DualSense: impressioni e differenze con il DualShock

DualSense PlayStation 5

DualSense: da qualche parte bisogna pur cominciare. Proprio come accadde sette anni fa con il reveal al pubblico dell’allora innovativo DualShock 4, Sony ha deciso di mostrare prima il controller di PlayStation 5 che la console vera e propria, pur avendo parlato della stessa in dettaglio (forse fin troppo) in una conferenza tenuta da Mark Cerny alcune settimane fa. Ecco che ci viene presentato quindi il suddetto DualSense, l’innovativo nuovo pad che la console di nona generazione di Sony avrà in dotazione standard: un deciso stacco dal passato, che non ha convinto del tutto i giocatori sotto certi aspetti, e che invece è fonte di vero interesse in altri. Andiamo quindi a vedere quali sono le differenze sostanziali fra il DualSense e il DualShock a cui PlayStation 4 ci ha abituati, premurandoci di svelarvi anche le nostre impressioni in merito alla fine dell’articolo.

Ergonomia e Design

Questa è sicuramente sempre stata la differenza maggiore fra Sony e i competitor, differenza che il DualSense andrà ad appianare sensibilmente. Questo nuovo controller appare infatti decisamente più voluminoso dei precedenti, e sembra aver preso fortemente ispirazione dal controller di Xbox One. Ergonomicamente sicuramente sarà migliore di DualShock 4, e una texture zigrinata potrebbe migliorare la presa sul controller, ma allo stesso tempo il doppio colore scelto, ampiamente preso in giro dal popolo di internet, causerà sicuramente tantissime macchie e tantissimi segni che appariranno molto facilmente sul controller, specialmente giocando con mani non proprio pulitissime.

Funzionalità inserite nel DualSense

Con un salto generazionale è lecito aspettarsi un bel passo in avanti rispetto al passato, e qui il pad PS5 sembra essere bello carico. Partendo dalla novità più interessante, il nuovo controller avrà un microfono integrato, sicuramente un miglioramento notevole rispetto al francamente misero headset fornito con PlayStation 4, con una sola cuffietta e un microfono di scarsissima qualità. Ovviamente, questo significa che il jack alla base del pad potrebbe scomparire, ma ancora non è detto: non abbiamo visto in dettaglio quella porzione del DualSense.

Il touchpad e la lightbar, due funzionalità davvero poco utilizzate dall’hardware PlayStation 4 al di fuori delle esclusive di lancio, sono state rimaneggiate in DualSense: ora la luce uscirà dai bordi orizzontali invece che dalla parte frontale del controller, cosa che costringerà Sony a ripensare all’approccio da usare con PlayStation VR, dato che la luce emessa dalla lightbar veniva utilizzata proprio dalla videocamera per tracciare i movimenti.

DualSense

Il tasto Share, croce e delizia di noi addetti ai lavori, è stato rimaneggiato e reinventato in un tasto Crea le cui funzionalità non sono ancora chiare e verranno spiegate in prossimità del lancio. Ultimo ma non meno importante è necessario parlare di come la gimmick di questa nuova generazione sarà il grande focus sul senso del tatto: i grilletti posteriori L2R2 di DualSense sono stati realizzati appositamente per fornire al giocatore una maggiore immersione: in questo senso è stato fatto l’esempio di un’arco la cui corda viene tesa usando i suddetti grilletti. Per simulare la “fatica” dell’azione, questi potrebbero indurirsi e renderne più difficile la pressione. Inoltre verrà implementato qualche tipo di feedback aptico stile HD Rumble di Nintendo Switch, che dovrebbe simulare altre sensazioni tattili, come le vibrazioni di un auto che passa sopra una strada sterrata.

Impossibile non menzionare il tanto decantato 3D Audio che secondo Sony dovrebbe portare un livello di immersione mai visto prima e che dovrebbe essere emesso proprio dal controller: lo stesso DualShock era capace di riprodurre alcuni suoni, anche questa funzione davvero poco utilizzata nella generazione che ormai volge al termine.

DualSense: impressioni e differenze con il DualShock

Caratteristiche tecniche

DualSense sembra essere alimentato tramite una porta USB-C, a differenza della porta microUSB presente sul DualShock: sinonimo questo di un trend di design che vede le case produttrici preferire il primo standard al secondo, ormai obsoleto, e non può che farci piacere vista la comodità e uniformità del formato USB-C, ormai onnipresente su smartphone e anche in alcuni controller, come ben ci insegna il Controller Pro di Nintendo Switch.

Ancora non sappiamo quanto durerà la batteria, ma in questo caso Sony stessa si auspica di raggiungere una durata ancora maggiore di quella di DualShock, che non brilla sotto questo aspetto. Qui il Controller Pro di Nintendo Switch risulta nuovamente il modello a cui ispirarsi, speriamo, per longevità della batteria.

dualsense playstation 5

DualSense: e noi, cosa ne pensiamo?

Sicuramente, si tratta di un passo in avanti rispetto al DualShock, che personalmente l’autore dell’articolo non ha mai trovato molto confortevole per lunghe sessioni di gioco a causa della forma un po’ troppo snella e della texture liscia che ben si presta a scivolamenti sciagurati e a facili graffi. Sony ha preso decisamente molta ispirazione dai competitor questa volta, per andare a realizzare un controller dalle funzionalità promesse azzeccatissime e trovo davvero intrigante l’idea di inserire feedback aptici e grilletti a pressione adattiva per andare a esplorare un ambito ancora poco trattato nell’industria videoludica, ovvero il senso del tatto.

Parlando di belle speranze, non posso che sperare che il nuovo pulsante Crea funzioni meglio dello Share attuale, e che finalmente si possano fare screenshot istantanei come su qualsiasi altra piattaforma, invece che essere forzati ad attendere alcuni secondi. Quello che non convince per niente, tuttavia, rimane la scelta estetica del colore. Bianco su nero può ben funzionare su un accessorio di terze parti o uno rilasciato più avanti nel ciclo di vita di PlayStation 5, mentre sembra davvero “osare” fin troppo trattandosi di un modello standard, che ci dà alcuni indizi sulla console che verrà. Se lo schema di colori sarà mantenuto anche lì, dovremo sicuramente aspettarci una console molto diversa dalle precedenti, possibilmente dall’aspetto più avveniristico ma anche, ahimè, decisamente più pacchiano e sgargiante nel salotto di casa. De gustibus, ma questa potrebbe essere difficile da mandare giù.

E voi, cosa ne pensate del nuovo controller di PlayStation 5? Fatecelo sapere nei commenti!

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Lorenzo Repetto
Ossessionato da Le Bizzarre Avventure di JoJo e METAL GEAR, pensa che TRIGGER abbia salvato gli anime. Darebbe tutto pur di vedere un nuovo Trauma Center e il finale di Berserk; generalmente ti vuole bene, finché non gli parli di microtransazioni.

1 commento

  1. Avatar

    Secondo me è bello, è un notevole passo avanti rispetto a quello PS4 e sembra davvero una cosa futuristica

    Rispondi

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