A Rose in the Twilight – Recensione

Riuscirete ad aiutare la piccola Rose e spezzare la Maledizione delle Spine? A Rose in the Twilight è disponibile su PC e PS Vita

A Rose in the Twilight - Recensione

A Rose in the Twilight - RecensioneSvegliarsi nei sotterranei di un castello abbandonato e in rovina senza poter ricordare nulla di sé e della propria vita è già abbastanza traumatico, ma svegliarsi nel sotterraneo di un castello abbandonato e in rovina con una strana rosa bianca che avvolge il tuo corpo con il gambo credo sia oltremodo sconvolgente.

Nonostante questo, Rose non si fa sconfiggere dalla paura e dall’esitazione e decide di iniziare ad esplorare il castello, per trovare una via d’uscita. La ragazza scoprirà a sue spese che lasciare quei sotterranei sarà più difficile del previsto, al contrario di perdere la vita. Nonostante sia arrivata la sua prematura dipartita, la ragazza capirà di aver ricevuto un dono che le permette di poter tornare a vivere. Questa immortalità è più una maledizione che un dono, infatti Rose ad ogni morte sarà obbligata a ripetere di nuovo la tremenda esperienza. Ma assieme alla possibilità di ritornare in vita, la rosa bianca ha reso la ragazzina in grado di assorbire il sangue intriso sulle macerie del castello. Il sangue assorbito dalla rosa, le permetterà di poter recuperare i ricordi sopiti nella mente. Alla ricerca della sua memoria e in fuga da strane presenze che infestano il castello, Rose potrà contare solo su se stessa e su l’inaspettato aiuto di un golem indistruttibile e quasi inarrestabile.

  • Titolo: A Rose in The Twilight
  • Piattaforma: PlayStation Vita, PC / Steam
  • Genere: Puzzle, Platform
  • Giocatori: 1
  • Software house: NIS America
  • Sviluppatore: Nippon Ichi Software
  • Lingua: Inglese (testi)
  • Data di uscita: 14 aprile 2017
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: non disponibili
  • Note: disponibile in edizione limitata sullo store di NIS America

A Rose in the Twilight è uscito lo scorso 14 aprile per PC tramite Steam e PlayStation Vita. Pubblicato e sviluppato da Nippon Ichi Software, questo puzzle platformer fornisce un ottimo motivo per rispolverare la propria PS Vita. Con un gameplay semplice e immediato, vi terrà impegnati per una decina di ore con i suoi enigmi di difficoltà crescente e con un tasso di mortalità altissimo. Se a leggere queste frasi vi vengono in mente giochi quali Limbo o htoL#NiQ: The Firefly Diary (gioco creato dallo stesso game designer di A Rose in The Twilight), avete proprio ragione. Questi tipi di giochi hanno anche in comune l’utilizzo delle immagini per narrare la cupa storia di fondo, anziché i dialoghi, e non sempre tutto è chiaro, lasciando molto spesso qualche dubbio al giocatore.

 

Il sangue che porta la libertà

Come detto in precedenza, il gioco ha un gameplay semplice, immediato e con una semplice pressione del tasto R si può giocare nei panni di Rose o passare al nerboruto golem. La ragazza ha la capacità, oltre a poter risorgere ai checkpoint, di poter risucchiare il sangue che si è impregnato su oggetti e nemici, rendendoli privi di colore,praticamente fossilizzati nello spazio e indistruttibili. Al contrario, ridonando il sangue agli oggetti si vedranno liberi da questa stasi e torneranno a poter essere utilizzati, come per esempio raccolti dal golem o riattivare un semplice interruttore a pressione.  Questa meccanica è la base di tutti i puzzle presenti nel gioco ed è indispensabile utilizzare entrambi i personaggi per poter proseguire nel gioco e avere la meglio sul destino di morte di Rose. Oltre a questi enigmi, dove vedremo Rose perdere la vita a causa di un errore di calcolo o di distrazione, ci troveremo a doverla difendere da creature pronte a farla a pezzi e senza rimorsi. Solo le forti e granitiche braccia del golem potranno difendere la ragazzina dall’infinita serie di morti violente.

Il sangue che porta la verità

A Rose in The Twilight non è un gioco allegro e spensierato. Non è un platform con una storia divertente e a lieto fine. È un gioco crudele, dove verseremo sangue ad ogni nostro errore. Il sangue ne fa da padrone. È ovunque e non è solo una decorazione degli ambienti, ma anche un modo per raccontare una storia. Il sangue è denso di ricordi e tramite esso scopriremo la vita del castello, dei suoi abitanti e della stessa Rose. Durante l’esplorazione ci si imbatterà in cadaveri che, una volta assorbita la loro linfa vitale, ci mostreranno la loro dipartita tramite immagini cremisi in uno strano e disturbante teatro delle ombre.

A chi consigliamo A Rose in The Twilight?

Consigliamo l’acquisto di A Rose in The Twilight ai soli appassionati di puzzle game, in quanto non è un titolo godibile da chi non ama gli enigmi troppi intricati e preferisce soffermarsi il meno possibile su questi rompicapo. La mancanza di pura azione, a parte i pochi momenti dedicati all’abilità di lancio del golem, e la bassa longevità della storia che, può aumentare se si decide di cercare e risucchiare tutti i ricordi sparsi e nascosti per il gioco, sono a tutti gli effetti gli unici aspetti negativi del gioco.

  • Enigmi impegnativi, ma mai impossibili
  • Un’ottima storia senza parole
  • Protagonisti amabili

  • Scarsa longevità
  • Ritmo troppo lento e a volte tedioso
A Rose in the Twilight
4

Un poetico loop di morte

A Rose in the Twilight è un ottimo puzzle platformer, ma la lentezza dei movimenti è davvero frustrante e ci troveremo a premere il pulsante X in continuazione, velocizzando gli spostamenti ma rischiando di morire picchiando la faccia contro i freddi gradini delle onnipresenti scale. L’ambientazione è dominata da tre soli colori: il rosso scarlatto del sangue, il bianco porcellana della pelle di Rose e il nero delle ombre che avvolgono il il destino del castello. Questi tre colori si intrecciano creando un’atmosfera cupa e angosciante, un’atmosfera perfetta per raccontare la misteriosa storia di Rose e del perché si trovi in un posto tanto pericoloso. Gli enigmi non sono sempre una passeggiata, ma è proprio il bello di giochi come questo anche se, alcune volte, è davvero difficile rimanere impassibili davanti all’innocente Rose mentre muore e rinasce in un continuo loop di sofferenza, sacrificio e salti non ben calibrati.

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