Filo diretto #11: Quella volta che Riccardo fu cacciato dal sito

Filo diretto #11: Quella volta che Riccardo fu cacciato dal sito

Akiba Gamers è venuto a conoscenza di una incresciosa situazione che si è verificata poco fa sulla nostra community. Tutta la redazione si dissocia totalmente e nel modo più assoluto da quanto accaduto, che è stato frutto di un infelice intervento di un singolo del quale non siamo assolutamente responsabili. Desideriamo esprimere estremo biasimo per la vicenda e la nostra più sentita vicinanza a chi ne sia rimasto turbato.

Questo è il messaggio scritto in maniera professionalmente ineccepibile dal nostro Mauro “Kilroy” Giordano, tornato per l’occasione dall’Ade redazionale del suo ufficio per rimediare a un bel casino nato in seno alla nostra community qualche settimana fa.

O almeno, è quello che tutti noi abbiamo creduto in quello spaventoso frangente.

La seconda stagione di Filo diretto non può che iniziare nel migliore dei modi con un altro articolo della serie “Quella volta che…”. Protagonista della vicenda è il losco Riccardo “Hiruma” Piras che, coadiuvato da un credibilissimo Roberto “Kurama” Fuccini, a cui probabilmente verrà assegnato un oscar il prossimo marzo, è riuscito a mettere in scacco l’intero direttivo di Akiba Gamers gettandoci nel panico più totale.

“Ragazzi, qui abbiamo toccato il fondo eh” – ha esordito dal nulla Roberto alle 17:14, dopo che Hiruma aveva inspiegabilmente abbandonato la nostra chat di gruppo. “Quel demente di Riccardo ha mandato le foto del ca**o a una ragazza nella community. Ragazzi, ma ci siamo veramente fottuti il cervello per il caldo? Riccà per me è come un fratello, ma anche stavolta ha cagato fuori dal vaso.”

Da notare quell’anche stavolta. “A nome del sito poi, perché tanto ce l’ha scritto che fa parte del sito. – immaginate di poter leggere qui una colorita bestemmia che non posso riportarvi per ovvi motivi. – Ragà, per quanto mi riguarda se ne va fuori, punto. Non voglio sapere più un ca**o, non ci si comporta così. Io non ho mai – MAI – mai lontanamente pensato che potesse fare una ca**o di cosa del genere.”

Riccardo è pazzo. Come uno dei balordi di Kenshiro, come Goro Majima, come il Joker di Batman, fuori come un balcone. Lo sappiamo tutti in redazione. Sarà l’aria della Sardegna, sarà che mangia pizza tutti i giorni, sarà che passare tutta la vita lavorando gli avrà fatto perdere il lume della ragione, ma è davvero una cosa che sarebbe capace di fare, complice il caldo estivo e la frustrazione per il backlog infinito di giochi accumulati negli anni. Spesso scherza sulla cosa per farci fare due risate, ma non avrei mai creduto seriamente che potesse arrivare a tanto.

“Rob, ma è uno scherzo?”

“L’ho visto, ragà. L’ho visto. Avevo commentato un post, mi è arrivata la notifica che Riccardo ha commentato a sua volta, sono andato a vedere cosa ha risposto e c’era la foto di un ca**o. Sono andato immediatamente a scrivergli di rimuoverla e l’ha cancellata, ma come è arrivata a me la notifica l’han vista anche altri. Mi ha detto che è stato un errore, ma poco mi frega ragazzi: ha messo la foto del suo ca**o nella community.”

E da lì il povero Kurama, con la sua poker face coadiuvata dal fatto che stessimo solo chattando, ha iniziato a inveire contro Riccardo, rinfacciando tutto l’impegno suo e del resto della redazione profuso in tutti questi anni di duro lavoro su Akiba.

“Ora, va bene dirlo per scherzo, e non mi fotte un ca**o se l’ha messa per sbaglio, come mi ha detto. Hai fatto la cagata e te ne vai. Chiedi scusa in redazione e nella community, ti prendi le tue responsabilità e ti SLEGHI DAL CA**O DI SITO, perché io non ci voglio avere a che fare. […] Io lo voglio fuori, per quanto mi riguarda ha fatto la merdata.”

Nell’aria c’era il sentore, meglio la speranza, che potesse trattarsi di uno scherzo operato da quei due. Mauro aveva persino iniziato a contattare il nostro legale per vedere come cavarci fuori puliti dalla brutta faccenda. Ad un certo punto ho persino dubitato degli altri, che si fossero tutti messi d’accordo per farmi passare nuovamente un pessimo quarto d’ora. Ma se invece fosse stato reale? Ok, non avremmo dovuto necessariamente pensare di chiudere baracca, ma avremmo fatto una pessima figura coi nostri lettori, con le nostre lettrici specialmente. Avremmo dovuto capire a chi avesse mandato la foto, contattarla, implorarla di perdonarci e magari regalarle la key di un gioco, chiaramente dopo aver cacciato malamente Hiruma dalla redazione. E Riccardo, cazzo. Mi sarebbe dispiaciuto davvero tanto perderlo come amico e compagno di avventure, specie dopo aver condiviso con lui i ricordi dell’ultimo viaggio in Giappone.

Inutile dirvi che quella mezz’ora di burla è durata tanto, troppo tempo. Un’interminabile mezz’ora durante la quale io e BaSS abbiamo provato a telefonare dapprima a Rob, poi a Riccardo per capire se ci stessero effettivamente prendendo per i fondelli con uno dei soliti scherzi andati un po’ troppo oltre. Purtroppo la telefonata con Kurama risultava instabile, non riuscivo a capire cosa stesse farfugliando, fino a che non è caduta la linea e non sono più riuscito a richiamarlo. Ma nulla da dire, la sua recitazione era impeccabile, non s’è tradito minimamente. Riccardo, d’altro canto, non poteva nemmeno pensare di rispondere al telefono senza riderci in faccia, e ammetto che anche io sarei scoppiato a ridere anche se si fosse trattato di una faccenda seria. Insomma, serietà, professionalità e tutto: ma se avesse davvero caricato una foto del suo pipino sulla community di Akiba su Facebook sarei stato il primo a scoppiare a ridere, dopo essermi incazzato come una iena.

Poco dopo Roberto ha nuovamente aggiunto Hiruma alla conversazione, intimandogli di chiedere scusa e di dimettersi pubblicamente. E lui, con la pessima faccia da culo che lo contraddistingue:

“Ho già detto che ho sbagliato, più di questo non posso fare. Poi la foto era questa.” (cliccate sul link perché non voglio rovinarvi la sorpresa.)

“Andate a cagare”E lo abbiamo pensato un po’ tutti quanti. Tirando un sospiro di sollievo. Morale della favola? Per quanto imprevedibile, Riccardo non proverà mai lontanamente a fare una cosa del genere sul serio, né penserà nuovamente di farci uno scherzo del genere. Il motivo? Beh, in redazione ci sono sempre quei giochi da recensire di cui nessuno vuole occuparsi…

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Alessandro Semeraro
Trent’anni passati a inseguire il sogno giapponese, fra un episodio di Gundam e un match a Street Fighter II. Adora giocare su console e nelle sale giochi di Ikebukuro che ormai, per quanto lontana, considera una seconda casa.