Comicon Bergamo 2025: una fiera ristoratrice

Comicon Bergamo 2025: una fiera ristoratrice

Quest’anno, dopo la strana esperienza del Lucca Comics 2025 (qui il nostro articolo a riguardo) ci siamo recati al Comicon Bergamo 2025 per vedere con i nostri occhi la crescita di questa fiera, sorellina minore della più famoso evento che si tiene a Napoli, nonostante sia già il suo terzo anno di programmazione. Vi premetto che la mia esperienza è stata giornaliera (domenica) e posso quindi offrirvi solo dei giudizi parziali e non dati da una full-immersion come per i cinque giorni a Lucca, ma sono certo che riuscirò a mostrarvi in modo degno e coerente le mie impressioni su una fiera che sta crescendo bene nel tempo!

Comicon Bergamo 2025: una fiera ristoratrice

L’organizzazione

Dopo una breve coda parcheggiamo l’auto in una spianata che profuma di Ostia lido, sotto il sole mattiniero, ma cocente, di giugno. Mancano pochi minuti alle 10:00, orario di apertura (da tiratardi approvo) e un’unica coda raccoglie già parecchie centinaia di visitatori. La fila era molto meno spaventosa di quanto si possa immaginare e difatti sono tutti entrati nel giro di una quindicina di minuti. Nel frattempo io mi ero recato all’area accrediti, dove poche persone ma piuttosto competenti e gentili consegnavano il lasciapassare agli avventori; nota di merito, l’accesso prioritario per i disabili. Varcato l’ingresso e l’info point, una piccola mostra introduttiva accoglieva i presenti nell’area centrale, che ha fornito ristoro agli affaticati e agli affamati, e che faceva da anticamera ai due padiglioni principali nei quali è stata sapientemente divisa la fiera: il padiglione A a sinistra, e il B a destra. Il primo aveva un’area iniziale destinata alle case editrici (in tal senso mi ha sorpreso l’assenza di Star Comics, BAO publishing e Panini Comics, che però aveva una piccola rappresentanza), all’Artist hall (dove c’erano gli ospiti invitati dalla fiera e le aree per le prenotazioni) e ovviamente alla vendita di manga e fumetti; proseguendo nel secondo blocco c’era lo spazio dedicato al POP market, dove una cinquantina di bancarelle vendevano accessori, vestiti, e oggettistica a tema nerd. Il secondo padiglione, il B, era invece destinato ai giochi, con una buona rappresentanza di giochi da tavola, carte collezionabili e videogiochi. Una disposizione ottimale, con ampi spazi e soprattutto ben definita in anticipo, a differenza di altre fiere di cui non faccio il nome, coff, coff.. Inoltre, l’elenco generale dei migliori eventi era disponibile da tempo, e all’ingresso era riassunto in un bellissimo giornale con il calendario ben ordinato e abbastanza accurato da soddisfare anche un visitatore esigente.

Comicon Bergamo 2025: una fiera ristoratrice

I firmacopie

Come moltissimi partecipanti della tragica categoria alla quale appartengo, quella dei lettori che bramano incontrare gli autori, quasi metà del mio tempo l’ho passato nel partecipare ai vari firmacopie. Le regole erano varie e non sempre chiare: da qualcuno bastava la coda, altri serviva recuperare un tagliandino numero, altri ancora su prenotazione (non sempre funzionante) e purtroppo i posti disponibili non erano tantissimi, soprattutto per sketch (per esempio, non sono riuscito a commissionarne uno a Satoshi Shiki). Visti i partecipanti, soprattutto per certi autori (David Lloyd tanto per citarne uno) mi sono stupito di come gli organizzatori fossero sul pezzo, e ho apprezzato la gestione delle code in modo molto umano. Anche il blocco della “Hall” dedicato agli ospiti del Comicon, con una prenotazione nominale per ciascun autore e fasce orarie ben definite, ha aiutato molto a vivere la fiera, funzionale visto il numeri contenuti di fan. In questa tranquillità, lontana da corse al tagliandino e code notturne, ho respirato l’aria di una fiera d’altri tempi, tra persone che potevano parlare comodamente con i loro autori preferiti. Anzi, in tutta onestà vi dico che per alcuni ospiti (a volte per questione di prezzi, a volte per poco interesse degli avventori) mi è dispiaciuto vedere il deserto nelle zone di attesa, mentre rimango sempre sorpreso dal numero di ragazzini in coda per i loro idoli, come Lollolacustre o gli autori di Gigaciao. Prima di chiudere l’argomento, spendo due parole sulle firme a pagamento, sulle quali il mio cuoricino rimane dubbioso: da un lato molto è meglio sganciare un deca per una firma che fare un’ora di coda, dall’altro canto credo che fare pagare un fan che viene apposta per te sia una caduta di stile. Un conto gli sketch o le commissioni, o con una stampa ancora ancora, ma addirittura la firma, per quanto sia una pratica diffusissima nelle fiere estere, non riesco ancora ad accettarlo nella cultura delle fiere italiane.

Comicon Bergamo 2025: una fiera ristoratrice

Mostre, conferenze e self aree

A parte l’Artist Alley dedicata ai giochi e qualche autore di TGC con le sue creazioni (mi sono pentito di non essermi portato dietro qualche Myr) il grosso delle mostre era nel padiglione A, dove piccole aree a tema sorgevano tra un banchetto e l’altro: pannelli solitamente divisi per autore e con un tema specifico raccoglievano tavole e spiegazioni collegate ad ospiti presenti in fiera. Per esempio, c’era una parte dedicata all’illustratore dei libri di Harry Potter, Thomas Taylor, oppure una sezione dell’ormai nota illustratrice Mogiko, che presentava per Edizioni BD il suo terzo volume di Black Letter, uno degli ottimi manga italiani in circolazione (tanto che un nutrito seguito di fan era presente al suo firmacopie). Questi pannelli mi hanno offerto momenti di ristoro e di curiosità tra una coda e l’altra. In fondo al padiglione A era poi presente uno spazio dedicato alle conferenze, per gli showcase degli ospiti presenti: qui Satoshi ha mostrato in diretta la sua abilità nel disegno, che lo ha contraddistinto nei suoi manga da Kamikadze a Dororo e Hyakkimaru – La leggenda. C’erano poi varie aree a disposizione degli autori, dove ho visto alcuni partecipanti della Self Area di Lucca o autori più affermati, come quelli della Panini (Celoni o Sciarrone in primis) dove era possibile non solo vedere le opere, in genere su stampe numerate, ma anche comprare tavole originali o commissionare disegni da tenere con cura appesi nella propria stanza, come un piccolo tesoro.

Boardgames e TGC

Boardgames e TGC

Il padiglione B era una bolgia infernale per chi colleziona carte e non può permettersi spese folli: un continuo ripetersi di negozietti specializzati nelle vendita di box, bustine e singole più o meno rare dei principali TCG, come Magic e Pokémon, e che ti facevano capire come ormai (peggio che per i manga) quello delle carte sia in molti casi un business senz’anima fatto di apparenza e prezzi folli. Se ci siete passati avrete ancora addosso la rabbia dei collectors di FINAL FANTASY venduti a 1k quando in un mondo reale dovrebbero viaggiare sui 300-400 euro, segno che ormai persino i distributori fanno quasi i bagarini. A parte questa considerazione al vento, da fan devo dire che c’era davvero di tutto: oltre ai negozietti di carte, sempre forniti di album stracolmi e vetrine luccicanti di carte costosissime, si trovavano quelli che gradavano le carte, chi valutava carte da vendere e chi promuoveva oggetti fondamentali per i collezionisti, tra mazzi, bustine ed espositori; insomma, il mondo ideale se domani vinceste alla lotteria. Anche dal lato boardgames puri c’era un’offerta adeguata, con vari stand classici, come Giochi Uniti, DV Games o i classici LEGO, con un’area di gioco e set invidiabili in vendita, anche esposti in una piccola mostra. Da videogiocatore ho trovato invece un po’ carente la mostra, con alcune stand dedicati ma quasi marginali, pur con la presenza di un area dedicata agli E-Games e ospiti invidiabili, come Shinji Hosoe famoso come il compositore di TEKKEN.

Comicon Bergamo

Japan style

Il profumo di Giappone e di oriente, considerando come varie case editrici spingessero anche su Cina e Corea, si respirava un po’ ovunque in fiera, nonostante i molti ospiti DC/Marvel in circolazione. D’altronde il pubblico maggiore ai Comicon è ancora quello di lettori di manga e dei divoratori di anime, e ciò si traduce in una miriade di negozietti che vendono gadget a tema: dalle bag dedicate a un particolare videogioco o personaggio, al vestiario (Alcott per esempio aveva una sua linea a tema), agli accessori (come collane e bracciali), sino a oggetti più esclusivi o fatti a mano. In generale mi stupisco sempre di quanto siano popolari i merchandising di qualità infima, quelli che puoi trovare online a pochi euro, ma la qualità media nella fiera sembrava accettabile, e c’erano molti venditori interessanti: tra tutti, un tipo che sfruttava le sue capacità da intagliatore per creare delle bacchette di Harry Potter in legno, personalizzate… davvero favoloso!. E se non vi piacciono queste cose da babbani, adorerete almeno i Cosplay: a Bergamo erano infatti previsti due CCC (Comicon Cosplay Challenges) e se sabato c’era la categoria PRO, di domenica si è svolta la REGULAR (dove potevano partecipare tutti) istigando molti partecipanti: sin dal mattino in tanti giravano nei padiglioni camuffati con spade, ali, armature e trucchi, non tutti di qualità certo, ma c’erano molti cosplay interessanti e alcuni di alto livello. Era presente anche uno spazio (già visto, ma funzionale) che ricreava un tradizionale edificio giapponese per scattare qualche bella fotografia da portare a casa. Non grandi set, ne gli sfondi di un Lucca, ma questo non ha mai fermato i praticanti di questa difficile arte.

Comicon Bergamo

Tiriamo le somme

Per quanto la formula del padiglione sia meno suggestiva degli open space di Lucca, dove tutta la città è disseminata di aree da visitare, per questa giornata si è rilevata davvero ottima. In ogni caso non è che sia passata poca gente: con 38.500 visitatori in tre giorni (fonte: BegamoNews) il Comicon di Bergamo si dimostra una fiera capace di attrarre gente, e soprattutto di saperla gestire. La definirei una fiera rilassante: di tutto un po’, né troppo poco né troppo tanto. C’erano abbastanza ospiti per non rimanere delusi (mannaggia a me che mi sono perso Giancarlo Esposito e Tonio Cartonio!) e abbastanza esclusivi da farti pensare “bello che sono venuto, se no quando mi ricapita?”. C’erano abbastanza fumetti, manga, giochi e TGC e boardgames da permetterti di svuotare il portafoglio in un secondo, ma non così opprimenti (vedasi le varie esclusive di Lucca) da “costringerti” a fare un mutuo per averle. C’erano abbastanza eventi da permetterti di recarti agli alle code con calma, senza correre spintonando sconosciuti all’alba, ma non così pochi da farti annoiare tra un’attesa e l’altra. Infine, cera abbastanza varietà da soddisfare sia un appassionato di lunga data che un nuovo avventore. In una parola: equilibrio. Il Comicon di Bergamo è una di quelle fiere che ti fa tornare a casa rilassato, felice per le spese fatte, e soddisfatto per le esperienze effettuate, facendoti desiderare di tornarci l’anno successivo anziché terrorizzarti già in fase di organizzazione.

Scrittore per passione, dopo aver scoperto la pozione che preserva i capelli e l’anima, la usa su di sé per terminare il dottorato in ingegneria ambientale. Utilizzando la magia infusa nelle parole tenta da anni di convertire gli eretici alla cultura giapponese. Adora il metal, i videogiochi, manga e fumetti, l leggende celtiche, e tutto ciò che si può fare mangiando cioccolata all’ombra di una montagna.

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