Joseé, la Tigre e i Pesci – Recensione del manga

Dopo il successo del film Joseé, la Tigre e i Pesci ecco il manga tratto dall’anime. Questa è la nostra recensione

Joseé, la Tigre e i Pesci - Recensione del manga

La disabilità è una condizione che opprime più a livello sociale che fisico: le difficoltà legate alla malattia sono da ricercarsi soprattutto nel confronto con gli altri, che molto spesso non comprendono il fardello imponente che ci si porta dietro. Solo la forza di volontà sembra essere il mezzo con cui non solo affrontare le difficoltà, ma soprattutto dimostrare agli altri di essere forti e capaci di condurre una vita senza rimpianti. Joseé, la Tigre e i Pesci è una storia di sogni e coraggio. Il manga, portato in Italia da J-POP, è tratto dal film anime omonimo (qui trovate la nostra recensione) che ha suscitato molti apprezzamenti: disegnato da Nao Emoto, è tratto dal romanzo di Seiko Tanabe, base comune per entrambe le trasposizioni.

La nostra recensione della trasposizione manga di Joseé, la Tigre e i Pesci, disegnata da Nao Emoto e adattata dal romanzo di Seiko Tanabe.

  • Titolo originale: Josee to Tora to Sakana-tachi
  • Titolo italiano: Joseé, la Tigre e i Pesci
  • Uscita giapponese: 2020
  • Uscita italiana: 22 settembre 2021
  • Numero di volumi: 2 (completo)
  • Casa editrice: J-POP Manga
  • Genere: slice of life, sentimentale, drammatico
  • Disegni: Nao Emoto
  • Storia: Seiko Tanabe
  • Formato: 12,5 x 18
  • Numero di pagine: 212 pagine

Abbiamo recensito Joseé, la Tigre e i Pesci tramite volume stampa fornitoci da J-POP Manga.

La storia si concentra su Kimiko, giovane ragazza ventenne costretta sulla sedia a rotelle dalla nascita per una particolare forma di disabilità motoria, dall’atteggiamento scostante e introverso. Appassionata della scrittrice francese Sagan, si fa chiamare Joseé, nome della protagonista di uno dei suoi romanzi. Vive da sola con la nonna, che la porta raramente a passeggiare per paura che qualcuno possa deriderla o farle del male. La sua vita prende una piega differente quando incontra Tsuneo, un giovane universitario con la passione per le immersioni che sogna di andare a studiare in Messico. I due iniziano a sviluppare un rapporto prima lavorativo, in quanto Tsuneo diventa il badante di Joseé, e successivamente di amicizia. La ragazza, abituata all’ambiente ristretto della sua casa, inizia a conoscere il mondo, facendo esperienza di cose che non avrebbe mai potuto conoscere senza Tsuneo e imparando che non tutti quelli che vivono al di fuori della sua bolla sono delle “bestie” feroci.

Joseé, la Tigre e i Pesci - Recensione del manga

La speranza dietro le nuvole nere della vita

La storia di Joseé, la Tigre e i Pesci è un inno alla speranza, alla voglia di abbattere ogni stereotipo nei confronti della disabilità e alla forza che risiede in ognuno di noi, a prescindere dalle proprie potenzialità e capacità. La narrazione vuole essere il più lineare possibile, per far trasparire la metafora intrinseca alla storia e renderla il più chiara possibile.

Attraverso alcuni cenni grafici e narrativi ci viene fin da subito mostrato come la figura del disabile venga in qualche modo malvista in un Paese come il Giappone: nonostante si stia cercando di abbattere le barriere architettoniche e di costruire edifici e mezzi in grado di facilitare l’ingresso e la circolazione di persone con disabilità, i pregiudizi sono ancora molti. Dettati soprattutto dalla paura e dalla noncuranza, il disabile viene visto come un soggetto altro e quindi ignorato il più delle volte, in alcuni casi addirittura discriminato.

Bisogna dire che la storia di Joseé, la Tigre e i Pesci può sembrare banalmente sulla riga dei molti adattamenti anime e manga incentrati sulla malattia, la disabilità e il dramma annesso, configurandoli come delle narrazioni a senso unico e ricche di cliché. Da questo punto di vista, però, bisogna dire che questo manga inverte da un certo momento topico della narrazione il punto di focalizzazione imponendo una visione differente sia dei protagonisti, ma soprattutto di quello che pensano riguardo la disabilità e le possibilità che si possono avere nella vita.

Joseé, la Tigre e i Pesci - Recensione del manga

Joseé è apparentemente una ragazza fragile, delicata e taciturna, che ama i libri di Sagan e ama il disegno. Solo che Kimiko — questo il suo vero nome — è una ragazza disabile, costretta sulla sedia a rotelle dalla nascita, che non sembra avere molte speranze per il futuro, passando le sue intere giornate chiusa in casa. Tutto cambia con l’incontro/scontro con Tsuneo, giovane studente universitario con la passione per il mare e i pesci: grazie alla sua pazienza e al sentimento che piano piano matura, i due si arricchiranno a vicenda e scopriranno che il mondo non è abitato solo da “tigri fameliche”.

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La linearità della storia può forse far sembrare Joseé, la Tigre e i Pesci scontato e tratti noioso, ma fondamentalmente è uno slice of life a sfondo drammatico, dunque è importante notare come ci siano dei momenti topici che rendano emblematica ed enfatica tutta la storia. Non bisogna quindi giudicare l’intera vicenda come un pacchetto unico, ma cogliere quelle metafore implicite racchiuse nei dialoghi e in poche vignette pregnanti.

Tale espediente è in grado anche di veicolare il modo in cui molto spesso ci comportiamo di fronte la disabilità, proiettando quello che potrebbe essere visto come uno specchio di una realtà quotidiana che accomuna un po’ tutte le società. Di fronte una persona in difficoltà utilizziamo dei comportamenti standardizzati dettati dal vero amore oppure ci lasciamo trascinare dalla sterile pietà?

Il rapporto che si instaura piano piano tra i due protagonisti è convenzionalmente inquadrato verso la risoluzione finale, dunque da questo punto di vista ciò potrebbe essere visto come un cliché ricorrente in altre storie neanche troppo distanti da questa. La parte sicuramente migliore si riscontra in effetti nella consapevolezza che assumono i personaggi principali nei confronti della vita attraverso l’esperienza che fanno di diversi stati d’animo. È solo attraverso la consapevolezza della fragilità che si può comprendere fino in fondo l’altro e si può maturare.

Joseé, la Tigre e i Pesci - Recensione del manga

Un universo estetico abbagliante

A livello estetico il manga di Joseé, la Tigre e i Pesci è un piccolo capolavoro. Tratto morbidissimo, che rende ogni tavola estremamente fluida e sinuosa, quasi palpabile. I capelli di Joseé rendono l’idea di morbidezza, i paesaggi sottomarini sono realizzati con una cura maniacale al dettaglio e rendendo graficamente tangibile ogni minimo elemento, comprese le bolle d’aria.

La composizione delle tavole è strutturata per non lasciare troppo spazio ai ballon di dialogo, permettendo di avere una visione quasi esclusiva dei bellissimi disegni che riempiono in molti casi intere pagine. In questo modo non solo si possono apprezzare gli abbaglianti paesaggi visti da Joseé e che con la loro ampiezza possono rappresentare la meraviglia con cui la protagonista vede per la prima volta il mondo, ma anche le espressioni dei protagonisti stessi, che spaziano dalla gioia alla tristezza senza mezzi termini.

Le splash page sono sicuramente quelle più belle graficamente e quelle che rendono maggiormente il senso ultimo della narrazione, che vuole essere una finestra aperta rispetto a quello che una persona disabile riesce a vedere nella sua limitatezza fisica. È solo grazie all’incontro con Tsuneo che il mondo di Joseé si amplia gradualmente fino ad espandersi esponenzialmente e dunque anche graficamente.

La seconda parte graficamente sembra ricalcare il punto di vista di Tsuneo, afflitto dalla sua condizione medica e che dunque si presenta come una frammentazione delle tavole, rappresentanti la sua apatia, la disconnessione con la realtà e la confusione riguardo quello che sembrava essere un futuro certo e inequivocabile. Tale condizione, però, è un espediente per avvicinarlo ancora di più a Joseé, che si rende conto della sofferenza e della limitatezza dovuta alla sua disabilità momentanea.

Alcuni pretesti narrativi sembrano essere, in fin dei conti, scontati, banali e forse leggermente forzati, ma convergono tutti verso quell’idea di trascendenza propria della storia. I personaggi secondari sono poi molto stereotipati, rappresentando più delle macchiette dimenticabili che delle figure reali, utili solo in alcuni casi per aiutare i protagonisti in alcuni passaggi per proseguire la storia.

Joseé, la Tigre e i Pesci - Recensione del manga

L’edizione di J-POP si compone di due volumi, racchiusi in un cofanetto di pregio, ma che possono essere acquistati anche separatamente. I due tankobon presentano la stessa cura che la casa editrice riserva alle sue edizioni standard, con pagine di grammatura abbastanza spessa in grado di essere resistenti e al contempo non lasciar trasparire l’inchiostro delle tavole sottostanti. La sovraccoperta nasconde poi la copertina del volume che presenta i bozzetti delle illustrazioni della cover, ma con un tratto a biro su carta porosa che gli conferiscono l’effetto di disegno a mano, e non di stampa.

A chi consigliamo Joseé, la Tigre e i Pesci?

Chi ha visto il film anime potrà apprezzare anche la trasposizione manga, che bene o male ricalca fedelmente tutta la storia vista su grande schermo. Un ottimo modo per rivivere le stesse emozioni, e poter vedere i protagonisti su carta, disegnati egregiamente da Nao Emoto. Chi non ha visto l’anime può scoprire questa storia attraverso il manga, una piacevole lettura per chi ama le storie drammatiche e sentimentali che strappano qualche lacrima anche ai più duri.

  • Storia delicata a tratti drammatica
  • Disegni particolareggiati e molto espressivi
  • Momenti di pathos semplici, ma incisivi

  • Cliché ricorrenti nelle storie di questo tipo
  • Personaggi secondari stereotipati
  • Narrazione forse a tratti troppo lineare
Joseé la Tigre e i Pesci
4

Se non ti arrendi, i sogni si realizzano

Joseé, la Tigre e i Pesci è una leggera storia emozionante, che mostra in maniera delicata e strappalacrime la questione della disabilità e il modo in cui essa viene percepita a livello sociale. È, inoltre, una storia di forza di volontà, coraggio e sogni, che si concentra sulla possibilità che diamo a noi stessi di poter trovare la forza per raggiungere ciò che reputiamo importante nella vita. I disegni di questo manga (che ricordiamo essere la trasposizione cartacea del film anime omonimo tratto dal romanzo di Seiko Tanabe) sono delicatissimi, quasi eterei, dimostrando un’attenzione particolare ad ogni dettaglio in grado di trasporre su carta le sensazioni e le ambientazioni del film. Una storia molto suggestiva, a tratti forse leggera e scontata, ma che intende veicolare una metafora di vita: nonostante le proprie limitazioni, ogni ostacolo si può aggirare con la forza di volontà.

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Una mahō shōjo che vive sommersa tra libri e fumetti, Pokémon e dadi di D&D. Divoratrice compulsiva di film e serie TV, nel tempo libero complotta con il suo gatto per conquistare il mondo. Sogna un giorno remoto di disegnare una storia a fumetti incentrata su una campagna di Dungeons & Dragons.

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