DRAGON QUEST XI S: Echi di un’era perduta – Analisi della versione Nintendo Switch 2

DRAGON QUEST XI S torna su Nintendo Switch 2 con due modalità grafiche, fino a 60 fps, ma senza upgrade per chi possiede già l’edizione Switch. La nostra analisi!

DRAGON QUEST XI S: Echi di un’era perduta – Analisi della versione Nintendo Switch 2

Sette anni dopo l’esordio di DRAGON QUEST XI S: Echi di un’era perduta – Edizione definitiva su Nintendo Switch, SQUARE ENIX porta la straordinaria avventura del Lucente sulla nuova console Nintendo con una versione aggiornata appositamente per Nintendo Switch 2.

Non siamo davanti a una nuova edizione del gioco dal punto di vista dei contenuti: la storia, le modalità e tutti gli extra sono esattamente quelli della Definitive Edition già disponibile su Nintendo Switch, PlayStation 4, Xbox One e PC. A cambiare sono principalmente le caratteristiche tecniche, grazie alla presenza di due modalità di visualizzazione: una che privilegia le prestazioni a 1080p e 60 fotogrammi al secondo, e una dedicata alla qualità dell’immagine a 1440p e 30 fps. Come nel caso delle altre versioni di DRAGON QUEST XI S, anche in questa è possibile giocare l’intera avventura nella modalità 2D in pixel art concepita originariamente per l’edizione 3DS del gioco.

Abbiamo avuto modo di testare il gioco in entrambe le configurazioni, e il risultato è senza dubbio la migliore esperienza portatile di DRAGON QUEST XI S disponibile su una console Nintendo, anche se alcune delle limitazioni tecniche della precedente edizione continuano a essere ben visibili e le scelte commerciali della casa del Chocobo (o in questo caso dello Slime?) rendono questa nuova uscita molto meno interessante per chi possiede già il gioco.

DRAGON QUEST XI S: Echi di un’era perduta – Analisi della versione Nintendo Switch 2

La via del Lucente passa per i 60 fps

La novità più evidente per la versione Switch 2 è naturalmente la Modalità Prestazioni. DRAGON QUEST XI S gira in questo caso a 1920×1080 pixel e 60 fps, un salto particolarmente apprezzabile rispetto all’edizione per la prima Nintendo Switch. Durante la nostra prova il frame rate si è dimostrato stabile e il raddoppio della fluidità rende più piacevoli sia l’esplorazione di Erdrea sia le animazioni durante i combattimenti. Non parliamo di un action game nel quale i 60 fps rappresentano una necessità, ma una volta provata questa modalità tornare ai 30 fotogrammi al secondo diventa piuttosto difficile. È infatti la configurazione che abbiamo preferito utilizzare, nonostante il compromesso sul dettaglio grafico.

DRAGON QUEST XI S: Echi di un’era perduta – Analisi della versione Nintendo Switch 2

Passando alla Modalità Qualità, il gioco porta la risoluzione a 2560×1440 pixel mantenendo i 30 fps. La differenza non riguarda solamente la maggiore definizione dell’immagine: durante l’esplorazione abbiamo notato una qualità sensibilmente migliore soprattutto nei paesaggi e negli elementi ambientali. Entrambe le modalità sono quindi perfettamente valide e la scelta dipenderà dalle preferenze personali. Nel nostro caso i 60 fps hanno avuto la meglio, anche sacrificando parte del dettaglio.

Rimane però difficile non chiedersi cosa avrebbe potuto offrire una modalità 1440p a 60 fps. Considerata la natura del gioco e l’hardware a disposizione, sarebbe stata la combinazione ideale, ma SQUARE ENIX ha scelto di separare nettamente qualità dell’immagine e fluidità.

La bellezza di Erdrea è rimasta la stessa

Il salto rispetto alla versione Nintendo Switch è comunque evidente, l’immagine appare molto più pulita, i contorni sono più definiti e soprattutto la maggiore fluidità rende l’intera esperienza visivamente più gradevole. Nelle nostre prove il risultato ci è sembrato complessivamente vicino a quello delle versioni PlayStation 4 della Definitive Edition e decisamente superiore alla vecchia edizione Switch. Bisogna però fare una precisazione importante: SQUARE ENIX stessa specifica che DRAGON QUEST XI S deriva tecnicamente dalla versione sviluppata originariamente per Nintendo Switch e che i suoi asset grafici non coincidono con quelli del primo DRAGON QUEST XI pubblicato su PlayStation 4 (e considerato da alcuni ancora il migliore visivamente). Switch 2 non trasforma quindi il gioco in una nuova remaster e non ricostruisce da zero asset, ambientazioni o modelli.

DRAGON QUEST XI S: Echi di un’era perduta – Analisi della versione Nintendo Switch 2

La maggiore potenza della console viene utilizzata principalmente per offrire una presentazione più nitida e un frame rate superiore. Uno dei limiti più evidenti rimane infatti il pop-in. Personaggi, mostri ed elementi dello scenario continuano ad apparire a distanza piuttosto ravvicinata durante l’esplorazione e il fenomeno è presente sia in Modalità Prestazioni sia in Modalità Qualità; quest’ultima migliora sensibilmente la resa generale del paesaggio, ma non elimina questo comportamento che a volte può risultare decisamente fastidioso. È probabilmente l’elemento che più tradisce l’origine della conversione e ricorda costantemente come questa versione Switch 2 sia un miglioramento tecnico di un prodotto esistente e non un rifacimento pensato per sfruttare da zero il nuovo hardware.

Anche i caricamenti beneficiano della nuova console: rispetto all’edizione Nintendo Switch originale abbiamo riscontrato tempistiche più brevi, ma non bisogna aspettarsi transizioni istantanee; la classica schermata con la barra di avanzamento continua a comparire e rimane visibile durante diversi caricamenti. Il miglioramento c’è ed è apprezzabile nell’arco di un’avventura che può richiedere anche un centinaio di ore, ma anche sotto questo punto di vista la versione Switch 2 non modifica radicalmente la struttura tecnica del gioco. Siamo quindi lontani da quei porting moderni nei quali l’utilizzo di memorie più veloci permette di far praticamente scomparire le schermate di caricamento.

DRAGON QUEST XI S: Echi di un’era perduta – Analisi della versione Nintendo Switch 2

La Definitive Edition rimane quella che conosciamo

Dal punto di vista dei contenuti non c’è invece nulla di nuovo da scoprire: la versione Nintendo Switch 2 propone esattamente la stessa esperienza della precedente DRAGON QUEST XI S: Echi di un’era perduta – Edizione definitiva. Ritroviamo quindi i capitoli aggiuntivi dedicati ai diversi membri del gruppo, la possibilità di scegliere fra rappresentazione tridimensionale e modalità 2D in stile classico, le voci in inglese e giapponese e la colonna sonora orchestrale.

È un pacchetto ancora oggi estremamente ricco e rappresenta la versione più completa dell’undicesimo capitolo della serie, ma chi ha già terminato la Definitive Edition su un’altra piattaforma non troverà nuove missioni, nuovi personaggi o altri contenuti pensati specificamente per Nintendo Switch 2, purtroppo. Questa nuova pubblicazione esiste essenzialmente per offrire DRAGON QUEST XI S con caratteristiche tecniche più adeguate all’hardware della nuova console ed è indirizzata unicamente a chi non ha ancora affrontato l’avventura o ai fan sfegatati che vorrebbero rigiocarla su un’altra piattaforma.

DRAGON QUEST XI S: Echi di un’era perduta – Analisi della versione Nintendo Switch 2

Nessun viaggio nel tempo per i salvataggi

Come nel caso di tutti i recenti titoli ripubblicati su Nintendo Switch 2 da SQUARE ENIX, ad esempio FINAL FANTASY X | X-2 HD Remaster, i salvataggi della versione Nintendo Switch non sono compatibili con la versione Nintendo Switch 2. Chi ha trascorso decine o centinaia di ore a Erdrea sulla precedente console e desidera passare alla nuova edizione dovrà quindi ricominciare l’avventura dall’inizio. Non è previsto nemmeno un Upgrade Pack. DRAGON QUEST XI S per Switch 2 viene trattato come un prodotto completamente separato e chi possiede già la versione Switch deve acquistarlo nuovamente per poter beneficiare dei 60 fps e degli altri miglioramenti tecnici.

Il prezzo scelto dalla compagnia, fortunatamente, è molto più ragionevole rispetto ad altre riproposizioni simili: 39,99 euro (anche per la versione su cartuccia) rappresentano a nostro avviso un’ottima richiesta per chi non possiede ancora il gioco e vuole affrontare per la prima volta questa enorme avventura, ma la situazione è un po’ diversa per chi ha già acquistato la Definitive Edition in passato. Considerando che i contenuti sono identici e che le differenze riguardano essenzialmente la componente tecnica, un aggiornamento gratuito per i possessori della versione Nintendo Switch sarebbe stato doveroso. Anche un sistema che permettesse almeno di mantenere i propri progressi avrebbe reso la proposta molto più accettabile. Costringere invece l’utente a comprare nuovamente il gioco e contemporaneamente a ricominciare tutto dall’inizio rende difficile trovare una ragione concreta per effettuare il passaggio.

DRAGON QUEST XI S: Echi di un’era perduta – Analisi della versione Nintendo Switch 2

A differenza di altre conversioni arrivate su Nintendo Switch 2 esclusivamente in formato digitale, DRAGON QUEST XI S dispone anche di un’edizione fisica. Bisogna però mettere da parte l’idea della tradizionale cartuccia contenente il gioco completo, dato che la confezione include una Game-Key Card. La scheda funziona quindi come chiave per scaricare il software sulla console, è necessaria una connessione a internet per effettuare il download iniziale e, una volta installato il gioco, la cartucia deve rimanere inserita per poterlo avviare. È una soluzione che sta ormai diventando una prassi per numerose pubblicazioni di terze parti su Nintendo Switch 2 e DRAGON QUEST XI S non fa eccezione. La versione europea occupa circa 23,2 GB, quindi anche acquistando l’edizione fisica sarà necessario riservare una porzione significativa della memoria della console o di una scheda microSD Express.

DRAGON QUEST XI S: Echi di un’era perduta – Analisi della versione Nintendo Switch 2

Echi di un’era non così perduta

Tirando le somme, DRAGON QUEST XI S: Echi di un’era perduta – Edizione definitiva arriva su Nintendo Switch 2 nella forma che probabilmente molti avrebbero desiderato già sulla prima console. La Modalità Prestazioni a 1080p e 60 fps è quella che abbiamo apprezzato maggiormente e rende l’esplorazione molto più fluida. La Modalità Qualità offre invece un’immagine più dettagliata a 1440p e rappresenta una buona alternativa per chi privilegia la resa dei paesaggi rispetto al frame rate. Il salto rispetto alla vecchia Switch è netto per pulizia dell’immagine e fluidità, mentre i caricamenti sono più veloci pur senza scomparire completamente. Restano inoltre evidenti fenomeni di pop-in che coinvolgono personaggi, mostri ed elementi dello scenario in entrambe le modalità.

Il problema non riguarda quindi la qualità della conversione, che è complessivamente buona, ma il suo posizionamento: a circa quaranta euro, questa è senza dubbio un’ottima opportunità per chi non ha mai giocato DRAGON QUEST XI S e vuole farlo su una console portatile; la possibilità di scegliere fra 60 fps e maggiore dettaglio grafico rende quella Switch 2 la migliore edizione disponibile nell’ecosistema Nintendo.

Per chi possiede già la Definitive Edition su PlayStation 4 o Nintendo Switch, invece, è difficile trovare motivi sufficienti per acquistare nuovamente lo stesso gioco. Non ci sono contenuti aggiuntivi, i salvataggi Switch non possono essere trasferiti e non esiste alcun percorso di aggiornamento dalla precedente versione. È un eccellente modo per scoprire Erdrea per la prima volta, molto meno per tornarci pagando nuovamente il biglietto.

Superati ormai i quarant’anni resta ben poco di quello che era Zechs quando Akiba Gamers ha aperto i battenti. Di certo non i capelli. Circondato da giochi in formato fisico e murato vivo tra le scatole dei GUNPLA, Zechs vive ancora sospeso fra l’Italia e il Giappone e ha fatto di Gundam e Street Fighter II i suoi fari lungo il cammino.

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