ZONE OF THE ENDERS: THE 2nd RUNNER – M∀RS – Recensione

ZONE OF THE ENDERS: THE 2nd RUNNER torna dopo 15 lunghi anni sui nostri schermi in una rinnovata veste grazie al 4K e al suo supporto per la VR. Sarà invecchiato bene?

ZONE OF THE ENDERS: THE 2nd RUNNER – M∀RS - Recensione

ZONE OF THE ENDERS: THE 2nd RUNNER – M∀RS - RecensioneAnno 2174. La dispotica organizzazione militare BAHRAM sta usando la nuova tecnologia robotica degli Orbital Frame per conquistare Marte e la Terra, in modo tutt’altro che pacifico. A bordo dell’Orbital Frame JEHUTY insieme al suo neo pilota Dingo, è arrivato il momento di trasformarsi nell’ultima ed unica speranza per questi pianeti sull’orlo della sconfitta.

Diciassette lunghi anni: è questo il lasso di tempo che ci separa dall’uscita del primo ZONE OF THE ENDERS quando, nel lontano 2001, faceva capolino — non proprio timidamente — su PlayStation 2 grazie a KONAMI, prodotto da Hideo Kojima e vantando tra i propri artisti il character designer Yoji Shinkawa, art director della serie di METAL GEAR. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e, dopo una raccolta in alta definizione della serie sbarcata su PlayStation 3 (forse mirata proprio a sondare il terreno), siamo qui a parlare di ZONE OF THE ENDERS: THE 2nd RUNNER – M∀RS, ennesimo tentativo di aprirsi ad un pubblico next gen sempre più esigente. Con la sua risoluzione nativa in 4K e il suo supporto VR sia su PlayStation 4 che su PC, riuscirà questa nuova edizione a far breccia non solo nel cuore degli appassionati di anime e mecha che tanto lo hanno amato?

  • Titolo: ZONE OF THE ENDERS: THE 2nd RUNNER – M∀RS
  • Piattaforma: PlayStation 4, PC /Steam
  • Genere: Action
  • Giocatori: 1
  • Software house: KONAMI Digital Entertainment
  • Sviluppatore: Cygames
  • Lingua: Italiano (testi), Giapponese o Inglese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 4 settembre 2018
  • Disponibilità: digital delivery
  • Note: versione rimasterizzata di ZONE OF THE ENDERS: THE 2nd RUNNER per PlayStation 2 con la possibilità di giocare la storia in VR

Un Jehuty per due

Durante una missione per recuperare del Metatron, l’energia che alimenta la vita nella distopica società futuristica nel quale ci troviamo, il pilota che siamo chiamati ad impersonare, Dingo, si imbatte in un oggetto non identificato. A seguito di un improvviso attacco alle unità della nostra squadra da parte dell’organizzazione militare BAHRAM, scopriamo che ciò che abbiamo rinvenuto non è altro che un Orbital Frame, un mecha da combattimento avanzato fornito di una I.A. chiamata ADA, pronta a spiegarci tutte le funzionalità dell’unità Jehuty.  Di lì a poco, in un frenetico susseguirsi di eventi, scopriremo presto il passato del nostro protagonista e la sua nuova, atipica, condizione: a causa di un attacco da parte del comandante della BAHRAM, Nohman, che ci ha ridotto in fin di vita, Ken, pilota che credevamo alleata del nemico, ci ha tenuto nascosti e ha collegato il nostro corpo, ormai privo di cuore, al Jehuty. L’unità di combattimento è diventata l’unica nostra fonte di energia vitale e, pertanto, parte integrante del nostro corpo: se usciamo dalla sua struttura, siamo morti.

Ken Marinaris, colei che ci ha salvati, si rivela così essere un agente della Space Force mandata in incognito a seguire le dinamiche della BAHRAM e, seppur non gli siamo proprio riconoscenti per le modalità del nostro salvataggio, sarà grazie a lei che inizierà la nostra avventura per tentare di fermare gli orribili piani di conquista della spietata organizzazione. Pronti ad un po’ di sana azione in puro stile anni ‘80?

Botte da Mecha

Gli scontri in Z.O.E 2 sono ciò che di più appagante possa esistere nel panorama videoludico per un appassionato dei cari e vecchi robottoni: battaglie al limite della frenesia in ampi spazi contro una multitudine di nemici che si susseguono uno dopo l’altro, tra attacchi a corto e lungo raggio, laser, schivate e colpi potenziati, il tutto condito dalla possibilità di sferrare letali combo raccogliendo e utilizzando come arma o scudo alcuni degli oggetti presenti nello scenario. I comandi risultano semplici e intuitivi, permettendo anche ai giocatori meno esperti di godersi scontri che divertono ma che, in alcuni casi, necessitano di ponderate scelte strategiche: i mecha nemici possono essere infatti di varia natura, da grossi e possenti, e quindi da battere singolarmente, a piccoli e letali, tanto da essere costretti a girare in veri e propri sciami e costringendoci ad usare cannoni e laser multipli per liberarcene velocemente.

Le ambientazioni sono spaziose e ci permettono di muoverci in totale libertà nonostante il grande numero di nemici su schermo, evitandoci qualsiasi senso di claustofobia ma senza entusiasmare troppo: la mancanza di una vera e propria varietà nei dettagli rende quasi inutile la nuova risoluzione nativa in 4K, trovando giustificazione soltanto nell’effettiva età del titolo. A compensare questo aspetto “asettico” ci pensa però il design antropomorfo dei mecha che, nonostante il tempo che passa, stupisce oggi come allora, costringendoci a strizzare l’occhio e goderci ogni minimo dettaglio di un character design di altissimo livello.

Realtà virtuale, 4K e ‘80 vibes

Ciò che rende veramente unica l’esperienza di ZONE OF THE ENDERS: THE 2nd RUNNER – M∀RS è la possibilità di pilotare in prima persona il JEHUTY attraverso visori per la realtà virtuale sia su PlayStation 4 che su PC, permettendoci di portare a termine la storia trasformando il nostro divano in una più che efficente cabina di controllo. Per quanto questa modalità sia interessante e tenti di svecchiare il titolo, l’utilizzo degli stessi asset di ben quindici anni fa la rende quasi un accessorio, un risultato godibile ma che, con grande probabilità, potrà tenervi compagnia per qualche missione ma non per tutta la durata dell’avventura. La sensazione è infatti quella di avere una visione in 3D approssimata, poco profonda e sproporzionata, adatta più a delle sessioni di gioco limitate.

Le cutscene sono invece proposte in modalità cinema dove, piuttosto sapientemente, alcuni elementi sono stati resi tridimensionali, come particelle di polvere o fumo che sembrano uscire lentamente fuori dallo schermo. Ultimo elemento che va — ahimè — a gettare sale su questa ferita, è la frenesia dei combattimenti che, se nella modalità classica risulta uno dei punti forti di Z.O.E 2, nella dimensione della VR si presenta come l’ennesimo elemento in grado di generare motion sickness: è addirittura il gioco stesso a consigliarvi di selezionare una difficoltà più bassa se utilizzate un visore, per evitare spiacevoli incidenti e uno stomaco sottosopra.

A chi consigliamo ZONE OF THE ENDERS: THE 2nd RUNNER – M∀RS?

Il fascino dei mecha, che si appartenga o meno a una delle generazioni di Gundam o Evangelion, rimarrà sempre innegabile e immortale, sopratutto per il popolo nipponico. Se però anche voi sentite di riconoscervi in questo amore spassionato per enormi robot e scontri epici oltreoceano saprete apprezzare pienamente ZONE OF THE ENDERS: THE 2nd RUNNER – M∀RS, ad una semplice condizione: una passione altrettanto grande per il vintage. Z.O.E 2 è infatti pur sempre un titolo di ben quindici anni fa e il peso di questi incredibili anni di evoluzione tecnologica li porta tutti con se, sopratutto per la sua condizione di “semplice” remaster. Risulta dunque un titolo dedicato a chi ha potuto assaporare la serie ai suoi albori, che tenta timidamente di aprirsi ad una nuova generazione con l’aiuto della realtà virtuale ma che, nonostante il grande lavoro di Cygames, non può reggere la concorrenza con esperienze della stessa natura. Una cosa, però. è certa: per quanto l’innovazione possa avere la sua importanza, il connubio di menti Kojima-Shinkawa è qualcosa di unico e, da sempre, irripetibile, che vale la pena di essere conosciuto, a qualsiasi età.

  • Tutta il divertimento e la frenesia degli scontri tra mecha
  • Character design che stupisce nonostante l’età
  • Comandi semplici e intuitivi

  • Modalità VR interessante ma non al passo con i tempi
  • Ambientazioni spaziose ma povere di dettagli
Rika
Neolaureata alle prese con l’obbligo morale di intraprendere una vita da adulta, la sua vera casa è Eorzea (FFXIV) e spera di iniziare a lavorare nell’industria dei videogames prima dell’uscita di KINGDOM HEARTS III (quindi, forse, non ce la farà mai).

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