Ys X: Proud Nordics – Recensione

La riedizione del decimo Ys torna sulla scena con una nuova storia extra. Scoprite nella recensione di Ys X: Proud Nordics cosa ne pensiamo!

Ys X: Proud Nordics - Recensione

Non ne farò un segreto: non ho apprezzato granché il modo in cui Nihon Falcom e NIS America hanno gestito l’annuncio di Ys X: Proud Nordics. Come qualcuno ricorderà, la versione originale di Ys X: Nordics ha impiegato la bellezza di un anno per approdare sui mercati occidentali, ma neanche due mesi più tardi lo sviluppatore nipponico ha annunciato la riedizione, in barba a chi aveva avuto solo da poche settimane l’occasione di vivere la più recente avventura di Adol Christin (a proposito, qui trovate la recensione di Ys X: Nordics “vanilla”).

Pensato originariamente per accompagnare il lancio di Nintendo Switch 2 e recentemente convertito per PlayStation 5 e PC (con tutta probabilità a causa del gigantesco fiasco registrato dal discutibile fenomeno delle Game Key Card), Ys X: Proud Nordics è ora disponibile anche in Europa. Avendo apprezzato molto la decima iterazione di Ys, ho subito colto la palla al balzo per rigiocare uno dei miei episodi preferiti della saga; tuttavia, mi duole constatare che Ys X: Proud Nordics abbia davvero poco di che essere “orgoglio”, visto che i contenuti extra sono tutt’altro che imperdibili. Anzi, come vedremo a breve, l’episodio inedito poteva funzionare meglio se proposto come DLC.

Ys X: Proud Nordics - Recensione

  • Titolo: Ys X: Proud Nordics
  • Piattaforma: PlayStation 5, Nintendo Switch 2, PC (Steam)
  • Versione analizzata: PlayStation 5 (EU)
  • Genere: Action RPG
  • Giocatori: 1
  • Publisher:  NIS America
  • Sviluppatore: Nihon Falcom
  • Lingua: Inglese (testi), Giapponese o Inglese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 20 febbraio 2026
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: non annunciati
  • Note: versione riveduta e corretta di Ys X, il gioco include al suo interno tutti i DLC rilasciati per la versione “vanilla”.

Abbiamo recensito Ys X: Proud Nordics con un codice PlayStation 5 fornitoci gratuitamente da NIS America.

Un’appendice narrativa molto frammentata

C’è un problema di fondo nella struttura narrativa di questa riedizione di Ys X: Proud Nordics, ed è un limite che emerge proprio nel momento in cui il gioco cerca di offrire di più. Mentre l’avventura originale di Adol e Karja nel Golfo di Obelia brillava per coesione, l’introduzione dell’episodio extra ambientato sull’Isola di Öland (luogo citato nell’originale ma allora inaccessibile per la totale mancanza di approdi) si rivela un’operazione dal sapore strano, quasi agrodolce. Il problema fondamentale risiede nel “montaggio” dell’esperienza: la storia di Öland, un segmento corposo disponibile a partire dal Capitolo 5, non si incastra davvero nel main plot; agisce piuttosto come una parentesi autoconclusiva che corre parallela alla vicenda centrale. È qualcosa che Nihon Falcom avrebbe potuto distribuire tranquillamente come un DLC stand-alone. Come se non bastasse, il nuovo episodio non può essere affrontato nemmeno tutto d’un fiato, in quanto costringe il giocatore ad abbandonare l’isola ad intervalli regolari per tornare a dedicarsi all’intreccio primario. Questa scelta spezza la tensione e crea quindi una fastidiosa distonia ritmica: proprio quando la minaccia dei Griegr e il destino dei Balta iniziano a farsi pressanti, l’utente viene ciclicamente invitato a deviare verso le gelide terre del Nord per seguire le vicende di Canuto Gamley e Astrid Zayren. Quello che dovrebbe essere un piacere diventa, insomma, una specie di pedaggio narrativo.

Ys X: Proud Nordics – Recensione

Ed è un vero peccato, perché Canuto — cugino di Karja e fiero esponente della nobiltà di Danmorc — e la sua Sorella di Scudo Astrid, rappresentano le aggiunte più interessanti del pacchetto. Il problema è che la loro introduzione soffre proprio di questa segregazione narrativa. Il primo è un personaggio costruito con estrema cura: non a caso il suo legame con Astrid funge da specchio riflesso e speculare a quello tra Adol e Karja. Laddove i nostri protagonisti sono uniti da un misterioso vincolo magico, Canuto e Astrid mostrano invece la forza di un sodalizio forgiato dal dovere, dal sangue e da una gerarchia militare assai rigida. Astrid, in particolare, è una figura che brilla di luce propria. Pur essendo priva di Mana, la sua intelligenza tattica e il suo cinismo pragmatico offrono una lente d’ingrandimento preziosa sulle tradizioni più oscure dei Normanni, permettendo di esplorare il passato del Regno di Danmorc e le vestigia dell’antico Ducato di Norgard.

Ys X: Proud Nordics – Recensione

Eppure, la profondità dei comprimari non basta a mascherare la natura accessoria dell’operazione. Le scoperte archeologiche su Öland restano confinate in una bolla che non sposta di un millimetro gli equilibri della missione principale. Questa mancanza di compenetrazione trasforma quella che doveva essere l’espansione definitiva in un contenuto che fatica a giustificare la sua posizione nel viaggio di Adol. In definitiva, per quanto la scrittura sia pulita, l’episodio extra — la cui longevità si attesta attorno alle dieci ore circa — finisce per essere una pregevole nota a piè di pagina: un approfondimento ricco di fascino che però fallisce nel tentativo di diventare parte integrante di un racconto che, paradossalmente, appariva già completo nella sua forma originale.

Nessuna reale miglioria

Passando al gameplay, l’analisi delle novità introdotte in questa versione di Ys X richiede una disamina estremamente asciutta. Dietro la facciata di “edizione definitiva” si nasconde infatti un’impalcatura ludica che fatica a proporre un reale salto evolutivo, limitandosi a un’espansione orizzontale che non sempre gioca a favore del ritmo. Il fulcro di queste aggiunte risiede nel non troppo riuscito sistema di interazione con l’ambiente: sulla carta l’introduzione di nuove abilità legate al Mana avrebbe dovuto arricchire le sessioni di puzzle-solving e l’esplorazione, ma non tutto funziona come dovrebbe. Al centro di tutto troviamo il Mana Hold, un’essenziale meccanica di manipolazione degli oggetti che permette di sollevare, spostare e lanciare elementi dello scenario o proiettili nemici. Nonostante l’idea di base sia quella di aggiungere un livello di profondità tattica ai dungeon, trovo che l’implementazione risulti spesso didascalica: il più delle volte ci si ritrova infatti bloccati in segmenti ambientali dove la progressione è artificialmente rallentata dalla necessità di posizionare pesi su interruttori o rimuovere detriti, con una fisica degli oggetti che appare legnosa — e decisamente poco rifinita — rispetto alla fluidità estrema del sistema di combattimento. Questa frizione tra la velocità del “Cross Action” e la staticità dei nuovi enigmi crea un’esperienza a due marce che non sempre convince; personalmente ho avuto la spiacevole sensazione che tali meccaniche siano state inserite più per giustificare la natura “extra” del pacchetto che per una reale necessità di design.

Ys X: Proud Nordics – Recensione

Le nuove location, pur offrendo scorci visivamente suggestivi, soffrono di un level design che non osa quasi mai uscire dai binari già tracciati dal gioco base. Le strutture dei dungeon inediti ricalcano pedissequamente gli schemi di quelli originali: puntano su una verticalità accentuata che però viene gestita con strumenti già padroneggiati dal giocatore nelle prime ore di avventura. Anche l’introduzione delle sfide di navigazione avanzata — come le nuove correnti marine che dovrebbero velocizzare i viaggi a bordo della Sandras, quantomeno nelle lentissime fasi iniziali della campagna — si risolve in un mero accorgimento logistico che accorcia i tempi morti, senza però aggiungere un vero strato di sfida o di strategia navale. Già più incisivo mi è parso invece il lavoro svolto sulle cosiddette Mana Ride Races: gare di velocità sulla tavola magica che, per quanto divertenti, rimangono purtroppo confinate al rango di mini-gioco opzionale.

Ys X: Proud Nordics – Recensione

Il cuore del divertimento resta ancorato all’ottimo sistema di combattimento, ma anche qui le novità appaiono dosate con il contagocce. Le nuove boss fight sono sì spettacolari e mettono a dura prova i riflessi dell’utente (perlomeno ai livelli di difficoltà più alti), però non provano nemmeno per errore a proporre dinamiche o fasi di combattimento che richiedano un approccio anche solo parzialmente diverso da quello sperimentato in precedenza. Di conseguenza, il rischio concreto è quello di un rapido senso di saturazione, dove la quantità di contenuti non corrisponde a una reale freschezza dell’offerta. Persino le nuove modalità stile “Arena” o i dungeon a tempo — per quanto utili per massimizzare le statistiche e ottenere materiali rari — hanno il sapore di un riempitivo pensato solo per allungare la longevità del prodotto, piuttosto che per elevarne la qualità complessiva. In questo senso, l’asticella del comparto ludico non viene alzata per niente, bensì spostata un po’ più in là, aggiungendo tasselli a un mosaico che era già completo due anni fa e che ora appare quasi sovraccarico di elementi non essenziali. E sia chiaro, la bontà delle singole trovate è innegabile se prese singolarmente, però nell’insieme mancano di quella forza dirompente necessaria per trasformare una riedizione in un acquisto imprescindibile per chi ha già solcato i perigliosi mari del Golfo di Obelia.

Dal punto di vista tecnico e grafico, il passaggio all’edizione “Proud” è quasi impercettibile, specie per chi, come il sottoscritto, ha avuto il piacere di fruire di Ys X: Nordics “vanilla” su PlayStation 5 o PC. La versione Proud Nordics è stata del resto pensata per il pubblico di Nintendo, che sulla prima Switch era dovuta scendere a parecchi compromessi, come ad esempio il frame rate a 30 FPS. La nuova edizione, che non a caso è stata pubblicata soltanto su PS5, PC e Nintendo Switch 2, garantisce quindi dei tempi di caricamento istantanei e un frame rate granitico a 60 FPS, che nella nuovissima modalità “Performance” possono diventare addirittura 120. Sul fronte della pulizia visiva, il lavoro di affinamento appare già più soddisfacente, non a caso la risoluzione ha beneficiato di un upgrade e le tecniche di upscaling moderne si sono tradotte a questo giro in bordi molto più netti, una distanza visiva migliorata e un sistema di illuminazione globale che rende gli scenari meno “piatti” rispetto al passato.

Affronta con fierezza questa nuova avventura di Ys X: Proud Nordics! Vivi il viaggio di Adol e Karja attraverso l’Obelia Gulf, con numerosi miglioramenti al sistema di gioco. Scopri la nuova storia incentrata su Öland Island e i misteriosi Canute e Astrid. Preparati e affronta il subdolo dungeon a tempo di Muspelheim, dove ogni secondo conta. Non perdere tempo: la tua nuova avventura ti attende!

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A chi consigliamo Ys X: Proud Nordics?

Non riesco a consigliare Ys X: Proud Nordics a chi ha già conquistato il Golfo di Obelia, in quanto ritengo che i contenuti extra non ne giustificano l’acquisto. Per di più, l’impossibilità di caricare i salvataggi della versione precedente, magari per recuperare i livelli dei personaggi o l’equipaggiamento posseduto, costringe l’utente a ripetere da capo l’intera avventura e a risorbirsi le sue lentissime fasi iniziali. Al contrario, chi non si è ancora imbarcato sulla Sandras potrebbe approfittare della riedizione per aggiungere Ys X alla propria collezione e lasciarsi travolgere dalla sensazionale componente esplorativa che soltanto le avventure di Adol Christin sanno regalare. E poiché in questo momento Ys X: Nordics e Proud Nordics hanno dei prezzi molto simili, sarebbe saggio spendere leggermente di più per avere l’edizione “completa”.

Ys X: Proud Nordics – Recensione

  • Include i DLC della versione “vanilla”
  • La modalità Performance raddoppia il frame rate
  • I due personaggi inediti sono ben scritti…

  • …ma le loro vicende non si incastrano nella trama principale
  • Le novità ludiche appaiono superflue e dall’implementazione didascalica
  • Graficamente rimane estremamente datato
Ys X: Proud Nordics
3

Una riedizione per nulla “Proud”

Se da una parte comprendo la decisione di portare Ys X sulla nuova ammiraglia di casa Nintendo, dall’altra fatico a spiegarmi cosa abbia potuto spingere lo sviluppatore nipponico a confezionare una riedizione di Nordics anziché un’espansione stand-alone. Diversamente da ATLUS, che in Persona 4 Golden, Persona 5 Royal e Shin Megami Tensei V: Vengeance ha ampiamente dimostrato di saper innestare a dovere i contenuti extra proposti dalle riedizioni, i ragazzi di Nihon Falcom hanno effettuato un’implementazione superficiale e sbrigativa. Ys X: Proud Nordics manca di coesione e la scelta di sviluppare l’episodio inedito parallelamente alla campagna principale finisce per spezzare il ritmo di ambedue i racconti. Ciò detto, se non avete mai giocato Ys X, potreste considerare l’idea di salpare direttamente con la versione Proud Nordics, che se non altro velocizza le fasi navali.

Monster Hunter di professione, nonché accumulatore seriale di videogiochi di produzione rigorosamente giapponese, pare si sia autoesiliato in una dimensione alternativa in cui le personificazioni di SQUARE ENIX, BANDAI NAMCO Entertainment e CyberConnect2 sono sue compagne d’arme nella lotta contro l'odiato dio degli FPS e gli infedeli al suo seguito. Ha un’evidente ossessione per le spade e sogna di governare Gamindustri. Suoi nemici giurati sono i servizi in abbonamento e il digital delivery.

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