Onimusha: Warlords – Recensione

Affettare demoni e salvare principesse, un classico dell'action che torna su PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC. La recensione di Onimusha: Warlords!

Onimusha: Warlords - Recensione

Onimusha: Warlords - RecensioneL’ultima cosa che ricordo è un dolore al collo, l’impossibilità di parlare, il sangue che pian piano fuoriusciva dalla ferita e mi soffocava. Avevamo appena vinto la battaglia, stavo ridendo di gusto, sono stato colpito alla sprovvista da quella freccia. Il mio regno si concludeva così, e con esso la mia ascesa al potere. “Svegliati Scimmia!

Come ti permetti di chiamarmi scimmia? Sai chi sono? Questo è quello che vorrei dirgli, ma dalla mia bocca non esce nulla. Sono disteso su un tavolo verde acqua. Attorno a me, delle candele diffondono una flebile luce sulle librerie piene di polvere. Si china su di me, mi osserva, capisce che sono sveglio. È mostruoso, ma mi tratta con indifferenza. Sorride e poi continua.

Sei stato riportato in vita per volere del Re dei Demoni, Fortinbras. Lo dovrai servire come suo araldo. Per farlo, berrai sangue dal cranio di una fanciulla pura. In cambio realizzerai il tuo sogno di dominare il Giappone.

Una seconda occasione. Anche volendo, non potrei rifiutare, la mia bocca non emette suoni. Un rapido battito di palpebre, il mostro davanti a me sa che la risposta può essere solo positiva.

Onimusha: Warlords è la remastered di un titolo PlayStation 2 portato sulle console di attuale generazione. Nello stesso anno di Devil May Cry, CAPCOM cercò di trasferire le meccaniche che avevano reso un successo RESIDENT EVIL su un altro genere: l’action. Ci riuscirono, tant’è che Onimusha ebbe due seguiti e perfino edizioni con ulteriori bonus. Dallo scorso 15 gennaio, Onimusha: Warlords è disponibile su PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC, al prezzo di 19,90 € e, come già accaduto a Okami nel nostro paese, distribuito solamente in formato digitale. È quindi l’ennesima versione rimasterizzata che punta sull’effetto nostalgico o sull’occasione di recuperare un titolo che ai tempi non si era giocato. Per il prezzo a cui è offerto, varrà la pena affettare demoni venuti fuori dall’anno 2001 nel Giappone feudale di CAPCOM?

  • Titolo: Onimusha: Warlords
  • Piattaforma: PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch, PC / Steam
  • Versione analizzata: PlayStation 4 (PAL / EU)
  • Genere: Action
  • Giocatori: 1
  • Software house: CAPCOM
  • Sviluppatore: CAPCOM
  • Lingua: Italiano (testi), Inglese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 15 gennaio 2019
  • Disponibilità: digital delivery
  • DLC: nessuno
  • Note: versione rimasterizzata del primo capitolo per PlayStation 2, assenti gli extra di Genma Onimusha

Il guanto dei demoni

Di ritorno dalla guerra, Samanosuke (da ora Sam) scopre che la sua amata Principessa Yuki è in pericolo, obiettivo del malvagio Re dei Demoni. Decide di raggiungerla nel suo palazzo, solo per vederla rapita e non riuscire a scalfire in alcun modo l’assalitore. Per poter danneggiare i demoni e liberare la sua amata, Sam dovrà affidarsi al guanto dei demoni, misterioso artefatto in grado di assorbire le anime nemiche e potenziare così le speciali armi infondendole di potere demoniaco. Onimusha: Warlords è un action puro, figlio della generazione PlayStation 2. E lo è tutt’ora, diciotto anni dopo l’esordio: i colpi di lama e le magie coinvolgono anche chi (come me) si perse il titolo ai tempi.

Onimusha: Warlords

L’intera vicenda è ambientata tra le mura del palazzo di Yuki, dove non mancano demoni assetati di sangue o enormi boss da combattere in piena salsa action. Il tutto condito da puzzle game ambientali, che nascondono varie armi, che richiamano le atmosfere di RESIDENT EVIL (da cui Onimusha è influenzato fortemente). Circa sei ore per completare l’avventura di Sam a difficoltà Normale, tra salvataggi manuali e completa assenza di checkpoint, durante le quali dovrete stare attenti anche alla minima minaccia. Uno stile di gioco che andava di moda nel 2001, e che ora si tramuta solo in un’ulteriore sfida di accortezza. Una volta raggiunti i titoli di coda, si otterrà una valutazione e si potrà decidere se ricominciare il tutto a difficoltà più elevata, o completarlo con uno degli obiettivi secondari, come il non potenziare le armi, il non usare medicine o, questo pensato per gli speedrunner, il finire l’intero titolo in meno di tre ore.

Chi di lama ferisce…

Ma veniamo al fulcro di Onimusha: Warlords — il gameplay. Per affrontare i demoni di Fortinbras, Sam potrà contare su ben tre lame, con altrettanti poteri elementali (tuono, fuoco e vento) e su un arco e un fucile per colpire i nemici lontani. Utilizzando le anime degli avversari sconfitti, si potranno potenziare gli equipaggiamenti, mentre trovando i magatama nascosti potrete migliorare la vita e la magia del nostro guerriero. In Onimusha: Warlords non si salta, quindi la miglior difesa di Sam è la parata, a cui far susseguire il fendente più rapido possibile. I nemici diverranno via via più coriacei e in diverse occasioni riappariranno una volta abbandonata la stanza. In alcune sezioni ci troveremo ad impersonare Kaede, la kunoichi che accompagna Sam nell’avventura. Con Kaede non avremo a disposizione magie, e dovremo capire quando è meglio affrontare un nemico e quando invece conviene scappare.

Onimusha: Warlords

Negli scontri troviamo la vera croce e delizia della produzione CAPCOM: la telecamera fissa. Figlio di RESIDENT EVIL e degli altri giochi di quegli anni, anche Onimusha sfruttava un’inquadratura preimpostata, capace di mostrarci solo quello che gli sviluppatori desideravano. Se da un lato troviamo momenti ancora oggi d’atmosfera, come lo scontro sul tetto, o la sfida alla cascata, dall’altra, spostandoci nelle sezioni a più inquadrature, l’azione diverrà confusa, con uno stacco netto di telecamera che porterà Sam e l’eventuale nemico in un’altra zona. A far fronte a questo problema il nuovo controllo tramite analogico, che rende il tutto molto più fluido e il passaggio da una zona all’altra meno traumatico. La telecamera fissa, l’assenza di checkpoint e i salvataggi manuali, sono i tre principali fattori che ancorano Onimusha alla sua era, rendendo questa remastered un viaggio nel passato.

Nonostante sia stato pulito e CAPCOM non abbia commesso lo stesso errore video dei filmati della collection di Devil May Cry, Onimusha: Warlords non è all’altezza degli standard attuali. Certo, per esserlo avrebbero dovuto fare un remake totale, ri-doppiando perfino le scene con il lip-sync errato. Per i venti euro richiesti però, troviamo un titolo ancora gustoso da giocare, nonostante gli anni del motore grafico. Purtroppo è presente solo il doppiaggio inglese, ma ogni testo è stato tradotto in un ottimo italiano.

A chi consigliamo Onimusha: Warlords?

Il solito dubbio delle remastered. Vi manca Onimusha? Volete rigiocarlo? È un’ottima occasione. Non vi siete mai avvicinati alla serie CAPCOM e vi piacciono i giochi d’azione? Investite subito questi venti euro e fatevi travolgere da una trama ancora interessante e ben narrata.

  • Sistema di controllo rinnovato
  • Difficoltà crescente
  • La trama risulta ancora interessante

  • Ancorato al 2001
  • Veste grafica pigra
  • Venduto unicamente in formato digitale
Onimusha: Warlords
3.8

Un piatto del passato dal sapore classico

Grazie alla remastered di Onimusha: Warlords ho avuto finalmente modo di avvicinarmi alla serie per PlayStation 2, rimanendo soddisfatto da una trama ben narrata e da un’ambientazione riuscita. Nonostante i diciotto anni sul groppone, che si riversano sull’aspetto estetico e su alcune meccaniche ancorate agli action di inizio secolo, l’avventura di Samanosuke è ancora godibile e divertente. Dopo Okami quindi, un altro titolo ad un prezzo vantaggioso da parte di CAPCOM, che spero vivamente continui su questa strada e porti anche gli altri due capitoli della saga.

Guido Avitabile
È un paladino della legge, un combattente che veste alla marinara, ed è qui per parlarvi di roba che nessun altro ha voglia di trattare. E lo farà in nome della luna, e della sacra barba.

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