L’Attacco dei Giganti: La Stagione Finale – Recensione della prima parte

Giunti al termine del primo blocco di 16 episodi, in attesa del prosieguo che arriverà nell'inverno 2022, ecco la nostra recensione della stagione finale dell'anime tratto dal manga di Hajime Isayama

L'Attacco dei Giganti: La Stagione Finale - Recensione della prima parte

Era nell’aria già da prima dell’inizio della trasmissione, quando è stato confermato il numero totale di episodi, ma adesso ne abbiamo la certezza: la stagione finale de L’Attacco dei Giganti, adattamento animato del manga di Hajime Isayama, proseguirà il prossimo inverno con un (probabile) nuovo blocco di episodi, mentre i 16 attualmente disponibili costituiscono solo la prima parte dell’ultimo atto di questo vero e proprio blockbuster della moderna animazione giapponese. Come se l’è cavata finora MAPPA, studio a dir poco indaffarato in questi ultimi anni, nell’ingrato compito di raccogliere l’eredità di WIT Studio e portare a termine la serie che forse più di tutte ha fatto scuola in questo settore nel decennio passato? Scopritelo nella nostra recensione della prima parte de L’Attacco dei Giganti: La Stagione Finale.

Dite la verità, lo sappiamo che siete già corsi alla fine dell’articolo per leggere il commento conclusivo. E forse starete pensando: perché è stato assegnato un voto numerico a un titolo incompleto? Semplicemente, non volevamo lasciare troppo in sospeso il giudizio in attesa del prosieguo che arriverà solo tra otto mesi. Inoltre, grazie alla sezione pro-contro, possiamo dare un parere più accurato e di facile lettura su una serie di cui si parlerà ancora per molto tempo, grazie anche all’imminente conclusione del manga dopo quasi 12 anni di serializzazione. Oltre a questa doverosa premessa, vi ricordiamo che in questo articolo saranno presenti spoiler sulle prime tre stagioni animate, proseguite perciò a vostro rischio e pericolo se non siete in pari con la visione.

  • Titolo originale: Shingeki no Kyojin: The Final Season
  • Titolo inglese:  Attack on Titan: The Final Season
  • Uscita giapponese: 7 dicembre 2020
  • Uscita italiana: 8 dicembre 2020 (streaming)
  • Piattaforma: VVVVID, Amazon Prime Video
  • Genere: azione, drammatico, mistero, guerra
  • Numero di episodi: 16
  • Durata: 24 minuti
  • Studio di animazione: MAPPA
  • Adattato da: manga
  • Lingua: italiano (doppiaggio e sottotitoli), giapponese (doppiaggio)

Abbiamo recensito L’Attacco dei Giganti: La Stagione Finale tramite piattaforma streaming Amazon Prime Video.

La guerra che deciderà tutto

In occasione delle nostre prime impressioni della stagione abbiamo fatto un riepilogo degli eventi che ci hanno portato a questo punto della storia. Ripercorriamoli brevemente. Dopo essere arrivati, con molte battaglie e sacrifici, nella famigerata cantina della casa di Eren Jeager e di suo papà Grisha, i nostri protagonisti hanno scoperto l’inaspettata e sconvolgente verità sul mondo che li circonda, ovvero che fino a quel momento hanno tutti vissuto in una grande bugia ordita dal re esule eldiano Karl Fritz. Ad attenderli oltre il mare vi è la nazione di Marley, potenza predominante che ha sempre assoggettato gli eldiani per scopi bellici, costringendoli a vivere da discriminati.

I primi episodi della quarta stagione de L’Attacco dei Giganti si collocano dopo un time skip e sono ambientati proprio a Marley, presentando allo spettatore un nuovo cast di personaggi dove spiccano il taciturno e gentile Falco Grice e l’ambiziosa e sicura di sé Gabi Braun. Ritroviamo inoltre facce note come Reiner Braun e Zeke Jaeger, il fratellastro di Eren, e non bisognerà attendere troppo prima di rivedere i vecchi protagonisti del leggendario Corpo di Ricerca.

Tra momenti calmi, atti a caratterizzare l’eccellente background dell’opera, rivelazioni sconcertanti, combattimenti al cardiopalma ed eventi dal grande impatto emotivo, la trama della stagione finale de L’Attacco dei Giganti procede spedita come un treno interrompendosi purtroppo sul più bello con un cliffhanger nell’ultimo episodio, e rimandando la conclusione dell’epica battaglia tra eldiani e marleyani alla seconda parte che inizierà nella prossima stagione invernale. Una scelta motivata senza dubbio dalle necessità di garantire un adeguato standard tecnico e forse legata anche alla rotazione dei palinsesti televisivi giapponesi, ma che si rivela infelice per tutti i fan anime-only del franchise che avranno vita dura da qui al prossimo gennaio, e che potrebbero essere tentati dal recuperare il manga anche solo per difendersi dagli inevitabili spoiler che circoleranno in rete dopo la sua conclusione.

Al netto di questo punto, e di alcuni passaggi che meritavano di essere sviluppati con un minutaggio maggiore per via della loro importanza, l’ultima stagione adatta fedelmente il contenuto dei volumi 23-28 dell’opera originale, e lo fa in modo impeccabile. In questa nuova fase della storia la serie sancisce infatti la sua maturazione definitiva, da action shonen a tinte horror e survival a racconto adulto e consapevole sulle conseguenze della guerra e della discriminazione, tanto che si fa fatica a credere che il manga sia stato serializzato su una rivista rivolta principalmente a un pubblico di ragazzi. Non solo, è davvero difficile non rimanere colpiti dal modo con cui Isayama è riuscito a ingannare il lettore – e, di conseguenza, lo spettatore – durante la prima parte, giustificando tutte le rivelazioni con naturalezza e senza alcuna forzatura.

Vecchie e nuove facce

In questa nuova iterazione il cast si amplia ulteriormente aggiungendo alle vecchie conoscenze delle precedenti stagioni un nuovo insieme di figure ugualmente efficaci e ben caratterizzate, sebbene non allo stesso livello. I personaggi di Marley, la nazione nemica di Paradis e degli eldiani, altro non sono che normali esseri umani e la loro introduzione permette a Isayama di trattare un tema importante come quello della discriminazione razziale, con evidenti rimandi alla Germania Nazista e alla segregazione degli Ebrei. Portavoce di questo argomento è Gabi Braun, personaggio ingiustamente poco apprezzato (se non odiato) in quanto personificazione emblematica della dottrina marleyana nonché vero e proprio duale di Eren Jaeger, sia a livello caratteriale che fisico. L’autore stesso ha confermato infatti durante un’intervista che il design di Gabi è nato a seguito di uno sketch di Eren a sesso invertito.

Proprio il protagonista è quello che più di tutti ha subito il cambiamento maggiore negli anni trascorsi, passando da guerriero impulsivo e irascibile a freddo calcolatore che non si fa problemi a sacrificare le vite di persone innocenti per raggiungere i suoi scopi. Un twist che rende ancora più interessante la sua caratterizzazione legandola a doppio filo a quella del suo fratellastro Zeke. Il portatore del Gigante Bestia, considerabile a tutti gli effetti un villain nei precedenti episodi, assume una nuova luce in questa stagione grazie alle rivelazioni sul suo passato e alla sua centralità negli eventi che segneranno il destino del mondo intero.

In generale, i personaggi si confermano ancora una volta uno degli assi della manica della produzione, e tutti, anche i meno importanti nell’economia della storia, riescono a lasciare il segno sullo spettatore grazie a dialoghi ben scritti sorretti dall’ottimo character design di Tomohiro Kishi. Un cast in cui chiunque, eldiano o marleyano che sia, è vittima inconsapevole delle credenze e dell’ingombrante eredità dei propri antenati. In L’Attacco dei Giganti: La Stagione Finale la distinzione tra bene e male si assottiglia fino a diventare quasi inesistente, a dimostrazione che in una qualsiasi guerra non esistono vincitori, ma solo sconfitti.

MAPPA, you did it again

L’anime de L’Attacco dei Giganti non sarebbe tale senza un comparto tecnico coi fiocchi, e anche stavolta è difficile rimanere delusi dall’eccellente lavoro di MAPPA, un’azienda super indaffarata che si è ritrovata a dover gestire una licenza ingombrante e piena di aspettative come questa. Erano molti i dubbi in merito visto il cambio di studio e i tempi molto stretti, ma anche stavolta MAPPA è riuscita a smentire tutti gli scettici e i malfidati sul suo conto regalandoci la veste grafica che questa parte della storia si meritava.

Un lavoro non perfetto in ogni suo dettaglio – un paio di episodi, per esempio, presentano dei cali grafici per fortuna non gravi – e che con tutta probabilità è stato completato a caro prezzo, come testimoniato da alcuni animatori e membri dello staff, ma che non fa rimpiangere assolutamente l’abbandono di WIT Studio, e che conferma ancora una volta l’alto livello qualitativo della produzione. Anche la scelta di realizzare i giganti con l’ausilio della CGI, tecnica dall’applicazione controversa in questo settore, si rivela vincente integrandosi benissimo con gli sfondi ed il resto dell’animazione in 2D. Non possiamo che augurarci che anche la seconda parte mantenga questo standard, e anzi che riesca addirittura a superarlo.

Dove invece la serie ha un po’ deluso le aspettative è nella colonna sonora. La partecipazione di Hiroyuki Sawano, celeberrimo compositore autore di tutte le musiche delle iterazioni precedenti e tra i pochi membri dello staff a sopravvivere al cambio di studio, è rimasta legata ad alcuni brani provenienti dalle passate stagioni e riarrangiati per l’occasione, mentre la maggior parte delle melodie inedite è opera del giovane ma promettente Kohta Yamamoto, che però purtroppo non riesce a lasciare il segno nel corso dei 16 episodi. Speriamo riesca a riscattarsi nel prosieguo. Per quanto riguarda le sigle, confermiamo quanto detto dopo la visione del primo episodio: l’opening Boku no Sensou della rock band Shinsei Kamattechan si candida seriamente tra le migliori dell’anno corrente e segna uno stacco netto rispetto ai suoi illustri predecessori, mentre l’ending Shougeki della cantautrice Yuko Ando è una ballata lenta e poetica che contrasta a meraviglia con i toni del racconto.

A chi consigliamo L’Attacco dei Giganti: La Stagione Finale?

C’è poco da dire a riguardo, questa nuova stagione de L’Attacco dei Giganti è ovviamente una visione obbligatoria per tutti i fan che sono in pari con le tre parti precedenti, ed un ulteriore, valido motivo per i lettori del manga che non si sono ancora approcciati all’adattamento animato. Se siete curiosi di recuperare una delle serie simbolo dell’animazione giapponese del decennio passato (ma allora perché state leggendo queste righe?) partite ovviamente dalla prima stagione, disponibile in streaming su VVVVID, Netflix e Prime Video anche con il doppiaggio in italiano.

  • Trama spettacolare con un netto cambio di genere
  • Personaggi eccezionali, anche quelli nuovi
  • Assenza di una vera distinzione tra bene e male
  • Comparto tecnico di primissimo livello…

  • …Ma non in tutti gli episodi
  • Qualche passaggio un po’ trascurato
  • Bisogna attendere otto mesi per il prosieguo
L’Attacco dei Giganti: La Stagione Finale
4.5

Non è davvero l'ultima, ma che stagione!

Al netto di qualche piccolo e trascurabile intoppo tecnico, e di alcuni passaggi che meritavano di essere adattati con un minutaggio maggiore, la stagione finale – o meglio, la prima parte – dell’adattamento animato de L’Attacco dei Giganti è un vero trionfo. MAPPA smentisce tutti i malfidati e gli scettici sul suo conto non facendo rimpiangere assolutamente la dipartita di WIT Studio e regalando agli spettatori la qualità visiva che questa parte della serie meritava. Serie che sancisce il suo definitivo cambio di rotta, esattamente come avvenuto nel manga, passando da action shonen con tinte horror e survival a maturo racconto sulla guerra, sui suoi orrori e sulla discriminazione, reso ancora più vivido ed efficace da un background caratterizzato in modo magistrale. L’attesa per la seconda e (si spera) ultima tranche di episodi sarà durissima, ma siamo certi che ne varrà la pena.

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Figura mitologica, ossessionata da tutto ciò che proviene dal Giappone, che ama districarsi abilmente fra mille impegni e buoni propositi che non realizzerà mai. Quando non impugna un controller, si diletta a guardare anime e leggere manga di dubbio gusto. Tendenzialmente ti vuole bene, soprattutto se gli parli delle serie Trails, Ys e Utawarerumono.

1 commento

  1. A parte qualche problema tecnico, un ottimo lavoro che spero troverà una degna conclusione.

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