I migliori anime sul gioco d’azzardo da vedere

Kakegurui

Esiste un filone che l’animazione giapponese coltiva da trent’anni e che in Italia resta sottotraccia, schiacciato fra gli shonen di combattimento e le storie d’amore. Sono le serie costruite intorno a una scommessa, dove il conflitto non si risolve con un pugno ma con una mano di carte, un tavolo da mahjong o un patto firmato senza leggere le clausole.

Il capostipite ha un nome preciso, Nobuyuki Fukumoto, e una fissazione, il debito: due dei titoli di questa lista sono suoi, e in entrambi il protagonista arriva al tavolo perché non ha alternative. Da lì il filone si è allargato, ha attraversato il mahjong e il baseball, ed è finito nei cataloghi delle piattaforme in streaming, dove oggi convive con i franchise da prima serata.

Prima dell’elenco vale la pena dire cosa tiene insieme titoli così diversi, perché non è il denaro. È l’informazione. In ognuna di queste serie il protagonista si siede a un tavolo di cui non conosce le regole vere, le probabilità le tiene il banco e non le comunica a nessuno, e il colpo di scena arriva quando qualcuno legge il regolamento meglio degli altri. È l’opposto esatto di come funziona il gioco regolamentato, dove ogni operatore con concessione ADM è obbligato a dichiarare la percentuale di ritorno di ciascun gioco prima che si punti, e dove portali come imiglioricasinoonline.net censiscono i casinò online autorizzati mettendo insieme licenze e percentuali. Nella finzione quel numero non esiste, e la tensione nasce proprio da lì.

Quello che segue è un percorso in otto titoli, dai più noti ai più laterali, con l’indicazione di chi li ha animati e quando. Se cercate altri elenchi tematici, sul sito trovate anche dieci manga da leggere assolutamente e i migliori anime isekai da vedere.

1. Kakegurui

È il titolo che ha portato il genere su Netflix e da cui parte quasi tutti. Il manga di Homura Kawamoto, disegnato da Tōru Naomura, è ambientato all’accademia Hyakkaou, un istituto dove la gerarchia sociale la stabiliscono le vincite e dove chi perde finisce in una condizione di servitù. L’anime è di MAPPA e ha debuttato fra luglio e settembre 2017, con Netflix che lo ha distribuito dal 2018. La seconda stagione, Kakegurui ××, è andata in onda da gennaio a marzo 2019, mentre lo spin-off Kakegurui Twin è arrivato nell’agosto 2022. Il motore della serie non sono le partite in sé, che spesso durano pochi minuti, ma il modo in cui i personaggi truccano il tavolo prima di sedersi.

2. Kaiji

Gyakkyō Burai Kaiji, distribuito fuori dal Giappone come Kaiji: Ultimate Survivor, è il lavoro che ha definito le regole del genere. Fukumoto mette un ragazzo indebitato su una nave, l’Espoir, e lo costringe a giocarsi la libertà in partite che sembrano banali finché non si capisce come funzionano. L’adattamento è di Madhouse, andato in onda su Nippon TV fra il 2007 e il 2008. Il primo gioco della nave, la morra cinese a carte limitate, consegna a ogni partecipante dodici carte, quattro per ciascun simbolo, e tre pendenti a stella che valgono come garanzia: da quel momento il problema non è vincere la singola mano ma gestire un mazzo che si consuma. Più avanti arriva l’E-Card, dove le carte sono soltanto tre, Imperatore, Cittadino e Schiavo, e la partita si gioca sulla lettura dell’avversario.

3. Akagi

Sempre Fukumoto, sempre Madhouse, questa volta con VAP e NTV fra il 2005 e il 2006. Shigeru Akagi è un ragazzo che entra per caso in una bisca e si rivela imbattibile a mahjong, in un Giappone del dopoguerra fatto di stanze piene di fumo. Il manga, Akagi: Yami ni Oritatta Tensai, è stato serializzato dal 1991 al 2018, ventisette anni, e la parte finale è occupata dalla partita contro Iwao Washizu, una delle figure più potenti della malavita giapponese. Per chi non conosce il mahjong l’ingresso è ripido, ma la serie spiega abbastanza da farsi seguire e resta il ritratto più riuscito del giocatore che non ha niente da perdere.

4. Tomodachi Game

Cinque amici del liceo, un debito comparso dal nulla e una serie di prove che servono a misurare quanto valga la fiducia reciproca. Il manga è di Mikoto Yamaguchi e Yūki Satō, l’anime è dello studio Okuruto Noboru e ha coperto la stagione primaverile 2022, da aprile a giugno, con la regia di Hirofumi Ogura e la sceneggiatura di Kenta Ihara. Rispetto a Fukumoto il centro si sposta dal calcolo delle probabilità alla manipolazione.

5. One Outs

Il baseball come pretesto per parlare di scommesse. Toua Tokuchi firma un contratto in cui guadagna cinque milioni di yen per ogni eliminazione e ne perde cinquanta per ogni punto concesso, e da quel momento ogni lancio diventa una decisione economica. Venticinque episodi prodotti da Madhouse con la regia di Yūzō Satō, in onda su Nippon TV fra ottobre 2008 e aprile 2009. È la serie che spiega meglio il concetto di rischio calcolato.

6. Saki

L’altra faccia del mahjong, quella scolastica e sportiva. Saki Miyanaga detesta il gioco per motivi familiari e finisce nel club della sua scuola, dentro il circuito dei tornei studenteschi. L’anime è del 2009, venticinque episodi firmati Gonzo insieme a Picture Magic, in onda su TV Tokyo da aprile a settembre. Qui non ci sono debiti né bische, e per chi vuole capire le regole del mahjong è il punto d’ingresso più gentile.

7. Death Parade

Il caso più sperimentale della lista. Chi muore arriva al Quindecim, un bar dove il barista Decim lo mette a giocare, e il gioco decide dove andrà dopo. Creata, scritta e diretta da Yuzuru Tachikawa per Madhouse, è andata in onda fra il 9 gennaio e il 27 marzo 2015. I giochi sono banali di proposito, freccette e biliardo, perché quello che conta è cosa succede a due sconosciuti costretti a battersi senza sapere la regola vera.

8. Kakegurui Twin

Chiude il cerchio con un prequel. La protagonista è Mary Saotome, personaggio secondario della serie principale, e la storia racconta come funzionava Hyakkaou prima dell’arrivo di Yumeko Jabami. Sei episodi usciti su Netflix nell’agosto 2022. Da vedere dopo la serie madre, perché molte scelte hanno senso solo conoscendo il finale.

Manca all’elenco Liar Game, che in Italia molti citano come anime pur non essendolo: il manga esiste, l’adattamento è un drama in carne e ossa. Se il criterio è l’animazione, resta fuori.

Per chi parte da zero l’ordine più comodo è Kakegurui, che ha il ritmo più televisivo e si trova in streaming senza cercare, poi Kaiji per capire da dove viene tutto il resto, e Akagi solo dopo, quando il mahjong non spaventa più. Death Parade si può guardare in qualsiasi momento, perché sta in piedi da solo.

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