Addio al creatore del KONAMI CODE, Kazuhisa Hashimoto

KONAMI CODE, Kazuhisa Hashimoto

Su, su, giù, giù, sinistra, destra, sinistra, destra, B, A, Start. Il Konami Code, conosciuto anche come “Contra Code”, è la combinazione di tasti più conosciuta dai giocatori di vecchia data. È divenuto popolare in seguito al suo inserimento in numerosi videogiochi a partire dall’era Famicom, come il porting di Gradius. Kazuhisa Hashimoto, programmatore di Konami, lo inserì nel titolo per poterlo testare più facilmente, dato che trovava Gradius troppo difficile da giocare. Quando Konami si accorse che il codice funzionava ancora nella versione finale del gioco, decise di lasciarlo al suo posto, perché rimuoverlo poteva generare nuovi bug.

Dopo l’uscita di Gradius il codice è stato inserito nei successivi giochi della serie, così come in numerosi altri titoli della compagnia, come Castlevania, Dance Dance Revolution e Metal Gear. Nella maggior parte dei giochi poteva garantire power up o numerose vita extra al giocatore. Data la difficoltà dei giochi Konami dell’epoca, il codice divenne ben presto popolare fra i giocatori come “Konami Code”.

Kazuhisa Hashimoto, creatore del Konami Code, è venuto a mancare ieri, 25 febbraio 2020. La notizia è stata condivisa attraverso Twitter da Yuji “TECHNOuchi” Takenouchi, ex compositore di colonne sonore di videogiochi che in passato ha lavorato con Hashimoto. Takenouchi e Hashimoto erano amici di vecchia data e il compositore lo descrive come una persona gentile, affettuosa e rilassata. È stato molto difficile per lui trovare le giuste parole per comunicare la notizia al resto del mondo. Le cause della morte non sono state rese note.

Il Konami Code è tuttora noto nella cultura pop ed è stato utilizzato in tantissimi giochi anche da developer esterni a Konami per inserire easter egg all’interno di giochi di nuova generazione. Ad esempio in Bravely Default per Nintendo 3DS è possibile inserirlo per sbloccare un teaser di Bravely Second, ed è possibile trovarlo inciso anche sul controller ufficiale di Google Stadia.

Fonte: Yuji “TECHNOuchi” Takenouchi via Siliconera

Trent’anni passati a inseguire il sogno giapponese, fra un episodio di Gundam e un match a Street Fighter II. Adora giocare su console e nelle sale giochi di Ikebukuro che ormai, per quanto lontana, considera una seconda casa.

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