Sonic Colours: Ultimate – Recensione

Sonic Colours torna dopo undici anni con delle accortezze tecniche, modalità aggiuntive e tante altre novità. Lo abbiamo messo alla prova: ecco la nostra recensione!

Sonic Colours Ultimate - Recensione

Uscito originariamente per Wii nell’autunno 2010, Sonic Colours aveva avuto il merito di portare una ventata d’aria fresca nella problematica fase 3D del celeberrimo riccio blu di SEGA e dei suoi amici. La versione “Ultimate” non è, per fortuna, la solita remaster: è stata aggiunta una nuova modalità di gioco, la colonna sonora è stata riorchestrata, ci sono dei nuovi checkpoint, i controlli sono stati ricalibrati per essere giocati su un pad tradizionale e ci sono tante piccole novità di cui tenere conto.

Riproporre il gioco dopo ben undici anni è stata quindi una mossa discutibile o un’idea intelligente? Scopritelo nella nostra recensione di Sonic Colours: Ultimate.

Sonic Colours Ultimate - Recensione

  • Titolo: Sonic Colours: Ultimate
  • Piattaforma: PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch, PC / Epic Games Store
  • Versione analizzata: PlayStation 4 (EU)
  • Genere: Azione, Platform
  • Giocatori: 1
  • Publisher: SEGA
  • Sviluppatore: Sonic Team, Dimps, Blind Squirrel Entertainment
  • Lingua: Italiano (testi e doppiaggio)
  • Data di uscita: 7 settembre 2021
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: oggetti cosmetici con la Digital Deluxe Edition
  • Note: la versione fisica, contenente un portachiavi di Baby Sonic, è stata rimandata all’1 ottobre.

Abbiamo recensito Sonic Colours: Ultimate con un codice PlayStation 4 fornitoci gratuitamente da SEGA tramite Koch Media.

Il potere dei Wisp

Così com’era nel gioco originale, Sonic Colours ruota intorno al potere dei colori dei Wisp, delle entità introdotte in questo capitolo, ognuno con delle peculiarità da utilizzare nelle più disparate situazioni. Oltre ai potenziamenti che avevamo apprezzato nel gioco originale, è stato anche aggiunto un nuovo Wisp di colore giada, in grado di mutare Sonic in uno spirito e renderlo dunque immateriale. Questo permetterà al nostro beniamino non solo di passare attraverso gli oggetti tangibili, ma anche di fluttuare.

Sonic Colours: Ultimate – Recensione

Sin dalla sua uscita nel 2010, Sonic Colours si era subito imposto come uno dei migliori capitoli 3D della serie. Certo, i suoi contendenti non erano difficili da battere: da un lato avevamo capitoli come il Sonic The Hedgehog del 2006 o altri venuti dopo, come il disastroso Sonic Lost Word per Wii U e 3DS. Questo cosa ci dice su Sonic Colours? Che riusciva di sicuro a risultare un’esperienza migliore di quelle sopracitate, più curata nelle meccaniche e più fresca nel concept, preferendo quindi una struttura a livelli più classica, ma di certo non ci dice che fosse un gioco perfetto.

Sonic Colours: Ultimate – Recensione

I poteri dei Wisp, infatti, donano al gioco un ritmo piuttosto altalenante: se da un lato rinfrescano il feeling quando controlliamo il riccio blu, finiscono per rallentare alcune fasi di gioco oppure ad automatizzarne altre. Il sopracitato nuovo Wisp che rende immateriali spezza l’azione e ci porta ad avanzare con una certa lentezza, mentre quello ciano già disponibile nell’originale ha il problema opposto: pur mantenendo l’alta velocità di gioco, ci toglie il controllo e sfreccia da solo verso nemici e parti prestabilite del livello.

Mentre un problema che risulta comune a tutti i Wisp è il loro essere molto situazionali: i livelli, con un buon design e pensati per poter ruotare intorno alla possibilità offerte da questi potenziamenti, possono essere molto brevi e alle volte possono essere superati anche senza utilizzare i Wisp in questione, diventando un’opzione, piuttosto che una meccanica. Questo non vuole significare che tutte le abilità donateci dai piccoli esserini siano inutili o inserite in maniera stonata nell’esperienza, ma il tutto genera degli strani problemi di ritmo, che in un gioco di Sonic dovrebbero invece essere ascrivibili alla mera capacità del giocatore di far sfrecciare Sonic con maestria e senza farsi interrompere dagli ostacoli del livello.

Passato e presente

Ma i problemi di ritmo non sono solo colpa dei Wisp: il level design costringe, talvolta, il giocatore a delle brusche frenate che lo portano a dover pianificare in maniera metodica i salti e a litigare con quelli che sono alcuni dei problemi di imprecisione presenti sin dall’uscita del gioco nel 2010 e mai del tutto risolti, sebbene limati a dovere in questa nuova edizione.

Immaginate di star sfrecciando attraverso il tracciato di un livello e di giungere dinanzi a una serie di piattaforme semoventi che conducono verso una balconata in alto che è la vostra destinazione: costretto a fermarsi e a dover pianificare i salti, Sonic finirà sovente per attaccarsi ai muri per eseguire wall jump e capriole quando voi stavate solo tentando di raggiungere una di queste piattaforme\ascensori per procedere, mentre una vocina nella vostra testa vi dirà che l’unica cosa che desidera è sfrecciare, sfrecciare e sfrecciare come soltanto Sonic sa fare.

Perché poi sta tutto lì: una volta che ci ritroviamo a controllare il riccio nelle sezioni più frenetiche o nei rettilinei ricchi di ostacoli, sfide e nemici, Sonic Colours: Ultimate fa il suo dovere e lo fa molto bene, riuscendo a proporre comandi reattivi, adattati in maniera lodevole dalla struttura pensata originariamente per Wii. Sfrecciare tra nemici disposti a varie altezze, affrontare i boss e utilizzare i potenziamenti dei Wisp per sbaragliare ogni tipo di minaccia è divertente ed è ciò che dovrebbe fare Sonic in ogni momento e in ogni gioco.

Sonic Colours: Ultimate – Recensione

Ed è proprio qui che il passato (e il problematico presente) di Sonic si fa sentire: una IP nata con il 2D non dovrebbe per forza rimanere nelle due dimensioni ma, come è accaduto per altri brand più famosi, dovrebbe essere in grado di transitare con successo alle tre dimensioni. Sonic ci è riuscito con alti e bassi nel corso degli anni e il motivo è sempre stato lo stesso: i giochi del porcospino blu, essendo improntati sulla velocità, si sono sempre rivelati incompatibili con la suddetta transizione.

SEGA riuscirà mai a risolvere del tutto questo problema? Ora che sono passati tanti anni, la risposta inizia pericolosamente a sembrare no. Sonic Colours: Ultimate, infatti, ci ricorda che sebbene ci siano dei giochi Sonic 3D validi, non sono comunque indimenticabili come quelli 2D.

Il riccio blu si rifà il trucco

Con questa operazione di remaster, SEGA ci ripropone Sonic Colours: Ultimate con delle novità come il Wisp citato all’inizio, una colonna sonora riorchestrata, la modalità Rival Rush (dove potremo accedere a sfide a tempo con Metal Sonic, cosa che ci darà delle ricompense), un nuovo sistema di checkpoint con la possibilità di essere salvati da Tails nel caso cadessimo nel vuoto e ottenere un’invulnerabilità momentanea se raggiungiamo un totale di 100 anelli raccolti. Cosa che di sicuro in tanti apprezzeranno è poi la possibilità di mappare da capo i controlli.

Sonic Colours: Ultimate – Recensione

Oltre ciò, il gioco non sente poi così tanto il peso degli anni, la grafica cartoon, la vivacità degli ambienti e dei personaggi e l’autoironia di fondo rendono questo capitolo un’esperienza ancora fresca e divertente. Attenzione però: le novità introdotte non aumentano più di tanto la scarsa longevità del titolo. Per portarlo a termine bastano infatti circa cinque o sei ore, mentre la situazione è davvero interessante se si decide di puntare al completismo, scegliendo di raggiungere il 100% in ogni livello e in ogni mondo, dovendo riaffrontare in modo diverso alcune sezioni con l’ausilio di altri tipi di potenziamento.

Buone notizie per il fronte tecnico, il gioco è stabile, ancorato sui 60 frame al secondo su PS4 standard e con giusto qualche imperfezione visiva durante i filmati, che sono stati visibilmente upscalati, con risultati talvolta altalenanti. La colonna sonora è presente e si fa sentire: ben orchestrata, simpatica e a conti fatti un buon accompagnamento all’esperienza.

Tuttavia, la pregevole qualità della remaster non basta per redimere il prezzo a cui viene venduta: 39,99 € per la versione normale e 44,99 € per la Digital Deluxe, molto per un gioco di undici anni fa e che dura davvero poco, specie se non si è interessati a contenuti extra o a completare tutto. Le novità ci sono, sono interessanti e invogliano a giocare, ma non basta.

Sonic Colours: Ultimate – Recensione

Unisciti a Sonic nella più bella avventura ad alta velocità di tutti i tempi! Il malvagio Dr. Eggman ha costruito un luna park interstellare gigante, pieno di giostre e attrazioni colorate. Purtroppo lo alimenta con i wisp, gli alieni che ha catturato! Sfrutta la velocità fulminea di Sonic per liberare i wisp e scopri i loro magnifici poteri segreti mentre esplori sei mondi colorati unici, colmi di nemici pericolosi e ostacoli da superare. Ora con grafica e gameplay migliorati, funzioni aggiuntive e nuove modalità di gioco, Sonic Colours è un’esperienza imperdibile. Sonic sarà messo alla prova in questo viaggio avvincente per liberare i wisp, ma con il loro aiuto, e il tuo, ne vedrà di tutti i colori!

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A chi consigliamo Sonic Colours: Ultimate?

Sebbene Sonic Colours: Ultimate sia un titolo che apporta delle novità interessanti alla formula originale, è anche un gioco con un prezzo da non sottovalutare, specie se non si è intenzionati a completarlo al 100%. A fronte di queste considerazioni, consigliamo questa remaster principalmente a chi non ha mai giocato Sonic Colours, potendo quindi godere di un titolo “nuovo”. Per tutti gli altri, se avete già apprezzato questa avventura ai suoi tempi, potete farne a meno.

Sonic Colours: Ultimate – Recensione

  • Operazione di remaster riuscita
  • Poche novità, ma per lo più ben inserite
  • Gameplay reattivo e veloce
  • Interessante se si punta al completismo…

  • …Ma molto breve in caso contrario
  • Prezzo elevato
  • Alcune imprecisioni dei controlli mai risolte del tutto
  • Ritmo di gioco altalenante
Sonic Colours: Ultimate
2.5

Sonic preme sull’acceleratore, ma ogni tanto è costretto a frenare

SEGA ha certamente osato qualcosina su Sonic Colours: Ultimate, ma poteva fare questo e molto altro ancora nel tentativo di riportare in auge quello che a tutti gli effetti fu uno dei migliori capitoli 3D dell’epoca moderna, specie se comparato ad altri titoli meno riusciti (o addirittura disastrosi) che sono venuti sia prima che dopo. Una serie di scivoloni come il ritmo non sempre azzeccato e la bassa longevità ne minano il giudizio complessivo. Un peccato, se si conta che quando il titolo mostra gli artigli, fa bene il suo lavoro.

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Classe 1993, cresciuto a pane e videogiochi. Ha studiato musica durante la sua adolescenza per poi appassionarsi alla cultura giapponese, studiare la lingua e andare a vivere in Giappone per studio e lavoro. Nella vita di tutti i giorni è un traduttore freelance, Dungeon Master e videogiocatore incallito. Tra le altre sue passioni, il cinema, la tecnologia e le lingue in generale.

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