Le Bizzarre Avventure di JoJo: Vento Aureo – Recensione della serie animata

La nostra recensione della serie animata de Le Bizzarre Avventure di JoJo: Vento Aureo, tratta dall’omonimo manga di Hirohiko Araki

Le Bizzarre Avventure di JoJo: Vento Aureo – Recensione della serie animata

Era il 1987 quando in Giappone Hirohiko Araki iniziava, sulle pagine della celebre rivista Weekly Shōnen Jump dell’editore Shūeisha, la serializzazione del manga Le Bizzarre Avventure di JoJo (ジョジョの奇妙な冒険 Jojo no kimyō na bōken). Si trattava solo della prima parte, intitolata Phantom Blood (ファントムブラッド Fantomu Buraddo), e nessuno, probabilmente nemmeno l’autore stesso, poteva immaginare l’enorme successo che la serie (tuttora in corso con la sua ottava parte, JoJolion) avrebbe avuto negli anni a venire. Le Bizzarre Avventure di JoJo è diventato un classico tra i manga moderni, un emblema del genere battle shōnen, che ha venduto oltre 100 milioni di copie nel solo Giappone, ha creato una folta e attiva community di appassionati in tutto il mondo, e ha ispirato un vasto media franchise che include serie animate, videogiochi, romanzi, adattamenti live-action e persino collaborazioni artistiche con musei, case e riviste di moda. In Italia, Le Bizzarre Avventure di JoJo è pubblicato dall’editore Star Comics ininterrottamente dal novembre 1993 (ad eccezione di alcune brevi pause), cosa che lo rende a tutti gli effetti il manga più longevo apparso nel nostro paese. In questa sede ci concentreremo su Vento Aureo, quinta parte di questa lunga saga, e in particolare sul suo adattamento televisivo animato recentemente concluso.

Vento Aureo (黄金の風 Ōgon no kaze) è stato scritto e serializzato su Weekly Shōnen Jump dal 1995 al 1999 e raccolto successivamente in 17 tankōbon. La prima pubblicazione italiana da parte di Star Comics è avvenuta nel periodo luglio 1999 – agosto 2001 sulla collana Action, mentre l’edizione più recente, completa e tuttora disponibile, è quella in 10 volumi (più corposi dello standard) basata sulla versione bunko giapponese. A partire dal 2012, Le Bizzarre Avventure di JoJo sta godendo di un nuovo adattamento televisivo ad opera dello studio d’animazione giapponese david production, che ha l’ambizioso obiettivo di coprire tutte e otto le parti del manga attualmente disponibili. La trasposizione anime di Vento Aureo, annunciata il 22 giugno 2018, è stata trasmessa sulle reti televisive giapponesi dal 5 ottobre 2018 al 28 luglio 2019 per un totale di 39 episodi (più 3 riassuntivi).

La trama di Vento Aureo è molto semplice. Ambientato completamente in Italia, paese per il quale l’autore non ha mai nascosto il suo apprezzamento, e per la precisione a Napoli, il manga vede come protagonista Giorno Giovanna (si, Giorno è il nome), un adolescente con una grande ambizione: diventare il più importante boss mafioso del paese, una GangStar, come dice lui, per poter controllare la criminalità e porre così fine alle sue ingiustizie, che coinvolgono anche persone innocenti, come per esempio il traffico di droga. Dopo aver incontrato casualmente Bruno Bucciarati, un membro della potentissima organizzazione mafiosa denominata Passione, ed essere entrato a far parte del suo team, Giorno Giovanna inizia un viaggio che lo porterà in giro per l’Italia alla ricerca del misterioso boss dell’organizzazione, con lo scopo di detronizzarlo e portare a compimento il suo sogno.

Vento Aureo segue sostanzialmente lo stesso canovaccio di Stardust Crusaders, la terza parte della saga, fra le più celebri e apprezzate: un avventuroso viaggio on the road, nel mondo intero in un caso e lungo l’Italia nell’altro, dove un gruppo di eroi si ritrova a dover affrontare nemici sempre più potenti e a sconfiggerli per poter proseguire e raggiungere l’obiettivo finale. Tuttavia, a differenza del suo predecessore, Vento Aureo non ha mai goduto di buona fama presso i fan occidentali: vuoi per la ripetitività della sua struttura, vuoi per l’assenza di un villain all’altezza di Dio Brando, vuoi per scelte non proprio felici compiute da Araki nella gestione di alcuni eventi e personaggi, Vento Aureo è sempre stata considerata (al pari della sesta parte, Stone Ocean) la pecora nera dell’intera saga. Il che è strano se si pensa che in Giappone la situazione è l’esatto opposto: più volte infatti i sondaggi di gradimento hanno posto Vento Aureo fra le serie preferite dai fan di JoJo, se non come la loro preferita in assoluto. La buona notizia è che l’adattamento animato ad opera di david production non solo ha reso giustizia al manga, ma lo ha migliorato a tal punto da farlo riscoprire e soprattutto rivalutare anche al pubblico occidentale.

Vento Aureo

Nel 2012, david production era ancora uno studio giovane (è stato fondato nel 2007) e con poca esperienza nelle serie anime di medio-lunga durata, ma questo non ha impedito al suo staff di fare un ottimo lavoro con la trasposizione animata delle prime parti della lunga saga generazionale di JoJo. Sette anni dopo e con la quinta parte appena conclusasi, lo studio ha raggiunto la sua completa maturazione dimostrando di essere non solo quello più adeguato all’adattamento dell’opera, ma anche uno dei migliori nell’attuale panorama dell’animazione giapponese (al pari di nomi più blasonati come Bones, Mappa, Shaft e così via). Guardando i 39 episodi dell’anime di Vento Aureo è impossibile non notare l’impegno, la serietà, il rispetto e soprattutto l’amore con cui lo staff di david production ha portato sullo schermo il fumetto di Araki. Come già accaduto con le serie precedenti, dal punto di vista del contenuto ci troviamo di fronte a una versione 1:1 della controparte cartacea: lo studio è sempre stato molto rispettoso del materiale originale, ad un livello quasi maniacale, e con l’eccezione di alcune piccolissime modifiche, efficaci e ben contestualizzate, lo sviluppo degli eventi nella versione animata ricalca in tutto e per tutto quello del manga.

È però nella forma e nella messa in scena che questo adattamento si rivela eccellente e una spanna sopra quelli precedenti. Oltre alla perfetta riproduzione dell’ambientazione italiana e dello stile del mangaka, esaltata dall’ottimo comparto artistico e da un’attenzione ai dettagli semplicemente sopraffina, l’anime di Vento Aureo fa brillare quella che è la vera essenza di JoJo, ovvero i combattimenti fra portatori di Stand (le manifestazioni fisiche dei poteri di una persona), che qui beneficiano di una regia matura ed efficace e non risentono di uno dei difetti principali del manga, ovvero la scarsa chiarezza grafica dovuta a disegni spesso troppo virtuosi e confusionari. I combattimenti di Vento Aureo, come da tradizione nella serie, sono originali, coinvolgenti, imprevedibili, fuori di testa, mai basati sulla pura forza bruta, e in questa nuova incarnazione anche molto violenti e pieni di gore, recuperando così una delle migliori caratteristiche delle prime due parti della saga. La storia, nonostante la sua estrema linearità (non manca però qualche colpo di scena), è godibile e mai noiosa, mentre i personaggi sono caratterizzati con l’attitudine sopra le righe tipica della saga, e vi affezionerete subito a Giorno, Bucciarati e al resto della loro banda. A tutto questo si aggiungono un cast di doppiatori perfetto, un’ottima colonna sonora e delle sigle di apertura e chiusura di indubbia qualità visiva e musicale, nonché piene di riferimenti alle parti precedenti e agli eventi della storia.

L’anime di JoJo: Vento Aureo non è tuttavia un prodotto privo di difetti. Innanzitutto, e questa potrebbe essere un’ovvietà per la maggior parte di voi, non ci sentiamo di consigliarlo a chi non conosca l’opera di Araki e non abbia ancora recuperato le prime quattro parti. Le singole serie di JoJo, anche se ambientate in una linea temporale comune, sono auto-contenute e non direttamente legate a quelle precedenti, dunque in linea teorica nulla impedirebbe di approcciarsi a questa lunga saga senza partire dall’inizio, ma così facendo si perderebbero i molti riferimenti e personaggi ricorrenti e la fruizione dell’opera ne risentirebbe. Se siete dunque dei neofiti di JoJo recuperate le serie precedenti e solo dopo passate a Vento Aureo, non si tratta di un compito veloce ma fidatevi che ne vale assolutamente la pena.

Oltre a questo difetto relativo, l’adattamento di Vento Aureo si trascina dietro alcuni dei problemi dell’opera originale a livello di sceneggiatura, conseguenza inevitabile dei cambiamenti quasi nulli apportati al suo contenuto. Alcuni spunti e personaggi introdotti dall’autore nei primi volumi meritavano di essere sviluppati e approfonditi, l’antagonista principale è carismatico e ben caratterizzato ma non raggiunge minimamente il livello dei migliori della saga, e molti potrebbero trovare il finale troppo anti-climatico, nonostante fornisca una bellissima chiave di lettura dell’intero percorso compiuto dagli eroi protagonisti. Da segnalare inoltre sporadici cali nella qualità dei disegni e delle animazioni, oramai sempre più frequenti nelle serie animate lunghe e con budget non elevato, che per fortuna non intaccano i momenti migliori della storia.

Vento Aureo

Sono proprio bizzarri questi italiani

Vento AureoLa versione animata di Le Bizzarre Avventure di JoJo – Vento Aureo non è solo un’eccellente trasposizione dell’omonimo manga di Hirohiko Araki, ma soprattutto è un modello che qualsiasi studio d’animazione dovrebbe seguire, poiché rappresenta alla perfezione tutto quello che si deve fare quando bisogna adattare un fumetto per il piccolo schermo. Si tratta infatti del miglior lavoro di david production finora, fedele e rispettoso del materiale originale e delle sue atmosfere ma al tempo stesso coraggioso e capace di limare molti dei suoi difetti ed esaltarne i pregi, grazie all’utilizzo esemplare delle caratteristiche del medium audiovisivo: animazioni, regia, doppiaggio e colonna sonora, solo per citare quelli più rilevanti. Al netto di pochi (e trascurabili) difetti, ci troviamo di fronte ad uno dei migliori anime degli ultimi anni, un’opera imperdibile per i fan di JoJo e in generale per qualunque appassionato d’animazione giapponese, e sarà molto interessante vedere se e come lo studio saprà superarsi con l’adattamento della parte successiva, Stone Ocean.

I 39 episodi dell’anime di Vento Aureo sono stati trasmessi in simulcast legale e gratuito anche nel nostro paese e li trovate disponibili, in alta definizione e con audio giapponese sottotitolato in italiano, sulle piattaforme di streaming VVVVID e Crunchyroll. In entrambi i casi i sottotitoli purtroppo presentano i nomi di tutti gli Stand modificati a causa di ragioni di copyright, in quanto originariamente identici a quelli di celebri gruppi, dischi e canzoni della musica rock occidentale, altra grande passione dell’autore. Nonostante l’acquisizione dei diritti da parte dell’editore italiano Dynit ed il grande interesse mostrato dalla community di appassionati, non vi sono ancora piani per un’edizione home video, tuttora assente anche per le precedenti serie animate del franchise.

Per chi sogna di diventare una GangStar

Alessio Micheloni
Figura mitologica ossessionata da tutto quello proveniente dal Giappone che ama districarsi abilmente fra mille impegni e buoni propositi che non realizzerà mai. Ha tirato più bestemmie in un solo mese che in una vita intera grazie a SEKIRO: Shadows Die Twice e, quando non impugna un controller, si diletta a leggere manga di dubbio gusto.
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