OSAKA, 1945 – Recensione

Recensione di Osaka 1945, uno dei manga più crudi di Osamu Tezuka, in cui ci viene mostrata la dura realtà del Giappone post-bellico

Osaka, 1945 – Recensione del manga storico di Osamu Tezuka

Osaka, 1945 è uno dei manga più particolari (e meno conosciuti) di Osamu Tezuka, il dio dei manga che davvero non ha bisogno di presentazioni. Serializzato in due parti fra il 1979 e il 1980, è rimasto incompiuto, interrompendosi di getto senza che l’autore desse mai una spiegazione a riguardo. Qui da noi in Italia non era mai arrivato, almeno fino all’annuncio di alcuni mesi fa di J-POP, che lo ha inserito all’interno della fortunata Osamushi Collection. È una delle opere più intime ed autobiografiche di Tezuka che ci parla della sua infanzia e di come ha vissuto il dopoguerra nella zona di Osaka in un Giappone martoriato e umiliato dalle forze di occupazione, messaggio autobiografico che ci arriva a cominciare dal titolo originale: intraducibile in italiano, è stato reso come “Osaka, 1945” ma il suo significato è diverso: il titolo originale, “Doitsutare” scritto どついたれ è infatti una espressione dialettale della città più grande del Kansai, traducibile in maniera non proprio accuratissima come un’esortazione a picchiare qualcuno; una sorta di “dagli addosso!”, comprensibile visti i forti sentimenti anti-americani espressi da alcuni dei personaggi principali di questo manga.

La trama, molto frammentata, non ha un vero e proprio protagonista: Tezuka ci fa seguire le orme di vari personaggi, delinquentelli e truffatori da quattro soldi che cercano di guadagnarsi da vivere in un Giappone allo stremo negli ultimi giorni dell’estate 1945, mostrandoci le conseguenze dei bombardamenti a tappeto su Osaka, il cui ultimo è avvenuto il giorno prima della fine della Seconda Guerra Mondiale. Eventi di cui si parla poco, meno pesanti in termini di vite umane rispetto alla tragedia di Hiroshima e Nagasaki, ma che hanno comunque totalmente raso al suolo la seconda città più grande del Giappone, il più grande polo industriale del paese, causando più di diecimila vittime civili. Non solo: il mangaka stesso si inserisce nella trama, cambiando semplicemente il nome in Osamu Takazuka, ma mantenendo lo stesso aspetto che ha in tutti i manga dove appare un suo cameo, come VAMPIRES (qui la nostra recensione). Le vicende dei vari protagonisti Tomo di Kawachi, Hiro di Yao, Tetsu, Katchan e Takazuka si intrecciano e ci viene mostrata una cruda realtà di un Giappone sconfitto e ferito, fra sentimenti anti-americani, collaborazionismo del governo, l’avvento della Yakuza e tanti crudi scorci di vita post-bellica.

OSAKA, 1945 – Recensione del manga storico di Osamu Tezuka

  • Titolo originale: どついたれ (Dotsuitare)
  • Titolo italiano: Osaka, 1945
  • Uscita giapponese: 1979 – 1980
  • Uscita italiana: 25 agosto 2021
  • Numero di volumi: 1 (volume unico)
  • Casa editrice: J-POP
  • Genere: drammatico, storico, autobiografico
  • Disegni: Osamu Tezuka
  • Storia: Osamu Tezuka
  • Formato: 15 x 18, brossurato con sovraccoperta, b/n
  • Numero di pagine: 400

Abbiamo recensito Osaka, 1945 tramite volume stampa fornitoci da J-POP Manga.

Guida alla sopravvivenza

Tezuka, nato nel 1929 proprio vicino ad Osaka e dunque poco meno che ventenne all’epoca dei fatti, ha vissuto in prima persona gli eventi del manga, e ce li racconta con minuzia di dettagli. Nei suoi fumetti vengono spesso presentati temi maturi e anche di un certo spessore sociopolitico, ma Osaka, 1945 forse è uno dei più estremi a riguardo: il panorama devastato della città dopo la fine della guerra, il dramma degli orfani di guerra (fra cui figura Tetsu, uno dei protagonisti), il contrabbando e il mercato nero, le donne costrette a prostituirsi coi militari americani per portare cibo sulla tavola e le fatiche del trovare un lavoro in una economia post-bellica, oltre ai forti sentimenti anti-americani e anti-militaristi presenti nei dialoghi di molti personaggi.

Tutte cose che l’autore descrive senza glorificarle: nessuno dei personaggi qui è “buono” in senso stretto, e praticamente tutti sono costretti a commettere piccoli crimini per tirare avanti. L’imperfezione dei personaggi e i loro difetti tuttavia vengono rappresentati sì come necessari, ma anche con la giusta dose di umorismo e di ottimismo, mai persa da Tezuka, ricordandoci sempre che comunque si tratta di un fumetto, che deve far riflettere ma anche intrattenere il lettore.

Sono presenti scene forti: questo è uno dei manga più realistici e in qualche modo anche drammatici di Tezuka. Nonostante i personaggi in qualche modo riescano a non perdere mai il sorriso, ci viene mostrata una società profondamente lacerata, e tutta la povertà e la devastazione che la guerra può portare, con tutte le ingiustizie e le discriminazioni, ad esempio dei giapponesi verso i coreani che all’epoca vivevano in Giappone, ma anche dei (pochi) ricchi rimasti nei confronti delle enormi masse di poveri rimasti senza casa e costretti ad una vita di espedienti. C’è chi si dà al contrabbando, e chi invece prova a fondare un’azienda legittima, incontrando non pochi ostacoli: ma comunque in questo volume vediamo come, anche di fronte a un tale ostacolo, la vita riesce ad andare avanti e in qualche modo nella seconda parte, ambientata nel 1947, vediamo come un minimo di ricostruzione è già stato attuato.

OSAKA, 1945 – Recensione del manga storico di Osamu Tezuka

Un’autobiografia a fumetti

Osaka, 1945 è in qualche modo anche una sorta di breve autobiografia a fumetti dell’autore. Attraverso il personaggio di Osamu Takazuka, Tezuka ripercorre gli anni della sua tarda adolescenza. Disegnandosi sempre come un ometto col nasone e gli occhiali tondi, una buona parte del volume è dedicata al suo debutto come mangaka nel 1947 e alle sue considerazioni sugli orrori visti durante i bombardamenti. Non sappiamo se abbia mai provato a vendere riviste erotiche o merchandising a tema in quegli anni come succede nel manga, anche perché era di buona famiglia e iscritto all’università in quel periodo, ma di certo possiamo ritrovare qualcosa di storicamente accertato.

Purtroppo, il grosso elefante nella stanza già citato a inizio recensione è la mancanza di un finale: Tezuka ha interrotto il manga nel 1980, senza dare pubblicamente una ragione. Osaka, 1945 è una storia monca, e l’ultima tavola disegnata dall’autore non è nemmeno un particolare cliffhanger, né ha grande peso narrativo.

Come sempre per la Osamushi Collection, J-POP ha dedicato una cura particolare a questo volume, che mai più pensavo avrebbe visto una pubblicazione nel nostro Paese: 400 pagine circa con tanto di approfondimento alla fine per tutti i termini e i modi di dire tradotti che vengono poi spiegati per una maggiore comprensione del lettore. Per il prezzo chiesto, che si aggira attorno ai 15 euro, è in linea con le altre uscite della collana e sicuramente vale il prezzo d’entrata, specialmente per chi è interessato ad altri manga d’autore, spesso dai costi ben più elevati.

Un toccante e spiritoso racconto corale sul Giappone del secondo dopoguerra, paese nel turbine di una ripartenza dolorosa e scenario delle vicende di outsider ancora lontani da una possibile guarigione. Come Osamu, alter ego dell’autore, che si commuove sognando di raccontare storie dal sapore Hollywoodiano ma che finisce al lavoro per un editore di riviste osè. O come Satoshi, che ha successo come produttore di fibbie ma è eroso dal sogno di vendetta verso il generale MacArthur, comandante supremo delle forze alleate in Giappone. La fotografia di una generazione ferita, scattata con folgorante sincerità e vena autobiografica da parte di Tezuka, che visse in prima persona il dramma dei raid aerei sulla città di Osaka.

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A chi consigliamo Osaka, 1945?

Osaka, 1945 è un manga storico, autobiografico, che sa intrattenere ma rappresenta anche uno dei lavori più “seri” di Osamu Tezuka. Non è presente alcun elemento soprannaturale o fantastico, ed è uno di quei fumetti che può essere letto da chiunque anche senza esperienze pregresse o senza essere fan dell’autore; arriverei persino a dire che può essere un interessante, anche se non terminato, punto di partenza per qualcuno che di fumetti proprio non ne legge. Magari un regalo per qualcuno interessato più all’aspetto socio-economico e storico del Giappone post-bellico, piuttosto che al medium manga in generale. Di contro, chi si aspetta una trama complessa, azione continua, scene fantastiche o anche solo un finale certo, qui non ne troverà e farebbe meglio a cercare altre opere di fantasia, anche dello stesso Tezuka.

  • Un toccante racconto sul secondo dopoguerra
  • I personaggi a modo loro sono tutti interessanti
  • Edizione molto curata nei dettagli

  • Purtroppo manca un vero finale
Osaka, 1945
4.2

Un manga storico fantastico, ma incompleto

Osaka, 1945 è un manga davvero poco conosciuto, ma che dovrebbe essere al primo posto nei radar di chi apprezza i fumetti a tema storico. In grado di rappresentare perfettamente il Giappone uscito sconfitto e martoriato dalla Seconda Guerra Mondiale, ma soprattutto di mostrare le ferite del suo popolo, Osamu Tezuka non si fa tanti scrupoli nello sbatterci in faccia quanto fosse duro vivere in quel periodo, addirittura inserendosi nella storia in prima persona. Tuttavia, in pieno stile nipponico, è anche un’esortazione a non arrendersi mai, e a sacrificarsi per le persone che si amano, compiendo anche gesti estremi. J-POP ha portato avanti un’ottima operazione culturale prima che commerciale, che continuo a lodare con ogni nuova uscita della Osamushi Collection, proponendo anche le storie più oscure del dio dei manga: purtroppo, il finale mancante, che non dipende in nessun modo da loro ma dall’autore stesso, mina le fondamenta e la forza narrativa di una storia che altrimenti avrebbe potuto entrare di diritto nel gotha dei manga storici.

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Ossessionato da Le Bizzarre Avventure di JoJo e METAL GEAR, pensa che TRIGGER abbia salvato gli anime. Darebbe tutto pur di vedere un nuovo Trauma Center e il finale di Berserk; generalmente ti vuole bene, finché non gli parli di microtransazioni.

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