Ys: Memories of Celceta Remaster – Recensione

Arriva in Europa su PlayStation 4 Ys: Memories of Celceta Remaster, riedizione aggiornata sotto il profilo tecnico dell’omonimo capitolo della saga di Falcom. Ecco la nostra recensione!

Ys: Memories of Celceta Remaster - Recensione

Dopo il suo esordio in Giappone su PlayStation Vita nel 2012 e un porting su PC nel 2018, Ys: Memories of Celceta, parte della longeva e influente saga di JRPG dello sviluppatore Nihon Falcom, giunge in Occidente su PlayStation 4 in versione rimasterizzata a poco più di un anno dal suo rilascio in patria. In Europa sarà infatti disponibile, in edizione fisica e digitale, a partire dal prossimo 19 giugno grazie a Marvelous Europe. Ys: Memories of Celceta è il remake del quarto capitolo, in ordine cronologico, del suddetto franchise, nato dalla volontà di Falcom di realizzare la propria versione ufficiale dopo aver commissionato all’epoca (1993) lo sviluppo a due software house esterne che diedero vita a due differenti giochi, Ys IV: Mask of the Sun e Ys IV: The Dawn of Ys.

Il remaster in dirittura d’arrivo su PlayStation 4, con grafica tirata a lucido e numerose altre migliorie, si preannuncia la versione definitiva di un ottimo action-JRPG già molto apprezzato su PS Vita e PC. Ragione che ci ha spinto a eleggerlo Gioco del Mese di giugno 2020 qui su Akiba Gamers. Ha mantenuto questa promessa? Venite a scoprirlo nella nostra recensione. Ma prima di proseguire, vi invitiamo a dare un’occhiata alla nostra retrospettiva sulla saga di Ys, un brand che è stato fondamentale nella storia dei videogiochi di ruolo nel paese del Sol Levante.

Ys: Memories of Celceta Remaster - Recensione

  • Titolo: Ys: Memories of Celceta Remaster
  • Piattaforma: PlayStation 4
  • Versione analizzata: PlayStation 4 (EU)
  • Genere: Action RPG
  • Giocatori: 1
  • Publisher: Marvelous Europe
  • Sviluppatore: Nihon Falcom
  • Lingua: Inglese (testi), Inglese o Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 19 giugno 2020
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: nessuno
  • Note: porting in alta definizione del gioco uscito su PlayStation Vita

Abbiamo recensito Ys: Memories of Celceta Remaster con un codice PlayStation 4 fornitoci gratuitamente da Marvelous Europe.

Ys: Memories of Celceta

Un avventuriero senza memoria

Protagonista di Ys: Memories of Celceta Remaster non poteva che essere, ancora una volta, Adol Christin, il celebre e temerario avventuriero dai capelli rossi al centro di tutte le iterazioni della serie, a eccezione di Ys: Origin. Il gioco inizia con Adol che si risveglia solo e privo di memoria a Casnan, città nella regione di Celceta, dove incontra Duren, un informatore che afferma di conoscerlo. Dopo aver salvato un gruppo di minatori dall’attacco di pericolosissimi mostri e aver ottenuto, grazie a questa impresa, la stima e la fiducia del governatore locale Griselda, i due vengono incaricati di esplorare la regione di Celceta per poter disegnare la mappa del territorio.

Queste sono le (banalissime) premesse di una storia semplice e lineare, come da tradizione della serie, che però appassiona e coinvolge per le 20-25 ore necessarie per portare a termine il gioco. Non sarà la miglior trama mai scritta per un JRPG, e non può competere come struttura e solidità con il successivo Ys VIII: Lacrimosa of DANA, ma l’intreccio di Memories of Celceta risulta molto godibile nella sua semplicità grazie anche a un cast di personaggi ben caratterizzati e approfonditi quanto basta per suscitare l’empatia del giocatore. Sfruttando lo stratagemma della perdita di memoria, il quarto capitolo della saga è stato inoltre quello dove Falcom ha rivelato i primi dettagli sul background di Adol e sulle motivazioni che lo hanno spinto a imbarcarsi in una vita piena di avventure, rendendo quindi Memories of Celceta un gioco adatto in egual misura sia ai neofiti che ai veterani della serie.

La qualità della narrazione non subisce troppo l’influenza delle sequenze d’intermezzo, tutte realizzate con il motore di gioco e poco accattivanti dal punto di vista della regia, e della quasi totale assenza di doppiaggio (sia che selezioniate le voci inglesi che quelle giapponesi), tuttavia potrebbe lasciarvi delusi in un momento ben preciso: il finale. Cercando di limitare al minimo qualsiasi spoiler, ma se non volete alcuna anticipazione vi consigliamo di saltare questo paragrafo, Ys: Memories of Celceta termina in maniera piuttosto brusca, senza rivelare alcun dettaglio sulle vite future dei personaggi e sulle sorti della regione di Celceta, invitando il giocatore a continuare le avventure di Adol per saperne di più. Come da tradizione della serie, ciascun episodio altro non è che il racconto degli eventi contenuti nei diari dello spadaccino, e anche questo non fa eccezione. Tuttavia, bastava davvero poco per rendere la conclusione quanto meno più soddisfacente.

Ys: Memories of Celceta

Un Action RPG adatto a tutti

Il vero punto di forza di Memories of Celceta, e di tutti i capitoli di Ys, è il suo gameplay. Il gioco eredita le innovazioni introdotte in Ys Seven, uscito tre anni prima, e propone un sistema di combattimento in tempo reale immediato, frenetico, divertente e appagante. Il giocatore non controlla solo Adol bensì un party di tre personaggi, su sei totali messi a disposizione nel corso della storia, con la possibilità di passare dall’uno all’altro in qualsiasi momento. Ciascun personaggio è specializzato in una determinata tipologia di attacco (Slash, Strike, Pierce) che influenza il danno ai nemici, a seconda della loro debolezza o resistenza. È possibile parare e schivare, attivando una sorta di rallentatore temporaneo se fatto con il giusto tempismo, e oltre all’attacco principale esistono le cosiddette Skill, mosse attivabili con la pressione di R1 + uno dei quattro tasti del lato destro del pad e personalizzabili attraverso un apposito menù, e un attacco EXTRA molto potente eseguibile dopo aver caricato la relativa barra.

Se avete già giocato Ys VIII: Lacrimosa of DANA (come il sottoscritto) e leggendo queste righe state notando qualche somiglianza, non vi sbagliate. Memories of Celceta sembra a tutti gli effetti un prototipo dell’ottavo capitolo, e gran parte dell’atmosfera e delle meccaniche qui presenti troveranno la completa maturazione in quello che è senza dubbio uno dei migliori esponenti del franchise. Badate bene tuttavia che dicendo questo non sto assolutamente sminuendo il titolo in questione.

Ys: Memories of Celceta è infatti un ottimo action RPG consigliato sia ai neofiti che ai fan della serie, in grado di regalare più di trenta ore di divertimento (se volete dedicarvi a tutti gli extra) e con un grado di sfida bilanciato anche a difficoltà normale. I combattimenti, che costituiscono la componente principale del gameplay e che trovano il loro apice nelle spettacolari boss fight, sono sorretti in modo adeguato da un’esplorazione delle aree di gioco piacevole e soddisfacente, costantemente stimolata dalla presenza di collezionabili come i tesori e le memorie mancanti di Adol, e da enigmi ambientali piuttosto semplici.

Non manca qualche difetto. In più occasioni, quando bisogna combattere contro un elevato numero di nemici, si fa fatica a seguire bene quello che succede su schermo a causa della frenesia e del caos. Non aiuta l’assenza del target lock, anche se la telecamera fissa (regolabile solo nello zoom di ciò che viene inquadrato) attenua questa mancanza. Un altro aspetto che non ho apprezzato granché è la mancanza del fast travel, che si sblocca solamente verso la metà della storia. Prima di arrivare a questo, è possibile solamente teletrasportarsi attraverso delle pietre (che ricaricano la salute dei personaggi) dello stesso colore, obbligando il giocatore a percorrere a piedi eventuali aree di gioco e introducendo quindi un inutile backtracking.

Ys: Memories of Celceta

Un remaster di buona fattura

Ys: Memories of Celceta Remaster è, come dice il nome, una riedizione in alta definizione su PlayStation 4 dell’originale per PS Vita. Il comparto grafico appare tirato perfettamente a lucido, grazie alla risoluzione di 1080p e soprattutto all’introduzione dei 60 fotogrammi al secondo, granitici ad eccezione di pochissimi e circoscritti cali in alcune aree della mappa di gioco (il cui numero si conta sulle dita di una mano), che danno un notevole beneficio ai combattimenti. Oltre a ciò, i controlli sono stati ottimizzati per poter sopperire all’assenza dello schermo touchscreen di PS Vita, ed è stato infine aggiunto il doppio audio inglese-giapponese, mentre i testi sono localizzati nella sola lingua inglese.

Nonostante questo aggiornamento il gioco non è al passo coi tempi dal punto di vista tecnico: i modelli poligonali dei personaggi e le ambientazioni non brillano per dettaglio e la palette cromatica mi è apparsa un po’ smorta, con l’aspetto grafico che avrebbe beneficiato parecchio di una maggiore vivacità e saturazione dei colori. Probabilmente sarebbe stato difficile fare di più con un semplice remaster di un videogioco che già otto anni fa non rappresentava lo stato dell’arte su PS Vita, ma rimane comunque l’amaro in bocca per un trattamento molto buono che però poteva essere ancora migliore.

Fortunatamente il comparto artistico salva in più punti la situazione, grazie a paesaggi, sfondi e città molto ispirati, così come il look di ciascun personaggio, mentre un aspetto che non posso criticare in nessun modo è rappresentato dall’accompagnamento musicale. Da sempre uno dei punti di forza della serie (e dei giochi Falcom in generale), le musiche di Ys: Memories of Celceta non saranno le migliori di questa generazione videoludica ma si distinguono ancora una volta per intensità, vigore e arrangiamenti, restituendo un senso di avventura durante l’esplorazione dei livelli e dando il massimo nei combattimenti contro i boss.

Ys: Memories of Celceta

A chi consigliamo Ys: Memories of Celceta Remaster?

Ys: Memories of Celceta Remaster è un ottimo punto di inizio se volete approcciarvi ad un franchise che ha fatto la storia dei JRPG d’azione e un acquisto obbligatorio se siete fan della saga, a meno che non abbiate già giocato la versione originale su PS Vita o PC. Nel qual caso, i cambiamenti puramente tecnici di questa remaster e l’assenza di contenuti extra potrebbero non rappresentare un valido motivo per immergersi nuovamente nelle disavventure di Adol nella foresta di Celceta. In generale, il gioco è caldamente raccomandato a qualunque appassionato di JRPG, soprattutto d’azione, a patto di non pretendere troppo dal comparto narrativo e di fare i conti con l’assenza della lingua italiana.

  • Un ottimo action RPG adatto ai neofiti e agli esperti
  • Adrenalinico, divertente e appagante
  • Colonna sonora che dà la carica
  • Buonissima operazione di remaster…

  • …Ma graficamente non è proprio al passo coi tempi
  • Il finale potrebbe lasciare delusi
  • Qualche scelta di gameplay poco azzeccata
Ys: Memories of Celceta Remaster
4.2

L’edizione definitiva di un JRPG spettacolare

Ys: Memories of Celceta Remaster è la versione definitiva, tirata a lucido per il debutto su PlayStation 4, di un capitolo che già otto anni fa rappresentava il remake completo di due titoli storici (seppur problematici) del genere JRPG. La quarta avventura del temerario spadaccino Adol Christin è un gioco di ruolo d’azione perfetto per i neofiti e per i fan della saga, un prodotto che non brilla nelle sue componenti individuali ma dove il risultato è superiore alla somma delle singole parti, e che beneficia di un doveroso aggiornamento del comparto tecnico. Al netto di qualche piccolo difetto, come il controverso finale e una grafica non al passo coi tempi, Ys: Memories of Celceta Remaster è un altro grande protagonista di un 2020 memorabile per il genere di appartenenza, e pur non potendo competere in alcun modo come qualità e valori produttivi con tre dei migliori JRPG degli ultimi anni, se non di sempre, giunti sugli scaffali negli ultimi mesi (mi riferisco ovviamente a Persona 5 Royal, FINAL FANTASY VII REMAKE e Xenoblade Chronicles: Definitive Edition), rappresenta un prodotto che non dovrebbe mancare nella collezione di qualunque appassionato.

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Alessio Micheloni
Figura mitologica, ossessionata da tutto ciò che proviene dal Giappone, che ama districarsi abilmente fra mille impegni e buoni propositi che non realizzerà mai. Quando non impugna un controller, si diletta a guardare anime e leggere manga di dubbio gusto. Tendenzialmente ti vuole bene, soprattutto se gli parli delle serie Trails, Ys e Utawarerumono.

2 commenti

  1. Avatar

    In italia si trova solo la versione digital? Sapete di qualche store che la retail?

    Rispondi

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