Gamarket è il nome di una dimensione simile, ma del tutto distinta da Gamindustri. Un mondo del quale gli abitanti sono completamente dediti ai videogiochi, un mondo che un tempo lontano era governato da un’unica entità. Nel presente, come Gamindustri, a regnare sulle quattro distinte regioni sono le divinità che prendono il nome di Console Patron Unit: Neptune, ovvero Purple Heart, patrona di Planeptune; Blanc, alias di White Heart, che guida la nazione di Lowee; Vert, conosciuta come Green Heart, divinità di Leanbox; infine, Noire, ovvero Black Heart, a guardia della regione di Lastation. Con lo scopo di riunire Gamarket sotto un’unica bandiera, le CPU sono in costante competizione fra loro, per ottenere la supremazia assoluta attraverso la fede dei propri cittadini.
Tuttavia, poco prima che Noire, la più potente delle CPU, riuscisse a soddisfare la sua ambizione unendo Gamarket sotto il dominio di Lastation, qualcuno ha privato lei e le altre CPU della risorsa che alimenta il loro potere: lo Share, ovvero gli indici di gradimento, la fede della gente comune. Il mondo precipita nel caos e le quattro decidono di unire le forze per unificare il loro mondo sotto un’unica bandiera. Ma quale ruolo avrà la nostra Noire all’interno di questa nuova avventura?
Chō Megami Shinkō Nowāru Geki-Shin Burakkuhāto è il nome con il quale in patria è conosciuto il titolo che in questo momento stringo con gli occhi sbrilluccicanti tra le mani, ovvero quello a cui Idea Factory International ha dato il nome Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart. Si tratta del secondo spin-off della saga di Hyperdimension Neptunia, se consideriamo anche il deludente Producing Perfection, un gioco di ruolo strategico curato dal developer Sting che vede per la prima volta come protagonista assoluta Black Heart, alter-ego della mia amata Noire e personificazione della console casalinga di Sony. Riuscirà Hyperdevotion Noire, dopo il già citato Idol Game che poco aveva di interattivo e gli splendidi remake dei primi due capitoli della saga principale, ad aggiudicarsi il titolo di miglior episodio di questa serie su PlayStation Vita? Scopriamolo insieme!
- Titolo: Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart
- Piattaforma: PlayStation Vita
- Genere: RPG strategico
- Giocatori: 1
- Software house: Idea Factory International
- Sviluppatore: Idea Factory, Compile Heart, Sting
- Lingua: Inglese (testi), Inglese o Giapponese (doppiaggio)
- Data di uscita: 27 febbraio 2015 (retail), 4 marzo 2015 (digitale)
- Disponibilità: retail, digital delivery
- Reperibilità: versione retail non comune
- DLC: quattro personaggi aggiuntivi
- Note: disponibile un’edizione limitata contenente wall scroll, illustration book, doppia cover e box da collezione

In questa dimensione Neptune non ha mai avuto occasione di essere protagonista, e gli sceneggiatori hanno giocato molto su questo fattore.
La storia di Hyperdevotion Noire è totalmente slegata da quella della serie principale: l’universo in cui è ambientata prende il nome di Gamarket e si discosta, in tante piccole cose, dalla serie regolare, mettendo al centro delle vicende la rappresentazione umana della console PlayStation al posto di Neptune, che assumerà un insolito (e spesso ridicolmente evidente) ruolo di comprimaria. Affiancata da un piccolo esercito di Generali che rappresentano ognuna i grandi titoli di successo delle console di casa Sony, Black Heart è, a tutti gli effetti, la CPU più potente di Gamarket: nemmeno le altre tre divinità insieme sono in grado di tenerle testa e, vittoria dopo vittoria, il giorno in cui Noire diventerà la regnante assoluta di questo mondo si avvicina inesorabilmente. La ragazza si augura di riuscire a portare la pace e rendere felice la sua popolazione, ma sfortunatamente finirà per farsi ingannare da quella che credeva una sua ammiratrice, una donna misteriosa che si rivelerà appartenere alle forze del male. Noire finirà, contro la sua volontà, per farsi privare di tutto il suo Share e Lastation si ritroverà apparentemente deserta, invasa unicamente da temibili mostri.
Noire Emblem: Awakening


La plancia di gioco sarà suddivisa, nel più classico dei modi, in caselle quadrate: dovremo muoverci secondo il nostro raggio di azione e attaccare il nemico più vicino con una delle azioni a nostra disposizione, per poi decidere in quale direzione voltarci alla fine del nostro turno. Tutto chiaro, no? Se avete già masticato altri SRPG giapponesi saprete bene di cosa sto parlando.


Al termine di ciascuna battaglia verrà visualizzata la schermata con i risultati, che ci indicherà qual è stato l’MVP (Most Valuable Player) della stessa, ovvero colei che più si è distinta sul campo, che verrà premiata quindi con una quantità di punti esperienza aggiuntivi utili a salire di livello.
E a proposito di campo: le arene in cui si svolgeranno le battaglie spesso avranno un ruolo di primo piano. La loro conformazione, fatta da dislivelli da cui potremo cadere danneggiando le nostre eroine e da zone interattive che sortiranno diversi effetti sul party, è spesso in grado di capovolgere le sorti della battaglia. Per questo motivo, una funzione apparentemente volta solo alla difesa alla fine di ciascun turno, ovvero la scelta della direzione in cui saremo rivolti, determinerà anche il percorso che la nostra soldatessa potrà compiere col prossimo movimento. Oltre a sorgenti in grado di ripristinare HP o SP e trappole o bombe che ci bloccheranno o ci arrecheranno danni, vi è la presenza di meccanismi attivabili mediante interruttori, oppure degli immancabili scrigni al cui interno si nascondono oggetti da poter utilizzare in battaglia che, tuttavia, si apriranno solo con un attacco del giusto elemento.
Greatness Awaits

Noire e Histoire, da sempre nostra guida all’interno della saga, ci condurranno a zonzo per la città (o meglio, immagineremo in qualche modo che lo faranno), mostrandoci quella che sarà la hub cittadina di Hyperdevotion: in maniera vagamente simile alla mappa del mondo della serie Re;Birth, dentro Lastation troveremo una serie di NPC con cui parlare, nonché strutture con la quale poter interagire: il classico negozio, il quartier generale delle missioni, due strutture adibite allo sviluppo di oggetti e dischi, nonché il CPU Hotel, una sorta di album dove collezionare audio, video e immagini sbloccati durante la nostra partita e assistere ad alcuni eventi secondari, e infine il BASILICOM, che ospiterà la modalità Sim Noire. Di cosa si tratta? Semplicemente, un ambiente che potremo arredare spendendo i Sim Point accumulati nel corso del gioco, durante i nostri acquisti al negozio o ascoltando e portando a termine le richieste dei nostri cittadini, una sorta di stanza in cui interagire, attraverso finestre di dialogo visual novel con la nostra eroina, approfondendo la relazione tra lei e il nostro avatar. In maniera alquanto ilare, gli oggetti che decideremo di acquistare con l’utilizzo dei Sim Point verranno recapitati dal noto negozio online di AMAZOO.nep dopo ciascuna battaglia affrontata.

The best place to play

Super Deformed Goddess Black Heart


A chi consigliamo Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart?

- Il primo, vero episodio inedito su PS Vita
- Doppio audio e disponibilità in retail
- Splendide illustrazioni di intermezzo
- Missioni di storia variegate e impegnative
- Quick Save nelle battaglie che favorisce la portabilità
- Mancata localizzazione italiana
- Hub cittadina alquanto priva di utilità
- I controlli touch potevano essere sfruttati maggiormente
- Dopo ogni Game Over il gioco ci umilierà chiedendo se vogliamo abbassare la difficoltà
Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart
Strategia vincente per la signora in nero
Sebbene un titolo come Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart non miri certo ad avere il fascino di altri concorrenti per lo stesso genere, ci ritroviamo tra le mani un RPG strategico concettualmente semplice ma arduo in termini di giocabilità, il massimo del divertimento se si è fan della saga di Neptunia — specie se Noire è il nostro personaggio preferito. Mentre una trama non troppo impegnata e gli onnipresenti dialoghi infarciti di demenziali siparietti e fanservice mantengono inalterata l’atmosfera mai troppo seria a cui Hyperdimension Neptunia ci ha abituati in questi anni, un battle system tutto nuovo, che strizza l’occhio a titoli come Disgaea e Fire Emblem, saprà trasformare i classici scontri a turni della serie regolare in partite a scacchi in cui sbagliare una singola mossa potrebbe portare alla sconfitta. Se non vi spaventa l’idea di passare ore a ritentare la stessa battaglia adottando di volta in volta una strategia leggermente diversa e se amate intrattenervi con le graziose protagoniste e i loro dialoghi sopra le righe, Hyperdevotion Noire è il titolo che fa per voi. Altrimenti, attendete ancora un paio di mesi per poter mettere le mani sul prossimo spin-off che imboccherà stavolta la strada degli action game. Ma riuscireste a resistere alla tentazione di combattere al fianco di una pseudo-Chun Li e della versione femminile di Solid Snake?
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