7th Dragon III Code: VFD – Recensione

La saga di 7th Dragon esordisce in occidente con il terzo capitolo esclusivo per Nintendo 3DS. Preparatevi ad affrontare VFD, il settimo drago!

7th Dragon III Code: VFD

7th Dragon III Code: VFD - RecensioneIl periodo di pace ci ha fatto dimenticare che i draghi, i nemici numero uno dell’umanità, potrebbero tornare da un momento all’altro. Tanti anni prima del 2100 si sono svolte innumerevoli battaglie dalle quali l’umanità è uscita sì vincitrice, ma ferita e con numerose perdite. La Nodens Corporation, però, non ha dimenticato che i giganteschi rettiloni potrebbero tornare con il desiderio di estinguere l’umanità e quindi ha realizzato, con numerose tecnologie, 7th Encount. Si tratta di un’esperienza virtuale con lo scopo, inizialmente nascosto, di reclutare i giocatori validi per una missione segreta: viaggiare nel tempo, completare la raccolta di campioni per poter eliminare il settimo drago, il più pericoloso di tutti, dal nome di VFD. Ed è qui che inizia l’avventura del nostro protagonista e dei suoi compagni.

7th Dragon III Code: VFD è il terzo capitolo della saga nata su Nintendo 3DS e PlayStation Portable sviluppata da SEGA, che si affaccia sul nostro mercato per la prima volta, dato che i suoi predecessori non sono mai arrivati sui nostri lidi. Non ho avuto l’occasione di potermi procurare la copia giapponese del gioco, del quale ero molto interessato, ma con l’uscita europea dello stesso posso darvi le mie impressioni su questo Dungeon JRPG. Riusciremo a sconfiggere i draghi o la noia condannerà l’umanità all’estinzione? Scopritelo in questa recensione.

  • Titolo: 7th Dragon III Code: VFD
  • Piattaforma: Nintendo 3DS
  • Genere: Dungeon RPG
  • Giocatori: 1
  • Software house: SEGA
  • Sviluppatore: SEGA
  • Lingua: Inglese (testi), Giapponese (voci)
  • Data di uscita: 9 dicembre 2016
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: gratuiti per la prima settimana, sbloccano armi e personaggi dei precedenti giochi della serie
  • Note: terzo capitolo di una saga mai giunta in Europa

Gleeok

Ad alimentare il mio interesse per questo titolo, è stata in particolare la somiglianza con una delle mie serie preferite di J-RPG, ovvero Shin Megami Tensei di ATLUS. È inutile dire che la somiglianza c’è ed è ben visibile ma, a differenza dei giochi della serie MEGATEN, non avremo un personaggio che gode di vita e background propri, bensì saremo costretti a crearlo da zero. Ritengo che questa sia una scelta sbagliata, poiché toglie il senso di “immedesimazione” con i personaggi e rende di conseguenza meno godibile il gioco; però, ovviamente, bisogna guardare anche l’altro lato della medaglia, ovvero la possibilità di creare sempre un nuovo protagonista, con classi e skill diverse. Saranno proprio le classi uno dei punti forti di questo gioco, seppur inizialmente poche quelle disponibili, e le altre verranno sbloccate in seguito (e anche troppo tardi, direi).

Degna di nota, vi è la classe dell’Agent, la quale “hackererà” i nemici costringendoli a picchiarsi tra di loro, oppure, una volta hackerati, causeremo ingenti danni e ripristineremo i nostri MP. Per i fan di Yu-Gi-Oh!! possiamo elencare invece il Duelist, uno pseudo mago che utilizzerà il potere delle carte per attacchi elementali o, addirittura, potrà usare delle carte trappola da scatenare una volta subita un’offensiva da parte del nemico. Il God Hand, invece, è una sorta di combattente che aumenterà il potere dei suoi attacchi ogni volta che riuscirà a concatenare uno Speciale senza subire danni nel turno, specializzato nei contrattacchi e nelle arti curative. Il Samurai chiude il cerchio delle classi iniziali e basa la sua offensiva sull’utilizzo delle spade e delle tecniche a loro correlate. Le classi che sbloccheremo in futuro invece saranno invece quella del Rune Knight, quella del Fortuner, del Banisher e quella del Mage. Non parlerò di queste classi perché saranno disponibili durante l’avanzamento della storia e molte volte, purtroppo, ne faremo volentieri a meno, perché i nostri personaggi saranno già potenti e adatti per fronteggiare tutti i nemici e il dover iniziare nuovamente una classe da zero risulterebbe veramente frustrante.

Atolm

In 7th Dragon III Code: VFD ci sposteremo nella mappa, interagiremo con ambienti e personaggi tramite una visuale dall’alto, mentre nei combattimenti quest’ultima passerà in prima persona, intervallata dalle animazioni degli stessi personaggi durante i loro attacchi. Il reparto grafico ci regala un titolo dai colori vivaci e dal comparto tecnico gradevole, seppur, volendo proprio essere puntigliosi, alcuni nemici non hanno una resa visiva sufficiente, al contrario invece dei boss che sono ben caratterizzati, anche nelle animazioni. Il gioco, stilisticamente, ricorda molto la saga di Bravely, con personaggi con look super deformed e caratterizzati da una serie di illustrazioni in stile manga, veramente ben fatte. All’inizio della storia, per differenziare i nostri personaggi, avremo poca scelta sia per quanto riguarda le tipologie sia di palette grafiche di colori ma, con lo sbloccare delle classi e avanzando nel gioco, potremo recuperare anche nuove illustrazioni e personaggi inizialmente non disponibili.

Nell’HUD rivolto all’esplorazione dei dungeon troveremo la sempre utile mappa: essa ci permetterà anche di trovare i punti di ripristino di HP e MP, i punti di salvataggio e gli scrigni, i quali conterranno un bottino utile per la nostra missione. In alto a sinistra avremo una barra che passerà dal verde al rosso: più la barra si avvicinerà a questo colore, maggiori saranno le possibilità di iniziare uno scontro con i nemici. La difficoltà è una parentesi strana di questo titolo, anche perché all’inizio il gioco offre un buon livello di sfida, consolidato dagli impegnativi scontri con i boss, mentre più si prosegue con l’avventura più (purtroppo) il livello di sfida è basso, considerando la capacità ai livelli avanzati di eseguire micidiali attacchi combinati con i nostri team di assalto. Negli scontri dovremo capire quale elemento è più efficace rispetto a un altro per penetrare le difese dell’avversario; proprio come in MEGATEN attaccare un nemico fiammeggiante con attacchi di fuoco non si rivelerà per niente una soluzione intelligente ed efficace. Una volta capite le varie tipologie di nemici e presa dimestichezza con le meccaniche di gioco, anche gli scontri inizialmente impegnativi diventeranno immediatamente più semplici.

Grigori

Oltre alla quest principale avremo tanti altri compiti da svolgere. Il nostro quartier generale della Nodens Corporation potrà essere sviluppato con alcuni punti che guadagneremo nelle battaglie, permettendoci di costruire nuove stanze che potranno di conseguenza offrirci oggetti o rinforzare il nostro equipaggiamento, in modo tale da affrontare più facilmente i nemici più agguerriti. Sarà inoltre possibile, quasi sempre, tornare dall’overworld al nostro quartier generale. Potremo anche accettare alcune sub quest di varia natura, come ad esempio il dover recuperare alcune risorse da un mondo, garantendoci valuta di gioco, esperienza e punti per sviluppare le skill; con quest’ultimi potremo impararne di nuove, sia di attacco che passive, oppure potenziare la nostra salute e il nostro “mana”. Questa è una funzione che ho molto apprezzato e che permette di sviluppare personaggi di vario genere: personalmente, ad esempio, ho potenziato il “counter” del mio God Hand, permettendo ogni qualvolta subisse un attacco di scatenare un colpo potente e che potesse essere concatenato con altre skill, una volta giunti al nostro turno. Voglio inoltre ricordare che anche durante i pellegrinaggi nella mappa sarà possibile usarne alcune, ad utilizzo limitato, che ci permetteranno di curare il party se il punto di salvataggio sarà troppo distante e avremo già utilizzato tutti gli oggetti curativi in nostro possesso.

Ryu

Dopo tanto tempo, ritorno a scrivere un intero paragrafo per quanto riguarda il sonoro presente all’interno del gioco. Le musiche di 7th Dragon III Code: VFD sono composte dal grande Yuzo Koshiro, probabilmente uno dei migliori compositori di OST di videogiochi giapponesi dello scorso millennio: posso solo elencare, tra le sue indimenticabili composizioni, la colonna sonora di Streets of Rage, che diede decisamente una spinta in più al successo del famoso beat’em up della SEGA. Anche in questo titolo, Koshiro svolge alla grande il suo sporco lavoro, molte volte tenendo alta una storia non proprio entusiasmante e brillante, grazie ad accompagnamenti musicali di buon livello. Date un’occhiata su YouTube per poter ascoltare i vari brani della colonna sonora, ne vale sicuramente la pena, anche se potrete apprezzarla al meglio soltanto dopo il primo ascolto nel gioco.

Le voci sono in giapponese e gli appassionati dei seiyuu potranno emozionarsi nello scoprire che i personaggi creati potranno avere la voce di oltre quaranta doppiatori famosi, tra i quali Hiroshi Kamiya, voce di Trafalgar Law di ONE PIECE (al quale sono parecchio legato e che adoro), Daisuke Ono, ovvero Sebastian Michaelis in Kuroshitsuji, oppure Daisuke Namikawa, voce di Ulquiorra Schiffer di Bleach, e tantissimi altri. Sonoro e voci andranno sicuramente a favore nell’esito finale di questa produzione.

Zephyr

Purtroppo questo titolo non è esente da difetti, alcuni fortunatamente di poco conto. Primo tra questi, la trama: per quanto mi concerne, non mi ha saputo coinvolgere totalmente, anche a causa di alcuni NPC banali, nonché per via della creazione di un proprio personaggio a discapito di uno già esistente al quale affezionarci. Un dungeon RPG che ci costringe a svolgere sempre le stesse azioni, alla lunga può annoiarci senza protagonisti, trama ed eventi che alimentino la voglia di giocare fino ai titoli di coda. Anche la difficoltà, che parte bene e costringe a impegnarsi persino con i nemici più semplici, va man mano scemando, lasciandoci solamente con i boss, uniche battaglie sempre impegnative, dall’inizio alla finale.

A chi consigliamo 7th Dragon III Code: VFD?

Consiglio questo gioco prima di tutto a chi ama i dungeon RPG ed il mondo dei seiyuu giapponesi: rimarrete ore ad ascoltare le voci dei vostri personaggi di anime preferiti ed infatti sarete piuttosto indecisi sulla scelta iniziale di quella del vostro alter ego o quella dei compagni. Inoltre, consiglio 7th Dragon III Code: VFD per il fatto di poter personalizzare le proprie skill e poter formare un team che possa distruggere i nemici con le varie combo realizzabili tramite esse e che solo col vostro ingegno e la vostra fantasia potranno prendere vita.

  • Colonna sonora e doppiaggio da applausi
  • Skill Tree molto interessante e vario
  • Grafica colorata…

  • …ma non sempre brillante e dettagliata
  • NPC e storia banali e privi di spessore
7th Dragon III Code: VFD
4

Un valido RPG finalmente disponibile in Europa

7th Dragon III Code: VFD è un titolo valido, capace di incollare allo schermo grazie soprattutto al suo comparto sonoro, ma anche grazie alla possibilità di sviluppare personaggi creati da noi stessi in modo da poter spazzar via qualsiasi minaccia ci si pari davanti. Per quanto riguarda la storia che non decolla e gli NPC che non hanno il carattere giusto per il loro ruolo all’interno del gioco, potete pensare che sia solo una considerazione personale, che comunque non dice di certo che il gioco sia “brutto”, ma al contrario sarebbe potuto diventare qualcosa di veramente epico con alcuni altri piccoli accorgimenti. Nonostante i difetti elencati posso dire di essermi abbastanza divertito a giocare e recensire questo titolo e sono grato che SEGA ci abbia dato almeno la possibilità di poter giocare quest’ultimo capitolo della saga, del quale tenterò di recuperare gli episodi precedenti al prossimo viaggio in Giappone, sperando di non essere attaccati dai draghi.

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Riccardo Piras
Ha reagito all'annuncio di Bloodstained: Ritual of the Night come Paolo Brosio con il Papa. Termina Golden Axe almeno una volta al mese. Da dieci anni.
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