Street Fighter II – Recensione

A distanza di 22 anni dalla sua uscita, Street Fighter II continua a essere considerato uno dei migliori picchiaduro della storia, se non il primo in assoluto.

street fighter 2 recensione cover

street-fighter-2-recensione-boxartChi non ha vissuto l’epoca di Street Fighter II probabilmente non potrà mai comprendere a pieno il valore di questo titolo. The World Warrior è stato il mio primo videogioco, in un’epoca dove le console casalinghe non erano ancora alla portata di tutti, in Italia, e la maggior parte dei bambini della mia età veniva a conoscenza dell’esistenza dei cabinati arcade solo mediante le piccole sale giochi che all’epoca andavano di moda presso gli stabilimenti balneari.

Street Fighter II era una miniera d’oro. Il coin-op non era quasi mai disponibile per una partita; i ragazzi più grandi ci passavano le ore, lo portavano a termine, e noi bambini eravamo lì, come ipnotizzati, a seguire l’ascesa di Blanka fino alla sconfitta di Bison.
Qualche anno dopo gli stessi ragazzini hanno avuto la fortuna di portarsi a casa un SEGA Mega Drive o un Super Nintendo e una delle tre versioni di Street Fighter II, le stesse che andremo ad analizzare di seguito, disponibili da pochi giorni sulla Virtual Console di Wii U.

  • Titolo: Street Fighter II: The World Warrior, Street Fighter II Turbo: Hyper Fighting, Super Street Fighter II: The New Challengers
  • Piattaforma: Wii U Virtual Console
  • Genere: Fighting Game
  • Giocatori: 1-2
  • Software house: CAPCOM
  • Sviluppatore: CAPCOM
  • Lingua: Inglese
  • Data di uscita: 1992, 1993, 1994 (SNES), 22 agosto 2013 (Virtual Console Wii U)
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • Reperibilità: raro (retail), comune (digitale)
  • DLC: non presenti
  • Note: tre versioni per Super Nintendo del celeberrimo picchiaduro arcade

street-fighter-2-recensione-schermata-01A distanza di ventidue anni dalla sua uscita, Street Fighter II continua a essere considerato uno dei migliori fighting game della storia, se non il migliore in assoluto. Sequel di un meno fortunato picchiaduro arcade, The World Warrior introduce nel panorama videoludico dei tempi tutta una serie di novità divenute in fretta lo standard dei giochi che da quel momento in poi vennero definiti picchiaduro a incontri: la possibilità di scegliere il proprio personaggio tra gli otto originariamente a disposizione, l’opportunità di sfidare un secondo giocatore e un set di mosse ben nutrito e bilanciato per ciascuno dei lottatori diventarono i requisiti base per il genere del momento.

Se avete iniziato a giocare a Street Fighter solo da poco e avete saltato a piè pari SFII, siate pronti a dimenticare tutto ciò che sapete. Scordate Apha Counter, Attacchi Focus, Super Gauge e ISM vari: qui si torna alla base del picchiaduro, un’esperienza di gioco che vi prenderà letteralmente a pugni in faccia.

SFII è il titolo CAPCOM più gettonato della storia, e ha dato vita a innumerevoli cloni e giochi a esso ispirato. Lo stesso Street Fighter II è stato ripresentato in sala giochi e su console in varie edizioni: quelle arrivate su Wii U sono tre, le stesse presenti originariamente su SNES.

Street Fighter II: The World Warrior

The Wonderfuuuul... 8. Ecco come si presenta la storica schermata di selezione del personaggio di The World Warrior.

The Wonderfuuuul… 8. Ecco come si presenta la storica schermata di selezione del personaggio di The World Warrior.

Otto agguerriti personaggi giocabili tra cui scegliere il proprio combattente per farsi largo attraverso il torneo e arrivare a sfidare i Quattro Re di Shadaloo capitanati dal malvagio M. Bison.

È la primissima versione del titolo, quella che l’ha reso celebre in sala giochi, riproposta su Super Nintendo nel 1992. Oltre alla scalata che ci vede impegnati a sconfiggere tutto il cast dei personaggi, sono presenti alcuni bonus stage che la inframezzano, che nella versione SNES sono due: la leggendaria automobile da ridurre in pezzi e il muro da abbattere.

Questa conversione della prima edizione del cabinato arcade si distingue immediatamente dalle successive revisioni per via della schermata di selezione, che presenta solo gli otto personaggi di base e che non permette di scegliere i quattro boss finali.

Street Fighter II Turbo: Hyper Fighting

street-fighter-2-recensione-schermata-05Personalmente, Hyper Fighting è quello che ritengo il migliore dei tre proposti dalla grande N sulla sua nuova ammiraglia casalinga. Il motivo? Questa edizione, uscita su Super Nintendo nel 1993, presenta tutti i miglioramenti delle più recenti versioni arcade del titolo, permette di utilizzare i quattro miniboss (Balrog, Vega, Sagat e Bison) e consente di giocare alle due versioni proposte: la classica, del tutto simile alla Champion Edition da sala giochi, e la Turbo.

street-fighter-2-recensione-schermata-02Quest’ultima può aumentare fino a sei volte la velocità di gioco e lo rende tutt’ora accessibile e competitivo per la generazione attuale. I bonus stage passano da due a tre, con l’aggiunta del divertente livello in cui saremo impegnati a spaccare al volo dei barili che cadono dall’alto. Anche grafica, sonoro e gameplay subiscono un corposo restyling: i ritratti dei giocatori vengono completamente ridisegnati, vengono aggiunte nuove mosse (come la fireball di Chun Li) e per alcuni personaggi, come Ryu e Ken, è ora possibile eseguire attacchi speciali anche in volo. Per la prima volta sarà possibile per due giocatori scegliere lo stesso personaggio.

Super Street Fighter II: The New Challengers

La celebra frase di vittoria di Ken non è certo cambiata col passare degli anni!

La celebra frase di vittoria di Ken non è certo cambiata col passare degli anni!

Questo Super è stata la vera rivoluzione, quasi uno Street Fighter 2.5, che nel 1994 fece gridare al miracolo. La ricetta è semplice: prendete tutto ciò che di buono c’era nell’Hyper Fighting e aggiungeteci quattro nuovi personaggi (Cammy, Dee Jay, T. Hawk e Fei Long), ridisegnate completamente la grafica dei menu e i ritratti e registrate da capo tutti gli effetti sonori e le voci.

Per la prima volta ogni combattente dispone della sua voce personale e di ben otto varianti di colore per il proprio costume e i ritratti sono più dettagliati e richiamano maggiormente lo stile nipponico, specie in personaggi come Chun Li, Cammy e l’onnipresente Ryu.

Cosa c’è che non va? Beh, se avete provato il Turbo difficilmente riuscirete a tornare alla velocità “normale” adottata nel Super e, nonostante le numerose migliorie, continuerete a preferire il titolo cui sopra.

You must defeat Sheng Long to stand a chance

"Barbie...?"

“Barbie…?”

Guardiamo in faccia la realtà. Nei primi anni ’90 la trama nei videogiochi era quasi sempre un accessorio, un surplus, specie in sala giochi. Chi si sarebbe mai chiesto cosa spingesse questa manciata di guerrieri a combattere l’un l’altro, o il motivo per cui Dhalsim tenesse dei teschietti appesi al collo e Vega portasse una maschera per togliersela alla fine di ogni incontro? Io. All’età di sette, otto anni mi sono persino chiesto perché nel bonus stage era necessario distruggere un’auto, o come facessero Ryu e gli altri a sparare bolle energetiche dalle mani.

Oltre a velocizzare di molto il gameplay, il Turbo introduce nuove palette di colore per tutti i personaggi.

Oltre a velocizzare di molto il gameplay, il Turbo introduce nuove palette di colore per tutti i personaggi.

Nel 1991 CAPCOM pensò a tutto. Street Fighter II disponeva di una trama generale e di sottotrame per ciascuno dei personaggi in campo. Poi c’era anche tutta una serie di leggende metropolitane ed errori di traduzione che alimentavano la sete di sapere dei fan diffondendosi in maniera virale nelle allora affollatissime sale giochi.

La linea guida che teneva insieme il tutto era tracciata dal bisogno del malvagio Bison, a capo dell’organizzazione Shadaloo, di un nuovo e potente corpo in cui trasferire la propria coscienza. A questo scopo viene indetto il secondo torneo di Street Fighter, in cui vengono invitati tutti i lottatori più forti del mondo.

Questo background non viene propriamente spiegato all’interno del gioco: gli unici stralci di trama a nostra disposizione sono i cenni biografici di ciascun personaggio e il filmato finale che ci premia dopo la sconfitta dell’ultimo boss. Finali davvero notevoli, che all’epoca aiutavano i giocatori ad affezionarsi ancora di più ai propri beniamini e, come nel caso di Chun Li, effettuare le primissime scelte in ambito videoludico che influivano sul destino della nostra eroina.

Here Comes a New Challenger!

I personaggi passarono a sedici con l'arrivo di The New Challengers.

I personaggi passarono a sedici con l’arrivo di The New Challengers.

Cosa spinge un fan di Street Fighter, che magari sfoggia già da diversi anni la sua collezione di Street Fighter IV con gli aggiornamenti del caso, o che custodisce gelosamente il proprio SNES o Mega Drive e le rispettive cartucce di gioco, ad acquistare questa riedizione per Virtual Console Wii U?

C'era davvero bisogno di inserire uno sprite del genere per Chun Li? Sì.

C’era davvero bisogno di inserire uno sprite del genere per Chun Li? Sì.

Prima fra tutti la possibilità di giocare comodamente sul GamePad della nuova console Nintendo. In secondo luogo, a meno che non abbiate per nulla perso il vostro smalto, un gioco come Street Fighter II se messo a confronto con i picchiaduro concezione moderna risulta alquanto difficile: sarà indispensabile ricorrere all’ausilio dei punti di ripristino offerti dalla Virtual Console.

E come non parlare della possibilità di condividere i propri scatti su Miiverse? Tutte le schermate di gioco che potete vedere in questa recensione provengono proprio dalle mie partite e dai miei post sul social network di Nintendo.

A chi consigliamo Street Fighter II?

Se siete dei fan nostalgici di Street Fighter II, ma non ci giocate da diversi anni, beh… forse un po’ rimarrete delusi: i ricordi rendono tutto più bello. Tuttavia, riuscirete comunque a divertirvi, specie con l’Hyper Fighting, che vi consiglio più degli altri grazie soprattutto a un più frenetico gameplay. Se siete indecisi, potete sperare nell’arrivo su Nintendo eShop delle conversioni del titolo su Mega Drive o meglio ancora dall’originale cabinato Arcade per andare a colpo sicuro.

  • È ancora il più bel picchiaduro di sempre
  • I punti di ripristino e il Miiverse
  • Tutta (o quasi) la magia degli originali
  • Su GamePad sente ancora meno il peso degli anni

  • Manca una modalità online per due giocatori
  • The World Warrior e The New Challengers sono troppo lenti se paragonati al Turbo
  • Le versioni Super Nintendo non sono le migliori in circolazione
Street Fighter II
4

L'intramontabile Re dei picchiaduro

Il peso degli anni si fa sentire, ma se avete amato all’inverosimile Street Fighter II negli anni novanta non potrete non farlo nuovamente. Questo gioco è memoria storica, dovrebbe essere giocato almeno una volta nella vita da chiunque. Compratelo per rivivere i vostri ricordi o per farlo conoscere ai vostri figli o fratelli minori che non hanno vissuto l’epoca d’oro dei cabinati arcade. Hadouken!

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Alessandro Semeraro
Trent’anni passati a inseguire il sogno giapponese, fra un episodio di Gundam e un match a Street Fighter II. Adora giocare su console e nelle sale giochi di Ikebukuro che ormai, per quanto lontana, considera una seconda casa.
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