HELL’S PARADISE – Recensione della Stagione 1

Abbiamo recensito la prima stagione dell'adattamento anime di Hell's Paradise, manga di successo di Yuji Kaku. Ecco il responso finale

HELL’S PARADISE – Recensione della Stagione 1

Alcune produzioni, sembrano nascere sotto una stella fortunata e Hell’s Paradise è sicuramente una di queste. L’opera ideata da Yuji Kaku, serializzata dal 2018 al 2021 sulla rivista Shonen Jump+ di Shueisha, raccolta in un totale di 13 volumi, ha subito dimostrato di avere un grande potenziale e, soprattutto, di possedere quella scintilla, quella luce interiore che appartiene soltanto ai “grandi”. Jigokuraku (il paradiso infernale) è una serie molto particolare. Per quanto la sua concezione originaria affondi le radici in tematiche tutto sommato già comunque trattate in altre opere, il prodotto finale riesce a distinguersi e ad evidenziare dei tratti unici, che lo rendono decisamente interessante. Per tal motivo, quando J-POP Manga ne ha annunciato la pubblicazione nel nostro Paese, conclusasi ormai diversi anni fa, il manga ha riscosso subito un grande successo e sulla stessa falsariga anche l’annuncio e il successivo arrivo della versione animata del lavoro di Kaku-sensei ha generato lo stesso hype negli appassionati del genere.

Dal canto mio, lo ammetto: non conoscevo il manga di Hell’s Paradise, ma sono assolutamente convinto che lo recupererò prima possibile. Dopo aver letteralmente divorato la prima stagione dell’anime, facendo fede principalmente alla versione con doppiaggio in italiano, mi sono accorto che Hell’s Paradise non può mancare nella mia collezione. La trasposizione animata curata dallo studio MAPPA e disponibile sul Crunchyroll ha saputo evidenziare tutti i punti di forza (ma anche qualche punto debole) della produzione, con un lavoro complessivamente di ottimo livello. Siete curiosi di scoprire il perché delle mie parole? Ebbene, non vi resta che proseguire con la lettura della recensione della prima stagione dell’anime di Hell’s Paradise.

HELL’S PARADISE – Recensione della Stagione 1

  • Titolo originale: 地獄楽 (Jigokuraku)
  • Titolo inglese: Hell’s Paradise
  • Uscita giapponese: 1 aprile 2023
  • Uscita italiana: 13 luglio 2023
  • Piattaforma: Crunchyroll
  • Genere: Azione, horror, storico, fantasy , thriller 
  • Numero di episodi: 13
  • Durata: 24 min
  • Studio di animazione: MAPPA
  • Adattato da: manga di Yuji Kaku
  • Lingua: giapponese (doppiaggio), italiano (doppiaggio e sottotitoli)

Abbiamo recensito la prima stagione dell’Anime di Hell’s Paradise  tramite la piattaforma streaming Crunchyroll.

Hell’s Paradise: benvenuti all’inferno… o in paradiso?

La storia di Hell’s Paradise è molto complessa, ma al contempo semplice: il ninja Gabimaru, ribattezzato Gabimaru l’arido, non può morire. Per motivi apparentemente sconosciuti, il suo corpo è diventato talmente resistente alle intemperie e alle sollecitazioni esterne, fino a risultare pressoché indistruttibile. L’anime, di conseguenza, si apre proprio con questa premessa. Gabimaru è stato catturato per i suoi crimini, che vengono esplorati nel corso dei primi episodi, e deve pagare con la vita. Vista l’impossibilità di porre fine alla sua esistenza, lo shogunato, impersonato nel caso specifico dalla bellissima guerriera Sagiri Yamada Asaemon, incaricata inizialmente di uccidere Gabimaru, assegna al ninja una particolare missione, che può valergli la libertà e la completa assoluzione da tutti i suoi “peccati”. La missione in questione, però, è a dir poco impossibile. Il compito di Gabimaru è quello di recuperare il prezioso e misterioso elisir di dell’immortalità, situato nel minaccioso quanto erroneamente riconosciuto come leggendario reame dello Shinsenkyo. Da questa minacciosa meta, infatti, nessuno ha fatto ritorno. Le leggende, che poi si rivelano più reali di quanto si possa credere, parlano di persone tramutata in piante, di orribili creature e di vere e proprie divinità, che popolano le minacciose lande di una terra tanto bella da vedere quanto letale.

HELL’S PARADISE – Recensione della Stagione 1

La storia dell’anime parla esattamente di questo: raggiungere lo Shinsekyo e sopravvivere, a ogni costo. In verità, i tredici episodi da cui è composto la prima stagione dell’anime, hanno dimostrato che la missione più complicata è proprio quella di portare a casa la pelle. Tra lunghe sequenze di battaglie, dialoghi frequenti e interessanti, che estendono spesso la “lore” del mondo di Hell’s Paradise, gli episodi hanno come tema centrale la voglia di combattere per uno scopo e di superare ogni avversità, anche cercando di andare oltre le proprie possibilità. Questa commistione di tematiche, danno vita a una storia dai ritmi molto veloci, che si traduce in episodi quasi sempre piacevoli da guardare e che si lasciano gustare senza troppa fatica. Al netto delle tematiche oscure, infatti, Hell’s Paradise nasconde bene la sua “pesantezza” dietro uno stile narrativo molto attuale e interessante, che raramente si lascia ingarbugliare dai fili della ripetitività e della monotonia. Il risultato finale è decisamente vincente, per quanto però, come ho detto in precedenza, alcuni passaggi di alcuni episodi, specialmente quelli della fase centrale del blocco, mi sono sembrati più pesanti e forse troppo “annacquati”.

Un cast eccellente

Uno dei punti di forza dell’anime di Hell’s Paradise è quello di saper dare la giusta “vita” a un character design già di per sé imponente. L’opera di Kaku-sama va ben oltre i semplici volti principali, Gabimaru e Sagiri, e, anzi, si eleva a un livello decisamente sopra la media del genere di riferimento. Che siano gli sfortunati e spietati compagni di viaggio di Gabimaru e della sua squadra di assassini, gli spietati “potenti” al comando dello shogunato o gli splendidi quanto letali e misteriosi Tensen, le entità immortali che hanno in pugno le sorti dei malcapitati che si ritrovano nello Shinsenkyo, ogni tassello riesce ad aumentare in maniera sensibile la qualità di un mosaico narrativamente sempre più ricco e affascinante. Sotto questo aspetto, l’opera di Kaku-sama si piazza di diritto in una cerchia ristrettissima di prodotti di grande qualità e bastano pochi minuti di visione per capirlo. Alcuni personaggi, in particolare, hanno dimostrato di avere un grandissimo potenziale, un impatto potenzialmente devastante sulla storia e sulle sue diramazioni.

HELL’S PARADISE – Recensione della Stagione 1

L’adattamento animato di MAPPA riesce a mettere ancor di più a fuoco la voglia dell’autore di dare lustro e spazio ai protagonisti o comunque ai personaggi principali che rappresentano un po’ i capisaldi di tutta l’esperienza. La storia di Hell’s Paradise, almeno la porzione vista nella prima stagione dell’anime, funziona e convince anche grazie all’importanza del suo cast. Diversi momenti dell’anime mi hanno tenuto incollato allo schermo anche e soprattutto per comprendere quale destino attende ognuno di loro, con esiti spesso e volentieri tragici o comunque infausti, considerando anche la natura spietata e brutale dell’opera, che nell’adattamento animati si respira a pieni polmoni sin dalle prime battute.

HELL’S PARADISE – Recensione della Stagione 1

Traguardi cromatici importanti e dove trovarli

Da un punto di vista squisitamente tecnico ed estetico, il lavoro svolto dai ragazzi di MAPPA con la prima stagione di Hell’s Paradise è davvero eccellente. Senza soffermarsi più di tanto sulla qualità e la precisione del tratto, che rende le silhouette dei corpi molto convincenti e soprattutto ben incastrati sugli ottimi “fondali”, l’aspetto che mi ha maggiormente colpito della trasposizione animata è la scelta cromatica. Lo studio, infatti, ha optato volutamente per una palettatura cromatica molto aggressiva, che fa leva su colori forti, come l’arancione, il rosso il giallo, che vengono sparati a mille, tanto nella resa degli scenari tanto e soprattutto nei dettagli principali dei corpi in elementi quali i capelli, il vestiario e via dicendo. La scelta di puntare su una pigmentazione così forte e accesa mi è sembrata quasi una provocazione, un modo per giocare con la natura stessa oscura dell’anime e della sua linea narrativa, che sembra quasi cozzare con il suo aspetto, sempre super colorato e artisticamente allegro e gioviale. Ho apprezzato moltissimo questa scelta, così come reputo di ottimo spessore anche le animazioni.

Da questo punto di vista, lo studio MAPPA ha svolto un lavoro solido e convincente, anche considerando la natura degli scontri, sempre molto frenetici e ricchi di dettagli extra, come i particellari delle skills più “pesanti” da vedere e in generale in tutta la gestione stessa dei micro movimenti dei vari guerrieri impegnati sul campo di battaglia. Anche il comparto sonoro mi è sembrato di pregevole qualità. Il doppiaggio in lingua originale è davvero convincente, ma anche quello italiano si è dimostrato molto valido, con i doppiatori scelti che mi sono sembrati sempre molto a fuoco con il proprio personaggio. Da grande appassionato di musica, non posso che chiudere citando le due sigle che accompagnano il viaggio di Gabimuaru nel minaccioso mondo di Hell’s Paradise: Work, l’opening, e Kamitoe, l’ending. Entrambe le tracce, seppur molto diverse tra loro, sembrano essere veramente cucite su misura sul corpo dell’opera e trasmettono una sensazione di appagamento, tanto da risultare (in particolare l’opening) tra le migliori che ho sentito negli ultimi anni.

HELL’S PARADISE – Recensione della Stagione 1

CrunchyrollQuesto anime è disponibile sottotitolato in italiano su Crunchyroll, la prima piattaforma online internazionale completamente dedicata al mondo dell’animazione giapponese, dei manga e dei drama. Puoi guardare gratuitamente Crunchyroll sul tuo PC, sul tuo smartphone e sulla tua console iscrivendoti con un account gratuito oppure sottoscrivendo un piano di abbonamento mensile che ti permetterà di seguire gli anime in simulcasting con il Giappone.

A chi consigliamo Hell’s Paradise?

La prima stagione di Hell’s Paradise, devo essere sincero, mi è piaciuta parecchio. Tralasciando la fase centrale, che forse ha sofferto di momenti “morti” un po’ eccessivi, devo ammettere che i tredici episodi si lasciano guardare con grande “fame”, sia per ritmi sia per la qualità della storia e della scrittura ma anche e soprattutto per l’ottima gestione della trasposizione animata. È una storia di vendetta e sofferenza, di dolore e di disperazione, ma anche di amore, compassione e redenzione, che viene raccontata con quel giusto mix di ironia e toni più cupi, in una matrioska di eventi che vi terranno incollati davanti allo schermo. Certo, non tutto funziona a dovere e alcuni cliché del genere sono anche evidenti, ma nel complesso è innegabile che ci troviamo di fronte a un prodotto molto interessante e non vedo l’ora di poter continuare il mio viaggio con la seconda stagione dell’anime, per giunta già annunciata e in arrivo durante il prossimo anno.

  • Ambientazione e contesto storico di grande spessore
  • Cast stellare, sia per protagonisti che per villain
  • Palette cromatica incandescente e meravigliosa
  • Ritmo concitato e pochi momenti morti
  • Doppiaggio italiano di ottimo livello

  • La parte centrale della stagione è un po’ meno interessante del resto
  • Alcune animazioni sono meno a fuoco di altre
Hell's Paradise
4.3

Una storia sanguinaria

La prima stagione dell’anime di Hell’s Paradise è scivolata via con grande piacere. Il primo blocco di episodi dedicati a Gabimaru, Sagira, Yuzuhira e di tutti gli altri avventurieri creati dalla matita di Yuji Kaku è stato un vero e proprio vortice di emozioni e non vedo l’ora di poter scoprire come proseguirà la storia. Nel mentre, non posso fare altro che consigliarne la visione a tutti gli appassionati del genere, che potrebbero trovarsi tra le mani una piccola perla, che si è rivelata potente e ben curata tanto sul piano artistico quanto su quello dei contenuti.

Scrive di manga e videogiochi per comprare manga e videogiochi. Scrive, cucina, fa la pizza e nel tempo libero impasta. Necessita di più soldi, di più mani e di uno stomaco extra.

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