SNK ha annunciato che, a causa del mancato successo del recente FATAL FURY: City of the Wolves, l’amministratore delegato Kenji Matsubara lascerà la carica di CEO e “passerà a un ruolo di consulenza”. Durante il periodo di transizione, il consiglio di amministrazione della società ha nominato il suo presidente come amministratore delegato ad interim (l’annuncio non specifica chi sia il presidente, ma il sito web di SNK elenca i sette membri del consiglio di amministrazione).
SNK ha nominato Matsubara come CEO nell’agosto 2021. Matsubara è stato in precedenza CPO, COO e presidente di SEGA Games, CEO e presidente di Zynga Japan e direttore e presidente di KOEI TECMO Holdings Co.
SNK Corporation è stata fondata nel 1978, ma ha dichiarato bancarotta nel 2001. SNK Playmore è stata fondata nell’agosto 2001 e, oltre ai giochi per console, ha sviluppato anche slot machine da pachinko e giochi per smartphone, ma si è ritirata dal settore delle pachislot (slot machine da sala pachinko) nel 2015. SNK Playmore ha poi cambiato nome in SNK Corporation nel dicembre 2016.
SNK è nota per i suoi franchise come THE KING OF FIGHTERS, METAL SLUG, FATAL FURY (Garō Densetsu) e SAMURAI SHODOWN (Samurai Spirits) e per la console NeoGeo.
Il più recente gioco di combattimento di SNK, FATAL FURY: City of the Wolves, è stato lanciato il 24 aprile su PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Steam ed Epic Games Store.
L’azienda ha recentemente fondato KOF Studio a dicembre, in occasione del 30° anniversario del franchise THE KING OF FIGHTERS. Sul sito web dello studio si legge che “porterà avanti con orgoglio l’eredità storica delle nostre iconiche IP di giochi di combattimento, guidandone al contempo l’evoluzione verso il futuro.”
Fonte: SNK via Anime News Network
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Massimiliano
Da quello che ho letto anche altrove di Fatal Fury: City of the wolves tecnicamente non è un flop, ma allo stesso tempo i “piani alti” si aspettavano vendite ancora più grandi specie in proporzione alla campagna marketing (a mio avviso eccessiva per una saga rimasta dormiente per un quarto di secolo e molti al giorno d’oggi non sanno nemmeno cosa sia Fatal Fury).
Volendo dirla tutta al giorno d’oggi quasi nessun gioco, dai budget più sostanziosi, riesce effettivamente a raggiungere gli obiettivi di vendita per molteplici motivi, dall’eccessiva quantità di giochi che escono tra tripla A, Indie e vie intermedie passando dal “grande pubblico” che praticamente nessuno sa bene cosa desidera di preciso (esempio si lamenta delle solite IP, ma poi finisce per non supportare le IP nuove e/o IP storiche come appunto Fatal Fury).
Pure i Tripla A fanno molta fatica e pochissimi di loro riesce a raggiungere gli obiettivi di vendita, quindi la domanda è “ha ancora senso puntare al grande pubblico vista la situazione?”