THE LAST REMNANT Remastered – Recensione

L’atipico RPG a turni di SQUARE ENIX compie il salto generazionale e approda su PlayStation 4: la nostra recensione di THE LAST REMNANT Remastered

THE LAST REMNANT Remastered - Recensione

THE LAST REMNANT Remastered - RecensioneIn un mondo dove convivono quattro diverse razze esistono misteriosi artefatti noti come “Remnant”. Essi hanno origini antichissime, ma nessuno conosce il motivo per il quale esistono, chi li ha generati e per quale ragione. Nonostante ciò, i poteri forti di questo mondo continuano a legarsi ad essi per sfruttarne le potenzialità. Il potere di tali Remnant, tuttavia, ha cambiato poco a poco gli equilibri del mondo, scatenando una guerra destinata a durare molto a lungo. La storia di Rush Sykes, il nostro protagonista, comincia mille anni dopo tali eventi: figlio di una coppia di famosi ricercatori, è alla ricerca di sua sorella Irina, rapita da forze a lui ignote per scopi altrettanto misteriosi.

Dieci anni dopo il suo debutto in tutto il mondo su Xbox 360, il gioco di ruolo che porta la firma di SQUARE ENIX è approdato in seguito su PC in una versione migliorata, la stessa sulle quali vengono gettate le basi per questa versione rimasterizzata esclusiva per PlayStation 4 presa in esame per questa recensione. Segno distintivo di questo atipico JRPG è il sistema di combattimento che sfrutta le cosiddette “unioni” portandoci a formare veri e propri piccoli eserciti per le battaglie del gioco. Ma analizziamo insieme questa nuova edizione del titolo, distribuita unicamente in digitale tramite il PlayStation Store: THE LAST REMNANT Remastered.

  • Titolo: THE LAST REMNANT Remastered
  • Piattaforma: PlayStation 4
  • Versione analizzata: PlayStation 4 (PAL / EU)
  • Genere: JRPG
  • Giocatori: 1
  • Software house: SQUARE ENIX
  • Sviluppatore: GUILD STUDIO, SQUARE ENIX
  • Lingua: Italiano (testi), Inglese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 6 dicembre 2018
  • Disponibilità: digital delivery
  • DLC: nessuno
  • Note: versione rimasterizzata basata su quella rilasciata su PC

THE LAST REMNANT Remastered porta su PlayStation 4 un JRPG abbastanza atipico che ha conquistato il cuore dei fan giapponesi ma è passato quasi del tutto in sordina qui in Occidente, nonostante una cura estetica davvero niente male che strizza l’occhio più ai gusti occidentali che al suo paese d’origine. Il vero problema del titolo di SQUARE ENIX risiede nell’apparente complessità del suo sistema di combattimento che, già dalle primissime fasi di gioco, ci getta nel bel mezzo di battaglie un po’ troppo confusionarie per un RPG orientale di stampo classico, senza fornire chiare spiegazioni su ciò che sta succedendo sullo schermo. Il primo approccio con Rush e compagni è quindi alquanto confusionario e spiazzante, e le cose non miglioreranno molto se non molto più avanti, quando avremo preso familiarità con tutto ciò che i combattimenti prevedono.

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Scampoli di Ivalice

Il mondo di gioco di THE LAST REMNANT Remastered mi ha ricordato subito un altro importante universo plasmato dalla casa del Chocobo: Ivalice, ambientazione condivisa fra titoli del calibro di FINAL FANTASY XII, XIV, TACTICS e Vagrant Story. Le atmosfere che si respirano nelle città del gioco e la convivenza di razze così diverse fra loro mi hanno riportato alla mente il mondo appena citato, sebbene quello di THE LAST REMNANT sia fondamentalmente diverso in termini di mitologia e soprattutto di giocabilità. A differenza di quanto visto in FINAL FANTSY XII, per esempio, in TLR non avremo modo di esplorare liberamente i territori che collegano le varie città e i dungeon, dato che potremo spostarci unicamente tramite “viaggi rapidi” su una mappa del mondo, che via via si arricchirà di nuove location. Ciò accade persino all’interno delle città, con varie strade e ambienti accessibili tramite una mappa; questa struttura di gioco renderà l’esplorazione veloce, ma un po’ frustrante, dato che i passaggi di interconnessione ci rimanderanno ogni volta alla selezione del successivo punto di interesse. Fortunatamente, per ciascun ambiente verranno elencate tutte le voci disponibili al suo interno, come negozi, taverne, gilde e quant’altro. Fanno eccezione alcune aree predefinite, come deserti o ampi spazi che si alterneranno ai dungeon, dove potremo estrarre risorse (seppur in maniera limitata) e affrontare mostri in combattimento.

L’unione fa la scorza

Data la poca cura riposta nelle fasi esplorative, vien da sé che il cuore pulsante del titolo diretto da Hiroshi Takai siano i combattimenti, quelli di storia contro personaggi umani e i loro Remnant e quelli “casuali” con i mostri che saranno visibili all’interno delle mappe. Superando le prime ore di gioco, saremo in grado di approcciare i mostri vicini tramite il rallentamento del tempo attivabile mediante la pressione di R1: una volta “agganciati” uno o più mostri, potremo “provocarli” con R2, prima che essi ci attacchino in maniera preventiva, causandoci non pochi problemi. Più nemici riusciremo ad agganciare per un singolo combattimento, più alta sarà la ricompensa in termini di oggetti ed esperienza. Tuttavia, le battaglie in sé potranno darvi non pochi grattacapi già dall’inizio del gioco.

THE LAST REMNANT Remastered - Recensione

Diversamente dalla maggior parte degli RPG a turni, il nostro party non sarà formato da un gruppo di personaggi che agiranno singolarmente in base ai nostri precisi comandi. Il nostro piccolo esercitò sarà composto da “Unioni”, ovvero gruppi di unità che verranno fornite dalla storia nelle prime fasi di gioco e che potremo, più avanti, creare assoldando guerrieri e mercenari presso la gilda. Mettendo a capo di una Unione uno dei generali, come il protagonista Rush Sykes, il marchese David Nassau e i suoi sottoposti, comanderemo a turno ciascuno dei gruppi impartendo loro degli ordini che cambieranno in base alla situazione. Il normale attacco, l’utilizzo delle arti guerriere, di quelle mistiche, il ripristino di HP o comandi occasionali che si attiveranno nelle situazioni di pericolo come “Ribalta la situazione” o “Utilizza il potere del talismano”. Le Unioni contano di una barra HP condivisa e lo stesso vale per i nemici. Tali gruppetti di personaggi e mostri si “agganceranno” vicendevolmente o potranno attaccarsi lateralmente o alle spalle, aumentando o diminuendo il morale della propria “fazione”, ma vi assicuro che molte delle spiegazioni offerte dal gioco non saranno sufficienti a farci capire come, effettivamente, padroneggiare un tale sistema di combattimento: la pratica, molta pratica, è l’unica chiave per riuscire nel nostro intento.

Tua sorella è più bella ora di dieci anni fa

La versione PlayStation 4 di THE LAST REMNANT eredita tutti i miglioramenti di quelli per PC, passando inoltre dall’Unreal Engine 3 all’ultima versione, la quarta. Il gameplay scorre fluido con i suoi 60 fotogrammi al secondo su PlayStation 4 Pro, con solo qualche sporadico calo durante i combattimenti più concitati sui modelli base della console. Nonostante alcune texture in bassa risoluzione, visibili soprattutto in alcuni ambienti, THE LAST REMNANT Remastered è davvero molto appetibile dal punto di vista estetico, a tratti non vi sembrerà quasi di ritrovarvi davanti a un gioco della scorsa generazione. L’ottima colonna sonora di Tsuyoshi Sekito e Yasuhiro Yamanaka è accompagnata unicamente dal doppiaggio anglofono; l’assenza di quello giapponese, probabilmente, è data dalla presenza di un lips ync quasi sempre perfetto con quello in lingua inglese, ma avrei personalmente gradito un’opzione che mi permettesse di scegliere con quale giocare, anche solo all’inizio della partita.

THE LAST REMNANT Remastered - Recensione

A chi consigliamo THE LAST REMNANT Remastered?

Vista la presenza di una localizzazione in lingua italiana ereditata dalla versione originale, THE LAST REMNANT Remastered può essere goduto appieno da chiunque apprezzi il genere JRPG. Tuttavia, il sistema di combattimento potrebbe non convincere appieno chi preferisce avere il pieno controllo sulle azioni dei propri guerriero o chi ama giochi di ruolo con personaggi dalla caratterizzazione dominante sia nella storia che nel corso delle battaglie. Se lo avete già ampiamente giocato su Xbox 360 o PC, vi consiglierei di acquistarlo nuovamente solo se vi è piaciuto a tal punto da volerlo cominciare nuovamente; se al contrario non lo avete apprezzato in passato, difficilmente potrete cambiare idea solo per un aspetto estetico profondamente rinnovato.

  • Localizzato in lingua italiana
  • Buon rapporto qualità/prezzo
  • Esteticamente appagante
  • Battle System originale e complesso…

  • …Forse un po’ troppo, nelle fasi iniziali
  • Esplorazione monca e a tratti frustrante
  • Non dispone della traccia audio giapponese
  • Distribuito unicamente in digitale
THE LAST REMNANT Remastered
3

L’ottimo remaster di un RPG riuscito solo a metà

Il lavoro di GUILD STUDIO dal punto di vista tecnico è decisamente accettabile, nonostante sporadici difetti. Il comparto grafico di THE LAST REMNANT Remastered lascia impallidire anche molti dei suoi concorrenti nativi di questa generazione e la sua curatissima estetica saprà stupirvi nel corso di battaglie, filmati e in ogni nuova città visitata. A non convincermi pienamente è un battle system alquanto confusionario e di difficile comprensione, specie nelle fasi iniziali, nonché la scelta di relegare l’esplorazione a una mappa tramite la quale accedere alle diverse aree a nostra disposizione. Se a questo aggiungiamo un cast non proprio brillante e un protagonista che spesso risulterà irritante come pochi, ci ritroviamo di fronte a un prodotto riuscito a metà. Il prezzo esiguo di questa versione digitale per PlayStation 4, tuttavia, potrebbe esortarvi almeno a provarlo, se armati di buona pazienza e voglia di affrontare un gioco per nulla semplice anche dal punto di vista della difficoltà.

Alessandro Semeraro
Trent’anni passati a inseguire il sogno giapponese, fra un episodio di Gundam e un match a Street Fighter II. Adora giocare su console e nelle sale giochi di Ikebukuro che ormai, per quanto lontana, considera una seconda casa.

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