Xbox One Reveal: le nostre considerazioni

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Xbox One

Dai, è la prima cosa a cui abbiamo pensato tutti quanti.

L’evento Microsoft dello scorso 21 maggio ha mostrato al pubblico di tutto il mondo la nuova console casalinga che prenderà il posto dell’Xbox 360: si tratta di Xbox One, con i suoi 500 GB di hard disk, la sua CPU di 8 Core e gli 8 giga di Ram.

Ma cos’è che rende memorabile una console? Il design della scocca? La potenza sotto di essa? Le funzionalità aggiuntive? Niente di tutto questo. A rendere grande una console sono i titoli, i giochi veri e propri che concorrono per creare la storia della next generation. Tuttavia, nella presentazione di Microsoft i giochi erano… come dire… assenti. Questo ovviamente se escludiamo titoli come quelli EA Sports e il solito Call of Duty, che accontentano solo una certa fascia di pubblico (che non coincide con chi vi scrive e spero anche con voi che ci leggete).

Ecco le opinioni personali e informali di alcuni dei redattori di Another Castle che hanno assistito in diretta all’Xbox Reveal in veste di semplici videogiocatori.

Non abbiamo alcuna intenzione di denigrare il lavoro svolto da Microsoft per la nuova console, siamo solo rimasti alquanto delusi da una presentazione che sembrava tutto fuorché quella di una piattaforma per videogames, e speriamo di poterci ricredere in un prossimo futuro.

Mr. Zero

Kilroy

Quella che è stato presentato più che una console è un Media Center. Microsoft punta alla multimedialità e alla integrazione delle funzioni, trasformando tutte le TV in Smart TV…  almeno negli USA. La sua politica commerciale è ormai chiara: puntare alle masse. Il Kinect obbligatorio, i comandi alla “Minority Report” e il fatto che i titoli presentati per il lancio fossero Call of Duty Ghosts e la linea di titoli sportivi EA, mentre solo due erano i titoli in esclusiva, avvalora la mia teoria. Xbox One (nome non felicissimo… Gia AiO, ovvero All In One, sarebbe stato un nome decisamente migliore) sarà una console che verrà apprezzata dalle famiglie proprio per la sua multimedialità, ma che a mio avviso faticherà sul mercato Europeo e come è già oggi con Xbox 360, sarà assente sul mercato asiatico. La delusione del cosiddetti core gamers è palpabile: blocco dell’usato (e sono sicuro che la partnership con EA abbia molto a che fare con questo), la necessità di connessione online ogni 24 ore e la registrazione obbligatoria dei titoli, uniti al design anonimo (anche l’occhio vuole la sua parte), alla sempre maggiore attenzione verso i “casual” e alla non stupefacente qualità del giochi mostrati (considerando che le parti in-game erano pochissime e che la maggior parte dei trailer erano prerenderizzati) sono state le cause di una reazione che definire “fredda” è dir poco. Una console che mai è stata più lontana dalla console, sempre più vicina a un PC, a una Smart TV e a un Media Center, con buona pace della semplicità di uso e del concetto di “plug & play”. Intanto, in attesa dell’E3, dei titoli che hanno promesso di mostrare (quindici esclusive e otto nuove IP), e di avere maggiori delucidazioni su PlayStation 4, io rispolvero Mega Drive e SNES… non si sa mai.

Mr. Fox

Roberto Fuccini

Cercherò di fare una riflessione spero veloce e concisa in base a quello che Microsoft ci ha mostrato e che ho visto in questa presentazione: una console esteticamente brutta, FIFA, Call of Duty, Forza Motorsport, millemila funzioni TV quasi come fosse una cosa rivoluzionaria e nessuno possedesse un televisore in casa e tanto, forse anche troppo social. Già per la scelta dei giochi ho trovato la presentazione una bidonata tremenda, e avevo quasi voglia di chiudere, poi il fattore social che ancora non riesco a mandare giù. Chiamatemi antiquato, chiamatemi come volete, ma io se acquisto una console è per giocare, per immergermi in un mondo alternativo nella tranquillità e nella santa pace di casa mia (che poi è tutto tranne che tranquilla ma va bè…), se voglio giocare con qualcuno invito amici a casa e ci facciamo due risate, ci diamo noia, se sono lontani mi basta il multiplayer online, senza dover comunicare a tutto il fottutissimo mondo cosa sto facendo, a cosa sto giocando, che tasto ho premuto e di che colore ho le mutande mentre gioco… non sono ancora un attention whore. Se voglio buttarmi nei social mi compro un PC (e già ne posseggo due) se voglio “socializzare” prendo e me ne vado fuori con gli amici. Voglio una Console con la C maiuscola, voglio i giochi, voglio giocare. Vogliamo parlare poi della conferma sulla tassa per poter giocare ai titoli usati? Lasciamo perdere che è meglio. Oh, scusatemi, avevo promesso di fare una cosa breve e coincisa, in definitiva: SCAFFALE! in casa mia non entrerà mai e poi mai.

Mr. Mantis

Francesco Bellomo

Che dire di questa Xbox One, Infinity, Durango, 720? Microsoft pareva essere lì con il solo scopo di fare una pessima figura. Con le quindici esclusive durante il primo anno come promessa, pochine, dato che su PS3 ne escono quindici in due mesi, potevano anche aggiungerci anche 300.000 posti di lavoro e l’assegno per la disoccupazione. Il controller cambiato di poco, tranne che quella gobbetta che ricorda non poco quello PS4 e un Kinect 2.0 che riconosce al meglio le persone ed attira la polvere in metà del tempo. FIFA 14 Ultimate Team come esclusiva, quindi arriviamo già a 14, Forza Motorsport, siamo a 13, Call Of Duty: Ghosts con i suoi diellecì -SALUTE!- in anteprima su One, e quel gioco lì… Quantum, Quantum… aiutatemi! – Quantum Break – fatto da quelli che hanno prima sviluppato un noir con le contropalle e poi un noi(a)rHalo, serie TV supervisionata da Spielberg, che dopo due giorni l’avremo in torrent. IL FANTACALCIO/RUGBY/BASKET/MAZZATE. La TV, ragazzi Rupert Murdoch, patron di SKY, ha già chiesto il preventivo alle onoranze funebri per il successone che avrà la Xbox TV. Se EA abbandona gli online pass, e anche il lume della ragione dopo le dichiarazioni beote su Wii U, Microsoft mette un dito nell’orifizio tanto amato da Freud e crea l’offline pass e l’installazione obbligatoria su HDD giustificandosi con “Oh, ma la nostra console non sarà always-online”.

Oh ma la vostra console sarà always-shelf.

Mr. Lightning Bolt

Alessandro Semeraro

Sono un felice possessore di Xbox 360, e in questo periodo ci sto effettivamente giocando parecchio, nello specifico a Lost Odyssey, una delle esclusive di cui la console può vantare. Diciamola tutta: è uno dei giochi che mi ha spinto effettivamente a comprare la console. Ero un convinto sostenitore di PlayStation 3, presa poco dopo il lancio. PS3 che tuttavia ha deciso di abbandonarmi all’indomani di una prima rottura del lettore Blu-ray (a cui poi sono seguiti due Ylod che mi hanno portato al definitivo abbandono del cadavere in favore di una Slim). Non potevo certo permettermi di perdermi il lancio di un gioco che aspettavo da tempo, e perciò decisi di approfittare di un’offerta in un negozio locale, che vendeva una fiammante Xbox 360 rossa in edizione limitata, in bundle con Resident Evil 5. La console mi ha subito conquistato, specie per la comodità del joypad (che a mio parere, è davvero il migliore sul mercato) e tutt’ora non mi ha mai dato problemi. Sono soddisfatto dell’acquisto e ho ancora una cava di giochi anche solo da cominciare.

Mettiamo da parte la mia storia personale: vi parlerò delle mie impressioni sull’annuncio di Microsoft. Ero eccitato, lo ammetto. Ma già la tonalità di verde scelto per l’immagine coordinata del nuovo brand non mi piace. Il design della console è soddisfacente, elegante, ma so già che attirerà una quantità di polvere assurda grazie alla superficie lucida.  Sarà potentissima, ok, ma dopo aver visto PlayStation 4 in azione non c’è da stupirsi. Non è la grafica a fare i giochi, dai. Ecco, a proposito: e i giochi? FIFA? Call of Duty? Stiamo scherzando? Tutti i giochi presentati erano sequel di IP già note per la loro essenza commerciale, che piacciono solo ai casual gamers o ai fanatici dello sport (che a mio parere farebbero meglio a giocare a pallone nel cortile di casa piuttosto che davanti alla TV). Non chiedo molto: solo altri capolavori come quelli di Mistwalker, esperienze di gioco innovative, qualcosa che non si limiti al semplice BOOMBOOM RATATATATA e che ci raccontino una storia, che ci rendano partecipi di esse in modo innovativo.

La cosa più triste tuttavia è che tale pochezza di titoli costituiva solo una minima parte di quello che l’Xbox Reveal è stato: TV, televisione, partite di football americano (o era rugby?), serial televisivi, e ho già detto TV? Non so come funzioni negli Stati Uniti, ma qui in casa mia la TV si vede benissimo anche senza Xbox collegata. Il celolunghismo che vede la console attivarsi solo a comando vocale è talmente forte da mettere in secondo piano i videogiochi? Evidentemente sì. Ma non fasciamoci la testa prima di vedere cos’hanno in serbo per l’E3 in arrivo.

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