Abbiamo provato KINGDOM HEARTS III: le nostre prime impressioni

Nel corso della Milan Games Week abbiamo avuto modo di mettere le mani sulle due demo di KINGDOM HEARTS III, l’attesissimo capolavoro in arrivo il prossimo gennaio

KINGDOM HEARTS III

Sembrava impossibile e invece eccoci qui, a poco più di tre mesi dall’uscita di uno dei videogiochi più attesi di sempre, un titolo che nel corso degli anni  è diventato una sorta di leggenda videoludica, un gioco che sì esiste, ma che per anni è stato  un miraggio, qualcosa che trascendeva quasi lo spazio e il tempo… di  cosa sto parlando? Beh  sicuramente avrete letto il titolo quindi finiamola con questi convenevoli da quattro soldi: oggi sono qui a parlarvi di KINGDOM HEARTS III provato in anteprima nel corso della Milan Games Week.

La demo messa a disposizione per l’occasione era divisa in due parti, o meglio due mondi: il primo è uno dei livelli più famosi e amati dell’intera serie, il Monte Olimpo, l’altro invece è uno se non forse il più atteso fra i nuovi mondi, ovvero la Toy Box proveniente dall’universo di Toy Story.

Ma partiamo con ordine dalla prima parte del mondo di Hercules. La demo inizia subito con Sora, Pippo e Paperino all’inseguimento del Titano di Roccia che sta seminando distruzione per l’imponente dimora degli dei. Una volta presi i comandi di Sora dovremo scalare una buona parte della montagna fino a sconfiggere il mostruoso titano a due teste; nel corso della scalata, ovviamente, troveremo qualche Heartless che proverà ad ostacolarci fallendo miseramente e ad un certo punto ci troveremo davanti a un enorme muro di pietra in cima alla quale troneggia l’imponente titano. Senza alcuna esitazione, nei panni del nostro eroe armato di Keyblade, ci lanceremo immediatamente in una corsa verticale ma, come in ogni videogioco che si rispetti, la nostra scalata non sarà esente da imprevisti. D’accordo con questa filosofia, il Titano cercherà di ostacolare in tutti i modi noi e il nostro alter-ego dai capelli a punta, lanciandoci addosso ogni pietra a sua disposizione (senza successo). Una volta raggiunta la mostruosa creatura inizierà il combattimento vero e proprio: il titano andrà messo in ginocchio con continui attacchi alle gambe, infine attaccato alle teste fino alla sua completa disfatta, che pone fine anche alla prima parte della demo.

Questo livello dimostrativo, come intuibile anche dalla mia descrizione, risulta purtroppo assai lineare. Infatti, non ci sarà praticamente nessun tipo di deviazione, si tirerà dritto fino alla fine dello scontro con il boss. Non eccessivamente appassionante per l’estrema semplicità del gameplay, forse perché probabilmente sarà il primo livello di KINGDOM HEARTS III e, proprio per questo, lo stile di combattimento di Sora sarà estremamente simile (se non del tutto identico) a quello che abbiamo tanto amato e visto nei capitoli precedenti. Gli unici nuovi “poteri” a disposizione del nostro protagonista in questa fase erano la nuova e meravigliosa evocazione Magic Mountain, trenino preso di forza da Disneyland e illuminato come un albero di Natale pronto a riversare tutti i suoi sbuffi d’artificio contro il gigante di pietra, nonché un paio di nuovi comandi a reazione che permettono ai nostri protagonisti di effettuare attacchi speciali combinando i loro poteri, esattamente come Aqua e Topolino in KH 0.2.

Tutto il segmento della scalata sulla parete, purtroppo, è risultato estremamente legnoso: Sora, infatti, non poteva schivare le rocce tirate dal titano muovendosi leggermente in diagonale a sinistra o destra, ma doveva per forza piantarsi e correre in orizzontale per un breve tratto per poi riprendere la scalata, una scelta davvero strana e al momento senza senso. L’altra nota dolente riguarda invece lo scontro con il boss di fine demo; per la maggior parte del tempo non ci sono stati grossi problemi, però a volte, senza alcun motivo apparente, l’hitbox del gigante si spostava totalmente una zona non raggiungibile perché del tutto fuori dalla mappa, oppure in punti non calcolati dal gioco come vulnerabili e ciò rendeva lo scontro strano e quasi confusionario anche per colpa dei soliti problemi con la telecamera gestita male. Tuttavia, a differenza della scalata che sembra proprio essere concepita in quel modo legnoso, questi ultimi difetti sono dovuti ovviamente al fatto che siamo davanti a un prodotto incompleto e che potrebbero (e dovrebbero) essere corretti in corso d’opera.

Nella seconda demo disponibile i nostri tre si trovano in un mondo a loro sconosciuto denominato Toy Box, basato sul famosissimo film d’animazione Disney Pixar dell’ormai lontano 1995. Senza troppo convenevoli, la demo ci getta letteralmente all’interno della camera di Andy, nella quale verremo subito assaliti da diversi Heartless pronti a ridurre in pezzi i nostri eroi in formato giocattolo. Concluso lo scontro, oltre a darci alla sfrenata esplorazione della stanza, potremo anche scambiare quattro chiacchiere con Woody, Buzz e gli alieni. In una demo non ci si può aspettare di trovare più di tanto e infatti l’unico forziere che potremo scoprire esplorando la stanza è quello che contiene la classica mappa del livello.  Proprio grazie a questa mappa però, con mia grande sorpresa mi sono reso conto che tutta l’area della casa era collegata senza alcuna transizione e che si poteva senza alcun problema lanciarsi fuori dalla finestra ed esplorare ogni singolo anfratto (o quasi) dell’esterno della casa e buona parte della strada davanti quest’ultima. Inutile dirvi che tutte queste aree erano quasi sommerse dagli Heartless e, sterminato l’ultimo esserino nero, finalmente è stato possibile addentrare nell’ultima area della demo, un enorme negozio di giocattoli. Indovinate qui che succede? Ovviamente, altri Heartless: questa volta però molti di loro sono a bordo di robot giganti (per un giocattolo), che potremo pilotare a nostra volta una volta sconfitto il “mostriciattolo” al suo interno. Continuando l’esplorazione dell’enorme negozio scopriremo le diverse aree da cui è composto: reparto costruzioni, reparto peluche/bambole e infine reparto fantascientifico, ognuno con la propria atmosfera e i propri nemici; la demo purtroppo si conclude dopo un abbozzo di boss fight con degli Heartless molto simili a dei draghi.

Posso tranquillamente definire questa seconda demo come l’opposto dell’altra, certamente meno spettacolare, ma molto più concreta e che mostra le enormi potenzialità di questo attesissimo terzo capitolo numerato della serie. Il gameplay ha rivelato il suo nuovo cuore pulsate, ovvero le varie trasformazioni del Keyblade e le unioni con gli altri personaggi. Sora infatti, dopo aver accumulato una certa “carica” attaccando i nemici che lo circondano, sbloccherà — esattamente come succedeva per gli stili in Birth by Sleep — nuove e assurde forme per la sua arma come martelloni giganti, yo-yo e strani artigli oppure, come succede in questo livello, si improvviserà cowboy e insieme Buzz e Woody si metterà a cavalcare un razzo giocattolo per tutto il livello.

Tecnicamente entrambe le demo, risultano davvero eccezionali, a parte qualche piccolo glitch sparso qua e là, scontati per una versione di prova. KINGDOM HEARTS III appare curato nel minimo dettaglio, dalle animazioni dei protagonisti alle texture dell’asfalto e un plauso particolare va alla fluidità delle animazione davvero indescrivibili a parole. Per quanto riguarda il comparto audio, la scelta di inserirvi il tema principale del film Toy Story, così come i doppiatori americani originali, è quasi più di quanto noi fan della serie avremmo potuto chiedere; unico difetto forse il doppiaggio del nostro caro Sora, che purtroppo ha mostrato un timbro di voce fin troppo altalenante per tutto il corso della demo.

Set your heart free

È davvero valsa la pena attendere tutti questi anni per KINGDOM HEARTS III ? La risposta è ovviamente nella domanda, quindi, sì: a pochi mesi dal suo rilascio, salvo nuovi scherzoni da parte di SQUARE ENIX, la nuova opera di Nomura sembra essere tutto ciò che i fan hanno sempre desiderato. Un sistema di combattimento classico ma che non si focalizza troppo sulle sue basi e che non ha paura di innovarsi, una veste grafica spacca-mascella e la presenza di alcuni dei mondi Disney più richiesti di sempre, rendono questo capitolo il desiderio proibito di tutti i fan che fin dal lontano 2002 seguono le complicate vicende di questo improbabile crossover. I dubbi ovviamente ci sono, come per esempio il numero di mondi visitabili, se davvero chiuderà la saga di Xehanort e ultimi ma non ultimi i contenuti scaricabili e la loro importanza. Tutte queste purtroppo sono domande a cui una semplice demo non può rispondere: ci toccherà attendere il prossimo 29 gennaio 2019, giorno in cui il gioco più atteso di sempre esordirà su PlayStation 4 e Xbox One.

Premaz
Pseudo-giocatore di Weiß Schwarz e Love Liver alla costante ricerca di giochi, anime e manga sconosciuti alle masse che lo facciano sentire come un piccolo Indiana Jones. Nonostante i risultati non proprio incoraggianti, continua a sognare di diventare un pro player.

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