Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart – Recensione

Idea Factory International porta in Europa il primo spin-off di Neptunia in salsa Strategy RPG per PS Vita: ecco a voi Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart!

Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart – Recensione

hyperdevotion-noire-goddess-black-heart-recensione-boxart1Gamarket è il nome di una dimensione simile, ma del tutto distinta da Gamindustri. Un mondo del quale gli abitanti sono completamente dediti ai videogiochi, un mondo che un tempo lontano era governato da un’unica entità. Nel presente, come Gamindustri, a regnare sulle quattro distinte regioni sono le divinità che prendono il nome di Console Patron Unit: Neptune, ovvero Purple Heart, patrona di Planeptune; Blanc, alias di White Heart, che guida la nazione di Lowee; Vert, conosciuta come Green Heart, divinità di Leanbox; infine, Noire, ovvero Black Heart, a guardia della regione di Lastation. Con lo scopo di riunire Gamarket sotto un’unica bandiera, le CPU sono in costante competizione fra loro, per ottenere la supremazia assoluta attraverso la fede dei propri cittadini.

Tuttavia, poco prima che Noire, la più potente delle CPU, riuscisse a soddisfare la sua ambizione unendo Gamarket sotto il dominio di Lastation, qualcuno ha privato lei e le altre CPU della risorsa che alimenta il loro potere: lo Share, ovvero gli indici di gradimento, la fede della gente comune. Il mondo precipita nel caos e le quattro decidono di unire le forze per unificare il loro mondo sotto un’unica bandiera. Ma quale ruolo avrà la nostra Noire all’interno di questa nuova avventura?

Chō Megami Shinkō Nowāru Geki-Shin Burakkuhāto è il nome con il quale in patria è conosciuto il titolo che in questo momento stringo con gli occhi sbrilluccicanti tra le mani, ovvero quello a cui Idea Factory International ha dato il nome Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart. Si tratta del secondo spin-off della saga di Hyperdimension Neptunia, se consideriamo anche il deludente Producing Perfection, un gioco di ruolo strategico curato dal developer Sting che vede per la prima volta come protagonista assoluta Black Heart, alter-ego della mia amata Noire e personificazione della console casalinga di Sony. Riuscirà Hyperdevotion Noire, dopo il già citato Idol Game che poco aveva di interattivo e gli splendidi remake dei primi due capitoli della saga principale, ad aggiudicarsi il titolo di miglior episodio di questa serie su PlayStation Vita? Scopriamolo insieme!

  • Titolo: Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart
  • Piattaforma: PlayStation Vita
  • Genere: RPG strategico
  • Giocatori: 1
  • Software house: Idea Factory International
  • Sviluppatore: Idea Factory, Compile Heart, Sting
  • Lingua: Inglese (testi), Inglese o Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 27 febbraio 2015 (retail), 4 marzo 2015 (digitale)
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • Reperibilità: versione retail non comune
  • DLC: quattro personaggi aggiuntivi
  • Note: disponibile un’edizione limitata contenente wall scroll, illustration book, doppia cover e box da collezione
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In questa dimensione Neptune non ha mai avuto occasione di essere protagonista, e gli sceneggiatori hanno giocato molto su questo fattore.

La storia di Hyperdevotion Noire è totalmente slegata da quella della serie principale: l’universo in cui è ambientata prende il nome di Gamarket e si discosta, in tante piccole cose, dalla serie regolare, mettendo al centro delle vicende la rappresentazione umana della console PlayStation al posto di Neptune, che assumerà un insolito (e spesso ridicolmente evidente) ruolo di comprimaria. Affiancata da un piccolo esercito di Generali che rappresentano ognuna i grandi titoli di successo delle console di casa Sony, Black Heart è, a tutti gli effetti, la CPU più potente di Gamarket: nemmeno le altre tre divinità insieme sono in grado di tenerle testa e, vittoria dopo vittoria, il giorno in cui Noire diventerà la regnante assoluta di questo mondo si avvicina inesorabilmente. La ragazza si augura di riuscire a portare la pace e rendere felice la sua popolazione, ma sfortunatamente finirà per farsi ingannare da quella che credeva una sua ammiratrice, una donna misteriosa che si rivelerà appartenere alle forze del male. Noire finirà, contro la sua volontà, per farsi privare di tutto il suo Share e Lastation si ritroverà apparentemente deserta, invasa unicamente da temibili mostri.

Noire Emblem: Awakening

hyperdevotion-noire-goddess-black-heart-recensione-schermata-11Da questo momento in poi la protagonista di questa avventura non sarà più Noire, bensì il giocatore stesso. Come accadeva in Producing Perfection, assumeremo il controllo di un nostro alter-ego virtuale senza volto (e senza voce), un semplice umano che si imbatterà nell’eroina e deciderà di aiutarla con tutte le sue forze. Noire ci chiederà quindi di avere fede in lei: sebbene saremo gli unici a farlo, in questo momento, la divinità si sentirà nuovamente carica di potere, abbastanza da poter affrontare in battaglia alcuni dei mostri che hanno invaso la sua città. Sarà nei panni di Black Heart che affronteremo la nostra prima schermaglia di questo RPG strategico, le cui battaglie ci riporteranno alla mente titoli come FINAL FANTASY Tactics e Fire Emblem.

hyperdevotion-noire-goddess-black-heart-recensione-schermata-07Apprese le condizioni di vittoria (e di sconfitta) prenderemo subito familiarità con i comandi, che spaziano dai più classici muovi, attacca, attendi e usa gli oggetti, ad azioni caratteristiche di questa saga come Skill e Sp. Move, e persino un comando Lift, che ci servirà a sollevare e poi lanciare determinati oggetti, come casse, utili contro i nemici o per scalare determinati ostacoli.

La plancia di gioco sarà suddivisa, nel più classico dei modi, in caselle quadrate: dovremo muoverci secondo il nostro raggio di azione e attaccare il nemico più vicino con una delle azioni a nostra disposizione, per poi decidere in quale direzione voltarci alla fine del nostro turno. Tutto chiaro, no? Se avete già masticato altri SRPG giapponesi saprete bene di cosa sto parlando.

hyperdevotion-noire-goddess-black-heart-recensione-schermata-13Il battle system di Hyperdevotion, sebbene sia completamente diverso da quello degli episodi regolari della saga, mantiene determinate caratteristiche intatte: per esempio, rimane inalterata la capacità di trasformare le quattro CPU nella loro forma Hard Drive Divinity in battaglia, previo consumo di 30 LP (Lily Point). Effettuando la trasformazione, che durerà solo per un esiguo numero di turni, sarà possibile incrementare le proprie capacità offensive, nonché la mobilità dato che, a differenza di prima, potremo coprire più ampie distanze grazie alle ali di cui ciascuna divinità è dotata. Proprio sulle funzionalità Lily conviene spendere qualche parola: questa volta i legami tra le guerriere sulla plancia saranno ancora più fondamentali rispetto al passato.

hyperdevotion-noire-goddess-black-heart-recensione-schermata-10In maniera simile a quanto accadeva in Fire Emblem: Awakening, eseguendo determinate azioni con i nostri alleati nelle caselle adiacenti (in questo caso, le Skill) assisteremo a una brevissima animazione che prende il nome di Lily Boost, dove il personaggio che esegue l’azione verrà baciato sulla guancia da colei (o coloro) che la assiste, facendole guadagnare Lily Point (in comune all’interno party) utili a trasformarsi, attivare le Sp. Move ed evocare unità sostitutive per ogni guerriera finita K.O., rafforzando allo stesso tempo il legame che intercorre fra loro. Questo ci porterà a muovere il nostro piccolo esercito facendo sempre in modo da ritrovarci almeno con due personaggi in caselle adiacenti, ma attenzione: non sarà sempre vantaggioso ai fini della nostra strategia, dato che molti dei nemici saranno in grado di eseguire attacchi in grado di danneggiare più guerriere in un colpo solo.

No, MPV non sta per "Moh, Vedi che Poppe".

No, MPV non sta per “Moh, Vedi che Poppe”.

Al termine di ciascuna battaglia verrà visualizzata la schermata con i risultati, che ci indicherà qual è stato l’MVP (Most Valuable Player) della stessa, ovvero colei che più si è distinta sul campo, che verrà premiata quindi con una quantità di punti esperienza aggiuntivi utili a salire di livello.

E a proposito di campo: le arene in cui si svolgeranno le battaglie spesso avranno un ruolo di primo piano. La loro conformazione, fatta da dislivelli da cui potremo cadere danneggiando le nostre eroine e da zone interattive che sortiranno diversi effetti sul party, è spesso in grado di capovolgere le sorti della battaglia. Per questo motivo, una funzione apparentemente volta solo alla difesa alla fine di ciascun turno, ovvero la scelta della direzione in cui saremo rivolti, determinerà anche il percorso che la nostra soldatessa potrà compiere col prossimo movimento. Oltre a sorgenti in grado di ripristinare HP o SP e trappole o bombe che ci bloccheranno o ci arrecheranno danni, vi è la presenza di meccanismi attivabili mediante interruttori, oppure degli immancabili scrigni al cui interno si nascondono oggetti da poter utilizzare in battaglia che, tuttavia, si apriranno solo con un attacco del giusto elemento.

Greatness Awaits

hyperdevotion-noire-goddess-black-heart-recensione-schermata-06Dopo il termine della nostra prima battaglia, il nostro sveglissimo avatar si accorgerà di essere di fronte a sua eccellenza Lady Black Heart, divinità di Lastation, e inizierà a comportarsi in maniera formale e remissiva, fino ad apparire ai suoi (e ai nostri) occhi alquanto imbarazzante. Poco dopo Noire ci chiederà di diventare suoi segretari, e si dirigerà assieme a noi al BASILICOM della città per affidarci qualche incarico e spiegarci il motivo di tanto disordine, fino a che non verremo nuovamente interrotti da Neptune, Blanc e Vert che, con lo scopo di riprendersi indietro la piccola Histoire, ci riveleranno che anche i loro poteri sono misteriosamente spariti dando, inizialmente, la colpa alla povera dea di Lastation.

Ehm... quel cuscino ha parlato.

Ehm… quel cuscino ha parlato.

Noire e Histoire, da sempre nostra guida all’interno della saga, ci condurranno a zonzo per la città (o meglio, immagineremo in qualche modo che lo faranno), mostrandoci quella che sarà la hub cittadina di Hyperdevotion: in maniera vagamente simile alla mappa del mondo della serie Re;Birth, dentro Lastation troveremo una serie di NPC con cui parlare, nonché strutture con la quale poter interagire: il classico negozio, il quartier generale delle missioni, due strutture adibite allo sviluppo di oggetti e dischi, nonché il CPU Hotel, una sorta di album dove collezionare audio, video e immagini sbloccati durante la nostra partita e assistere ad alcuni eventi secondari, e infine il BASILICOM, che ospiterà la modalità Sim Noire. Di cosa si tratta? Semplicemente, un ambiente che potremo arredare spendendo i Sim Point accumulati nel corso del gioco, durante i nostri acquisti al negozio o ascoltando e portando a termine le richieste dei nostri cittadini, una sorta di stanza in cui interagire, attraverso finestre di dialogo visual novel con la nostra eroina, approfondendo la relazione tra lei e il nostro avatar. In maniera alquanto ilare, gli oggetti che decideremo di acquistare con l’utilizzo dei Sim Point verranno recapitati dal noto negozio online di AMAZOO.nep dopo ciascuna battaglia affrontata.

hyperdevotion-noire-goddess-black-heart-recensione-schermata-09Le fasi di gioco vero e proprio a cui potremo accedere tramite il Mission HQ saranno suddivise in missioni di storia e missioni secondarie; queste ultime potranno essere affrontate tutte le volte che vogliamo, per guadagnare esperienza o accumulare crediti da spendere nel negozio, mentre le missioni di storia potranno essere ripetute, allo stesso modo, nelle vesti di simulazioni che ci consentiranno di scegliere a piacimento la nostra formazione. Tramite quelle principali potremo avanzare nella trama del gioco, alternando le battaglie strategiche alle consuete sessioni visual novel a cui la saga ci ha abituati in questi anni.

The best place to play

hyperdevotion-noire-goddess-black-heart-recensione-schermata-05Ad accompagnare le protagoniste, personificazini di console fisse o portatili della console war, abbiamo quasi sempre visto personaggi come IF e Compa, che rappresentano invece le software house e i developer giapponesi. Le due ragazze in questione, in Hyperdevotion Noire saranno disponibili solo tramite DLC, mentre nel corso dell’avventura faremo la conoscenza di (o in alcuni casi, ritroveremo) alcuni nuovi personaggi che invece rappresentano i grandi successi del marchio PlayStation. Nella storia, occuperanno il ruolo di Generali di Lastation sotto il comando di Black Heart; nella realtà sono l’alter-ego di videogiochi del calibro di Metal Gear Solid (con Lid, parodia di Solid Snake), Dynasty Warriors (Sango, il cui nome è traducibile come tre regni), FINAL FANTASY (con Ein Al, parodia di Lightning) e persino titoli come SD Gundam G Generation (rappresentato da Generia G), per un totale di oltre una ventina di personaggi giocabili da inserire all’interno del nostro party. Ma non credete che accoglierle tra le nostre fila sarà così facile! Per guadagnarci la loro fiducia dovremo affrontarle in battaglie che non saranno propriamente un passeggiata, a cui saranno completamente dedicati i primi capitoli di storia.

Super Deformed Goddess Black Heart

hyperdevotion-noire-goddess-black-heart-recensione-schermata-02In linea di massima Hyperdevotion Noire fa utilizzo di due diversi stili grafici per mettere in scena le proprie vicende: il già stracollaudato (ma sempre più meraviglioso) stile visual novel per le parti relative a dialoghi, di storia o di intrattenimento che siano, costituito da sprite bidimensionali animati in maniera fluida — ma minimale — su fondali illustrati quasi del tutto statici, e modelli poligonali in stile super deformed per le cutscene in computer graphic e le battaglie, inframezzate di tanto in tanto da qualche splendida illustrazione tradizionale. In tutti i casi il prodotto finale è assai godibile: le illustrazioni, ma un po’ meno la grafica 3D, risultano dettagliati e privi di sbavature, in alta risoluzione e con un frame rate fluido e mai frammentario. Come sempre per questa saga, nella hub di selezione delle missioni, così come in altri piccoli frangenti come le schermate di caricamento, verrà fatto largo utilizzo delle simpatiche controparti 8 bit delle protagoniste; tuttavia, una critica va fatta alla schermata adibita alla selezione attività all’interno delle città: sebbene gli sprite degli NPC in stile chibi risultino sempre carini da vedere, il loro posizionamento e la sovrapposizione dei balloon rendono un po’ troppo confusa la sezione e, in linea di massima, la loro presenza risulta alquanto inutile.

hyperdevotion-noire-goddess-black-heart-recensione-schermata-01Il comparto musicale e sonoro di Goddess Black Heart si mantiene sempre sugli ottimi standard a cui Idea Factory e Compile Heart ci hanno abituati per episodi della saga principale, sebbene molti dei brani risultino del tutto identici a quelli già sentiti negli altri episodi. Le seiyuu del voice acting giapponese svolgono al meglio il loro lavoro, un po’ meno adatte trovo invece le doppiatrici scelte per quello americano. Questa volta la familiare voce di nao cede il posto a quella di Asami Imai, attrice che presta le sue corde alla protagonista Noire e che, per l’occasione, canterà anche l’opening theme di questo titolo, ovvero Shikkoku no sustain.

A chi consigliamo Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart?

hyperdevotion-noire-goddess-black-heart-recensione-schermata-04Essendo uno spin-off e in qualche modo un nuovo inizio per la saga, Hyperdevotion Noire sarebbe il punto di partenza ideale per i neofiti della serie, in alternativa al primo Hyperdimension Neptunia Re;Birth. Con una trama del tutto inedita e un buon sistema di combattimento strategico a turni, è l’ideale anche per chi ha apprezzato titoli del medesimo genere come i già citati Tactics e Fire Emblem, a patto di non aspettarsi di certo una trama degna dei più blasonati capolavori del panorama strategico giapponese. Ah, abbiate un occhio di riguardo per il fanservice di cui la serie risulta pregna fin dagli albori, e siate consci di dovervi sorbire lunghe sequenze di dialoghi che si riveleranno il più delle volte superflui.

  • Il primo, vero episodio inedito su PS Vita
  • Doppio audio e disponibilità in retail
  • Splendide illustrazioni di intermezzo
  • Missioni di storia variegate e impegnative
  • Quick Save nelle battaglie che favorisce la portabilità

  • Mancata localizzazione italiana
  • Hub cittadina alquanto priva di utilità
  • I controlli touch potevano essere sfruttati maggiormente
  • Dopo ogni Game Over il gioco ci umilierà chiedendo se vogliamo abbassare la difficoltà
Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart
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Strategia vincente per la signora in nero

Sebbene un titolo come Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart non miri certo ad avere il fascino di altri concorrenti per lo stesso genere, ci ritroviamo tra le mani un RPG strategico concettualmente semplice ma arduo in termini di giocabilità, il massimo del divertimento se si è fan della saga di Neptunia — specie se Noire è il nostro personaggio preferito. Mentre una trama non troppo impegnata e gli onnipresenti dialoghi infarciti di demenziali siparietti e fanservice mantengono inalterata l’atmosfera mai troppo seria a cui Hyperdimension Neptunia ci ha abituati in questi anni, un battle system tutto nuovo, che strizza l’occhio a titoli come Disgaea e Fire Emblem, saprà trasformare i classici scontri a turni della serie regolare in partite a scacchi in cui sbagliare una singola mossa potrebbe portare alla sconfitta. Se non vi spaventa l’idea di passare ore a ritentare la stessa battaglia adottando di volta in volta una strategia leggermente diversa e se amate intrattenervi con le graziose protagoniste e i loro dialoghi sopra le righe, Hyperdevotion Noire è il titolo che fa per voi. Altrimenti, attendete ancora un paio di mesi per poter mettere le mani sul prossimo spin-off che imboccherà stavolta la strada degli action game. Ma riuscireste a resistere alla tentazione di combattere al fianco di una pseudo-Chun Li e della versione femminile di Solid Snake?

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Alessandro Semeraro
Trent’anni passati a inseguire il sogno giapponese, fra un episodio di Gundam e un match a Street Fighter II. Adora giocare su console e nelle sale giochi di Ikebukuro che ormai, per quanto lontana, considera una seconda casa.
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