JOJONIUM – Recensione del primo volume

JOJONIUM ci riporta agli albori de Le Bizzarre Avventure di JoJo, a quel Phantom Blood del 1987 che diede inizio ad una saga leggendaria, e lo fa con volume dalla qualità estetica altissima. I disegni di Hirohiko Araki non sono mai stati così belli

JOJONIUM

Hirohiko Araki oggi è giustamente considerato un mangaka incredibilmente poliedrico e originale, essendosi creato negli anni un’identità ben precisa grazie ad una delle opere più conosciute, discusse e apprezzate nel panorama del fumetto e dell’animazione giapponese: Le Bizzarre Avventure di JoJo. Ritornando alle origini della serie e osservando come la storia del casato Joestar ha avuto inizio è difficile immaginare come le avventure degli omonimi protagonisti si sarebbero evolute nei decenni successivi, ma è proprio nel passato che dobbiamo tornare per parlare di JOJONIUM. Questo nome, non familiare ai più, ricorda l’attuale ottavo arco narrativo della saga, ovvero Jojolion, ma non c’è alcuna correlazione. JOJONIUM è il nome dell’edizione definitiva, speciale, bella a vedersi e decisamente da collezionisti delle prime tre parti de Le Bizzarre Avventure di Jojo: Phantom Blood del 1987, Battle Tendency del 1987-89, e Stardust Crusaders del 1989-1992.
JOJONIUM è edito in Italia da Edizioni Star Comics, uscito solamente in fumetteria e libreria il 9 ottobre 2019. Questo primo di tre volumi dedicati a Phantom Blood copre circa un terzo della storia, arrivando, senza scendere troppo in dettagli per evitare spoiler, fino al ritorno del protagonista, Johnatan Joestar, da Ogre Street.


Ambientato a Liverpool alla fine del XIX secolo, Phantom Blood racconta le vicessitudini di Johnatan, spensierato rampollo del casato nobile Joestar e viziato figlio unico, e di quando uno sconosciuto di nome Dio Brando entra nella sua vita a causa di una promessa stretta dai padri dei due ragazzi diversi anni prima. Ben presto, Dio mostra il suo vero volto, e la vita di Johnathan finora idilliaca verrà resa un vero inferno da questo “invasore”, in modi più subdoli di quanto il ragazzo possa immaginare. È davvero difficile parlare degli albori di un manga così bizzarro (perdonate il gioco di parole scontato) così tanti anni dopo la sua uscita originale, quando centinaia, migliaia di parole sono già state spese per tesserne le lodi. Di sicuro, il confronto fra il conflitto iniziale di Dio Brando e Johnatan Joestar e le lotte Stand delle parti dalla terza in poi sarebbe ingeneroso a favore di queste ultime per coreografia, complessità ed epicità; tuttavia Phantom Blood pianta i semi di tutto quello che Araki avrebbe poi raccolto successivamente. Il tema dell’eredità verso il futuro, della lotta secolare fra DIO e il casato Joestar, il vampirico potere della Maschera di Pietra: tutti aspetti che si ripresenteranno successivamente nelle opere del mangaka, mentre non si vedranno ancora per molto tempo Stand e battaglie “cerebrali”.


La storia non è particolarmente complessa: si sta comunque parlando di un battle shōnen per adolescenti in cui la lotta fra il bene e il male e la crescita personale sono le chiavi di volta: l’integrità morale e l’amore per la giustizia di Johnatan fanno da contraltare alla subdola malignità dell’ambizioso Dio, con alcune parti che riusciranno davvero a farvi odiare quest’ultimo come pochi personaggi fittizi sono mai riusciti a fare prima di allora.

Chi magari si è avvicinato alla saga partendo dagli ultimi adattamenti animati come Diamond is Unbreakable o Vento Aureo, di cui qui è disponibile la nostra recensione, si troverà straniato inizialmente dallo stile di disegno incredibilmente differente dalla norma dell’autore: la crescita, o meglio il radicale cambiamento di Araki nel suo stile di disegno negli anni, è ben documentata e oggetto di interesse degli appassionati, con personaggi che in Phantom Blood risultano molto mascolini e incredibilmente muscolosi, tanto da non sfigurare neanche nei panni di cameo in serie come Ken il Guerriero (alcuni costumi del nostro Jojo in questa parte sono molto simili), invece delle figure slanciate, efebiche e androgine delle parti più recenti de Le Bizzarre Avventure di JoJo. Anche la storia, decisamente più “realistica” e verosimile rispetto a quanto l’autore ci ha abituato, è come si suol dire “figlia del proprio tempo”; come detto in precedenza, Araki inizia la sua scalata al successo in maniera umile, e umile è anche l’aggettivo giusto per descrivere il Johnathan adulto, maturo e stoico, da tipico protagonista degli action movie occidentali: un protagonista con cui forse il lettore non può identificarsi troppo, ma con una personalità e delle circostanze che lo porteranno a tifare per lui sempre di più, pagina dopo pagina.


Alcune chicche uniche del kazenban che prendiamo in esame oggi, nome “tecnico” per definire questo tipo di volume speciale di 260 pagine in formato A5 15×21, sono dei redesign dei personaggi principali nello stile corrente di Araki, presenti sulla copertina e nel frontespizio, e un paio di pagine di note scritte dall’autore in fondo al volume, dove spiega alcune scelte di background attorno a storia e personaggi. Le primissime pagine sono completamente a colori; le dieci o quindici pagine successive cambiano progressivamente con una palette che racchiude come colori principali varie tonalità di grigio e arancione, per poi ritornare “tradizionalmente” solo in bianco e nero. La carta è decisamente di qualità maggiore rispetto ad un tradizionale manga, lucida e più spessa, mentre la copertina è rigida e cartonata, dando al volume un peso complessivo più elevato della norma. Ovviamente, trattandosi di una release per librerie e fumetterie, anche il prezzo è più elevato: questo primo volume di JOJONIUM è disponibile al prezzo di 15,90 € anche online, costo che chi vi scrive reputa più che giustificato, visto il materiale originale e l’altissima qualità di questa edizione speciale.

Così bello che anche Speedwagon è impressionato!

JOJONIUM arriva in Italia decisamente in ritardo rispetto ad altri paesi, dove viene pubblicato già dal 2014, ma in questo caso è davvero valsa la pena di aspettare così tanto. Le Bizzarre Avventure di JoJo non sono mai state così belle a vedersi come in un’edizione del genere, e questo volume mi sembra davvero un acquisto obbligato per un fan appassionato dell’opera nata dalla penna di Hirohiko Araki.

Star Comics ha voluto celebrare in questa maniera la visita del maestro Hirohiko Araki all’edizione di quest’anno di Lucca Comics & Games, e probabilmente non c’era modo migliore. Tranne forse… una traduzione italiana del JOJOVELLER. Pretty please?

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Imperdibile per ogni JoJofan

Ossessionato da Le Bizzarre Avventure di JoJo e METAL GEAR, pensa che TRIGGER abbia salvato gli anime. Darebbe tutto pur di vedere un nuovo Trauma Center e il finale di Berserk; generalmente ti vuole bene, finché non gli parli di microtransazioni.

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