ONIMUSHA 2: Samurai’s Destiny – Recensione

ONIMUSHA 2: Samurai’s Destiny remaster è in arrivo questo 23 maggio su PS4, Xbox One, Nintendo Switch e PC. Ecco la nostra recensione!

ONIMUSHA 2: Samurai’s Destiny – Recensione

Uscito originariamente più di vent’anni fa, ONIMUSHA 2: Samurai’s Destiny è stato uno dei videogiochi action adventure più venduti in Giappone nei primi anni 2000, con oltre 1,9 milioni di copie distribuite in tutto il mondo. La serie da allora è stata afflitta da numerosi alti e bassi che ne hanno condizionato lo sviluppo (complici anche alcuni spin-off non propriamente brillanti), ma CAPCOM ha finalmente deciso di offrire ai giocatori la possibilità di rivestire ancora una volta i panni di Jūbei Yagyū, attraverso un’intrigante remaster dell’opera, che va a posizionarsi accanto a quella di ONIMUSHA: Warlords pubblicata nel 2019. Il titolo è in uscita il prossimo 23 maggio su PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC, e dopo aver passato più di venti ore in compagnia del nostro protagonista, siamo pronti ad accompagnarvi in questa nostra ultima recensione in anteprima.

Prima di proseguire vi avvertiamo che non saranno in alcun modo presenti spoiler di trama, ad eccezione di una breve sinossi, così da non rovinare la futura esperienza a quei giocatori che non hanno potuto ancora mettere mano sulla versione originale. Buona lettura.

ONIMUSHA 2: Samurai’s Destiny – Recensione

  • Titolo: ONIMUSHA 2: Samurai’s Destiny
  • Piattaforma: PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC (Steam)
  • Versione analizzata: PlayStation 4 (EU)
  • Genere: Avventura, hack and slash
  • Giocatori:
  • Publisher: CAPCOM
  • Sviluppatore: CAPCOM
  • Lingua: Italiano (testi), Inglese e Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 23 maggio 2025 
  • Disponibilità: digital delivery
  • DLC: nessuno
  • Note: Pacchetto album orchestrale e pacchetto di oggetti consumabili come bonus prenotazione

Abbiamo recensito ONIMUSHA 2: Samurai’s Destiny con un codice PlayStation 4 fornitoci gratuitamente da CAPCOM tramite PLAION.

Sono passati diversi anni dalla morte del demone Fortinbras, e Nobunaga Oda continua imperterrito la sua campagna per unire il Giappone spazzando via qualsiasi minaccia al suo potere. Tra i villaggi presi di mira c’è il villaggio del clan Yagyū. L’unico sopravvissuto del clan, Jūbei Yagyū, via al momento dell’attacco, trova il proprio villaggio distrutto, giurando vendetta nei confronti di chiunque sia capace di simili atrocità. Qui vi incontra una donna di nome Takajo che, oltre a illustrare al protagonista le reali motivazioni di Nobunaga, scatena su di esso i propri poteri Oni, affidandogli il compito di recuperare le cinque sfere che sono state create per proteggere gli umani dai demoni. Jūbei si imbarca quindi in una disperata e mortale ricerca per trovare le sfere e sconfiggere finalmente Nobunaga Oda

ONIMUSHA 2: Samurai’s Destiny – Recensione

Il potere degli Oni

ONIMUSHA 2: Samurai’s Destiny presenta un gameplay che ad oggi si potrebbe definire persino “distintivo” per i giochi survival horror pubblicati da CAPCOM, in particolare per via dei suoi parallelismi con la serie Resident Evil, con somiglianze che includono una telecamera ad inquadrature fisse, l’uso di erbe e medicine per ripristinare la salute, inclusione di enigmi che devono essere risolti per progredire, e continuo respawn dei nemici. I demoni infestano difatti la maggior parte delle aree e attaccheranno e inseguiranno Jūbei per l’intera area di gioco. All’inizio l’unico mezzo di difesa a nostra disposizione sarà la katana del nostro protagonista, ma con l’avanzare del gioco potremo ottenere la capacità di assorbire le anime dei demoni sconfitti per trarne un personale vantaggio.

Questo potere, pressoché simile a quello del guanto di Samanosuke in ONIMUSHA: Warlords, permette a Jūbei di attirare qualunque tipologia di anima presente nei dintorni, a condizione che sia abbastanza vicino. Le anime demoni si differenziano per il colore della sfera: il tipo più comune, le sfere rosse, agiscono come punti esperienza che possono essere spesi per migliorare le armi e le armature di Jūbei; le sfere gialle ripristineranno la salute del nostro personaggio, mentre le sfere blu ricaricheranno le abilità speciali. La varietà più rara è invece la sfera viola, che differisce dalle altre in quanto meno frequentemente e di dimensioni molto più generose.

Quando Jūbeiassorbe cinque sfere viola si trasforma temporaneamente in un “Onimusha”, aumentando i suoi danni da attacco e diventando invincibile. La trasformazione svanisce dopo pochi secondi, esaurendo le anime viola raccolte. Sebbene i personaggi secondari di Samurai’s Destiny siano limitati a una singola arma, Jūbei raccoglie un vasto assortimento di armi a corto e lungo raggio durante il proprio viaggio, tra cui persino un arco e un moschetto. Ognuno dei personaggi può schivare e bloccare gli attacchi in arrivo, ma al fine di scoraggiare un gameplay caotico il giocatore viene ricompensato per dinamiche più riflessive e pazienti, soprattutto attraverso i letali colpi “Issen”. Questi si verificano quando il giocatore avvia un attacco nel momento esatto in cui un nemico sta per lanciarsi verso di noi, e un lampo luminoso appare per lasciarci intuire che il colpo è andato a buon fine, sconfiggendo l’avversario all’istante.

ONIMUSHA 2 presenta una città mineraria d’oro chiamata Imasho che è totalmente priva di incontri nemici. L’opera sfrutta la cittadine per introdurre diversi elementi RPG all’interno della serie, come l’opzione per migliorare attacco, difesa e velocità di Jūbei, aggiornando la sua attrezzatura. Nel corso del suo viaggio, il protagonista incontra diversi guerrieri che diventano suoi alleati, ognuno dei quali con un proprio arco narrativo. Questi sono Ekei Ankokuji, un maestro di lancia nello stile Houzouin che non molto tempo prima aveva servito un importante signore feudale per poi abbandonarlo dopo aver perso una battaglia e sua figlia contro le forze di Nobunaga. Fūma Kotarō, un ninja che diffida delle donne dopo essere stato abbandonato dalla propria madre, e che si prefissa come obbiettivo quello di aiutare Jūbei nella sua missione. Magoichi Saiga, capo della truppa d’armi “Saiga Ikki” nella provincia di Kii, e in missione per uccidere Nobunaga prima che quest’ultimo distrugga il villaggio che lo ha cresciuto. Oyu di Odani, letale guerriera e interesse amoroso del nostro protagonista, ma in possesso di un segreto che potrebbe stravolgere non di poco la visione del giocatore…

ONIMUSHA 2: Samurai’s Destiny – Recensione

Nelle aree che circondano Imasho, i demoni sconfitti spesso lasciano dietro di sé mucchi d’oro che possono essere spesi in regali per altri personaggi. Jūbei può infatti acquistare merci dai diversi mercanti per darle a uno qualsiasi dei personaggi secondari. Il regalo di Jūbei determinerà quale guerriero lo aiuterà man mano che il gioco progredisce. In alcuni punti della storia, il controllo può essere passato a un altro personaggio per un breve periodo. Queste missioni secondarie spesso iniziano con Jūbei che si ritrova intrappolato o bloccato, e si affida all’aiuto di uno dei suoi alleati per poter proseguire. Durante questi eventi, il personaggio secondario può indossare un “braccialetto” che gli conferisce lo stesso potere di assorbimento dell’anima posseduto dall nostro alter-ego e, poiché questo potere è essenziale per il gameplay, i forzieri del tesoro che li contengono si trovano solitamente in bella vista non appena inizia la missione secondaria.

ONIMUSHA 2: Samurai’s Destiny – Recensione

Come nel gioco precedente, il protagonista è nuovamente in grado di usare la magia brandendo armi basate sugli elementi. La prima che otterremo è la Buraitou, la spada del tuono, una lama in grado di incanalare il potere dei fulmini, ma nel corso del gioco potremo acquisire armi con proprietà diverse, come Hyoujin-yari, la lancia di ghiaccio, Senpumaru, la naginata del vento, Dokoutsui, il martello della terra e il Rekka-Ken, lo spadone di fuoco. Quando brandisca queste armi, Jūbei può eseguire un attacco elementare unico, in grado di uccidere la maggior parte dei demoni con un solo utilizzo. Jūbei può anche impugnare armi a distanza come l’arco, in grado di scoccare frecce normali e frecce infuocate, e il Tanegashima come armi da fuoco. A differenza delle armi basate sugli elementi, queste utilizzano una risorsa separata sotto forma di munizioni limitate.

Il ritorno di una leggenda

Le novità di questa nuova versione includono una nuova difficoltà chiamata modalità “Inferno”, dove il nostro eroe verrà sconfitto dopo un colpo da un nemico. Per aiutare i giocatori però, la modalità Onimusha di Jūbei non sarà più influenzata da un uso automatico, ma bensì disporrà di un attivazione manuale, così da poter essere sfruttata molto più strategicamente. Altra aggiunta importante riguarda il cambio di armi in tempo reale, senza più la necessità di selezione attraverso il menu di gioco, e ereditata direttamente dall’ultima riedizione di Onimusha: Warlords Remaster. A differenza di quest’ultimo però i filmati possono essere finalmente saltati sin dalla prima riproduzione, oltre a presentare una funzione di salvataggio automatico per facilitare la continuazione dai diversi checkpoint.

Degne di nota anche le diverse opzioni di visualizzazione, che permettono di adattare il titolo a diversi tipi di schermo, oltre la possibilità di modificare il livello di difficoltà, rendendo conseguentemente il gioco più accessibile. Inoltre, tutti i minigiochi presenti nella versione originale e i contenuti che potevano essere sbloccati solo al termine dell’avventura, sono ora completamente fruibili fin dall’inizio. Come bonus speciale, i giocatori che preordineranno il gioco o acquisteranno in anticipo il bundle “ONIMUSHA 1 + 2 Pack” riceveranno “ONIMUSHA 2: Orchestra Album Selection Pack”, mentre coloro che possiedono dati di salvataggio appartenenti a ONIMUSHA: Warlords del 2019 potranno sbloccare una skin speciale per Jūbei ispirata a Samanosuke, protagonista del gioco originale. Capcom ha infatti pensato anche a coloro che già conosco il titolo e la sua storia, fornendo la possibilità di ascoltare l’intera colonna sonora in qualsiasi momento e ampliando la galleria delle immagini con oltre cento opere inedite, permettendo ai fan di rivivere l’opera come se fosse ancora la prima volta.

ONIMUSHA 2: Samurai’s Destiny – Recensione

A chi consigliamo ONIMUSHA 2: Samurai’s Destiny?

ONIMUSHA 2: Samurai’s Destiny è consigliato a tutti coloro che non hanno mai potuto giocare prima d’ora l’opera originale dei primi anni 2000, nonché a tutti gli appassionati della serie che non vedono l’ora di riaccompagnare Jūbei  nella sua avventura, o cercano un valido diversivo in attesa del tanto desiderato proseguo della saga.

ONIMUSHA 2: Samurai’s Destiny – Recensione

  • Gameplay divertente e legato a doppio filo con la “vecchia scuola”
  • Ampia gamma di personalizzazione per le preferenze di gioco
  • Ricco di novità rispetto l’edizione originale…

  • …Ma poco invitante per chi conosce oramai già ogni suo segreto
  • L’assenza di un gameplay maggiormente guidato potrebbe allontanare i molti
ONIMUSHA 2: Samurai’s Destiny
4

Il vero ONIMUSHA

A costo di essere linciato dagli accaniti fan del primissimo ONIMUSHA, Samurai’s Destiny è ancora oggi un titolo in grado di rapire il giocatore, superando l’opera prima sotto qualunque aspetto. Dalla trama ricca di colpi di scena al gameplay vecchia scuola e a tratti aracde, ONIMUSHA 2 è un’opera su cui dover mettere le mani almeno una volta nella propria vita. Il lavoro tecnico svolto sulla remaster è certosino e, pur notandosi l’assenza di un comparto grafico più al passo con i tempi odierni, la presenza di tantissime novità ludiche e tecniche, permettono di godersi l’opera come mai prima d’opera, rendendola accessibile finalmente ad un pubblico decisamente più ampio. Da recuperare, magari in bundle con il meno longevo ONIMUSHA: Warlord.

Amante dei videogiochi fin dalla tenera età, ama perdersi nella scrittura ascoltando le OST di FINAL FANTASY e KINGDOM HEARTS. Convinto fieramente che la bellezza di un equip sia più importante delle sue statistiche, è sempre alla ricerca di nuovi oggetti da aggiungere alla sua collezione videoludica.

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