Akiba Gamers in Tokyo 2018

Pokémon Let’s Go: Junichi Masuda lo considera un reboot

La guida strategica ufficiale di Pokémon: Let’s Go, Pikachu! & Eevee! presenta un’intervista a Junichi Masuda, che rivela alcune importanti informazioni sulla serie principale

Junichi Masuda

Sin dall’annuncio avvenuto nel 2017, Pokémon: Let’s Go, Pikachu! e Let’s Go, Eevee! hanno diviso la nutrita schiera di appassionati dei Pocket Monster di casa GAME FREAK, fra chi voleva rimanere fedele al prodotto a cui siamo sempre stati abituati e chi, invece, chiedeva una bella svecchiata. Quale migliore occasione se non quella della nuova console ibrida Nintendo? Con la pubblicazione della Guida Strategica Ufficiale di Pokémon: Let’s Go, Pikachu! e Pokémon: Let’s Go, Eevee! il director Junichi Masuda ha rilasciato un’intervista esclusiva in cui ha parlato sia del suo possibile ultimo capitolo di Pokémon, che del possibile scenario futuro, di cui di seguito vi riportiamo alcuni stralci.


D: Quando viene sviluppato un nuovo capitolo della serie Pokémon gli viene assegnata una parola chiave che funge da cuore per l’idea. Questa poi viene condivisa con i vari creativi che contribuiscono al progetto man mano che prende forma. Qual era la parola chiave per questa coppia di titoli?

Masuda: “Abbiamo sempre stabilito una parola chiave per i nostri progetti, ma la verità è che questa volta non ne abbiamo avuta una definitiva. Abbiamo invece avuto l’idea di creare un gioco che non spaventasse nessuno e che tutti potessero giocare nel proprio salotto. Questo perché il tutto è partito dal desiderio di ricostruire la serie Pokémon per la nuova console, Nintendo Switch, basandosi sul titolo per Game Boy Pokémon Giallo: Special Pikachu Edition del 1999. Se avessimo portato Pokémon Giallo su Switch così com’era, avremmo visto solo un numero limitato di persone giocarci. Per questo abbiamo sviluppato un gioco integrandovi meccaniche provenienti da Pokémon GO e aggiungendovi il supporto per due giocatori […] Abbiamo lavorato sul progetto da prima che venisse lanciata la console, perciò non potevamo prevedere se avrebbe venduto o meno. […]”

Quindi per lo stesso Masuda l’uscita di una nuova console Nintendo era l’occasione perfetta per ricostruire, non rilanciare, ma proprio rigettare le fondamenta (traducibile apertamente in un vero e proprio reboot) la serie Pokémon; traspare inoltre una certa insicurezza da parte dello stesso director, che nel 2017 ha annunciato anche un altro capitolo della serie, stavolta comprensivo di una componente competitiva. Sempre che non ceda definitivamente questo compito alle future battaglie fra allenatori su Pokémon GO.

D: Spiegaci come mai i nuovi Pokémon, Meltan e Melmetal, compaiono in questi giochi (Pokémon Let’s Go! e Pokémon GO).

Masuda: “Questi due Pokémon sono nati dal nostro desiderio di costruire un ponte tra la serie principale di Pokémon e i giocatori di Pokémon GO. Volevamo qualcosa che rendesse felici entrambi i gruppi.”

Semplice e diretto, ma qualcosa continua a non convincere: perché annunciare due Pokémon di ottava generazione su un gioco per smartphone? Per attirare i più disinteressati al prodotto o per dire esplicitamente che il titolo di Niantic diventerà una costola importantissima della serie principale?

D: Pokémon: Let’s Go, Pikachu! e Pokémon: Let’s Go, Eevee! sono degi spin-off? Potreste considerare l’idea di realizzare altri giochi in grado di connettersi a Pokémon GO?

Masuda:Questi giochi non sono spin-off. Questi sono titoli Pokémon principali. E per rispondere al se dovessimo realizzare altri giochi collegabili a Pokémon GO, questo dipenderà da come verranno accolti questi due giochi. Se sentiremo molte persone dire che hanno gradito la possibilità di trasferire le proprie creature da Pokémon GO, allora valuteremo la possibilità di avere altri titoli che abbiano la possibilità di connettersi in futuro.”

Credo che queste siano le parole più dure da buttare giù per i fan di vecchia data, i quali speravano che i due Let’s Go fossero solo degli spin-off, dato il gameplay insolito, l’assenza del competitivo per come lo abbiamo sempre conosciuto e la presenza dei soli Pokémon di prima generazione. Masuda però preferisce farsi forza della ricezione del pubblico, piuttosto che portare avanti una sua (sempre che lo sia) nuova idea per la serie. Marketing o no, Pokémon Giallo fu un titolo di successo per via della serie animata che vedeva le vicende di Ash Ketchum (Satoshi in Giappone) accompagnato dal fedele Pikachu; non che questi due titoli non siano stati anticipati dal reboot dei lungometraggi cinematografici, con il topo giallo che per la prima volta parla nella nostra stessa lingua, prima ancora di Detective Pikachu con la voce di Ryan Reynolds.

D: Come vorresti che i giocatori vivano questa esperienza?

Masuda: “Il mio desiderio per questi giochi è che vorrei vedere tutti divertirsi assieme. Forse avete comprato Pokémon: Let’s Go, Pikachu! ma non giocate a Pokémon GO. Chi si trova in questa situazione potrebbe provare a prendere dei Pokémon da un amico che gioca a Pokémon GO o magari da un genitore. Penso che sarebbe fantastico se due amici potessero giocare assieme col il Support Play o che la gente possa costruire nuovi rapporti giocando insieme in salotto. E se le relazioni aumentano attraverso nuove forme, così cresce anche il mondo di Pokémon. Questo è davvero quello su cui si basano questi due giochi.”

Queste sono le parole di Junichi Masuda: andando ad analizzarle a mente fredda possiamo tranquillamente affermare che il progetto Pokémon ha raggiunto l’apice su Nintendo 3DS; il debutto su Nintendo Switch è servito, a tutti gli effetti, come reboot per rilanciare la serie tra i più piccoli, i quali non hanno potuto che giocare al titolo sviluppato da Niantic, Pokémon GO.

BaSS
Da bambino sfogava le sue frustrazioni infantili su un Game Boy, da ragazzo su un Nintendo 64 e ora su questa redazione.

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*