Dragon Star VARNIR per PC – Flash Review

A qualche mese di distanza dalla release PS4, e con qualche difficoltà, Dragon Star VARNIR di Compile Heart arriva finalmente su PC

Dragon Star VARNIR

Dragon Star VARNIR è ambientato nel regno di Varneria, un mondo fantasy tormentato da due calamità in stretta relazione fra loro: i draghi e le streghe. I primi, come ci si può aspettare, sono mostri feroci e pericolosi, mentre le streghe sono esseri dalle sembianze umane e prettamente di sesso femminile, capaci di volare e usare la magia. Quello che li collega è il fatto che le streghe, per loro natura, portano tutte in grembo una sorta di drago dormiente, che le costringe a cacciare a loro volta queste bestie e a nutrirsi del loro sangue per poter sopravvivere. Tuttavia, se una strega beve sangue di drago in maniera eccessiva, è destinata a sua volta a trasformarsi in uno di loro (perdendo qualsiasi forma di raziocinio); se invece si rifiuta di assumerlo, perderà prima o poi la sua sanità mentale in modo irreversibile. Come se non bastasse, le streghe sono cacciate a loro volta dai Requiem Knights, un’unità scelta dell’Impero che regna nel mondo di gioco, che le considera una minaccia alla sopravvivenza dell’umanità ed è votata al loro completo sterminio. In parole povere, essere una strega nel mondo di Varneria significa avere un destino inevitabilmente segnato.

  • Titolo: Dragon Star VARNIR
  • Piattaforma: PC / Steam
  • Versione analizzata: PC / Steam (EU)
  • Genere: JRPG
  • Giocatori: 1
  • Publisher: Idea Factory International
  • Sviluppatore: Galapagos RPG, Compile Heart
  • Lingua: Inglese (testi), Inglese e Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 8 ottobre 2019
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: nessuno
  • Note: porting della versione PlayStation 4 del gioco

Abbiamo recensito Dragon Star VARNIR per PC con un codice Steam fornitoci gratuitamente da Idea Factory International.

Zephy, il protagonista di Dragon Star VARNIR, è un giovane membro dei Requiem Knights, di cui è entrato a far parte dopo aver assistito da bambino alla morte dei propri genitori ad opera di un drago e che per tale motivo, complice anche l’indottrinamento subito durante l’addestramento, prova un odio profondo verso le streghe in quanto causa dell’esistenza stessa dei draghi. Durante una battuta di caccia, Zephy si ritrova da solo in una foresta e ferito mortalmente da un drago, ma viene inaspettatamente soccorso dalla strega Minessa, decisa a sfruttarlo come pedina di scambio per poter salvare una sua compagna catturata dai cavalieri, che gli dona parte del suo sangue di drago attraverso un bacio. Questo gesto provoca, con grande stupore di tutti, la trasformazione del protagonista in una strega (no, nessun genderswapping, manterrà i propri attributi), che diventa quindi in grado di usare la magia. Inizia così per Zephy, Minessa e le sue amiche un’avventura che li porterà a scoprire, grazie agli eventi messi in moto, la vera natura di draghi e streghe nel tentativo di rompere la maledizione che domina il mondo di Varneria.

Dopo essere stato pubblicato su PS4 lo scorso 19 giugno in formato retail e digitale (qui trovate la nostra recensione), il nuovo lavoro targato Compile Heart/Idea Factory inserito nel progetto Galapagos RPG è approdato l’8 ottobre su PC, attraverso la piattaforma Steam, grazie a un porting annunciato in concomitanza con l’uscita della versione console ma più volte rimandato. Questa nuova edizione del gioco è identica nei contenuti a quella uscita su PS4. Valgono dunque in linea di massima le medesime considerazioni espresse nella precedente e più approfondita recensione.

Dragon Star VARNIR si presenta sin da subito come il classico gioco di Compile Heart, un ibrido JRPG/visual novel in cui il gameplay effettivo è intervallato da (lunghe, per la maggior parte) sequenze di filmati che portano avanti la storia, e dove i personaggi sono animati con pochi frame su uno sfondo statico. È presente comunque anche qualche cutscene animata con il motore di gioco vero e proprio, ma che non brilla di certo per regia ed espressività dei personaggi. In generale il comparto tecnico del gioco si presenta molto arretrato anche per gli standard dei RPG giapponesi low-budget, con una grafica povera e poco dettagliata, un notevole riciclo degli asset per ambientazioni e nemici, e un level design piatto e lineare che rende l’esplorazione dei dungeon poco interessante e ripetitiva già dopo poche ore di gioco. Non basta un comparto artistico di ottimo livello (anche se non sempre costante) a risollevare il tutto, da segnalare invece una colonna sonora di discreta qualità.

Per fortuna Dragon Star VARNIR si dimostra più efficace nelle due componenti di maggior interesse per gli appassionati del genere: storia e personaggi. La prima si rivela molto più convincente di quanto potrebbe apparire ad un primo sguardo, grazie a personaggi ben caratterizzati (pur nei loro stereotipi), all’ambientazione interessante e a qualche colpo di scena ben piazzato. Purtroppo risente come già detto dell’abbondanza di filmati che spezzano troppo il ritmo narrativo, e sul finale presenta molte forzature e spiegoni non necessari che rovinano il buon lavoro svolto fino a quel momento. Sul lato gameplay, ci troviamo di fronte ad una struttura da classico JRPG a turni, con tre personaggi schierati contemporaneamente e tre di riserva, che si distingue per lo svolgimento delle battaglie in verticale, nello specifico su tre livelli: basso, medio e alto.

I combattimenti avvengono tutti in volo, e sia i personaggi che i nemici possono spostarsi liberamente da un livello all’altro, modificando così le proprie debolezze e resistenze nei confronti di un particolare attacco fisico o di una particolare magia. È tuttavia un vero peccato che il livello di sfida sostanzialmente basso (anche a difficoltà normale) offerto dal gioco, e un grinding forse eccessivo nelle battute finali, vadano ad influire in negativo su un battle system pieno di buoni spunti: personalmente mi sono ritrovato a cambiare la formazione e la posizione verticale dei personaggi massimo 4-5 volte in tutta la durata del gioco.

Completa il gameplay la presenza di un hub centrale, il rifugio di Zephy e delle sue compagne streghe, dove è possibile svolgere tutta una serie di azioni fra cui acquistare e vendere oggetti, visualizzare le quest secondarie, rafforzare il legame con i membri del proprio party attraverso lo scambio di doni ed accudire le streghe più giovani donando loro cibo a intervalli regolari, ed evitare così che cadano in preda alla pazzia o si trasformino in un drago, evento che aumenta le probabilità di ottenere il finale peggiore fra i tre disponibili.

Il porting su PC di Dragon Star VARNIR si rivela soddisfacente e durante la mia intera esperienza, eseguita alla risoluzione di 1920×1080 su un laptop con specifiche di poco inferiori a quelle raccomandate da Steam, il gioco non ha mai presentato cali di frame rate evidenti o altri problemi come stuttering, crash e simili. Come è lecito aspettarsi, le impostazioni grafiche disponibili non sono molte e consentono di attivare effetti come quelli di post-processing e le ombre, e di modificare la risoluzione fino a un massimo di 4K nativo (non valutato in questa recensione). Un ulteriore punto a favore della versione PC rispetto a quella PS4 è costituito dall’assenza delle censure imposte sulla console casalinga di Sony. Seppur solo due, è una notizia che fa indubbiamente piacere, specialmente quando si tratta di modifiche inutili come in questo caso.

  • Porting per PC soddisfacente
  • Assenti le censure della versione PS4
  • Trama con spunti interessanti e qualche colpo di scena
  • Gameplay con molte buone idee…

  • …Non sfruttate a dovere
  • Poteva essere narrato meglio
  • Tecnicamente arretrato, level design piatto e lineare
  • La lingua inglese presenta molti dialoghi non doppiati
Dragon Star VARNIR
3.2

Cambia la piattaforma, ma non la sostanza

La versione PC di Dragon Star VARNIR è una conversione senza particolari sbavature di quella PS4 e si conferma quindi la miglior versione del gioco, grazie alla possibilità di cambiare la risoluzione e altre impostazioni grafiche, e soprattutto alla totale assenza di censure. Tali migliorie tuttavia non cambiano di molto il nostro giudizio finale sul gioco, che nonostante qualche lato positivo (storia, personaggi e gameplay) fatica a spiccare e rimane solo un discreto prodotto nel suo genere, piacevole e nulla più, consigliato principalmente agli amanti dei titoli Compile Heart e Galapagos RPG e dei loro pregi e difetti intrinseci, oppure a chi ha già giocato tutti i migliori JRPG presenti attualmente sul mercato. Tutti gli altri possono passare oltre.

Alessio Micheloni
Figura mitologica ossessionata da tutto quello proveniente dal Giappone che ama districarsi abilmente fra mille impegni e buoni propositi che non realizzerà mai. Ha tirato più bestemmie in un solo mese che in una vita intera grazie a SEKIRO: Shadows Die Twice e, quando non impugna un controller, si diletta a leggere manga di dubbio gusto.
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