Dall’inizio del 2025 ad oggi, il mercato ha visto esordire una marea di RPG giapponesi e il loro numero aumenterà enormemente tra i mesi di giugno e luglio. In mezzo a tante produzioni ben più note e attese, ma non per questo più meritevoli, era forse inevitabile che qualcuno passasse quasi del tutto inosservato. È il caso di The Legend of Heroes: Trails through Daybreak II, JRPG di casa Nihon Falcom originariamente pubblicato in Giappone nel 2021, che lo scorso 14 febbraio ha infine piantato la bandiera anche nel Vecchio Mondo e nelle Americhe.
Sequel diretto del primo The Legend of Heroes: Trails through Daybreak, il titolo distribuito in Occidente da NIS America e Reef Entertainment ci ha trascinati nuovamente in quel di Calvard per portare finalmente a termine la richiesta della giovane studentessa Agnes Claudel e rintracciare quindi l’ottavo e ultimo Oct-Genesis. Trattandosi però di un mero “episodio di collegamento”, vi anticipiamo subito che The Legend of Heroes: Trails through Daybreak II ci ha colpiti assai meno del capitolo precedente (nel caso non l’abbiate ancora fatto, recuperate la recensione del primo The Legend of Heroes: Trails through Daybreak).
- Titolo: The Legend of Heroes: Trails Through Daybreak II
- Piattaforma: PlayStation 5, PlayStation 4, Nintendo Switch, PC (Steam)
- Versione analizzata: PlayStation 5 (EU)
- Genere: RPG
- Giocatori: 1
- Publisher: NIS America
- Sviluppatore: Nihon Falcom
- Lingua: Inglese (testi), Giapponese (doppiaggio)
- Data di uscita: 14 febbraio 2025
- Disponibilità: retail, digital delivery
- DLC: oggetti di gioco, costumi, BGM
- Note: disponibile in edizione Deluxe con mini artbook e colonna sonora digitale
Abbiamo recensito The Legend of Heroes: Trails Through Daybreak II con un codice PlayStation 5 fornitoci gratuitamente da NIS America.
Sulle tracce del demone cremisi
Cronologicamente collocato due mesi e mezzo dopo la comparsa del Pandemonium Shift per le strade di Edith City, agghiacciante fenomeno risoltosi con la sconfitta di Almata da parte della Arkride Solutions, Trails through Daybreak II si apre con un evento altrettanto macabro: uno spaventoso colosso identico alla forma Grendel di Van, ma caratterizzato da una tetra tinta che richiama il colore del sangue, se ne va in giro per la capitale di Calvard ammazzando soldati, poliziotti e persino esponenti della malavita nei modi più raccapriccianti possibili. Dal momento che l’anno prima Van era stato costretto a trasformarsi in Grendel nel bel mezzo del sanguinoso Carnevale organizzato dalle alte sfere di Almata, tanto la Bracer Guild quanto il Dipartimento Centrale di Intelligence di Calvard hanno piazzato il nostro eroe in cima alla lista dei sospettati. Su richiesta personale dell’amica di infanzia Elaine Auclair, che proporrà di collaborare per risolvere il caso quanto prima, il carismatico leader della Arkride Solutions non avrà altra scelta se non quella di indagare sul minaccioso Grendel Zolga, i cui poteri sembrerebbero in qualche modo legati all’ultimo Oct-Genesis ancora mancante all’appello. Un tragico evento che di lì a poco si consumerà sotto gli occhi impotenti della giovane Agnès Claudel, infatti, risveglierà le reali capacità dei manufatti creati mezzo secolo prima dal geniale C. Epstein.
Mentre Van, Elaine e gli altri membri della banda vagheranno per tutta la Repubblica di Calvard alla ricerca di indizi sulla vera identità del misterioso assassino, Agnès rimarrà invece a Edith per portare avanti le regolari attività della Arkride Solutions, che per l’occasione si avvarrà di due speciali assistenti già noti ai fan: Swin Abel e Nadia Rayne del Rinato Fronte di Liberazione Imperiale. Prima ancora dei fatti raccontati in Trails into Reverie, i due fuggiaschi avevano del resto contratto un grosso debito nei confronti di Van, e questa potrebbe rivelarsi l’occasione perfetta per ripagare lo Spriggan e al tempo stesso svolgere la delicata missione personale che li ha ricondotti nella regione centrale del continente di Zemuria.
Laddove il primo Trails through Daybreak rappresentava un ideale punto di partenza per chi ancora non si era mai avvicinato al franchise, il sequel dà ovviamente per scontato che il giocatore conosca quantomeno gli eventi del capitolo precedente, essenziali per poter comprendere e apprezzare un intreccio narrativo assai più intricato del previsto. Intricato ed eccessivamente compassato, se consideriamo che mentre le diverse trame secondarie vengono esplorate di pari passo, attraverso le route aventi per protagonisti il team di Van e quello di Agnès (una soluzione ludica molto simile al Trails to Walk già impiegato in Trails into Reverie), quella principale decolla soltanto dopo una cinquantina di ore circa, girando spesso intorno e perdendosi in diramazioni parallele senza sbocchi. Se da una parte la nuovissima meccanica del time leap permette infatti di esplorare sviluppi alternativi, che il più delle volte sfociano in tragedie impensabili e disarmanti, dall’altra va detto che questa seppur sfiziosa meccanica ha soltanto finito per disperdere il nocciolo della vicenda, appesantendo nel complesso un impianto narrativo già penalizzato dall’ingrato compito di fungere da ponte tra il primo Trails through Daybreak e l’imminente Trails beyond the Horizon. Se non altro Daybreak II poggia ancora una volta su un cast eccezionale e magistralmente caratterizzato, che in qualche modo compensa il ritmo altalenante della narrazione e i dialoghi prolissi.
Formula che vince, non si cambia: al massimo si perfeziona
Trattandosi appunto di un capitolo intermedio, The Legend of Heroes: Trails through Daybreak II non rinnova affatto l’intelaiatura ludica del proprio predecessore, ma si limita a smussarne le asperità. Il rodato sistema di combattimento della serie è dunque rimasto pressoché invariato, e al momento di menar le mani l’utente può scegliere se avvalersi della modalità Field Battle per ingaggiare i nemici in rapidissimi scontri in salsa action o se al contrario ricorrere alla modalità Command Battle per usufruire invece di una marcata componente strategica. Andiamo però per gradi, specificando anzitutto che, rispetto a quanto visto nel primo Trails through Daybreak, la modalità Command Battle presenta soltanto una meccanica inedita: prestando una particolare attenzione al posizionamento dei propri adepti sul terreno di gioco e soddisfacendo determinate condizioni, è ora possibile innescare le cosiddette EX Chain, vale a dire assalti speciali che coinvolgono due personaggi collegati via SCLM. Non solo questi attacchi simultanei sono potentissimi, ma addirittura causano effetti a catena che danneggiano tutti i bersagli nelle vicinanze, ragion per cui il loro impiego velocizza enormemente l’eliminazione di folti gruppi di nemici.
Chiunque si sia cimentato col titolo precedente ricorderà senz’altro che la modalità Field Battle mancava purtroppo di profondità, ed era più che altro un valido espediente per velocizzare di parecchio le inevitabili sessioni di grinding. Con Trails through Daybreak II, i ragazzi di Nihon Falcom hanno quindi corretto il tiro, introducendo la possibilità di ricorrere alle Quick Art per bersagliare gli oppositori da una certa distanza e arrecare loro ingenti danni. Ancor più interessante è l’inedita meccanica del Cross Charge, che può essere innescata soddisfacendo un quick time event subito dopo aver eseguito una schivata perfetta: quando questo accade, il personaggio controllato dal giocatore viene subito rimpiazzato da un compagno di squadra, che oltre a godere di un momento power-up dà immediatamente inizio ad un potente attacco caricato. Come se non bastasse, questa divertente diavoleria ha un’altissima probabilità di stordire il bersaglio per diversi secondi, agevolandone l’annientamento.
A questo punto qualcuno potrebbe ritenere eccessiva la componente action vantata dagli episodi facenti parte della saga di Calvard, soprattutto se consideriamo che la serie di The Legend of Heroes ha sempre poggiato su uno dei sistemi di combattimento a turni più articolati in circolazione. Tuttavia, sarebbe estremamente sbagliato parlare di “snaturamento”, visto che il giocatore può passare in qualsiasi momento, attraverso la semplice pressione di un tasto, dalla modalità Field Battle alla Command Battle e viceversa. Stando così le cose, i puristi del genere o comunque gli affezionati alla saga potrebbero tranquillamente ignorare la prima e usufruire soltanto degli scontri a turni, anche se va detto che durante i nostri test abbiamo notato che la continua alternanza fra le due opzioni rappresenta la soluzione più efficace per stordire gli avversari e prevalere in qualsiasi situazione. Anche perché questa volta gli sviluppatori hanno ben pensato di alzare l’asticella della difficoltà e limitare l’impiego delle devastanti S-Craft, che diversamente da prima non possono più essere innescate una dopo l’altra per tempestare di colpi il nemico.
Restando in tema di novità, è impossibile non menzionare il Märchen Garten, un labirinto procedurale generato dall’intelligenza artificiale che funziona allo stesso modo del True Reverie Corridor di Trails into Reverie. Trattandosi di un dungeon virtuale accessibile da qualsiasi luogo di Calvard, i membri del cast possono servirsene per radunarsi, allenarsi assieme e magari testare formazioni che normalmente sarebbero loro precluse, visto che la campagna tende a vincolare determinati personaggi e a renderli giocabili solo in momenti specifici. Segnaliamo anche la presenza dell’inedita Follow Mode, una modalità stealth cui di tanto in tanto dovrete ricorrere durante le attività investigative della Arkride Solutions, al fine di pedinare gli individui sospetti. Si tratta di un’espediente alquanto obsoleto e noioso, che purtroppo rallenta delle fasi di gameplay già abbastanza carenti in termini di ritmo.
Il peso degli anni ricomincia a farsi sentire
Primissimo episodio della serie a esordire direttamente su PlayStation 5 (Trails into Reverie e Trails through Daybreak sono infatti usciti prima su PS4 e solo in un secondo momento hanno piantato la bandiera sull’attuale ammiraglia Sony), anche The Legend of Heroes: Trails through Daybreak II si è avvalso totalmente del motore grafico proprietario di Nihon Falcom, che negli ultimi anni ha permesso allo studio nipponico di svecchiare non poco l’impianto grafico dei propri prodotti. Giacché il titolo è arrivato sui nostri lidi con ben tre anni di ritardo rispetto al Giappone, i passi avanti risultano minimi e riguardano perlopiù la resa di ambienti e modelli poligonali, che al netto di qualche spigolo di troppo risultano comunque più dettagliati che mai. Se non altro, su PlayStation 5 i tempi di caricamento di Trails through Daybreak II sono estremamente rapidi e il prodotto conserva stabilmente i 60 fps, con rarissimi e lievi cali nelle situazioni più concitate.
Nulla da eccepire, invece, sull’impeccabile accompagnamento sonoro, che nel pieno rispetto della tradizione si è mostrano variegato, nonché capace di sposare sempre alla perfezione i toni del racconto e, di conseguenza, di guidare le emozioni del giocatore. Anno dopo anno, il “Falcom Sound Team jdk” si conferma insomma una garanzia inossidabile. Per quanto concerne poi il parlato, dobbiamo riconoscere di aver apprezzato sia la traccia inglese che quella in lingua originale, che come al solito presenta accostamenti vocali più azzeccati e vede coinvolti doppiatori del calibro di Hikasa Yoko (Arthur Pencilgon in Shagri-La Frontier, Witch in Goblin Slayer), Saito Chiwa (Castorice in Honkai: Star Rail, Tamamo-no-Mae nel franchise di Fate) o l’inarrivabile Fukuyama Jun (Joker in Persona 5, Lelouch vi Britannia in Code Geass).
Sconfitta la minaccia dell’organizzazione mafiosa Almata, i cittadini di Calvard sono finalmente tornati a vivere in pace. Un giorno, però, una serie sconvolgente di omicidi per mano di una misteriosa bestia color cremisi rimette in moto gli ingranaggi del destino. Diverse fazioni scendono in campo – sia coloro che vogliono scoprire la verità nel rispetto della legge, che quelli che vogliono cavalcare gli sviluppi della storia, non importa quanto sinistri e oscuri siano.
Con l’avanzare del caos, lo spriggan Van Arkride riceve una visita inaspettata, da parte di una persona che gli dà degli indizi sulle indagini. Chi è il responsabile degli omicidi e qual è il suo obiettivo? Vecchi e nuovi volti fanno la loro comparsa nel secondo, entusiasmante, capitolo della saga di Trails Through Daybreak
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A chi consigliamo The Legend of Heroes: Trails through Daybreak II?
The Legend of Heroes: Trails through Daybreak II è il secondo capitolo (di quattro) dell’arco narrativo ambientato nella Repubblica di Calvard, e come tale può essere compreso pienamente solo da chi ha già completato quantomeno la precedente avventura di Van e compagni. Ne consigliamo il recupero tanto ai veterani quanto a coloro che hanno cominciato a frequentare il franchise soltanto di recente. Se al contrario non avete alcuna familiarità con Zemuria e la sua mitologia, fareste meglio a iniziare il vostro viaggio dal primo Trails through Daybreak, che oltre ad essere un episodio fresco e moderno, è ad oggi la tappa ideale per prendere dimestichezza con la longeva saga targata di Nihon Falcom.
- Ha un cast invidiabile e magistralmente caratterizzato
- Il sistema di combattimento risulta più articolato
- Presenta un soddisfacente livello di difficoltà
- La storia entra nel vivo soltanto dopo una cinquantina di ore
- Graficamente parlando è ancora troppo datato, anche a causa dei tre anni di ritardo con cui si è presentato in Occidente
The Legend of Heroes: Trails through Daybreak II
Un intermezzo necessario, ma troppo lento
Se il primo The Legend of Heroes: Trails through Daybreak si è meritato un posto tra i migliori JRPG del 2024, lo stesso non si può dire per il suo sequel diretto. Nonostante questo abbia posto sul piatto delle nuove meccaniche che affinano e impreziosiscono la componente ludica, questa volta una sceneggiatura a tratti confusionaria e dallo sviluppo eccessivamente tardivo ci ha impedito di apprezzare appieno il secondo atto della saga di Calvard. Seppur coi suoi difetti, tra i quali si registra un comparto tecnico per nulla al passo coi tempi, il titolo resta comunque una tappa cruciale per poter avvicinare il prossimo episodio della saga, che vi anticipiamo darà un senso ad alcuni passaggi di Trails through Daybreak II. Ne riparleremo a tempo debito, quando l’attesissimo The Legend of Heroes: Trails beyond the Horizon non sarà più un lontano miraggio.
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