Salva il mondo all’ultimo canestro – Recensione

Abbiamo recensito la serie completa di Salva il mondo all'ultimo canestro, manga dell'iconica autrice Nemu Yoko che, con Bao Publishing, porta nel nostro paese un divertente titolo romantico e sportivo

salva il mondo all'ultimo canestro

Cosa fareste se un giorno qualcuno, spacciandosi per un dio, vi dicesse che l’unico modo per impedire la distruzione della Terra è nelle mani della vostra classe? La soluzione ce la da Nemu Yoko, che in quattro volumi, editi in Italia da BAO Publishing, si diletta nel rappresentare questa fantasia.

Una divertente storia di sogni, amore e pallacanestro. Ma questa serie è davvero la fine del mondo? E riusciranno queste ragazze disorganizzare a salvare il pianeta? Scopritelo con la nostra recensione!

Salva il mondo all'ultimo canestro è disponibile in fumetteria

  • Titolo originale: とりあえず地球が滅びる前に (Toriaezu Chikyuu ga Horobiru Mae ni)
  • Titolo italiano: Salva il mondo all’ultimo canestro
  • Uscita italiana: 30 ottobre 2024
  • Uscita giapponese: 2011
  • Numero di volumi: 4 (conclusa)
  • Casa editrice: BAO Publishing
  • Genere: Comico, Scolastico, Sentimentale, Sportivo
  • Disegni: Nemu Yoko
  • Storia: Nemu Yoko
  • Formato: 12.5 x 18 cm, brossurato con sovraccoperta, bianco e nero
  • Numero di pagine: 192

Abbiamo recensito Salva il mondo all’ultimo canestro tramite volumi stampa fornitici gratuitamente da BAO Publishing.

Una sfida decisiva

La vita di Torako Ichinose, una sedicenne che frequenta il secondo anno del liceo, prosegue tranquilla con il club di basket e le amicizie che si è costruita al suo interno; per lei è quasi una routine, fatta di allenamenti, lezioni e discorsi tra ragazze, come quelli sul suo futuro: non ha piani particolari, se non quello che le piacerebbe essere una brava moglie (e ovviamente fidanzarsi prima). Un giorno però nella sua vita e in quella della sua classe irrompe Kamiya, un BDP (bono da paura) che dinnanzi al club si autoproclama Dio, sostenendo che la terra sta per essere distrutta e di essere lì per aiutarle a salvarla. Infatti, se la squadra femminile di basket del liceo Dadakusa riuscirà a vincere il torneo della prefettura il prossimo anno allora questo crudele fato verrà scongiurato.

Dapprima nessuno crede a Kamiya, e la vita delle liceali prosegue tra amori (con Torako che si fidanza con l’originale Kanetaka) e frivolezze, ma dopo una prima amichevole il dio riesce a convincerle della gravità della situazione. Da questo momento la squadra inizia un duro allenamento per riuscire a competere con delle scuole che sono più forti di loro. Riusciranno le ragazze a mantenere saldi i loro rapporti fino al torneo fatidico? E basteranno i loro sforzi fisici a farle vincere? Oppure sarà necessario trovare qualche scappatoia per portare a casa il torneo e salvare il mondo? Lo scoprirete leggendo i quattro volumi di questa divertente serie.

“Le liceali muoiono, no?”

L’intraprendente Nemu Yoko rompe il suo consueto schema di storie “mature” per immergersi nel mondo delle liceali, e nello specifico nel microcosmo di un club di basket; si tratta di ragazze che presto dovranno cambiare le loro vite, perché, come dice la stessa Torako “il diploma è tipo la fine del mondo” per loro. La ragazza viene descritta come mediocre, in una scuola anonima, ma è tutt’altro che comune: è infatti in preda all’ansia per la fine della scuola e le sembra che l’intero universo le stia per crollare addosso, cosa che effettivamente si avvererà all’arrivo del dio Kamiya con la sua profezia. Ma per prima cosa Torako sente la necessità di fare nuove esperienze, come quella di trovare un ragazzo, dato che nel suo futuro vorrebbe semplicemente “fare la moglie” (un messaggio che oggi suona particolarmente controcorrente).

È una liceale in tutto e per tutto: impulsiva, a tratti frivola, con una insicurezza emotiva che le fa pensare di mollare il club alla prima difficoltà e a mettersi con Kanetaka solamente perché “non avevo motivo di dirgli di no”. Vive un romanticismo frizzante e altalenante, che la porta a vantarsi sin da subito del proprio ragazzo, ma anche a provare imbarazzo e a scaricarlo superficialmente senza averne compreso le vere intenzioni. Torako è sorprendentemente umana: sbaglia e riflette, ha rimorsi, litiga con le sue amiche e ci fa pace (Yuki, che è consapevole del suo disagio, la affronta di petto per darle la spinta che le serve), prova gelosia e inquietudine, e persino salvare il mondo passa in secondo piano di fronte a ciò che reputa importante nella sua vita; le sue motivazioni saranno anche superficiali, ma non per lei. Tutto ciò, con molta ironia, ma anche profondità, rendono Salva il mondo all’ultimo canestro un vero inno al diventare grandi e a riconoscere cosa è importante nella vita.

Il basket come crescita personale

Se da un lato questi volumi si muovono in un territorio fatto di incertezze adolescenziali e romantiche, dall’altro la componente sportiva diventa la tela su cui queste fragilità trovano forma. Che la squadra sia nata non per meriti sportivi, ma per passione, si vede da frasi come “che palle allenarsi di prima mattina” e dal poco agonismo, con il basket che viene visto più come un momento di convivialità, soprattutto per Torako che rimane ferita proprio quando percepisce che le sue compagne non considerano importante una vacanza fatta assieme. Dopo la prima sconfitta, il tono della storia si fa più serio e compaiono i primi tecnicismi sportivi inseriti dall’autrice (a partire dai volumi due e tre) con dettagli di gioco, regole e azioni che ricordano molto le dinamiche di crescita di Slam Dunk, o la passione per gli incontri di Haikyuu!!. Nemu Yoko ci ricorda continuamente la necessità di un forte spirito di squadra, come nei due titoli citati prima: ho adorato la scena mattutina della pesca con le ragazze del Namakawa, che nonostante la loro visione apparentemente lontana da quella della protagonista riescono ad aiutarla a ritrovare la passione per lo sport, così come ho apprezzato tutti quei piccoli dettagli degli allenamenti, come la bevanda al mais dopo la corsa.

Il messaggio, nonostante la presenza di un dio che letteralmente può avverare dei desideri (con certi limiti), è il classico di questi manga: non esistono miracoli, solo allenamento costante, tenacia e la capacità di credere in sé stessi, con l’incoraggiamento che, anche senza grandi doti atletiche, delle buone amiche possono rendere l’esperienza davvero piacevole. Un insegnamento che resta tale anche quando le ragazze provano a cercare scorciatoie o soluzioni “geniali” per vincere, con la protagonista che si fa fredda e calcolatrice quando serve, cercando falle nel regolamento pur di vincere; un piacevole escamotage narrativo che, da appassionato di boardgames ho apprezzato. In fondo “anche imbrogliare richiede una certa abilità”.

Un canestro inconfondibile

Molti di voi conosceranno Nemu Yoko per la sua precedente pubblicazione con BAO Publishing, ovvero Io, lui e il gatto, e quindi ne avranno riconosciuto il particolare stile grafico e narrativo: il suo tratto, a momenti grezzo, ma efficace, mi ha ricordato in certi momenti l’espressività di Paru Itagaki in Beastars; abbiamo disegni fatti di linee delicate, nette e pulite, con forti contrasti in bianco e nero senza sfumature, che sanno esaltare la freschezza della narrazione. Gli acquerelli delle copertine sono favolosi (e giocano con la parte sottostante tra immaginazione e realtà), le inquadrature sono accattivanti (come Torako che osserva il proprio mondo attraverso il buco di una ciambella), e le pagine interne sono piacevolmente dinamiche e scorrevoli, quasi intuitive grazie alle molte informazioni visive trasmesse. La narrazione è altrettanto fluida ed efficace, a partire dall’entrata surreale del dio, con tempi comici perfetti, sino alle grottesche partite finali che decidono le sorti del mondo.

In tutti i volumi ironia e momenti di vita quotidiana vengono mescolati senza paura, ponendo l’accento sia sull’importanza delle frivolezze conviviali che spesso trascuriamo (cene, allenamenti, giochi, scuola) sia sulle scelte che determinano il nostro futuro (come cosa fare dopo il liceo, o la missione di salvare il mondo). Questo duplice registro crea un equilibrio originale e mai banale, che diventa il vero punto di forza dell’opera. C’è inoltre un lato autobiografico: l’autrice ci confessa come avrebbe voluto essere aiutata durante la sua adolescenza, sottolineando come in questo periodo i liceali si trovino spesso ricolmi di dubbi, soprattutto su cosa fare della loro vita. Questa angoscia viene però sommersa da personaggi ben caratterizzati (la figura di Kanetaka si rivela tra le più intriganti) ed elementi bizzarri: citazioni di Detective Conan, la discussione con la carpa, le freccette per decidere le sorti del mondo, la conta delle distanze a scuola, le figuracce con la squadra di basket o persino l’ironica immagine di un mondo privo della Gran Bretagna… tutti elementi che rendono la lettura divertente e sorprendentemente viva, ammorbidendo un’atmosfera a tratti cupa, ma sempre coerente con i suoi messaggi di fondo.

Torna Nemu Yoko, la mangaka che i lettori BAO hanno imparato a conoscere con il volume autoconclusivo “Io, lui e il gatto”, e lo fa con una serie in quattro volumi che sfida i generi. Manga scolastico? Anche. Manga sportivo? Certo, ma non solo? Trama soprannaturale? Ecco, soffermiamoci su questo aspetto. Le ragazze del club di basket di un liceo di periferia vengono avvicinate da uno strano figuro, che prima di iniziare a comportarsi in maniera molto creepy avevano già definito BDP (Bono Da Paura). Costui asserisce di essere una divinità, e che se loro non vinceranno il torneo di basket della loro prefettura, la terra verrà distrutta. Oltre al fatto che nessuna di loro gli crede, non sono neanche giocatrici così brave (tranne il loro asso nella manica, l’esperta dei tiri da tre punti). La verità è che partecipano alle attività del club per stare insieme, ma come tutte le adolescenti hanno altro per la testa, ciascuna a modo proprio. Caratterizzazione deliziosa, linguaggio spigliato e divertente, e una trama che prende spessore poco a poco.

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A chi consigliamo Salva il mondo all’ultimo canestro?

Lo dico poche volte, ma questo potrebbe essere uno di quei titoli adatti a chi non legge molto: abbiamo 4 volumi a un prezzo accettabile (8,90 euro ciascuno) e una storia autoconclusiva semplice, piacevole, con tematiche forse non originali, ma ben inserite in un contesto che può intrattenere chiunque. È una di quelle storie che sanno bilanciare bene romanticismo, ironia e sport, riuscendo a catturare un pubblico ampio e agli inizi, che può essere ancora sorpreso da certe dinamiche inserite. Per questo, chi ha letto centinaia di titoli o cerca shonen d’azione potrebbe permettersi di saltarlo, ma personalmente ve lo consiglierei ugualmente, perché l’ho letto con piacere dall’inizio alla fine.

  • Un titolo sportivo per tutti
  • Genuinamente divertente
  • Disegni e dialoghi piacevoli e caratteristici

  • Tematiche e plot non molto originali
Salva il mondo all'ultimo canestro
3.8

Torako insegnaci a crescere!

Pubblicato nella Collana Aiken, Salva il mondo all’ultimo canestro si rivela un manga capace di sorprendere al di là della sua superficie leggera e divertente, celando riflessioni profonde su cosa significhi crescere, impegnarsi, e sui timori di non poter raggiungere i propri obiettivi. In soli quattro volumi, che forse stanno un po’ stretti a quest’opera, Nemu Yoko riesce a costruire una narrazione che mescola con naturalezza commedia scolastica, sport e sovrannaturale, mantenendo sempre un tono coerente, brillante e ironico, pur nella sua dilagante bizzarria. Dai siparietti amorosi alla dimensione sportiva del basket, dal peso delle scelte per il futuro alla leggerezza della vita liceale, l’opera ci insegna che non esistono scorciatoie a questo mondo, ma si può fare affidamento sugli altri per superarle. Non troverete espedienti originali o incredibili novità in questo manga, ma emozioni sincere, quelle di un mondo per molti di noi ormai lontano, che ancora riporta alla mente errori e dubbi, ma anche amicizie e giornate memorabili. Il risultato è una lettura piacevole e completa, che allo stesso tempo fa divertire e riflettere, accompagnata da un classico finale romantico e da un importantissimo messaggio: quando si provano cose nuove è naturale sbagliare, ma non è mai la fine del mondo… o quasi!

Scrittore per passione, dopo aver scoperto la pozione che preserva i capelli e l’anima, la usa su di sé per terminare il dottorato in ingegneria ambientale. Utilizzando la magia infusa nelle parole tenta da anni di convertire gli eretici alla cultura giapponese. Adora il metal, i videogiochi, manga e fumetti, l leggende celtiche, e tutto ciò che si può fare mangiando cioccolata all’ombra di una montagna.

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