ASUS ROG STRIX XG438Q – Un’ottima scelta per PS5 e Xbox Series X

Recensione dell’ASUS ROG STRIX XG438Q, monitor da gaming 43” con risoluzione 4K e refresh rate a 120Hz per il mercato PC e console

ASUS ROG STRIX XG438Q - Un’ottima scelta per PS5 e Xbox Series X

Non per mettervi fretta, ma PlayStation 5 e Xbox Series X sono quasi alle porte. Marketing a parte, sembra che sul lato tecnico questa volta qualcosa si muova: sebbene in questa generazione risoluzioni come il 4K siano state una sorta di miraggio, almeno sul mercato console, pare proprio che per il futuro questa sarà decisamente più accessibile se non addirittura lo standard. Stando alle dichiarazioni di Microsoft, la nuova ammiraglia potrà vantare, oltre alla sopracitata risoluzione, anche hardware tali da poter garantire framerate superiori ai 60 fotogrammi al secondo, il golden standard da anni a questa parte. In attesa di ulteriori sviluppi (o smentite) da parte dei produttori, ASUS si è portata avanti e ha reso disponibile sul mercato a settembre scorso l’ASUS ROG STRIX XG438Q, un monitor che a prima vista sembra fatto apposta per la next gen. Pannello da 43”, risoluzione 4K nativa, HDR e refresh rate massimo a 120Hz, unito a dimensioni più simili a quelli di un televisore piuttosto che di un monitor.

Contenuto, qualità costruttiva e installazione

Giorno 1: ricevo una chiamata da parte del corriere, che mi chiede una mano per portare su per quattro piani di scale un pacco certificato da 22 chilogrammi, e vedo la mia vita scorrermi davanti agli occhi. Riuscito nell’impresa titanica, mi sono trovato faccia a faccia con l’enorme scatola contenente l’ASUS ROG STRIX XG438Q e senza indugiare oltre (semicit.) ho subito proceduto con l’unboxing. All’interno dello scatolone troviamo, ben protetto da spesso polistirolo, lo schermo vero e proprio e una confezione più piccola contenente accessori e manualistica.

Nello specifico, abbiamo un cavo di alimentazione con annesso blocco alimentatore così grosso e pesante da essere facilmente scambiato per arma impropria; un telecomando per controllare da remoto alcune funzioni del monitor, curiosamente alimentato da due batterie a bottone (probabilmente per ridurne lo spessore); un proiettore da avvitare dietro al monitor per attivare gli effetti di luce controllati da AuraSync, il sistema di LED RGB addressabili presente nei prodotti di fascia alta ASUS e ROG; cavo HDMI 2.0, DisplayPort 1.4 e USB per effettuare il passthrough e collegare dispositivi USB direttamente al monitor. Infine, la consueta manualistica e garanzia.

ASUS ROG STRIX XG438Q

Fa la sua bella figura.

Il monitor esce dalla scatola con la sua base già montata e rimuovibile solo in caso lo si voglia invece montare appeso al muro tramite l’attacco VESA sul retro (buona fortuna a trovare un braccio VESA e un muro in grado di sopportare 22Kg di peso). Proprio a causa della sua stazza, con la base inclusa l’XG438Q ha solo la possibilità di muoversi sull’inclinazione verticale, e di appena 15°. Le dimensioni considerevoli (circa 1 metro di larghezza e 63 cm di altezza) lo rendono comunque un buon compromesso per persone che trovano i monitor normali troppo piccoli per videogiocare al meglio, ma non hanno bisogno delle misure di una TV vera e propria, una scelta oculata di ASUS che secondo me ha davvero ripagato.

Specifiche tecniche

L’ASUS ROG STRIX XG438Q utilizza un pannello a tecnologia VA (vertical alignment) che rappresenta una buona via di mezzo fra i pannelli TN, più economici e con un miglior tempo di risposta, e i pannelli IPS, con la maggiore accuratezza dei colori ma con i neri meno intensi. Il punto di forza della tecnologia VA è proprio l’alto contrasto massimo raggiungibile (nel caso di questo monitor, 4000:1), fondamentale per implementare al meglio l’HDR, altra tecnologia di cui questo schermo è provvisto, con una luminanza massima di 600cd/m2 e certificato dunque con HDR600.

ASUS ROG STRIX XG438Q

Differenza di colori con stessa immagine fra il ROG STRIX XG43Q e il ROG PG279Q.

Abbiamo sul retro tre porte HDMI 2.0 per collegare qualsiasi console senza dover ricorrere a splitter vari ed eventuali, e una DisplayPort 1.4 per il PC. Un jack da 3.5mm per le cuffie e un altro per collegare un eventuale stereo o soundboard sono comunque presenti, e chiudiamo la carrellata con due porte USB 3.0.

Il pannello è certificato per il Freesync Premium Pro, la tecnologia di AMD che consente al monitor di adattare dinamicamente la propria frequenza di aggiornamento al numero dei fotogrammi al secondo attualmente mostrati, per evitare il tearing quando si utilizza una scheda video anch’essa AMD. Purtroppo, nel mio caso ho trovato la feature “inutile” essendo io possessore di una scheda video Nvidia e con questo monitor non figurante nella lista di quelli compatibili anche con G-SYNC, l’equivalente del “team verde”: sicuramente i possessori di GPU Radeon potranno invece usufruire al meglio di tale vantaggio.

L’HDR, tecnologia che permette di avere contrasti molto più marcati fra zone buie e zone di luce, è qui presente e perfettamente supportata sia per videogiochi che per contenuti video in streaming, nel suo standard HDR600. Attivando l’opzione sia in Windows che su PS4 Pro, si nota fin da subito la differenza anche se l’implementazione di Windows ha qualche problema (non dovuto al monitor).

Prestazioni: Gaming, Multimedia, Produttività

ASUS ROG STRIX XG438Q

Appena fuori dalla scatola e non calibrato il monitor si presenta così.

Ho analizzato tre macro-aree d’uso per il monitor: gaming, multimedia e produttività. Se per i primi due abbiamo un punteggio perfetto o quasi, il terzo purtroppo presenta qualche problematica “strutturale”, ma andiamo con ordine. Il monitor è stato testato inizialmente utilizzando la modalità di default preimpostata da ASUS e reinizializzata alle impostazioni di fabbrica per simulare cosa si può aspettare una persona che accende l’XG438Q per la prima volta, e calibrata solo in seguito.

La prima cosa che ho dovuto cambiare è stata la temperatura colore, davvero troppo calda per i miei gusti: smanettando un po’ con l’OSD (on-screen-display) che fortunatamente è davvero semplice e intuitivo non ho notato particolari problemi, ed anzi questo è pieno di opzioni modificabili partendo dalle più “inutili” a mio parere, come la possibilità di avere un mirino sempre impresso al centro dello schermo, a quelle più interessanti, come la PIP (picture-in-picture) mode, che sembra perfetta per esempio per chi si cimenta nello streaming, dando la possibilità di inserire in un riquadro dello schermo un’altra immagine o finestra per averla sempre in sovraimpressione. Da qui in poi, è davvero questione di gusti: fra le otto modalità selezionabili e la possibilità di modificare al volo luminosità, contrasto, temperatura, saturazione e chi più ne ha più ne metta, ognuno può calibrare il display esattamente come vuole.

Videogiocare sul ROG STRIX XG438Q è una goduria e non potrei trovare altre parole per descriverlo. Ho utilizzato il monitor collegandoci sia il mio PC da gaming che PlayStation 4 Pro e Nintendo Switch e ho testato una gran varietà di generi di gioco per vedere le prestazioni in ognuno di essi. Pur essendo un fan della tecnologia IPS e dando la priorità all’accuratezza dei colori piuttosto che a tutto il resto, non ho riscontrato una differenza così grande con il mio ASUS PG279Q in molti ambiti, se non confrontandoli fianco a fianco. Con un tempo di risposta di 4ms, gli unici a non essere soddisfatti di questo monitor potrebbero essere i gamer ultra-competitivi che si concentrano solo su titoli eSports.

Dopo un’attenta calibrazione i colori sono comunque vividi e vibranti e le linee sono incredibilmente definite, così tanto che non è necessario dover andare ad intervenire manualmente sull’antialiasing all’interno dei giochi. Un’altra caratteristica che mi ha davvero lasciato a bocca aperta è la qualità dei due speaker presenti all’interno del monitor: non avevo mai sentito una qualità del genere da uno schermo per PC, con dei bassi potenti ma che non distorcono il suono e un volume massimo che davvero non ha nulla da invidiare a sistemi stereo dedicati.

ASUS ROG STRIX XG438Q

Confronto dopo la calibrazione.

Non ho notato, nella mia esperienza, nessun tipo di ghosting o di alterazione dei colori in certe zone dello schermo. Dai test sintetici è inoltre risultato come, incredibilmente, l’unità da me recensita non avesse nemmeno un pixel bruciato o bloccato neppure agli angoli, davvero impressionante se si considera la qualità di pixel individuali da cui è composto. Promosso a pieni voti sia per il gaming su PC che per quello su PlayStation 4 Pro, purtroppo questo monitor ASUS non potrà fare miracoli con Nintendo Switch, a causa del segnale video della console stessa che ha una risoluzione massima di molto inferiore. È stato altrettanto piacevole guardare anime e serie TV sull’ASUS ROG STRIX XG438Q: testando prima con video showcase realizzati appositamente a e poi con un po’ di anime in Blu-ray, posso assicurare che si avrà un’esperienza di visione ottimale anche in questo caso.

ASUS ROG STRIX XG438Q

La qualità dell’immagine, su contenuti a risoluzione 4K nativa, è stupefacente.

Veniamo all’ultima area, dove il monitor purtroppo non eccelle: la produttività. Dobbiamo mettere in chiaro le cose: il ROG STRIX XG438Q è un monitor da gaming, pensato e progettato esclusivamente (o quasi) per quello. Anche ad una risoluzione così alta, uno schermo da 43” è semplicemente troppo grande per essere utilizzato come sostituto del vostro vecchio pannello da 22”, 24” o anche 27”. Considerando la profondità di una normale scrivania da ufficio, utilizzare questo monitor a una distanza di meno di due o tre metri per lavorare con testi, programmazione, editing e simili è una ricetta sicura per fondersi le retine in un mese. Inoltre, la copertura dell’83% dello spazio colore Adobe RGB non lo rende adatto a lavori di fotoritocco “seri”.

Grandi dimensioni e grandi aspettative

ASUS ROG STRIX XG438QCon un prezzo di circa 1200 € a seconda dei rivenditori, l’ASUS XG438Q non è un monitor economico, ma nei miei test non ho potuto fare a meno di compararlo più a una televisione che ad un semplice monitor per PC, e in questo caso non posso che dargli un punteggio perfetto. Una televisione normale a quel prezzo generalmente presenta feature e performance peggiori, una riproduzione colori poco accurata, una tecnologia HDR mal implementata o simili. Sebbene non sia il massimo per sostituire il vostro vecchio pannello sulla scrivania, il vero ambito in cui l’XG438Q fa la sua grandissima figura è invece come monitor secondario (sempre a patto di possedere un PC che riesca a reggere l’impatto del 4K) dedicato solo al gaming oppure, ancora meglio, come alternativa ad una televisione (tanto ormai chi la guarda più?) in vista della prossima generazione di console. Certo, non ci potrete collegare il decoder di Sky, ma i vostri occhi e i recettori del piacere del vostro cervello vi ringrazieranno quando potrete ammirare in tutta la loro gloria i vostri mondi virtuali preferiti in un 4K nativo come quello di questo pannello. Per ripristinare le funzionalità perse passando da TV a monitor ci sono comunque molte alternative economiche come Chromecast, Amazon Fire Stick e simili, rendendo l’ASUS ROG STRIX XG438Q davvero una scelta perfetta per questo ambito.

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Il miglior monitor pronto per la next gen

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Lorenzo Repetto
Ossessionato da Le Bizzarre Avventure di JoJo e METAL GEAR, pensa che TRIGGER abbia salvato gli anime. Darebbe tutto pur di vedere un nuovo Trauma Center e il finale di Berserk; generalmente ti vuole bene, finché non gli parli di microtransazioni.

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