Bullet Girls Phantasia – Recensione

Le soldatesse provette dell’Accademia Privata Misakimori si ritrovano per incanto in un mondo di Spada e Magia. Saranno in grado di superare ogni ostacolo presente in Bullet Girls Phantasia?

Bullet Girls Phantasia – Recensione

Bullet Girls Phantasia – RecensioneIn tempi antichi, un possente drago nero portò fuoco e distruzione sull’intera landa di Midgard. Grazie però alla protezione dei sacri dragoni, un’eroica elfa e i suoi fidati alleati riuscirono a spingere la minaccia verso un misterioso portale, dove lo hanno sigillato. Questo è quello che narra la leggenda.

Sono passati oltre due anni da quando le eroine dell’Accademia Privata Misakimori sono scese in campo per dimostrare la loro superiorità contro le rivali dell’Istituto Privato Elda, tempo probabilmente necessario per permettere alle belle protagoniste di riacquistare le forze e tornare all’interno del panorama videoludico con un terzo capitolo della serie: Bullet Girls Phantasia. Oltre a stravolgere abbastanza il setting in cui tutto prenderà luogo, D3 PUBLISHER vuole tentare il colpaccio portando il gioco su PlayStation 4, oltre ovviamente all’immancabile release PS Vita. Ad aggiungere la ciliegina sulla torta, questa nuova iterazione della serie è la prima (e aggiungerei “finalmente”) ad approdare anche nei territori asiatici nella classica versione con testi anche in lingua inglese. Decisamente una manna dal cielo per tutti coloro che aspettavano un segnale divino del genere per potersi avvicinare a questa piccante serie.

  • Titolo: Bullet Girls Phantasia
  • Piattaforma: PlayStation 4, PS Vita
  • Genere: Sparatutto in terza persona
  • Giocatori: 1
  • Software house: D3 PUBLISHER
  • Sviluppatore: Shade
  • Lingua: Inglese (testi), Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 9 agosto 2018
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: set di abiti alternativi per i personaggi principali

Per chi ormai ci segue, sicuramente saprà che trattiamo questa particolare serie di dubbio gusto sin dalla sua nascita, avendo accompagnato le belle ragazze della Misakimori dai primi passi verso nuove ed emozionanti avventure. Potevamo quindi lasciarci sfuggire questo terzo titolo, specialmente considerando che si tratta anche del primo ad arrivare in lingua inglese? Mai e poi mai! Eccoci quindi a un nuovo e imbarazzantissimo appuntamento con le belle quanto letali Aya, Mai, Aki, Minagi, Saki, Tsukiyo, Remi e Yurina.

The princess and the shotgun

Subito dopo aver assistito a una piccola introduzione generale delle eroine protagoniste, cosa necessaria per tutti coloro che si avvicinano alla serie solo da questo terzo gioco (che a differenza del suo predecessore non porta alcun riferimento numerato nel titolo) per via della lingua inglese, Bullet Girls Phantasia inizia subito a entrare nel vivo dell’azione spedendo le nostre otto bellissime soldatesse provette all’interno di un portale dimensionale che, del tutto in modo misterioso, le scaraventa in un’epoca sconosciuta dai toni totalmente fantasy. Ovviamente l’intero gruppo dovrà cercare un modo per tornare a casa, ritrovandosi a esplorare l’intera landa e fare nuove conoscenze utili per raggiungere il proprio scopo aiutandosi a vicenda.

Inutile dire che, dopo due titoli rilegati alla sola PS Vita, mi sono gettato in questa particolare avventura in versione PS4, dove ho finalmente potuto notare netti miglioramenti rispetto al suo predecessore, Bullet Girls 2, in tutto e per tutto un copia e incolla di grafica e meccaniche del primo capitolo. Non mi sarei di certo aspettato di meno da un’opera che ha deciso di approdare su una console potente come l’attuale ammiraglia casalinga di Sony, ma talvolta è sempre bene tenere basse le aspettative per non incappare in una delusione cocente perché magari stavamo già urlando al capolavoro. Questa caratteristica me l’ha un po’ insegnata la serie SENRAN KAGURA, opera che Bullet Girls vede guasi come rivale sotto molti aspetti ma che, come genere, si pone sul fronte totalmente opposto: se la piccante serie di Marvelous! e Kenichiro Takaki è incentrata sul combattimento ravvicinato, quella di D3 PUBLISHER è in tutto e per tutto uno sparatutto in terza persona… o quantomeno lo era. Grazie all’introduzione del setting fantasy, una delle caratteristiche principali del gioco, stavolta è possibile usare una serie di armi che si allontanano dalle solite pistole, fucili e il resto delle bocche da fuoco, una caratteristica importante che riesce a di vagamente a spezzare la monotonia del gameplay trasformandolo in un qualcosa di simile a un hack ’n’ slash (sebbene con un parco mosse limitatissimo).

Nonostante tutti i personaggi possano contare sulla bellezza di tre slot per le armi equipaggiabili, il primo sarà sempre dedicato a quella preferita di ciascuna delle ragazze. Così come gli altri titoli della serie, nessuna delle eroine obbligherà i giocatori ad affrontare le varie missioni con la propria preferita, fattore ci lascia quindi scegliere a proprio piacimento sia una delle armi da fuoco e volendo anche la spada, offrendo quindi la possibilità di cambiare tipo di gameplay direttamente in ciascuna missione e propria indiscrezione. Il vedere elfi che imbracciano lanciarazzi o principesse abili spadaccine con in mano un fucile a pompa è sempre una gran bella cosa.

CPU! Dove sei tu?

Bullet Girls Phantasia soffre però della sindrome di PEACH BEACH SPLASH: a differenza dei passati titoli della serie, dove i nemici comuni che a frotte popolavano i vari scenari erano sempre pronti a spararci a vista, l’ambientazione fantasy di questo titolo porta con sé creature avversarie con armi o attacchi da combattimento ravvicinato. In sintesi, cosa succede quando metti un cast di personaggi con armi da fuoco contro avversari con armi da combattimento ravvicinato? Finisci inesorabilmente per divertirti poco per via dell’estrema facilità dell’insieme, per quanto talvolta presenti dei picchi allucinanti di difficoltà inaspettata che rendono il tutto più piacevole. Se a questo però ci aggiungiamo che l’IA della CPU è a dei livelli sorprendentemente bassi, allora il senso di sfida se ne va direttamente ai maiali.

Per la prima volta in assoluto la serie introduce anche la meccanica “buddy”, che ci permetterà di scegliere e portare in missione con noi un secondo personaggio (controllato dalla CPU) per coprirci le spalle e offrire supporto. Inutile dire che, per lo stesso principio descritto poc’anzi, saremo noi al 99% a dover offrire supporto a loro, soccorrendole ogni volta che periranno in battaglia o saranno circondate da orde di avversari con armi da combattimento ravvicinato nonostante in dotazione abbiano DEGLI STRAMALEDETTI BAZOOKA!

Al di là di queste particolari novità, in Bullet Girls Phantasia sarà possibile ritrovare altre caratteristiche già consolidate dalla serie e degne di esser riportate, come l’apposita dressing room dove cambiare i vari indumenti intimi delle protagoniste (offrendo svariati boost a seconda di quanto poi assegnato a questi), un negozio che ci permetta di acquistare non solo vari costumi alternativi, ma anche altri oggetti utili e armi sempre più forti che verranno sbloccate man mano con l’acquisto e il proseguimento del gioco, e l’immancabile modalità Jinmon, qui chiamata Drilling, che ci permetterà di effettuare interrogatori e vere e proprie piccanti torture ai vari personaggi principali una volta sconfitte (di storia, se invece selezionata fuori dalla story mode starà a noi impostare scenario, ragazza/e e tante altre caratteristiche interessanti). Grazie alle varie novità e alla nuova veste grafica adottata dal titolo, le scene mostrate in questa modalità sono un pelino più piccanti di quanto lo erano in passato. Purtroppo non ci è possibile farvi vedere qualche screenshot, perché durante queste scene PS4 blocca prontamente la possibilità di registrare video, catturare immagini, vi chiude la porta di camera a chiave, vi abbassa le tapparelle della finestra e mette su un brano a caso degli Slipknot per coprire ogni rumore di sottofondo prodotto dal gioco (ma potete farvi un’idea ammirando il video presente in questo articolo).

Piercing Bullet

La nuova veste grafica regalata al gioco riesce però a dividermi a metà: se da un lato ho davvero adorato la realizzazione dei modelli dei personaggi, sia vecchi che nuovi, ammetto che gli scenari mi hanno lasciato davvero con l’amaro in bocca. Per quanto l’ambientazione tipicamente fantasy non preveda campi di battaglia uber dettagliati e altre cose presenti nei precedenti giochi della serie, ambientati in uno scenario contemporaneo, ci si poteva davvero sforzare un po’ di più sia nella cura dei vari dettagli che nell’inserimento di svariati elementi atti a rendere quantomeno il tutto un pelino più ricco e davvero interessante. Tanto di cappello però per la trovata intelligente di sfruttare i nemici creati con lo stampino. Se nei passati giochi saltava immediatamente all’occhio proprio perché le soldatesse random che infestavano i vari campi di battaglia erano persone, con il solito modello ma con un colore diverso di capelli e della divisa, l’idea di rendere il tutto fantasy e metterci contro orchi, scheletri o altre creature di fantasia, ha permesso di creare orde di questi mostri praticamente identici infastidendo molto meno.

Altalenante è anche il lato sonoro, che è capace di offrire alcuni brani di pregevole fattura, talvolta in grado di caricare il giocatore e sposarsi bene con l’ambientazione, ad alcuni a cui davvero non ci si fa nemmeno caso perché non riescono particolarmente a spiccare. Ottimo però il tema principale, ascoltabile nel menu di avvio del gioco.

A chi consigliamo Bullet Girls Phantasia?

Vi pongo una piccola domanda: vi piacerebbe l’idea di giocare a un SENRAN KAGURA in versione sparatutto in terza persona? Se la risposta è sì, allora non indugiate oltre! Per quanto non possieda lo stesso enorme numero di eroine, Bullet Girls Phantasia è la perfetta risposta alla serie di casa Marvelous! a tema shinobi. Avvicinatevi senza tante pretese, dal momento che quello che colpisce è proprio l’insieme stesso e non esclusivamente il lato TPS, che è presente quasi in forma basilare nonostante a tratti provi a essere un qualcosa di più ragionato e tenti di offrire qualche opzione interessante. Se cercate uno sparatutto con delle meccaniche serie, o un qualcosa che vi permetta di giocare online con amici o di competere in multiplayer, stategli lontano. Specialmente se non amate il fanservice.

  • Ottima realizzazione dei nuovi modelli delle eroine
  • Numerosi miglioramenti alle meccaniche già consolidate dalla serie
  • La versione asiatica con testi in inglese è sempre un valore aggiunto

  • La CPU c’è e non c’è
  • Si poteva fare molto di più per gli scenari
  • Sinceramente una piccola modalità online ce la vedevo bene
Bullet Girls Phantasia
3.8

Una fantasia sulla giusta strada

Bullet Girls Phantasia mi ha in parte colpito. Sarà che mi aspettavo un terzo titolo fatto nuovamente con lo stampino (visto e considerato Bullet Girls 2) e con poco di fresco e interessante, tra cui la tematica fantasy che non c’incastra quasi nulla… e invece è riuscita a cogliere qualche spunto interessante per rendere l’insieme divertente nonostante i vari problemi che purtroppo si porta dietro. Il buon adattamento inglese offerto dalla versione asiatica lo rende inoltre apprezzabile ancora di più, proprio perché può essere avvicinato anche da tutti coloro che hanno sempre voluto provare la serie ma, per via dell’enorme barriera linguistica, hanno sempre rinunciato.

Roberto Fuccini
Importatore seriale di titoli nipponici. I giapponesi lo temono… o forse, semplicemente, se ne sbattono alla grande. Per questo motivo, continua in tutta tranquillità a giocare a piede libero.
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