Finalmente, dopo anni di attesa, arriva sulla generazione videoludica attuale uno dei più importanti capitoli della saga che ha ridefinito il mondo della narrazione nel gaming moderno. METAL GEAR SOLID: MASTER COLLECTION Vol. 2 porta sulle piattaforme moderne METAL GEAR SOLID 4: Guns of the Patriots, affiancandolo a METAL GEAR SOLID: Peace Walker e a una ricca selezione di contenuti bonus legati all’universo della serie, incluso il METAL GEAR SOLID Database e il leggendario METAL GEAR SOLID: Ghost Babel, uscito esclusivamente su Game Boy Color.
Se la MASTER COLLECTION Vol. 1 rappresentava il modo più accessibile per recuperare le origini della saga, questa seconda raccolta ha un peso storico ancora maggiore: per la prima volta in assoluto è possibile giocare ufficialmente a MGS4 anche al di fuori dell’hardware Sony. Analizziamo insieme il pacchetto completo.
- Titolo: METAL GEAR SOLID: MASTER COLLECTION Vol. 2
- Piattaforma: PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2, Nintendo Switch, PC (Steam)
- Versione analizzata: PlayStation 5 (EU)
- Genere: Azione, Stealth
- Giocatori: 1
- Publisher: KONAMI Digital Entertainment
- Sviluppatore: KONAMI, Kojima Productions
- Lingua: Italiano (testi), Inglese o Giapponese (doppiaggio)
- Data di uscita: 27 agosto 2026
- Disponibilità: retail, digital delivery
- DLC: nessuno
- Note: audio giapponese disponibile per il download gratuito su MGS4
Abbiamo recensito METAL GEAR SOLID: MASTER COLLECTION Vol. 2 con un codice PlayStation 5 fornitoci gratuitamente da KONAMI tramite Labcom.
“War Has Changed”
Per chi, come me, ha seguito la saga per anni, questa frase rappresenta molto più di una semplice battuta d’apertura. METAL GEAR SOLID 4: Guns of the Patriots è stato a lungo confinato alle vecchie generazioni. Pubblicato nel 2008, il quarto capitolo è rimasto per quasi venti anni un’esclusiva PlayStation 3, senza mai essere portato ufficialmente su altre console.
Ma nonostante la cosa possa sembrare strana per questo gioco non si è trattato di un semplice accordo di esclusività sulla console. MGS4 non è mai stato vincolato da un’esclusiva permanente che ne impedisse l’uscita altrove, ma PS3 era, in quel periodo, una console tecnologicamente molto particolare. La presenza di novità come il controller SIXAXIS permetteva nuove dinamiche di gioco uniche, mentre la complessa architettura del processore Cell e l’uso massiccio del supporto Blu-ray a doppio strato rendevano qualsiasi conversione un’operazione estremamente complessa. Il risultato? Per quasi due decenni, l’unico modo per giocarci è stato rispolverare una vecchia PS3.
La MASTER COLLECTION Vol. 2 infrange finalmente questo tabù. Il ritorno di Old Snake è indubbiamente il piatto forte dell’offerta, ma non l’unico: a completare il pacchetto troviamo infatti Peace Walker, tassello fondamentale per comprendere ciò che porterà Naked Snake a diventare Big Boss.
METAL GEAR SOLID 4: Guns of the Patriots
Guns of the Patriots è ancora oggi un titolo unico e complesso da catalogare: è uno stealth game di nome, ma anche un imponente film interattivo; è l’atto conclusivo della storia di Solid Snake e, al contempo, fanservice puro. Kojima e il suo team costruirono un’opera con l’obiettivo di chiudere ogni singolo filo narrativo rimasto in sospeso. Sappiamo oggi che ne rimarranno altri aperti, alcuni mai chiusi. Il risultato è un intreccio denso di riferimenti, spiegazioni ed elementi nostalgici. Rigiocarlo oggi permette di apprezzarne l’incredibile ambizione, ma evidenzia anche l’unica grande criticità: la mole spropositata di filmati interattivi, il ritmo fortemente dilatato e una trama che richiede una profonda conoscenza pregressa della lore.
Il gameplay, d’altro canto, si conferma sorprendentemente SOLIDo nonostante gli anni ormai trascorsi. L’introduzione della mimetica OctoCamo, che prende il testimone della mimetica del terzo capitolo, la personalizzazione delle armi sul campo e la gestione delle zone di guerra dinamiche trasformano la classica formula stealth della serie in un’esperienza più aperta, tattica e moderna. Il vero protagonista di questa operazione è il lavoro di porting. Convertire MGS4 sulle nuove generazioni non significava riadattare un codice generico, ma convertire un gioco nato e cucito su misura attorno all’hardware unico di PS3.
Abbiamo avuto modo di provarlo su PlayStation 5 e possiamo dire di essere soddisfatti dal comparto grafico: con una risoluzione 4K e 60 fps, il gioco non delude e, apparentemente, non sono stati notati artefatti grafici. Grande pregio sono i caricamenti rapidi, che però vanno a rimuovere una delle dinamiche più belle di MGS4: la possibilità di vedere Snake fumare mentre avviene l’installazione dei componenti di gioco, cosa che era necessaria per giocare i vari capitoli su PS3. Un lavoro meraviglioso è stato fatto da KONAMI per la pulizia delle texture e l’upscaling, dettagli che si vedono e apprezzano maggiormente nell’uso del Solid Eye.
METAL GEAR SOLID: Peace Walker
Se il quarto capitolo rappresenta il punto d’arrivo della storia di Solid Snake, Peace Walker guarda nella direzione opposta. Il protagonista è un Big Boss dopo gli eventi di Metal Gear Solid 3 e dopo quelli di Metal Gear Solid: Portable Ops, titolo non presente nella raccolta e considerato semi-canonico, impegnato in un’avventura che delineerà la sua filosofia e la nascita di Outer Heaven.
Nato originariamente su PSP, Peace Walker, che è quasi un porting della versione HD uscita sulla generazione PS3/Xbox 360, è forse il titolo che potrebbe sembrare avere meno pregio, ma è stato trattato coi guanti tanto quanto MGS4. La struttura a missioni brevi, il gestionale della Mother Base, il reclutamento dei soldati e lo sviluppo dell’equipaggiamento offrono un loop di gioco nettamente diverso rispetto ai capitoli numerati tradizionali. Parte di questi sistemi è poi stata migrata e migliorata in Metal Gear Solid V. La storia è caratteristica, con le sue animazioni realizzate in stile digital graphic novel, uniche nel loro genere. L’unica pecca è la grafica, che si percepisce ancora un po’ troppo “portatile” e poco HD.
A differenza di METAL GEAR SOLID 4 (il cui comparto Metal Gear Online originale non è stato ripristinato in questa raccolta) Peace Walker conserva intatta la sua componente multiplayer online. La modalità cooperativa permette di affrontare la campagna e le missioni secondarie insieme ad altri giocatori. Un extra per le versioni Nintendo Switch e Switch 2 è rappresentato dal supporto alla campagna in co-op locale, opzione assente su tutte le altre piattaforme.
C’era una volta… il Game Boy Color
Tra le aggiunte più interessanti della raccolta spicca METAL GEAR SOLID: Ghost Babel, spin-off uscito nel 2000 su Game Boy Color. Nonostante appartenga a un filone narrativo alternativo, non canonico rispetto alla storia principale, Ghost Babel è un piccolo capolavoro di design bidimensionale: riesce a trasporre fedelmente le meccaniche di infiltrazione, sorveglianza e gestione delle risorse tipiche dei capitoli maggiori su un hardware a 8-bit.
La sua inclusione impreziosisce la raccolta, trasformandola in un vero documento storico.
A completare l’offerta troviamo il METAL GEAR SOLID Database, un’applicazione enciclopedica che raccoglie e cataloga la cronologia, i fascicoli dei personaggi, le armi e i retroscena della saga, aggiornati fino agli eventi del quarto capitolo — che ai tempi di PS3 era scaricabile gratuitamente e completabile grazie alla progressione in MGS4.
Per una serie nota per la sua complessità narrativa, si tratta di uno strumento di consultazione utilissimo per ricomporre i pezzi del puzzle. Troviamo inoltre:
- Colonna sonora dedicata: una selezione musicale curata ed estrapolata appositamente per la MASTER COLLECTION Vol. 2.
- Bonus di salvataggio: contenuti extra sbloccabili riservati a chi possiede un salvataggio di MASTER COLLECTION Vol. 1 sulla propria console, a testimonianza della volontà di KONAMI di creare un ecosistema unico.
Cosa manca? (E cosa avremmo voluto vedere)
Per quanto ricca, la Vol. 2 lascia ancora scoperto un numero consistente di capitoli legati al marchio METAL GEAR. Sarebbe stato fantastico trovare titoli come METAL GEAR SOLID: Portable Ops o gli strategici METAL GEAR AC!D, così come spin-off celebri del calibro di METAL GEAR RISING: REVENGEANCE, il discusso The Twin Snakes — remake del primo MGS per GameCube — o perfino quell’abominio di METAL GEAR SURVIVE.
La Master Collection aveva l’opportunità di diventare il museo definitivo della saga, includendo anche queste produzioni “ai margini”. I fan più esigenti continuano inoltre a sognare una futura riedizione completa dedicata a METAL GEAR SOLID V, magari comprensiva delle idee tagliate nel progetto originale. Considerata la vastità del franchise, le assenze continuano a farsi sentire.
A chi consigliamo METAL GEAR SOLID: MASTER COLLECTION Vol. 2?
Sicuramente consigliamo questa Collection a chi vuole completare quella del capitolo precedente o a chi vuole scoprire in una veste grafica e sonora migliore un grande gioco come METAL GEAR SOLID 4, che rimane assolutamente una pietra miliare della storia dei videogames ma anche a chi vuole esplorare le origini del mito di Big Boss, finalmente senza dover rispolverare vecchie console, ma anche a chi, grazie al METAL GEAR SOLID Database ha voglia di approfondire tutte le sottotrame di questa saga, oltretutto avendo modo di spendere per due giochi il prezzo di un gioco singolo.
- METAL GEAR SOLID 4 finalmente giocabile su piattaforme moderne
- Peace Walker si conferma un capolavoro, completo di multiplayer co-op
- La presenza dell’ottimo METAL GEAR SOLID: Ghost Babel
- Il Database ufficiale è una miniera d’oro per gli appassionati
- Supporto alla co-op locale per le versioni Nintendo Switch / Switch 2
- Audio giapponese scaricabile per MGS4
- Nessun ripristino per l’originale METAL GEAR ONLINE
- Restano ancora esclusi capitoli importanti come Portable Ops, AC!D e Twin Snakes
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