie animata

Dopo 13 episodi, giunge al termine l’adattamento animato del manga Gleipnir, disponibile su VVVVID. Ecco la nostra recensione

GLEIPNIR - Recensione della serie animata

Nell’articolo sulle impressioni dopo i primi tre episodi, mi ero espresso in maniera tutto sommato positiva nei confronti dell’adattamento animato di Gleipnir. Un lavoro che, nonostante le premesse “particolari” che potevano creare scetticismo o addirittura allontanare una determinata fetta di pubblico, generava sufficiente curiosità per il prosieguo grazie all’atmosfera e ai numerosi misteri da svelare. Giunto al termine della prima stagione, eccomi qui a tirare le somme nella recensione finale di quella che, nonostante i molti difetti, è stata una delle sorprese della passata stagione anime primaverile martoriata dai rinvii.

GLEIPNIR - Recensione della serie animata

Un piccolo riepilogo prima di proseguire. Gleipnir è l’adattamento animato dell’omonimo manga di Sun Takeda, in corso dal 2015 con 8 volumi all’attivo e pubblicato nel nostro paese da Panini Comics, edizione italiana di cui abbiamo recensito il primo volume. L’anime è stato realizzato presso lo studio Pine Jam (Gamers!, Just Because!) per la durata di 13 episodi, ed è stato licenziato nel nostro paese da Dynit che lo ha trasmesso in simulcast sul portale di streaming VVVVID, sottotitolato in italiano. Allo stato attuale non si hanno informazioni su un’eventuale seconda stagione, piuttosto improbabile nel breve termine considerando la carenza di materiale inedito (la serie animata adatta infatti il contenuto dei primi 6 volumi del manga).

Il protagonista è il liceale Shuichi Kagaya, il classico bravo ragazzo, studioso e diligente, che però nasconde un segreto. Per qualche misterioso motivo, Shuichi è in grado di trasformarsi a suo piacimento in un essere mostruoso dalle sembianze di un “orsacchiotto” gigante dotato di una cerniera sulla schiena. La vita tranquilla del protagonista è destinata ad avere fine quando un giorno salva da un incendio in un casolare abbandonato una ragazza che frequenta la sua stessa scuola, Claire Aoki, che viene così a conoscenza del suo segreto. Prosperosa e di bell’aspetto, ma anche sadica e manipolatrice, Claire ricatta il protagonista per convincerlo a collaborare con lei nella ricerca di altri esseri mostruosi. Fra questi rientra sua sorella Elena, misteriosamente scomparsa dopo aver assassinato i suoi genitori.

GLEIPNIR - Recensione della serie animata

La prima cosa che salta all’occhio della serie, come già trattato nel mio articolo precedente, è la sua premessa. Uno spunto bizzarro, quasi trash, che mescola body horror e fanservice destinato a dividere inevitabilmente il pubblico, ma che risulta sorprendentemente ben contestualizzato e mai fuori luogo o sopra le righe per tutta la durata dell’anime. Un pretesto sul quale si basa la caratterizzazione e lo sviluppo del rapporto dei due protagonisti, Claire e Shuichi, all’apparenza odiosi e stereotipati (soprattutto l’avvenente ragazza) ma capaci col tempo di generare empatia verso lo spettatore. Nel corso della serie, infatti, veniamo a conoscenza anche dei lati positivi della personalità di Claire, mentre Shuichi scopre di avere un ruolo tutt’altro che marginale nelle macchinazioni in cui si ritroverà coinvolto assieme alla sua nuova compagna.

In generale, se c’è una cosa che ho apprezzato particolarmente, è quanto la storia riesca ad appassionare e spingere alla visione dell’episodio successivo sebbene non si tratti di nulla di particolarmente elaborato e, soprattutto, nonostante l’essenza “marcia” di (quasi) tutti i personaggi. Ciascuno di loro, protagonisti inclusi, agisce infatti solo per il proprio tornaconto senza seguire chissà quali principi morali, caratteristica che fa sparire quasi del tutto la distinzione fra buoni e cattivi e che costituisce uno dei principali punti di forza della produzione. Anche se nelle battute finali emerge quello che si può considerare, almeno fino a questo momento, il villain principale. Non posso giudicare la qualità di questo adattamento dal punto di vista narrativo non avendo letto l’opera originale, ma la storia viene raccontata in maniera sufficientemente interessante e mi ha fatto venire voglia di recuperare il manga, quindi posso dire che il lavoro svolto è stato più che egregio.

Oltre alle relazioni fra personaggi uno meno raccomandabile dell’altro, Gleipnir è anche un discreto anime di combattimento. In questo aspetto tuttavia emergono i limiti di un adattamento solo più che discreto dal punto di vista tecnico. I disegni e le animazioni spaziano dal mediocre al passabile, con i primi spesso inconsistenti e le seconde incapaci di valorizzare a dovere (a parte rari casi, come sul finale) gli scontri con i numerosi nemici che ostacoleranno il cammino di Claire e Shuichi. Certo, Pine Jam è uno studio giovanissimo, in quanto fondato nel 2015, ma Gleipnir rappresenta il tipico caso di anime stagionale realizzato a scopi puramente pubblicitari e prodotto con un budget medio-basso.

So bad it’s so good

GLEIPNIR - Prime impressioni sulla serie animeIn definitiva, Gleipnir è un anime al quale onestamente non avrei dato un centesimo e che invece, grazie anche alle aspettative bassissime con le quali mi sono approcciato, ha saputo coinvolgermi e divertirmi più di quanto mi sarei immaginato. Un’opera con molti difetti e con una premessa controversa ma mai di cattivo gusto, che sfocia nel trash (in senso positivo) e su cui l’autore costruisce una storia semplice e certamente non originale, ma capace di intrigare grazie ai numerosi misteri e alla morbosa curiosità di vedere fino a dove si spingeranno le azioni di ciascun personaggio.

Consigliato a tutti coloro che cercano un anime piccante e dalle tinte dark, con il quale staccare il cervello per 13 episodi. E, per quanto mi riguarda, si candida tranquillamente come mio guilty pleasure preferito di questo 2020.

Una mostruosa sorpresa

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Alessio Micheloni
Figura mitologica, ossessionata da tutto ciò che proviene dal Giappone, che ama districarsi abilmente fra mille impegni e buoni propositi che non realizzerà mai. Quando non impugna un controller, si diletta a guardare anime e leggere manga di dubbio gusto. Tendenzialmente ti vuole bene, soprattutto se gli parli delle serie Trails, Ys e Utawarerumono.

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