Grand Kingdom – Recensione

Grand Kingdom – Recensione

grand-kingdom-recensione-boxartSono passati cento anni dalla caduta dell’Impero Uldein. L’estenuante e brutale guerra ha lasciato le Quattro Grandi Nazioni devastate e impoverite. L’onore e la virtù sono ormai solo ricordi lontani. Ora, nel grande continente di Resonail, i campi di battaglia non sono più popolati da guerrieri, ma da mercenari: alcuni combattono per mettere il cibo in tavola, altri invece per i sontuosi bottini di guerra. Qui inizierà la nostra storia, accompagnati dal nostro secondo in comando Flint, guideremo il nostro gruppo di Mercenari verso ogni vittoria.

Per tutti gli amanti dei giochi di ruolo tattici arriva anche in occidente Grand Kingdom, titolo sviluppato da MonoChro per PlayStation 4 e PlayStation Vita. Questo gioco è diretto da Tomohiko Deguchi, già responsabile di Grand Knight History, un titolo sviluppato per PSP da Vanillaware e purtroppo mai uscito dal Giappone, di cui Grand Kingdom si può considerare un successore spirituale. Riuscirà a spiccare in mezzo agli altri titoli di provenienza nipponica in uscita in queste ultime settimane?

  • Titolo: Grand Kingdom
  • Piattaforma: PlayStation 4, PS Vita
  • Genere: Tactical RPG
  • Giocatori: 1 (presenta modalità online asincrona)
  • Software house: NIS America
  • Sviluppatore: Spike Chunsoft, MonoChro
  • Lingua: Inglese (testi e doppiaggio), Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 17 giugno 2016
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: Lord’s Set gratuito per la prima settimana dal lancio
  • Note: include su disco tutti i DLC usciti in Giappone a pagamento

Casa dolce casa

Dopo una missione che fungerà da tutorial al sistema di combattimento, ci ritroveremo nella hub principale, dove verremo guidati da Lillia attraverso le prime funzionalità messe a disposizione dal gioco. All’inizio, potremo solamente reclutare nuovi membri per i nostri team e, avanzando nella trama, potremo poi sbloccare funzionalità come il Negozio, dove sarà possibile rifornirci di oggetti e nuovo equipaggiamento per le truppe, l’Addestramento, dove potremo far apprendere nuove abilità ai nostri personaggi tramite degli speciali libri e la Guerra, funzionalità online asincrona del gioco. Oltre alla hub principale, ne avremo una dedicato ai personaggi nella quale potremo gestire le nostre truppe, sistemare l’equipaggiamento, la nostra formazione di battaglia e gli oggetti dell’inventario.

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Ciò che salta immediatamente all’occhio è un comparto estetico piuttosto curato, a partire dal character design di Chizu Hashii (BLOOD+) fino alle animazioni e gli effetti dei combattimenti o agli scenari dei campi di battaglia, riuscendo a catturare in pieno lo stile medievale/fantasy. Purtroppo, però, andando avanti con il gameplay, si rischia di incappare in personaggi molto simili tra loro, viste le possibilità di personalizzazione davvero esigue. Il sonoro, d’altro canto, è opera di Mitsuhiro Kaneda di Basiscape, nome già conosciuto nell’ambito dei JRPG e infatti già responsabile di giochi tattici come FINAL FANTASY Tactics A2 e Tactics Ogre. Le musiche e il doppiaggio, che potremo scegliere tra l’originale giapponese e quello inglese, ci accompagneranno dolcemente durante tutta la nostra avventura. Le scelte dello stile sono perfettamente in linea con i temi trattati e le ambientazioni di gioco, rendendo Grand Kingdom un titolo armonico in tutte le sue parti.

Quest… ioni in sospeso

All’interno di Grand Kingdom troveremo quattro tipi di Quest affrontabili: le Campaign, ovvero quelle che riguardano la storia principale del gioco, le Versus, missioni a tempo che ci vedranno competere contro altri mercenari che avranno obiettivi simili ai nostri, le Single, missioni assegnate da una delle quattro nazioni del gioco e che quindi faranno aumentare l’affinità con essa, e infine le Travel, missioni in cui potremo liberamente esplorare le mappe di gioco per raccogliere materiali e oggetti o accumulare esperienza, senza limiti di tempo. Una volta scelta sia la Quest che vorremo affrontare, sia la Truppa più adatta e valutati gli obiettivi, ci ritroveremo nella schermata di battaglia, che consisterà in un tabellone in stile board game dove muoveremo una pedina, che rappresenta i nostri personaggi, nelle varie caselle. Ogni movimento costerà un Action Count, punti limitati che, una volta terminati, porteranno all’esito negativo della missione, ma questa non sarà l’unica statistica da tenere conto. Troveremo infatti la Morale, una percentuale che indica la voglia di combattere dei nostri mercenari e che diminuirà con l’avanzare dei combattimenti e dei colpi subiti, nonché i TP che otterremo dopo ogni battaglia e ci serviranno per varie azioni come aprire scrigni o evitare trappole.

Chiaramente, le nostre non saranno le uniche pedine che troveremo, infatti ci saranno quelle nemiche che gireranno liberamente per la scacchiera e che, una volta incontrate, daranno il via a uno scontro. Le pedine nemiche saranno divise in quattro tipologie: le normali di colore viola, quelle rosse che indicano nemici più forti, quelle invisibili che ci tenderanno un agguato e quelle dedicate ad armamenti come cannoni o balliste, che avranno un raggio d’azione entro il quale potranno colpire i nostri personaggi. In giro per la mappa avremo la possibilità di imbatterci in forzieri e non solo, ci saranno alcuni territori ostili che potremo superare solo grazie alla presenza di una determinata classe o di trappole da disinnescare con particolari oggetti, oltre che a NPC alleati che ci aiuteranno curando la squadra in cambio di una piccola donazione. Tutti questi elementi faranno sì che troveremo mappe sempre variegate, spingendoci a dover calcolare bene la nostra strategia poiché non sempre sconfiggere tutti i nemici ci porterà alla vittoria; infatti dovremo tenere conto degli Action Count, i quali non dovranno toccare lo zero prima di arrivare all’obiettivo.

Sasso, carta, forbici e specialisti

I Mercenari che potremo arruolare nel corso del gioco saranno di quattro macrotipi differenti, divisi in ben diciassette classi. Le quattro tipologie principali utilizzeranno un sistema di combattimento a debolezze simile a quello del famoso gioco della morra cinese: troveremo infatti le Melee Unit, ideali per l’attacco ravvicinato grazie ai loro alti valori di forza e difesa, e che si troveranno in vantaggio contro le Ranged Unit, unità con basse difese ma capaci di eliminare anche i nemici più distanti; queste ultime saranno utili soprattutto contro le Magic Unit, le quali sfoggeranno arti arcane capaci di colpire nemici multipli e sfondare le difese delle Melee contro le quali sono forti. La quarta e ultima tipologia comprende le Specialist Unit, non hanno una particolare forza o debolezza, ognuna di esse ha delle caratteristiche che le rende uniche e funzionali nel proprio ruolo.

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Quando ti ritrovi con dei genitori veramente bastardi…

Dovremo quindi stare attenti nella scelta delle nostre Truppe, che potranno essere sei in totale e nelle quali potremo inserire fino a un massimo di quattro personaggi, numero che potrebbe variare a seconda delle classi scelte. Una volta entrati nel menu di reclutamento, troveremo diversi Mercenari con le loro classi predefinite, che cambieranno a rotazione col passare del tempo e avranno un costo di arruolamento diverso a seconda del job. Una volta scelta la classe che più ci aggrada potremo personalizzare il nome, l’acconciatura, la voce, il viso e i colori del nostro nuovo alleato, nonché attribuire dei punti bonus alle statistiche. Saremo poi liberi di sistemare le Truppe come meglio ci aggrada, scegliendo la posizione e la formazione dei personaggi e modificando il loro equipaggiamento per renderle pronte per le battaglie che dovremo affrontare nel corso di Grand Kingdom.

In guerra tutto è lecito, anche far male ai tuoi compagni

Una volta incontrata una pedina avversaria ci ritroveremo nella schermata di combattimento, dove i nostri Mercenari saranno disposti a seconda della formazione che abbiamo scelto nel menu delle Truppe. La schermata presenterà diversi elementi, alcuni dei quali facilmente riconoscibili dagli amanti del genere. Nella porzione bassa dello schermo troveremo la barra temporale che segnerà i turni di gioco di tutti i soldati, sia alleati che nemici, lo status e le abilità del guerriero che staremo utilizzando in quel determinato momento e due barre, una dedicata al movimento del personaggio nelle corsie e l’altra alla quantità di azioni che potremo effettuare nel turno. Entrambe le barre sono determinate non solo dalla classe del Mercenario, ma anche dalle statistiche e da come le abbiamo migliorate. In alto troveremo il nome della nostra Truppa e quello degli avversari e, accanto al nome, dei pallini che si riempiranno in base a quanti danni effettueremo o subiremo, conferendoci dei bonus a fine battaglia.

Una volta mosso il personaggio nel punto desiderato potremo utilizzare le sue abilità d’attacco, difesa o cura. Molte delle classi hanno la possibilità di attaccare i nemici anche se sono in una corsia differente, rendendo ancora più strategico il posizionamento delle Truppe. Ogni abilità sarà legata alla pressione di un determinato pulsante e alcuni comandi, come ad esempio quelli d’attacco fisico, potranno essere concatenati in poderose combo semplicemente continuando a premere lo stesso tasto, finché la barra delle azioni non terminerà o non avremo un nemico a disposizione da colpire. Per quanto riguarda gli attacchi magici o a distanza, le cose saranno un po’ diverse: una volta portato il nostro personaggio nella giusta posizione, creeremo sotto il nostro avversario (o sotto un gruppo di essi) una zona d’azione rossa con un mirino che la attraverserà: premendo il pulsante corrispondente quando essa attraverserà il bersaglio desiderato, verrà utilizzato l’attacco scelto, anche qui più volte premeremo maggiore saranno gli attacchi che verranno inflitti, aumentando così i danni inferti ai nemici.

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Ma può mai essere tutto così semplice? Assolutamente no. A rendere più strategiche le battaglie e a complicare il tutto, sarà il fuoco amico, infatti dovremo stare molto attenti a dove saranno i nostri alleati quando sferreremo un attacco, perché potremo rischiare di colpire anche loro. Stesso discorso per i buff e le alterazioni di status: se un nemico sarà vicino all’area del potenziamento anche lui ne riceverà gli effetti positivi. E non è tutto! Infatti, alcune classi, come ad esempio il Medic, per utilizzare gli oggetti da lancio avranno un mirino che segnerà la curva di discesa e, in caso non prendessimo bene le misure, rischieremmo di colpire i nostri alleati o curare i nemici. Potevano finire qui le complicazioni? A quanto pare no: in alcuni terreni di combattimento avremo, a intralciare il nostro cammino verso gli avversari, non solo ostacoli ma anche trappole e la sfortunata possibilità di subire danni ad area da marchingegni avversari come catapulte, balestre e cannoni. Fortunatamente non saranno solo i nemici ad avere a disposizione questi benefici ma, allo stesso tempo, rischieremo di subire danni anche dagli attacchi delle nostre strutture.

Una poltrona per quattro

Per concludere, apro una parentesi sulla modalità Guerra, funzionalità online asincrona del gioco che ci permetterà di sfidare nemici da tutto il mondo. Una volta selezionata, avremo la possibilità di scegliere a quale delle quattro nazioni allearci tra Landerth, Valkyr, Fiel e Magion, firmando un contratto che stabilirà per quanto tempo saremo loro alleati. I bonus che riceveremo durante la Guerra varieranno a seconda del tipo di contratto che effettueremo, infatti potremo scegliere se partecipare a una sola Guerra oppure a un massimo di cinque e, più alto sarà il numero, maggiori saranno le ricompense. Tale modalità online è totalmente slegata dalla trama principale e ci permetterà di giocare in due modi: il primo ci consentirà di mandare una o più truppe a combattere per noi, dopo averne scelto le tattiche da utilizzare durante i combattimenti, per poi doverne attendere il ritorno alla base una volta terminato il conflitto; il secondo, invece, ci consentirà di andare direttamente in battaglia, ritrovandoci in una schermata simile a quella delle Quest, nella quale avremo come obiettivo quello di conquistare quanti più avamposti possibili combattendo contro l’IA di giocatori da tutto il mondo. Il tutto sarà arricchito da diverse classifiche che mostreranno quale delle quattro nazioni sarà quella con più giocatori, terre e quindi, potere.

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“Non ti si può guardare con quel fiocco.”

A chi consigliamo Grand Kingdom?

Consiglio il gioco in primis a tutti gli amanti dei JRPG tattico/strategici a turni, che troveranno in Grand Kingdom una degna sfida di quelle che, forse, non si vedevano da un po’ di tempo. Allo stesso tempo lo consiglio anche a chi si volesse affacciare per la prima volta a questo genere, grazie anche alla semplicità del sistema di gioco in generale, a partire dalle schermate intuitive fino al sistema di combattimento che è sicuramente il punto cardine del gioco. Inoltre l’armonia tra lo stile grafico, il sonoro e la trama, nonché la possibilità di giocare online, rendono il prodotto di Spike Chunsoft e MonoChro una piccola perla da non farsi scappare, seppur non priva di difetti.

  • Bello da vedere, ma anche da ascoltare
  • Combattimenti a turni classici ma innovativi
  • Possibilità di giocare online
  • Tante classi tra cui scegliere…

  • …ma alcune sono eccessivamente soverchianti
  • A volte troppo punitivo
  • Trama un po’ scontata
  • Pecca di ripetitività
Grand Kingdom
3.2

Missione superata, senza non poche imprecazioni

Era da tempo che cercavo un JRPG tattico innovativo: dopo aver divorato diversi esponenti del genere, devo dire che le mie aspettative su Grand Kingdom sono state ben ripagate. Il sistema di combattimento mi ha coinvolto, nonostante mi aspettassi qualcosa di più simile a giochi come FINAL FANTASY Tactics o Disgaea (le caselle nelle immagini mi avevano tratto in inganno), la componente vagamente action legata al sistema tattico è davvero ben curata, intrigante e piacevole da giocare. Anche se ammetto che ho imprecato non poco giocando, specie quando si concatena la combo sbagliata e il nemico va troppo lontano per essere colpito, o quando si calcolano male le distanze e si colpiscono anche gli alleati, ma tutto ciò non ha fatto altro che rendere l’esperienza più interessante. Non sono rimasto soddisfatto, invece, dal metodo di reclutamento dei personaggi: mi aspettavo un sistema di creazione più libero e non di dover attendere che mi capitasse la classe giusta al momento giusto. Stessa cosa riguardo la trama, i cliché del genere fantasy si fanno vedere tutti e quindi non assistiamo a nulla di particolarmente innovativo. In conclusione, ho apprezzato molto il lavoro dei developer ma, nonostante l’ottimo sistema di combattimento e la difficoltà che lo rendono una sfida piuttosto avvicente, a volte risulta essere troppo ripetitivo e a lungo andare rischia di annoiare abbastanza.

3.2
su 5

Missione superata, senza non poche imprecazioni

Era da tempo che cercavo un JRPG tattico innovativo: dopo aver divorato diversi esponenti del genere, devo dire che le mie aspettative su Grand Kingdom sono state ben ripagate. Il sistema di combattimento mi ha coinvolto, nonostante mi aspettassi qualcosa di più simile a giochi come FINAL FANTASY Tactics o Disgaea (le caselle nelle immagini mi avevano tratto in inganno), la componente vagamente action legata al sistema tattico è davvero ben curata, intrigante e piacevole da giocare. Anche se ammetto che ho imprecato non poco giocando, specie quando si concatena la combo sbagliata e il nemico va troppo lontano per essere colpito, o quando si calcolano male le distanze e si colpiscono anche gli alleati, ma tutto ciò non ha fatto altro che rendere l’esperienza più interessante. Non sono rimasto soddisfatto, invece, dal metodo di reclutamento dei personaggi: mi aspettavo un sistema di creazione più libero e non di dover attendere che mi capitasse la classe giusta al momento giusto. Stessa cosa riguardo la trama, i cliché del genere fantasy si fanno vedere tutti e quindi non assistiamo a nulla di particolarmente innovativo. In conclusione, ho apprezzato molto il lavoro dei developer ma, nonostante l’ottimo sistema di combattimento e la difficoltà che lo rendono una sfida piuttosto avvicente, a volte risulta essere troppo ripetitivo e a lungo andare rischia di annoiare abbastanza.

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Federico Schirru
Raro esemplare di panda sardo cresciuto a bambù e JRPG. Soffre di sindrome di Stoccolma nei confronti di SQUARE ENIX, ed è disposto a privarsi del sonno pur di spulciare all’inverosimile ogni titolo gli capiti fra le mani.
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