Echoes of Aincrad: Sword Art Online – Recensione

Echoes of Aincrad cambia la prospettiva del famoso gioco mortale dell’era d’oro di Sword Art Online, catapultandovi nei primi giorni della storica tragedia. La nostra recensione!

Echoes of Aincrad: Sword Art Online – Recensione

Il franchise di Sword Art Online in ambito videoludico è vasto a tal punto da avere un filone tutto suo, denominato Gameverse almeno per quanto riguarda i giochi per console casalinghe. Da Hollow Fragment fino al conclusivo Last Recollection, abbiamo accompagnato Kirito e soci seguendo i mondi che hanno visitato nella serie nel rispettivo ordine. Ma nel 2023 abbiamo “chiuso” quel capitolo in attesa che ci fosse qualche novità su un ipotetico progetto che riprendesse l’arco di Unital Ring, al momento neanche uscito in versione animata.

Invece BANDAI NAMCO Entertainment ha cambiato rotta, e studio, proponendo invece un ritorno alle origini dal sapore apparentemente diverso, tanto che perfino il titolo mischia le carte. Echoes of Aincrad: Sword Art Online è la storia di un altro gruppo di giocatori dei primi tempi del famoso VRMMO trasformato in trappola mortale, dove Aincrad non è solo uno sfondo ma diventa il cuore pulsante della trama e della crescita del nostro alter-ego digitale. Ma è davvero un cambio di rotta così netto? C’è ancora del potenziale dietro il setting di Aincrad dopo numerosi giochi che l’hanno già spolpato ampiamente, specie se si guarda all’attivo Integral Factor la cui fedeltà al materiale originale è stata più volte elogiata? La risposta è sì, Aincrad ha ancora numerosi misteri e bellezze da far vivere a chi ci finisce intrappolato dentro.

Echoes of Aincrad: Sword Art Online – Recensione

  • Titolo: Echoes of Aincrad: Sword Art Online
  • Piattaforma: PlayStation 5, Xbox Series X|S, PC (Steam)
  • Versione analizzata: PlayStation 5 (EU)
  • Genere: Action RPG
  • Giocatori: 1
  • Publisher:  BANDAI NAMCO Entertainment
  • Sviluppatore: Game Studio Inc.
  • Lingua: Italiano (testi), Inglese o Giapponese (voci)
  • Data di uscita: 10 luglio 2026
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: armi, equipaggiamenti ed espansione prevista
  • Note: film inedito di due ore incluso nella Ultimate e nella Digital Deluxe Edition

Abbiamo recensito Echoes of Aincrad: Sword Art Online con un codice PlayStation 5 fornitoci gratuitamente da BANDAI NAMCO Entertainment Europe.

Questo non è più solo un gioco

C’è tuttavia una doverosa premessa da fare fin da subito. I giochi di Sword Art Online hanno un tipo di approccio al gameplay e al mondo di gioco veramente particolare, specie quando si guarda all’esplorazione. I mondi che vengono creati sono enormi, le meccaniche inserite altrettanto vaste e c’è sempre una lotta interna in termini di ambizione e compromessi tecnici risultanti. Questo li rende giochi con dei limiti evidenti ma che, per qualche ragione, finiscono a rubarti centinaia di ore se ne apprezzi la filosofia di design e ami l’opera di Kawahara. Echoes of Aincrad ha però calcato molto la sua immagine sul sembrare che si discostasse dal filone del Gameverse, quasi come un’esperienza premium per così dire, ma se per certi sensi è assolutamente vero per altri la filosofia di design rimane esattamente la stessa, pur venendo rifinita in certi punti. Chi ha giocato ai capitoli precedenti, specie a Fatal Bullet e Hollow Realization, si troverà quindi a casa nelle grandi aree e in una certa rigidità intrinseca in ogni aspetto ludico. Per tutti gli altri, invece, ci vorrà un po’ di pazienza proprio come per i giochi passati per soprassedere su alcune cose che troverete nelle prossime righe, o nella demo che già da un’idea del flusso di gioco generico. Quindi il consiglio è quello di partire da lì, se siete in dubbio.

Echoes of Aincrad: Sword Art Online – Recensione

Detto questo, Echoes of Aincrad è un titolo che sfrutta i primi piani del Castello Volante per raccontare una storia meno epica ma più personale, basata sui legami tra i giocatori e il loro precario equilibrio. Voi vestirete i panni di un protagonista muto, e non in senso figurato: le opzioni che avete nei dialoghi sono Annuire o Fare Facce, il che ci fa un po’ chiedere che senso ha avuto scegliere la propria voce. E no, niente colpi di scena alla GOD EATER 3 a darne un senso. Proprio per questa vostra condizione, non dichiarata apertamente, saranno i vostri compagni a essere il focus centrale di tutta la storia e lasciare a voi il compito di essere dei semplici giocatori come tanti. Sarà una missione misteriosa in particolare a condurvi sulla strada di un potenziale pericolo che potrebbe addirittura essere peggiore di rimanere bloccati per sempre ad Aincrad e, per riuscire nell’impresa, dovrete addentrarvi nella storia creata da Kayaba.

Echoes of Aincrad: Sword Art Online – Recensione

Se la tradizione ha voluto che seguissimo le vicende dei nostri eroi di sempre, in questo titolo lo facciamo solo in parte e mi azzarderei a dire che finché vi trovate al primo piano sia tutto un grosso preambolo dal gusto tutorial per portarvi a quello che sarà il cuore del gioco dal secondo piano in poi. Qui le strade tra voi e Kirito si dividono e il vostro gruppo, in crescita nel corso del tempo, arriverà a patti con quello che il gioco vi ha calato di fronte e la realtà di giocatori che sono pur sempre umani, tra chi nutre grandi timori e chi invece sfrutta l’assenza di leggi e limiti per far del male. Aincrad ha sempre avuto un fascino proprio per questo, perché ci permetteva di vedere anche l’evoluzione sociale di 20.000 giocatori rimasti bloccati in Sword Art Online e osservare questo elemento tornare a essere centrale in un gioco centrale del marchio è una ventata d’aria fresca, specie per evitare ridondanze con quanto già raccontato con l’entourage del protagonista principale. Il racconto del party improvvisato quindi è il cuore pulsante di Echoes of Aincrad ed è ben riuscito, con tanti momenti intensi e poco scontati, rovinati paradossalmente proprio dal protagonista che è fin troppo silente, perfino nelle espressioni emotive, nei momenti chiave. Tuttavia l’aspetto che arricchisce ancora di più il feeling di essere in un mondo credibile, pericoloso e misterioso è l’aver speso tante risorse per raccontare la “lore” del gioco con tanto di punti d’interesse che spiegano e narrano, oltre che aver collegato la trama principale alla mitologia di Aincrad e alle sue figure mai esplorate. Molte delle informazioni che Echoes of Aincrad mette a schermo sono composizioni di nozioni comparse nelle light novel, nei vari manga o negli spin-off: traslarli in un unico pacchetto rende questo titolo imperdibile per i fan della serie ma anche molto più ricco narrativamente di quasi tutti i suoi predecessori, pur rinunciando alle relazioni interpersonali che tanti amavano e che qui non sono neanche contemplate.

Tra i cieli dei piani

Tale aspetto non avrebbe potuto aver così tanto rilievo se anche la messa in scena visiva e ambientale non avesse dato supporto a questa filosofia di design, cosa che invece fa al 100% e anzi Echoes of Aincrad presenta senza ombra di dubbio il mondo più variegato ed esteticamente appagante di tutti i giochi usciti finora, anche grazie al motore grafico che fa un ottimo lavoro nel fondere realismo e “stile anime”. Per quanto gli ambienti possano apparire giganti, una volta incrementata la velocità di corsa un minimo il problema si risolve e ci si trova davanti ad aree che spesso hanno un tema proprio, tanta verticalità e soluzioni meccaniche per sbloccare percorsi o trovare tesori rari, così come numerosi punti d’interesse che sono già significativi visivamente al primo impatto e poi raccontano un’informazione su di loro tramite delle voci da sbloccare nel Database, oltre che mostrate direttamente nel gioco come un messaggio di sistema.

Echoes of Aincrad: Sword Art Online – Recensione

Dare la caccia alle voci di questo codex non solo garantisce ricompense, ma lascia un sacco di informazioni utili sulla storia di Aincrad e quello che avrebbe dovuto rappresentare il gioco fuori dalla sua natura di trappola. Nelle light novel ad esempio gli elfi scuri e alti hanno una grossa importanza per le missioni dei personaggi e qui sono delle figure centrali praticamente sempre, potendone esplorare perfino il perché le altre razze ne erano devote. Oppure è possibile saperne di più sul perché la magia non esista più e com’era il mondo prima che volasse nel cielo? Certo, alle volte i percorsi per arrivare a ottenere tutto questo sono tediosi e pieni di nemici ripetitivi, ma mai negli ambienti si vedono pattern uguali o copie di copie: tutto l’impegno è andato per far sì che girare per Aincrad sia piacevole e credibile, specie quando nelle città c’è tanta vita e una struttura urbana più rifinita che semplici punti chiave cardinali. Inoltre, crediamo che molto del merito per il soggiorno piacevole tra le distese di Aincrad sia da dare anche alla colonna sonora, che non solo azzecca il feeling originale della prima stagione animata ma riesce a dare ancora più spessore e “romanticismo” a quel fantasy occidentale fatto di sonorità diverse.

Echoes of Aincrad: Sword Art Online – Recensione

Se in questo il team di sviluppo ha messo tutto, è in altre aree che va a mancare ed è la tipica natura dei compromessi che hanno sempre contraddistinto i tie-in di Sword Art Online. Tra le pecche più grandi ritroviamo la superficialità delle missioni secondarie e degli NPC che le danno, così come il loro design sembra fatto di legno e con basi poligonali prese dritte dritte da Hollow Realization, il che cozza un po’ con l’idea di aver dato più rilevanza proprio al contenuto creato per SAO da Kayaba piuttosto che ad altro. L’unica salvezza sono le quest viola, definite prioritarie, che tra le tante cose ci permettono anche di reclutare Kirito, Asuna e altri nella nostra lista amici.

Anche qui, la socialità è presentata in modo intimista e con l’occhio di bue puntato sul nuovo gruppo, che è senza dubbio interessante e sfaccettato, ma fuori dai box di dialogo Echoes of Aincrad non fa assolutamente nulla per darvi l’idea che sia un MMO. Un esempio concreto si può avere guardando Fatal Bullet o Hollow Realization, dove era possibile farsi amici NPC casuali, partecipare a Raid o vederli passeggiare sulla mappa e svolgere attività in gruppo. Fuori dalle città non c’è proprio nessuno qui, Aincrad appare come un mondo abbandonato e non dissimile da qualsiasi altro open world d’azione. Proprio perché Echoes of Aincrad calca molto sulla prospettiva ed evoluzione del sentimento comunitario, avere anche solo la finzione di essere in una comunità più folta avrebbe cambiato molto l’esperienza percepita dell’utente. Banalmente bastava mettere dei fabbri, mercanti o altro gestiti da giocatori o anche “missioni” dati dagli stessi.

Echoes of Aincrad: Sword Art Online – Recensione

Prima regola: sopravvivere

La cooperazione è, tra le altre cose, proprio il tema centrale sia del gioco che l’unica cosa sensata che venne fuori nei primi mesi del gioco mortale. Non è una sorpresa che Echoes of Aincrad veda nel suo arco introduttivo proprio l’infame missione per sconfiggere Illfang condotta da Diavel, tanto che ve ne partecipiamo ed è anche uno dei pochi momenti in cui il gioco finge di metterci in qualcosa di corale. Nel merito bisogna dire che stavolta i compagni che portiamo con noi hanno invece una grande rilevanza nel combattimento e nella possibilità di comandare le loro abilità tramite la sintonia con il nostro avatar.

Il combattimento di gioco è votato all’azione per riprendere il feeling delle Abilità di Spada tanto care alla serie. Tornano pressoché tutte le armi standard, tranne la katana, gli archi e le lance, e viene aggiunto uno Scudo per alcune, dando finalmente modo di proteggerci dagli attacchi senza essere sempre sull’offensiva. Per allinearsi invece ai trend dei suoi simili, anche Echoes of Aincrad include meccaniche di parata e schivata che attivano in questo caso lo switch con il proprio partner, creando finestre d’opportunità molto vantaggiose per chi riesce a sfruttarle bene. In campo poi possiamo portare tre abilità scelte tra 10 per arma e potenziabili raggiunto un certo punto nel gioco tramite il sistema di Maestria. Sulla carta è tutto immediato e dinamico, non si può negare che quando il combattimento entra nel vivo e diventa più tosto è molto soddisfacente. Detto questo, anche qui, ci sono dei compromessi da prendere in considerazione e abbiamo il sospetto che alcune delle cose attualmente presenti verranno corrette in futuro.

Echoes of Aincrad: Sword Art Online – Recensione

Le finestre di opportunità per parare e schivare perfettamente sono bassissime e segnalate male, ve ne renderete conto quando vedrete il cerchio blu necessario per attivare lo switch su alcune mosse avversarie durerà una frazione di secondo. Avendo diversi sistemi di sblocchi passivi, come bonus a soglie di statistica nei passaggi di livello e attributi casuali per le armi, è possibile aumentare queste finestre ma rimane comunque un sistema che sembra poco fluido e rifinito, specie se si considera come gli attacchi nemici spesso e volentieri abbiano animazioni erratiche, scattanti e favorite dall’assenza dell’immunità data al giocatore a seguito di un colpo ricevuto. Nel momento in cui vieni assalito da un gruppo, se quattro o cinque nemici sferrano attacchi consecutivi di grande entità, e nel secondo piano ne troverete a bizzeffe, finirete per farvi togliere tutta la vita senza neanche capire cosa vi ha ucciso. Lo noterete soprattutto contro i golem più forti, che hanno devastanti attacchi ad area con esplosioni e lampi di luce impossibili sia da vedere, che da parare.

Altro grande problema sono gli status alterati, il cui accumulo è immediato e bilanciato malissimo. Paralisi in particolare è quello peggiore e il consiglio è quello di girare sempre con un Antiparalisi in tasca o finirete per morire. Sebbene molta di questa roba possa essere sistemata, alla base rimane un sistema di combattimento che appare acerbo, costruito da mani che si cimentano con meccaniche del genere per la prima volta o che comunque hanno saltato delle fasi importanti di test. Fuori da esso Echoes of Aincrad inanella però diverse cose giuste, come ad esempio la possibilità di usare la Sintesi per personalizzare gli attribuiti delle armi a totale piacere, eliminando la ricerca di quella perfetta con il risultato casuale su percentuale. Oppure la personalizzazione degli attribuiti per creare build dedicate alle armi che scalano su alcune statistiche precise. Ma questo diventa quasi ininfluente nel momento in cui meccanicamente qualcosa non va, specie se deciderete di giocare alla modalità Gioco Mortale e quindi la vostra sconfitta significherà perdere tutto il salvataggio. Allo stato attuale delle cose, sconsigliamo vivamente di scegliere questo livello a meno di non essere sadici e avere una pazienza infinita, oppure sapere come livellare molto bene e giostrarvi con i perk.

Echoes of Aincrad: Sword Art Online – Recensione

Un nuovo mondo

Se all’inizio tutti questi problemi vi colpiranno come un pugno in un occhio, anche per via delle poche opzioni a disposizione visto il livello basso, è andando avanti che piano piano il gioco sembra migliorare da solo. Aumentando la varietà delle situazioni e dei nemici, regalando viste mozzafiato grazie a un buonissimo uso del motore grafico che rimane stabile per la maggior parte del tempo, e inspessendo la storia principale con numerose scene e obiettivi più intriganti, Echoes of Aincrad cresce nei suoi compromessi fino a farli scordare. Non è un titolo perfetto, alle volte prende decisioni folli come l’aver inserito tutta una serie di forzieri letteralmente inutili, ma in altre invece ha guizzi che ti convincono a loggare ancora una volta ad Aincrad per continuare l’avventura. “C’è bellezza nell’imperfezione” è una sorta di mantra che definisce veramente l’identità dei giochi di Sword Art Online ed Echoes of Aincrad penso abbia il dislivello più evidente tra le sue parti, frustrando tanti per quello che sarebbe potuto essere se ci fosse stato un po’ più di sforzo.

Eppure, nonostante le sue storture, è dannatamente bello e coinvolgente. Quello che fa bene lo fa tanto da farsi perdonare il resto, premettendo che si indirizza a un pubblico di appassionati a cui regala perfino un inedito film animato di due ore tramite la deluxe edition. Unanswered Butterly è, con nostra sorpresa genuina, un ottimo film che non sembra neanche appartenere alla classifica del materiale promozionale. Ha un sacco di colpi di scena inaspettati, buone animazioni e personaggi interessanti. E in più, sia il gioco che il film hanno i testi completamente in italiano, seppur qualche volta la localizzazione faccia cilecca ma è per la maggior parte corretta e i problemi maggiori ce li ha il film, che ha tradotto “Party” come “Festa” suscitando grasse risate. Il doppiaggio è disponibile sia in inglese che in giapponese.

Entra nel castello fluttuante di Aincrad, un mondo meraviglioso ma pericolosissimo, in cui ogni battaglia potrebbe essere l’ultima. Esplora un posto misterioso e vivace per plasmare il tuo destino. Crea il tuo eroe, scegli l’equipaggiamento e combatti sfruttando abilità speciali e riflessi. Accumula sinergia con un partner a tua scelta, sali di livello e sblocca potenti abilità per ampliare i tuoi orizzonti a ogni vittoria. Trionferai e raggiungerai la gloria o cadrai per mano di nemici più potenti di quanto ti aspettassi? Non è solo un gioco, è una battaglia per la sopravvivenza. Prendi le armi, costruisci la tua leggenda e imbarcati in un’avventura che metterà a rischio la tua realtà!

Acquista Echoes of Aincrad su Amazon seguendo questo link e supporta Akiba Gamers!

A chi consigliamo Echoes of Aincrad?

Il consiglio va ovviamente ai fan di vecchia data e ai giocatori che hanno apprezzato i giochi precedenti. Per quanto simili, qui troverete numerose migliorie che elevano Echoes of Aincrad oltre i soliti standard e la narrazione è molto più interessante, essendo originale. Il film tie-in sequel è un plus. Chi invece vuole approcciarsi al mondo di SAO o vede in Echoes of Aincrad un buon RPG farebbe bene a giocare prima la demo e vedere se quei segmenti fanno per i propri gusti. Per certi versi è come guardare a un qualcosa che si canalizza su una specifica nicchia di giocatori e con rimandi a meccaniche che in pochi apprezzano davvero. Se quello che vedete nella demo vi piace oppure pensate di riuscire a farvelo piacere abbastanza da arrivare a un punto dove il mondo di gioco si apre, allora Echoes of Aincrad è un acquisto eccellente. Per quanto possa essere ripetitivo, poco rifinito in alcuni punti e complesso in altri, il flusso di gioco è eccellente e abbastanza variegato da tirarvi dentro senza problemi.

Echoes of Aincrad: Sword Art Online – Recensione

  • Ambientazione eccellente sia nella resa grafica che nelle sue storie
  • Personaggi originali ben variegati e con una buona chimica di gruppo
  • Numerosi sistemi che donano profondità, come il transmog e gli upgrade dai fabbri

  • Il personaggio è fin troppo muto
  • Alcune missioni secondarie non hanno minimamente spessore
  • In diversi aspetti è ripetitivo, tanto
Echoes of Aincrad
4

Luci e ombre ad Aincrad

Echoes of Aincrad: Sword Art Online si fa amare per ciò che riesce a fare molto bene e nel fatto che crea una Aincrad da sogno, perfettamente fedele a quello che è stato il feeling letto tra le pagine dei primi volumi della light novel e nei toni di Progressive. Di contro ha un sacco di problemi che risultano familiari al marchio in termini videoludici, ma che bene o male si fanno dimenticare nel complesso dell’esperienza. Questo non li cancella e alle volte fanno troppo capolino, ma non annullano il valore di un RPG a tema SAO con idee nuove, tanta creatività e un impegno marcato dal punto di vista estetico e narrativo. Qualcosa si può correggere con delle patch future per essere più appetibile al pubblico generale, ma chi è fan di questa saga e ha già masticato altre sue incarnazioni da console non può decisamente perdersi Echoes of Aincrad.

Nato a Roma, felicemente sposato e archivista nella vita reale, online scrivo di videogiochi da tanti anni. Con il Giappone è stato amore fin da quando nella mia vita è entrato Lucky Star e un qualsiasi FINAL FANTASY dell’epoca PlayStation 2. La sua serie preferita in assoluto, per valore affettivo, è Persona e specialmente Persona 4 con la sua cittadina rurale e l’enfasi nei legami d’amicizia più sinceri della serie. Per il resto, è vittima della spirale dei gacha, mangia Isekai a colazione e Shin Godzilla è il suo film comfort.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. * indica i campi obbligatori.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.