Le migliori 8 donne dei videogiochi giapponesi

bayonetta movie cover

Malgrado il Giappone sia un paese fortemente maschilista, in alcuni giochi realizzati nel Sol Levante è possibile trovare figure femminili andate oltre il semplice eye-candy e che hanno mostrato come l’idea e il ruolo della donna nell’immaginario collettivo si siano evoluti negli anni. Ecco una lista delle top-girl made in Japan, ovvero i personaggi femminili che hanno saputo conquistarci per il loro essere prima che per il loro apparire. Spoiler ahoy, quindi leggete a vostro rischio e pericolo!

Claire Redfield (Resident Evil 2)

claire.jpgQuante ragazze conoscete che dopo essere sopravvissute per miracolo a un’apocalisse zombie decidono di affrontare una multinazionale per ritrovare il proprio fratello? Claire è così: forte, coraggiosa, determinata, testarda e appassionata di motociclette, ma anche protettiva nei confronti dei più deboli e di chi le è vicino. Riesce a fare praticamente tutto quello che fa Jill, ma con solo un minimo addestramento impartitole dal fratello, dimostrano un talento fuori dal comune. Claire tutto quello che fa lo fa con il cuore e non per dovere, con una dedizione e uno spirito d’adattamento che sono prerogativa del genere femminile. Per questo ci piace così tanto.

 

The Boss (Metal Gear Solid 3)

the-boss.jpgPochi personaggi possono vantare di incarnare il sacrificio come The Boss. Vera madre di Ocelot, madre adottiva e mentore di Big Boss, The Joy ha dato tutto per il proprio ideale, per la creazione di un mondo nuovo. Ha portato sulla pelle i segni dell’essere donna e madre, ha dato la vita e ha tolto la vita, ha sopportato con forza il marchio dell’infamia, il tutto per un’idea, per una speranza. Sicuramente il personaggio femminile più intenso di Metal Gear Solid.

Bayonetta (Bayonetta)

bayonetta.jpgLa nostra Strega di Umbra preferita è spesso stata additata come esempio della reificazione della donna, dell’asservimento del ruolo femminile al solo scopo di incrementare le vendite strizzando l’occhio al pubblico maschile, ma noi rigettiamo questa interpretazione. Non c’è nulla che non vada in Bayonetta: è una donna dalla personalità fortissima che sa quello che vuole e come ottenerlo, che vive la propria sensualità come un’arma e che ridimensiona con il suo ego esplosivo qualunque altro personaggio maschile. Bayonetta è un’ode alla femminilità, alla sua grandezza e alla libertà d’espressione; il fatto che questa si esprima anche attraverso il corpo è solo sintomo di quanto la fisicità giochi un ruolo indispensabile della dialettica uomo-donna, e non c’è nulla di male nell’essere attratti da una carica erotica consapevole.

Mitsuru Kirijo (Persona 3)

mitsuru.jpgLa quintessenza della donna raffinata con un futuro radioso davanti, Mitsuru vive le proprie difficoltà da sola e sente sulle spalle tutta la responsabilità che il suo status comporta. Ci si aspetta che sia sempre impeccabile, precisa, giusta, ed è anche ciò che lei pretende da sé stessa: è nata per essere un leader, e un leader non può essere tale senza forza. Iniziare il suo social link in Persona 3 ed entrare nel suo mondo poco alla volta, vedendola aprirsi a chi ritiene suo pari e facendo sempre più affidamento sui suoi amici è stata una esperienza intensa e ci ha fatto meglio capire quali tumulti interiori vivano le donne nei giardini segreti del loro cuore.

Feena (Grandia)

feena.jpgNessun gioco mi ha trasmesso il senso di avventura e di scoperta come Grandia, ma nessuna avventura vale la pena di essere affrontata da soli. Feena ci ha preso per mano e poco alla volta ha fatto di noi prima un avventuriero e poi un uomo. È stata il miglior esempio che chiunque potesse mai sperare di seguire e con la sua esperienza ha guidato i nostri passi, mostrandoci di essere in grado di far innamorare anche donne ben migliori di noi. La scena in mare racchiude tutta la dolcezza di questo personaggio ed è uno dei ricordi videoludici più cari che abbia.

Yuna (FINAL FANTASY X)

yuna.jpgScegliere una sola delle varie figure femminili legate alla saga di FINAL FANTASY non è stato facile, ma alla fine abbiamo optato per l’evocatrice di Spira. Yuna come altre donne della nostra lista ha una missione che solo lei può portare a termine, il fato ha scelto al suo posto e pur avendo la possibilità di voltare le spalle a famiglia e dovere ha scelto di intraprendere il pellegrinaggio per salvare Spira… anche se questo, alla fine, potrebbe reclamare la sua vita. Tiene stretti nel suo cuore i suoi dubbi e si sforza non coinvolgere nella sua tristezza le persone che fanno affidamento su di lei per sconfiggere Sin, che vedono in lei l’unica speranza del mondo. Yuna è la forza di sorridere anche quando tutto sembra perduto, di sopportare il male proprio per il bene altrui, un talento che agli uomini manca.

Heather Mason (Silent Hill 3)

heather.jpgIn giochi di intimo orrore come Silent Hill è facile creare un legame empatico con il protagonista, in particolar modo se questo è una teenager uscita di casa solo per andare a fare compere. Ma Heather non è una semplice teenager: ha di certo la vitalità della giovinezza e all’orrore che la città le mostra risponde con l’ironia che è tipica delle ragazze della sua età; per lei tutto è un gioco, ma il gioco è bello quando dura poco e Heather non è una campionessa di pazienza. Ha un carattere forte ed è spesso frustrata dall’assenza di senso di ciò che le accade attorno, ma via via che apprende la verità sulla sua storia e sulla città cambia il suo modo di vedere le cose e prende coscienza del suo ruolo… e di quello di Alessa. Heather ci piace perché rappresenta la leggerezza anche verso le avversità più insormontabili, perchè risponde al male con ironia senza diventare mai sciocca e perché il suo viaggio rappresenta un travagliato percorso di maturazione e consapevolezza.

Rose (The Legend of Dragoon)

rose.jpgTra i desideri più ambiti dall’uomo c’è sicuramente quello della vita eterna, ma immaginate come possa essere vivere per più di 11000 mila anni in solitudine, temuti e odiati da tutti. Rose è uno dei sette leggendari guerrieri che hanno riportato la dignità al genere umano, ha sulle spalle la più dura battaglia mai combattuta, ha perso i suoi compagni, i suoi amici e anche il suo amore. Unica superstite di quella lotta, ha continuato per migliaia di anni a compiere il suo dovere, macchiandosi di crimini indicibili, sentendosi additata come un mostro e alimentando con la solitudine l’oscurità che è l’elemento che la caratterizza. La sua personalità e la sua storia sono un pilastro della trama e il suo spirito di sacrificio, il tentare in tutti i modi di seppellire il passato con i suoi dispiaceri cercando solo in se stessa la forza per andare avanti, è un esempio di forza interiore tipicamente femminile.

Ci sarebbero state molte altre donne che avremmo voluto aggiungere e che avrebbero meritato di essere menzionate, ma ci sarà spazio per tutte nel prossimo futuro.

E voi? Quale donna dei videogiochi vorreste ricordare oggi?

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Kilroy
Collezionista e retrogamer compulsivo, circola con un Game Boy Advance in tasca e non ha paura di usarlo. Probabilmente è il più polemico del gruppo.
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