BAO Publishing porta sempre in Italia dei titoli interessanti, e questa volta è il turno di un’opera di Kodansha, firmata Akiko Higashimura; la prolifica autrice, non molto nota da noi, imbastisce qui una piccante commedia sentimentale che incrinerà le vostre certezze post adolescenziali. Ma saprà anche catturare il cuore degli amanti del genere? Scopritelo con la nostra recensione.
- Titolo originale: 東京タラレバ娘 (Tokyo Tarareba Musume)
- Titolo italiano: Tokyo Tarareba Girls
- Uscita italiana: 29 ottobre 2025
- Uscita giapponese: 2014
- Numero di volumi: 9
- Casa editrice: BAO Publishing
- Genere: Sentimentale, Romantico, Slice of life
- Disegni: Akiko Higashimura
- Storia: Akiko Higashimura
- Formato: 12,5 x 18 cm, brossurato con sovraccoperta, B/N
- Numero di pagine: 176
Abbiamo recensito Tokyo Tarareba Girls tramite volumi stampa fornitoci gratuitamente da BAO Publishing.
Una vita fatta di “se”
Come dice il titolo (Tarareba in giapponese può essere tradotto proprio come un “what if”), la storia ruota attorno a un gruppo di donne che si ritrovano in un locale di Tokyo a parlare del più e del meno, finendo sempre per arrivare sempre a “spettegolare” sullo stesso argomento: le storie d’amore. Le tre ragazze, Kaori, Rinko e Koyuki, sono infatti ormai delle trentenni con dei lavori, tanti impegni, e una vita con molti rimpianti sopiti nella routine di tutti i giorni: ma soprattutto, considerando l’età e il contesto giapponese, sono preoccupate, e non poco, di non essersi ancora accasate con qualche uomo che le soddisfi. Tra loro la più preoccupata è Rinko, una sceneggiatrice che oltre a non aver successo in amore, non riesce nemmeno a emergere nel lavoro (secondo lei a causa di arrampicatrici sociali più giovani) e per questo approfitta dei ritrovi al bar con le sue due amiche per sfogarsi e ubriacarsi. Ma non solo, le tre finiscono spesso per ragionare su scenari ipotetici, come incontri segreti, matrimoni, confronti con ragazze più giovani e tanto altro. Ma cosa succederebbe se invece riuscissero a trovasse l’uomo dei loro sogni, stravolgendo la banale vita di tutti i giorni? Scopritelo con Rinko, Kaori e Koyuki, e con noi, leggendo la recensione dei primi due volumi di Tokyo Tarareba Girls.
Un Josei inconsueto
Il ritorno in Italia di Akiko Higashimura, dopo Kuragehime della Star Comics terminato nel 2018, ci riporta in un mondo atipico per i titoli romantici, più di nicchia, fatto di personaggi femminili lontani dagli stereotipi e dal modo di agire consueto; abbiamo qualcosa di più realistico, con vite non perfette e problemi comuni, dalle quali provano a liberarsi tra lamentele, azioni avventate, errori, ma anche azioni impulsive. Il tono pungente, sfacciato e inconsueto emerge sin da subito, con Rinko che non si fa problemi a ubriacarsi con le amiche e a lamentarsi delle sue pene d’amore, e del mondo che gli gravità attorno: o ragazzi bellocci che cercano solo giovani donne, ragazze che usano il loro corpo per fare carriera. Ma anche le sue due amiche le fanno buona sponda, con fidanzamenti troncati per superficialità o disillusioni dovute alla loro mentalità attendista. Però, di fronte alle beffe del destino, le tre finiscono per cascare proprio sui loro valori e sulle loro convinzioni: andare a letto per convenienza, provare a rimettersi col fidanzato di successo, e molto altro, trascinando il lettore in situazioni tragicomiche e imbarazzanti. Tutto ciò si traduce in un manga dal ritmo serrato, con un’ironia dominante che si alterna in modo molto particolare alle piccanti discussioni amorose.
Dolce e amaro, giusto e sbagliato
Tra ironia e amori, il manga nasconde una palese riflessione sulle contraddizioni della vita adulta, fatta di compromessi e di spietate realtà, in un mondo dove la pressione sociale tra carriera e matrimonio è ancora alta. Le aspettative di un’infanzia sognando il vero amore e un lavoro perfetto si infrangono contro gli scogli della realtà, dove le spingono le onde delle emozioni negative: delusioni, frustrazione, incertezze e occasioni perse finiscono per portare le donne a compiere scelte contrarie alla loro morale e cercare di giustificarsi. Per questo le 3 protagoniste ci paiono così vicine, così sincere nelle loro menzogne.
I loro “se” finiscono per pesare molto anche sulla realtà: gli scenari ipotizzati ne limitano le azioni, facendole pensare che che ci sia ancora del tempo per fare tutto ciò che vogliono, anche se la fiamma della candela si sta spegnendo, e questo non può che colpirci. Per fortuna tutte queste difficoltà e drammi (sia lavorativi che sentimentali) vengono mitigati proprio dai loro discorsi, composti da uno spesso strato di gag, battute e ironia, che seppur divertenti in certi casi si ripetono con poche variazioni: il sushi che parla a Rinko e le dice cose crudeli, gli esempi con l nastro del Kaiten-zushi scenette sul ring dove fanno a botte, o le gag legate ai livelli di emergenza, spammate sul cellulare.
Insomma, il retrogusto che rimane dopo i primi volumi è quello di una goccia di limone su un cubetto di cioccolato, dolceamaro, perché finiamo inevitabilmente per giudicare le tre protagoniste con la nostra visione del mondo, soprattutto quando non hanno successo.
Un attacco generazionale
Sullo sfondo delle molte tematiche, un po’ come in Gossip Girls (citato nell’opera) Tokyo Tarareba Girls si lancia in una sottile (ma non troppo) critica dei modi di agire delle nuove generazioni, alle quali le tre protagoniste vorrebbero adattarsi: azioni avventate, immaturità, una morale molto più variabile, ma finisce anche per esaltarle indirettamente, su aspetti come la capacità di adattamento e di “fregarsene” delle rigidità della società, inclusi lavoro e relazioni. Mami, per esempio, pur stereotipando una giovane svampita che parla solo di se stessa, che fa tutto con superficialità e che segue le mode (vedasi la scena dei pop-corn) viene descritta anche come amichevole, generosa, intraprendente, come potevano essere le tre ragazze da giovani.
Diciamo che, leggendo l’opera, dopo aver riflettuto sul contrasto generazionale che esiste da sempre, si finisce per apprezzare più le qualità di ogni generazione che condannarne i difetti, e questo rende la lettura molto più piacevole (e quasi dolce, come il capitolo extra sui cioccolatini).
Ho visto lei che bacia lui
I personaggi delineati dalla Higashimura sono riconoscibili a prima vista: espressivi, puliti, quasi semplificati in uno stile da locandine anni 70′, con pochi dettagli che risaltano, tra cui occhi, capigliature e vestiti. Le espressioni facciali sono quasi delle caricature, deformate per trasmettere con maggiore enfasi gli stati d’animo, accostandosi bene ai dialoghi; questo vale per discorsi da bar o per i teatrini dei “se”, ma il tratto cambia descrivendo le esperienze delle ragazze, adeguandosi a situazioni più intime e delicate. Nonostante ciò, se c’è un punto debole del manga è forse proprio quello grafico: anatomie non sempre impeccabili, linee semplificare, sfondi poco rilevanti, e dettagli minimi. È evidente che per Higashimura questi aspetti vadano in secondo piano, privilegiando la storia e i suoi momenti chiave, mentre costruisce dialoghi che alternano ironia, battute pungenti e confronti emotivi, dove vediamo appunto una maggior cura grafica. Criticabile, ma da un lato ne migliora sicuramente la leggibilità, con discorsi e concetti che colpiscono subito, rafforzando una narrazione ben ritmata e solida, che forse ha come unico difetto quello di faticare a trovare un collante tra gli episodi narrati. Sarò onesto, il primo volume dell’opera non mi aveva preso molto, forse a causa di tutto ciò, ma dal secondo volume queste pecche sono passate in secondo piano.
Akiko Higashimura è una mangaka unica. Il suo modo di raccontare la quotidianità è magistrale, moderno e ironico al tempo stesso. La linea Aiken di BAO si impreziosisce di diverse sue opere, la prima delle quali è la storia di Kaori, Rinko e Koyuki, tre amiche trentenni che si domandano cosa manchi alla loro vita. Hanno una carriera, hanno una sana vita sociale, ma non sono sposate. Rifuggono le convenzioni sociali, ma si domandano se la loro vita sarebbe migliore, se si uniformassero alle aspettative comuni: sposarsi, fare dei figli, vivere una vita serena e senza scossoni. La loro ricerca della felicità e dell’amore le porterà a vivere situazioni a volte drammatiche e a volte esilaranti, in una serie che in Giappone è di culto e di cui vi innamorerete come noi.
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A chi consigliamo Tokyo Tarareba Girls?
Se siete amanti degli shojo/josei, e cercate qualcosa di più pungente e piccante rispetto al solito, questi primi volumi potrebbero fare per voi, nonostante la prima fase dell’opera appaia ancora piuttosto vaga. Non è una rom-com tradizionale, e non ci troverete le classiche tavole iper-curate di momenti romantici, baci o altro, per quanto tenti di mantenere un ideale romantico… insomma, abbiamo un buon compromesso per chi cerca qualcosa di nuovo. Veloce, dissacrante, divertente, ed essenziale, per 9 volumi certi (è già concluso in patria) a un prezzo di 7,90 euro (per un totlae di 71 euro) se sentite dell’affinità fateci un pensiero!
- Personaggi sprezzanti e piacevoli
- Delle relazioni diverse dal solito
- Tematiche pungenti
- Tavole semplicistiche
- Gag ripetitive
- Alcune scelte sconclusionate
Tokyo Tarareba Girls
Uno scontro romantico generazionale
Tokyo Tarareba Girls ci mostra come sia ancora possibile costruire un’efficace commedia romantica strizzando l’occhio a tematiche profonde, che denunciano la società moderna e i suoi costrutti, giocando molto sull’ironia. Tematiche trattate da decenni nel genere, dal famosissimo Nana, tra sogni e realtà, a Watakoi, per quel sentore di estraneità al mondo moderno, e ovviamente alla precedente opera di Akiko Higashimura, Kuragehime, per tutti gli aspetti relazionali.
Gli impatti grafici e narrativi sono sbilanciati in favore del secondo, e l’opera ci mette un buon volume per ingranare, ma nel complesso sembra costruire delle solide fondamenta per un Josei riconoscibile, che sa sia intrattenere che lanciare dei frecciatine agli eterni ragazzi. In fondo, si riesce a percepire tutta la fatica delle ragazze che vorrebbero una storia, ma che vengono continuamente frenate sia dagli ideali con cui sono cresciute, che da un mondo “moderno” che appare loro come una jungla dove vince chi osa di più. Tra sbronze, esperienze, incontri e lavoro ci si diverte e si riflette quanto basta, proiettando le loro speranze nelle nostre vite e viceversa; per questo vorremmo che Rinko e le sue amiche riuscissero a trovare la felicità e il dinamismo nelle loro vite, trovando però, come nelle favole, anche il loro vero amore.
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