I migliori anime del 2021

Ecco quali sono, secondo la redazione di Akiba Gamers, i dieci migliori anime che abbiamo potuto vedere in questo 2021 che sta per finire

I migliori anime del 2021

Dopo la lista dei migliori manga dell’anno che sta per finire, ci apprestiamo ora a cambiare totalmente rotta e a vedere invece quali sono state le serie anime che ci hanno stupito maggiormente in questo 2021 che sta per concludersi, lasciando spazio ad un 2022 ancora pieno di incertezze: questa volta, la scelta è stata davvero ardua visto i tantissimi contendenti, ognuno meritevole tanto quanto gli altri. Ci saranno alcuni esclusi celebri: questo perché purtroppo, al momento diverse serie che avremmo voluto inserire in lista risultano ancora inedite nel nostro paese, e dunque visibile solo tramite fansub. Andiamo dunque a vedere, senza seguire un particolare ordine di merito, quali sono stati gli anime più particolari dell’anno passato.

Fena: Pirate Princess – Crunchyroll

Fena: Pirate Princess - Crunchyroll

Iniziamo da Fena: Pirate Princess, anime che nasce da una collaborazione sempre più fruttuosa tra Crunchyroll e Adult Swim, sapientemente realizzato dallo studio Production I.G. La serie segue le vicende di una giovane orfana, Fena Houtman, e l’anime è ambientato in una versione alternativa del diciottesimo secolo. Fena è cresciuta su un’isola di pirati come prigioniera, dove la attende un triste destino impostole dai suoi rapitori: essere venduta ai soldati dell’Impero britannico come prostituta. Fena, nel corso dei dodici episodi che compongono questa serie, cercherà quindi di sfuggire ai suoi rapitori, crearsi una nuova identità come principessa pirata, cercando un luogo in cui possa finalmente sentirsi a casa, libera dalle catene che l’hanno oppressa, scoprendo il vero mistero dietro una parola che sembra avere una particolare importanza per lei: “Devi trovare l’Eden!“.

Partita un po’ in sordina, questa serie si rivela essere particolarmente interessante e piacevole da guardare: il setting con le dovute distanze, ricorda un pochino mostri sacri come Nadia – Il mistero della Pietra Azzurra, e anche graficamente la serie fa assolutamente il suo dovere. Come già scritto nella nostra recensione completa, quella che inizia come una semplice storia a tema piratesco si espande in fretta portando una ventata d’aria fresca sul panorama dei Crunchyroll Originals, e rappresenta uno dei migliori esempi di anime esclusivi che la piattaforma ha da offrire. Nonostante qualche passaggio troppo sbrigativo sulla ciurma di Fena che non viene molto ben sviluppata, tutto il resto però appare talmente ben incastrato, tra colpi di scena, sentimenti, atmosfere e azioni, che le imprecisioni e gli errori perdono di consistenza. La dolcezza di Fena, così come il misterioso confronto con il suo passato e con coloro che la vogliono fermare, vi terrà incollati allo schermo  fino all’ultimo episodio.

CrunchyrollQuesto anime è disponibile sottotitolato in italiano su Crunchyroll, la prima piattaforma online internazionale completamente dedicata al mondo dell’animazione giapponese, dei manga e dei drama. Puoi guardare gratuitamente Crunchyroll sul tuo PC, sul tuo smartphone e sulla tua console iscrivendoti con un account gratuito oppure sottoscrivendo un piano di abbonamento mensile che ti permetterà di seguire gli anime in simulcasting con il Giappone.

Beastars Stagione 2 – Netflix

Beastars Stagione 2

La storia è ambientata in un mondo di animali antropomorfi e civilizzati, diviso in due fazioni: i carnivori e gli erbivori. Legoshi, un grande lupo grigio, è un timido e silenzioso studente dell’Istituto Cherryton, dove, oltre a studiare, vive anche in compagnia di altri studenti carnivori, tra cui il suo amico labrador Jack. Legoshi è membro del club di teatro, dove lavora come tecnico delle luci, e sostiene gli attori del club guidati da Louis, un cervo rosso amato da tutti gli studenti. Ben presto, l’incontro con la coniglietta Haru scatena emozioni molto strane nel cuore di un confuso Legoshi, fra ricerca e interpretazione della propria personalità e limiti di questa società che si regge su un equilibrio ben precario.

Se il manga di Paru Itagaki, che presto giungerà al termine con il ventiduesimo volume, ha conquistato i lettori italiani, l’adattamento anime arrivato su Netflix è riuscito a fare lo stesso con gli spettatori, e in particolare con questa seconda stagione, che va a migliorare ancora un prodotto già ottimo di base, andando ad aggiungere quel pizzico di pepe e di intrigo in più che sembrava mancare nella prima stagione. Trovate le nostre impressioni a riguardo nella nostra recensione completa. Sebbene l’uso intensivo della CGI potrebbe far storcere il naso ai puristi, non lasciatevi intimorire: questo mondo animalesco riuscirà a conquistarvi, specialmente visto l’arrivo in questa stagione della adorabile (si fa per dire) Shishi-gumi, che alza decisamente le carte in tavola: BEASTARS con questa seconda stagione ha iniziato a mostrare le zanne, e non vediamo l’ora di scoprire cosa verrà adattato nell’inevitabile terza stagione.

L’Attacco dei Giganti Final Season – Amazon Prime Video

L'Attacco dei Giganti Final Season

Gabi Braun e Falco Grice si sono allenati per tutta la vita per ereditare uno dei sette titani sotto il controllo di Marley e aiutare la loro nazione a sradicare gli Eldiani rimasti sull’isola di Paradis. Tuttavia, dopo un’apparente periodo di calma per la vita dei due cadetti, la loro pace è improvvisamente scossa dall’arrivo di Eren Yeager e dei restanti membri dell’Armata Ricognitiva. Dopo aver finalmente raggiunto il seminterrato della famiglia Yeager e appreso dell’oscura storia che circonda i titani, gli Eldiani hanno trovato la risposta che hanno combattuto così disperatamente per scoprire. Con la verità ora nelle loro mani, il gruppo decide di partire per il mondo oltre le mura.

Con questa stagione finale, il percorso di Eren Yeager iniziato anni e anni fa giunge finalmente al termine. La prima parte di questa stagione finale, che inseriamo nei migliori anime 2021, è andata in onda verso la fine dell’anno 2020 per poi continuare in primavera, inizialmente solo su Amazon Prime Video, mentre la seconda parte che inizierà nella stagione invernale 2022 (ci siamo quasi!) sarà trasmessa in esclusiva da Crunchyroll. C’è poco da dire su un’opera epica come quella scritta e disegnata da Hajime Isayama, e qui trovate le nostre dettagliate impressioni su questo imperdibile anime. Ogni volta che esce un nuovo adattamento animato del longevo manga da poco concluso è un evento da ricordare e da celebrare, sebbene le difficoltà produttive abbiano portato ad un cambio drastico, con la serie che è passata dalle mani di WIT allo studio MAPPA, cambio che non ha comportato assolutamente ad una riduzione della qualità, anzi. La crudezza di questo mondo e l’impatto di ogni episodio è sempre lo stesso: davvero una serie imperdibile.

Le Bizzarre Avventure di JoJo: Stone Ocean – Netflix

Le Bizzarre Avventure di JoJo: Stone Ocean

Le Bizzarre Avventure di JoJo non ha bisogno di presentazioni. L’opera colossale di Hirohiko Araki continua ad essere un successo planetario e gli adattamenti anime, storicamente affidati a David Production, riescono in qualche modo ad essere uno più indimenticabile dell’altro. C’erano diversi dubbi riguardo alla trasposizione animata di Stone Ocean, sempre un pochino sottovalutata dai lettori, spesso in fondo alle classifiche di gradimento per via di alcuni problemi evidentissimi, quali la confusione generale dei disegni di Araki durante gli scontri con gli antagonisti, cosa che lasciava i lettori spesso con quel sentore di “ma che diavolo ho appena letto?”, e la scelta, per la prima volta, di un cast principale quasi tutto al femminile, ai tempi vista un po’ come una stranezza sulle pagine di Weekly Shonen Jump.

Per fortuna, questo adattamento ha fugato ogni dubbio, e di sicuro permetterà a tanti di ricredersi sulle buone qualità di Stone Ocean. Certo, al momento sono disponibili solo i primi 12 episodi di una serie che dovrebbe essere composta da più di un cour, ma già abbiamo visto abbastanza per poterla inserire di diritto in questa lista. Graficamente l’anime si presenta più bello che mai e al netto di qualche taglio “obbligato” (tipo i personaggi in background che diventano sagome bianche), sono stati risolti tanti dei problemi che piagavano l’edizione originale, primo fra tutti la confusione generale durante gli scontri stand. Anche il doppiaggio italiano, seppur con alcune scelte discutibili, risulta godibile per chi volesse provare a guardarlo non in lingua originale. Jolyne Cujoh come protagonista buca lo schermo grazie al suo carisma, e anche il cast di comprimari che abbiamo imparato a conoscere solo in parte in questi primi dodici episodi risulta di ottimo livello. Stone Ocean è la parte in cui i poteri Stand iniziano a diventare sempre più strampalati, quindi ora finalmente il grande pubblico potrà conoscere il lato più folle della mente di Hirohiko Araki: queste avventure diventano sempre più bizzarre.

Blue Period – Netflix

Blue Period

Lo studente del secondo anno delle superiori Yatora Yaguchi non riesce a trovare la sua strada nella vita. Mentre rimugina sulla sua situazione, Yatora si ritrova a fissare un vivace paesaggio di Shibuya all’alba, e il quadro di una sua compagna di scuola al club d’arte, che lo rapisce e lo lascia senza parole. Incapace di esprimere ciò che prova per la vista insolitamente mozzafiato, prende un pennello, sperando che i suoi pensieri vengano trasmessi su tela. Dopo aver ricevuto elogi per il suo lavoro, la gioia che prova lo convince che è l’arte la sua vera vocazione: ecco che si metterà duramente al lavoro per entrare all’esclusivo Istituto d’Arte di Tokyo, una scuola che accetta solo uno studente ogni 200 candidati.

Blue Period racconta una storia drammatica e potente ma allo stesso tempo capace di motivare anche il più inesperto al disegno (ne sa qualcosa l’autore di questo articolo). Una storia di duro lavoro e impegno, ma anche di crescita personale, in cui non solo Yatora ma anche il suo gruppo di scapestrati amici prova a trovare il proprio posto nel mondo. Questo anime prodotto da Seven Arcs, studio finora relativamente sconosciuto, è riuscito a conquistarci il cuore. Adattato da una serie manga di Tsubasa Yamaguchi pubblicata qui in Italia da J-POP, Blue Period ha una trama da shonen, ma adattata in un contesto davvero particolare e “ordinario” dove le battaglie spesso sono mentali invece che fisiche, dove i powerup e gli allenamenti sono invece infinite ore passate davanti a una tela e a uno sketchbook, in compagnia delle incertezze dell’adolescenza e della prima età adulta ben rappresentate da Yatora Yaguchi, un personaggio davvero relatable per molti degli utenti più giovani della piattaforma streaming statunitense.

To Your Eternity – Crunchyroll

To Your Eternity

Una creatura nota solo come Fushi viene lanciata sulla Terra per essere osservata da lontano. Capace di mutare forme da esseri di cui cattura i riflessi, diventa prima roccia e poi, a causa dell’innalzamento della temperatura, muschio. Non si muove finché in una giornata nevosa, un lupo in punto di morte passa lì vicino. Quando prende la forma dell’animale, raggiunge la consapevolezza della sua coscienza e inizia a vagare senza meta. Presto incontra il padrone del lupo, un giovane ragazzo che aspetta il ritorno della sua tribù da un paradiso ricco di pesce e frutta. Sebbene il ragazzo sia solo, spera ancora che coloro che tiene a cuore nei suoi ricordi non lo abbiano dimenticato e che un giorno si riunirà con loro. Il ragazzo vuole esplorare nuovi ambienti e decide di abbandonare la sua casa per trovare questo paradiso, utilizzando le tracce lasciate dalla sua tribù. Tuttavia, con un corpo gravemente ferito e senza l’aiuto dei suoi compagni più anziani, che ne sarà del ragazzo?

To Your Eternity si pone come una delle storie rivelazione degli ultimi anni, capace di emozionare grazie ad accortezze stilistiche e narrative peculiari, nate dalla penna di Yoshitoki Ōima, già conosciuta per La forma della voce. La peculiarità della storia e anche il motivo per cui abbiamo voluto inserirlo nella lista dei migliori anime del 2021 è riuscire a toccare le corde del cuore dello spettatore in modo molto profondo, con semplici storie che non hanno nulla di eccezionale se non la semplicità con cui vengono narrate. Ed è proprio questa probabilmente l’arma vincente: riuscire a trasmettere i sentimenti e le sensazioni più profonde grazie a poche e semplici battute, senza sconfinare nel patetico. Lo studio Brain’s Base qui è riuscita ad adattare una storia utilizzando uno stile grafico abbastanza fedele a quello del manga, che però esalta il realismo dei temi trattati e la fluidità dell’animazione. To Your Eternity è disponibile su Crunchyroll in venti episodi, che riescono ad adattare abbastanza fedelmente i primi sei volumi del manga: siamo in attesa di una eventuale seconda stagione. Qui trovate la nostra recensione completa.

Shaman King (2021) – Netflix

Shaman King (2021)

Il destino del mondo è in equilibrio precario e il medium Yoh Asakura, accompagnato dal suo spirito Amidamaru e dai suoi amici, primo fra tutti Manta, partecipa all’epico torneo Shaman Fight che si svolge ogni cinquecento anni, gareggiando contro altri sciamani nel tentativo di diventare l’onnipotente Shaman King mentre affronta un rivale che sembra essere collegato a Yoh, con oscuri e segreti intenti distruttivi.

Alzi la mano chi da bambino non rimaneva incollato al divano a guardare Shaman King su Jetix, con la sigla cantata da un insolito Marco Masini. Nell’ambito di un nuovo interesse generale nei confronti di questa storica serie shonen di Hiroyuki Takei, che ha visto anche la pubblicazione da parte di Star Comics di una nuova edizione del manga originale, Netflix ha deciso di acquistare i diritti streaming internazionali del reboot della serie, creata sotto la supervisione dell’autore originale: un reboot realizzato per un pubblico un po’ più grandicello, più fedele al manga e di qualità ancora maggiore, come avevamo già detto nella nostra recensione dedicata. Compito affidato allo studio Bridge, che possiamo dire ha fatto un ottimo lavoro, non andando a stravolgere quanto fatto ad inizio anni Duemila, ma migliorando resa grafica e coreografie di una delle serie che ha ricevuto meno attenzione rispetto ai Big Three di quegli anni, ma che ha saputo scavarsi un posto nel cuore degli appassionati. Un operazione di reboot ancora in corso, dato che si preannuncia essere una serie piuttosto lunga, ma che ha tutte le carte in regola per essere uno dei migliori anime di questo 2021.

ODD TAXI – Crunchyroll

ODD TAXI

La storia si svolge in un mondo abitato da animali antropomorfi i quali formano una società che rispecchia in pieno quella degli esseri umani. Il tassista Odokawa, un tricheco mite e intelligente, svolge il suo lavoro disquisendo con i suoi passeggeri ed elargendo loro semplici ma preziosi consigli di vita. Senza volerlo, però, finisce invischiato in una serie di vicende mafiose che coinvolgono in prima persona alcune sue strette conoscenze e la sua stessa incolumità. Odokawa stringe un patto con un membro della malavita di cui sa di potersi fidare e tenta di incastrare il boss della yakuza Yano, al fine di tornare a vivere con la stessa serenità di prima.

Prodotto dallo Studio OLM in collaborazione con P.I.C.S., nonostante si tratti di una serie ancora molto di nicchia, vi invitiamo a recuperarla il prima possibile visto il suo impianto narrativo particolare, vera punta di diamante della serie. Inizialmente passata in sordina per i fondali abbastanza piatti, il character design non particolarmente ispirato e un espediente in qualche modo già conosciuto come la metafora del taxi come luogo di espiazione, confessionale in cui non si viene giudicati dall’attento tassista. Eppure, questo intrigo scritto da un assoluto debuttante al suo primo lavoro di sceneggiatura riesce a colpire per la qualità dello storytelling, il ritmo incalzante della narrazione e i twist di quest’opera noir che ricorda, per certi versi, alcuni scorci un po’ alla Tarantino. Non vogliamo davvero dirvi nulla sulla trama perché si tratta davvero di una gemma nascosta, forse l’anime più sottovalutato di questo 2021, e per questa ragione lo abbiamo inserito nella classifica delle serie migliori da recuperare in questo anno che sta per terminare: sarebbe davvero un peccato se passasse troppo in sordina.

Komi Can’t Communicate – Netflix

Komi Can't Communicate

Komi Shouko è una ragazza che frequenta il liceo privato Itan High, dove è estremamente popolare tra i suoi compagni a causa della sua bellezza e del suo atteggiamento apparentemente altezzoso e superiore. Il primo giorno di lezione conosce Tadano Hitohito, suo vicino di banco: questi scopre, dopo aver provato a parlare con lei, che Komi in realtà soffre di un disturbo della comunicazione tale da impedirle di parlare dinanzi ad altre persone e, di conseguenza, di poter stringere amicizia con chiunque. Tadano si ripromette così di aiutarla a raggiungere il suo obiettivo di trovare cento amici.

Komi Can’t Communicate è uno di quegli anime che assolutamente non ci aspettavamo venisse effettivamente prodotto e distribuito in tutto il mondo, visto in qualche modo il suo status come serie cult di nicchia che aveva nella sfera occidentale degli appassionati, almeno fino all’anno scorso. E invece, ancora una volta grazie a Netflix ci siamo dovuti ricredere. Prodotto dallo storico studio OLM (come Odd Taxi) e in particolare dal Team Kojima, la serie riesce ad adattare perfettamente un manga che, come Kobayashi nel paragrafo qui sotto, nasce in egual misura come serie comica e romantica in parti non proprio eguali, ma con un maggiore focus puntato principalmente sulla comicità. Una serie divertentissima dove gli stereotipi sui personaggi non sono un difetto ma un grande punto di forza che aiuta il tipo di umorismo delle micro-narrazioni di cui è composto. Komi Can’t Communicate è risultata una delle serie più guardate su Netflix e ne è già stato annunciato un seguito, in arrivo ad aprile 2022: un anime che gli amanti delle commedie romantiche e degli anime slice of life non dovrebbero assolutamente perdersi, unito ad un’animazione fluida e bella da vedersi, incredibilmente espressiva come il tratto di Tomohito Oda.

Miss Kobayashi’s Dragon Maid S – Crunchyroll

Miss Kobayashi's Dragon Maid S

La signorina Kobayashi è una giovane impiegata che vive una vita solitaria e noiosa, divisa tra casa e ufficio. Finché un giorno non salva un drago in difficoltà. Il drago in questione si chiama Tohru e, tramite la magia, si trasforma in una adorabile ragazza umana (a parte corna e coda, ovvio) ed è disposta a fare qualsiasi cosa pur di ripagare il suo debito. Cosa ne pensi a proposito la signorina Kobayashi è del tutto irrilevante. Con un drago come coinquilina, la vita di Kobayashi non sarà più la stessa (e vorrei vedere…).

Dopo tre anni di attesa dovuti alla terribile tragedia che ha colpito Kyoto Animation, la casa di produzione ha deciso di ritornare in pompa magna, tirando fuori la miglior serie possibile per un ritorno coi fiocchi: ovvero adattando nuovamente l’opera di Coolkyoushinja, ovvero Miss Kobayashi’s Dragon Maid S, in una nuova stagione composta da 12 episodi che sono stati trasmessi in streaming quest’estate su Crunchyroll. Ne abbiamo parlato largamente nella nostra recensione completa, ma questa nuova stagione, oltre all’introduzione del nuovo drago Ilulu, ha segnato un ulteriore passo di qualità fatto dallo storytelling, con un cast di personaggi che finalmente possono esistere e venire sviluppati al di fuori delle semplici relazioni che hanno con Kobayashi e Tohru. Ogni episodio dedicato ad ognuno di essi infatti è una vera gioia per gli occhi, oltre che per il cuore: momenti divertenti e momenti che scaldano il kokoro abbondano, realizzati con una qualità di animazione e di attenzione per i dettagli che solo KyoAni poteva avere. Un ritorno perfetto per uno studio di animazione che non vedevamo l’ora di vedere di nuovo in azione.

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Ossessionato da Le Bizzarre Avventure di JoJo e METAL GEAR, pensa che TRIGGER abbia salvato gli anime. Darebbe tutto pur di vedere un nuovo Trauma Center e il finale di Berserk; generalmente ti vuole bene, finché non gli parli di microtransazioni.

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